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Mattia Stuani, RadiumOne: «Mettiamo la trasparenza alla base del risultato»

Il Programmatic è stato uno dei temi più dibattuti del Festival of Media Global, l’evento internazionale organizzato da C Squared per analizzare l’evoluzione del marketing alla luce dei nuovi comportamenti di consumo e mediatici. Ciò non stupisce: con la headline “The next ten years”, l’edizione 2016 dell’evento ha voluto concentrarsi sugli scenari futuribili della industry pubblicitaria, in cui dati, tecnologie e automazione dei processi hanno senz’altro un ruolo-chiave.

«Come realtà globale e “at the edge of technology”, per noi è importante essere presenti a un appuntamento come questo, che ci permette di fare networking a un livello alto», ci ha detto Mattia Stuani, Managing Director per l’Italia di RadiumOne, una delle società a più rapida crescita dello scenario dell’ad tech internazionale, che ha presenziato all’evento con uno stand.

Il programmatic, però, non è solo il futuro ma argomento di attualità nel mercato. «Già oggi, nelle gare media le aziende valutano i centri media più per la loro proposizione in termini di programmatic che per la capacità di portarli in tv o sugli altri mezzi, competenza che danno ormai per assodata», osserva Stuani. «È sul gigantesco tema del programmatic, a cui si collega la capacità di utilizzare con efficacia i dati, che i clienti si concentrano e che fa la differenza».

Nel corso del Festival of Media, molto spazio è stato dato al tema della trasparenza nell’ambito del media buying automatizzato, un aspetto che preoccupa molto gli investitori. «La cosa non può che farmi piacere – commenta Stuani – RadiumOne è nata proprio per fare della trasparenza nei confronti del cliente la base su cui costruire il risultato, assieme a una capacità senza pari di raccolta, elaborazione e immediata attivazione del dato».

«Spesso mi viene fatta l’obiezione che non in tutte le industry è richiesta una trasparenza nella filiera di produzione, ad esempio: quando un consumatore compra una macchina fotografica non è tanto interessato ai dettagli sulla componentistica bensì al risultato finale, ovvero le funzionalità del bene. Tuttavia – osserva il Managing Director di RadiumOne – nel nostro specifico settore è un po’ come nell’industria alimentare, dove l’acquirente ha l’esigenza di conoscere ogni dettaglio relativo al prodotto. La trasparenza diventa dunque fattore competitivo perché direttamente funzionale alla qualità del servizio erogato e perciò al risultato finale. Basta Black Box, è l’ora del Programmatic 2.0».

L’approccio sembra funzionare. RadiumOne, in Italia dallo scorso ottobre, si sta infatti affermando in fretta anche nel nostro mercato. «Stiamo andando molto bene e proprio in questi giorni, per supportare questa crescita, stiamo allargando il nostro team con l’innesto di professionisti tra i più competenti e affermati sul mercato», conclude Stuani.

Il mercato dell’adv ha un nuovo protagonista assoluto: i dati

In un mercato sempre più governato dal programmatic, «fiducia e trasparenza sono due temi chiave» insieme «all’integrità del sistema digitale». A dirlo è Dominic Proctor, Global President di GroupM, al Festival of Media Global, l’evento internazionale organizzato dalla società inglese C Squared e giunto al decimo anniversario, che ha scelto di nuovo Roma come unica tappa europea.

Focus del Festival è l’evoluzione del marketing e non a caso, il tema guida dell’edizione 2016, “The Next Ten Years”, si pone come momento di riflessione sui cambiamenti strutturali che stanno interessando i media, con particolare attenzione sugli effetti che impattano sul brand e sul mondo della pubblicità.

In occasione del suo intervento, Proctor ha ricordato che tutto è cambiato rispetto a 10 anni fa: Facebook, allora, quasi non esisteva, e gli operatori del settore pubblicitario in tutto il mondo non sono stati in grado di cogliere fino in fondo la portata del cambiamento. E oggi il mercato ha nuove sfide da affrontare, in primis quella dell’addressable tv, e un nuovo protagonista assoluto: i dati. «Diventeremo tutti dei data-management business», ha affermato il Global President di GroupM.

Il Festival of Media Global, che viene ospitato da Roma per la sua unica tappa europea per il terzo anno consecutivo, vede come di consueto un ricco panel di relatori, fra i quali personalità di spicco come Bruce Daisley, Vice Presidente di Twitter Europa; Alasdair Ross, Global Product Director della Economist Intelligent Unit; Dominic Good, Global Sales Director del Financial TimesDillon Seo, Ceo di OculusSarah Mansfield, VP Global Media EuropeNick Hug , VP Emea di YahooPaul Rossi, Presidente di The Economist GroupTim Gentry, Global Revenue Director per The Guardian.

A maggio a Roma il Festival of Media Global 2016, ecco chi ci sarà

Un nutrito panel di prestigiosi relatori attende i partecipanti dell’edizione 2016 del Festival of Media Global, l’evento in programma a Roma, all’Hotel Cavalieri, dal 18 al 20 maggio. Il tema della kermesse sarà “I prossimi 10 anni”, una scelta dettata dal fatto che l’edizione 2016 sarà la decima della manifestazione organizzata dalla società inglese C Squared. Ad aprire i lavori sarà Jeremy King, Managing Director, Festival of Media & M&M Global.

Alla kermesse capitolina sono attesi gli interventi di alcuni dei più importanti manager del mercato editoriale, digitale e pubblicitario internazionale per un’agenda che si annuncia ricca di incontri.

Tra i relatori figurano infatti, tra gli altri, Marcus Rich, ceo Time Inc.; Nick Hugh, vp Emea Yahoo!; Paul Rossi, president The Economist Group; Henry Tajer, Global Ceo IPG Mediabrands; Dominic Proctor, President Group M; Bruce Daisley, VP Europe Twitter; Dillon Seo, Ceo Oculus; Jim Elms, Ceo Initiative; Joseph Ripp, Chairman & Ceo Time Inc; Lindsay Pattison, Ceo Maxus Worldwide; Linda Yaccarino, chairman Nbcu; Mike Cooper, Ceo PHD; Matthew Dearden, president Clear Channel Europe e Dominic Good, Global Sales Director Financial Times.

Non mancheranno inoltre figure di vertice del mondo delle aziende, come Shane Hoyne, Europe Cmo, Bacardi; David Gonzales, Head of Display Europe Adidas; Sarah Mansfield, Vp Global Media Europe Unilever; Jan Gooding, Group Brand Director Aviva; Jeremy Paul, Vp European Marketing Comms & Insight Activision; e Abbie Oguntade, Global Marketing Director HTC.

Gli altri relatori sono Eliott Reilhac, Co-founder & Ceo TVTY; Alasdair Ross, Global Product Director Economist Intelligence Unit; Alex Cheeseman, Head of International Strategy NewsCred; Alexander Jutkowitz, Ceo Truffle Pig; Alexander Mankowsky Social scientist/Mercedes-Benz/Future Studies & Ideation Mercedes/Daimler AG e Kyu C Lee, Ceo & Producer KinO33 Entertainment; Wenda Harris Millardp, president & Coo Media Link; Subrina Liu, general manager Herborist; Mike Peralta, Ceo AudienceScience; Mitch Kanner, Ceo/Founder 2 Degrees Ventures; Sam Phillips, Cmo, Omg & Managing Director, Omg Ethnic (UK) Omg; Ruth Hunt, Ceo Stonewall; Tim Gentry, global revenue director The Guardian; Odile Robotti, Head of Italian Chapter/Founder & Ceo
30% Club/Learning Edge; Neil McKinnon, Head of marketing Infectious Media e Philip O’Ferrall, Svp Viacom Velocity.

Appuntamento a Roma, dunque, dal 18 al 20 maggio.

Rubicon Project acquisisce la gestione dell'inventory mobile di Lumata

Crescere sul fronte display e mobile e potenziare le tecnologie alla base dei processi di automatizzazione degli acquisti di spazi pubblicitari “reservation based”. Sono questi gli obiettivi di Rubicon Project per il 2015, come ci hanno detto Jay Stevens, general manager International e Sara Buluggiu, direttore commerciale Sud Europa della società, intervistati in occasione del Festival of Media Global 2015.

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Jay Stevens

«Il 2014 è stato l’anno dell’espansione internazionale, con l’apertura di nuovi uffici in Brasile, Giappone, Sud Est Asiatico e nell’area Mediterranea – ci ha spiegato Stevens -. Ora, forti di recenti acquisizioni, intendiamo soprattutto potenziarci nella creazione di sistemi che favoriscano l’automatizzazione della compravendita degli spazi adv, soprattutto in campo Audience Guaranteed. L’obiettivo è rendere più efficienti i processi, il che può facilmente favorire un’adozione maggiore del Programmatic in campo pubblicitario. E’ proprio in quest’ottica che lo scorso novembre abbiamo acquisito due importanti società, specializzate nel campo delle negoziazioni dirette tra editori e inserzionisti, iSocket e Shiny Ads».

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Sara Buluggiu

Ma non è questo l’unico fronte su cui si muoverà la società nei mesi a venire, come ci ha spiegato Sara Buluggiu. «Guardiamo con vivo interesse al mezzo mobile, un canale che sta crescendo molto e che per noi sta diventando di assoluta importanza. A tal proposito abbiamo recentemente acquisito la gestione in Programmatic degli spazi mobile di Lumata, un cliente particolarmente importante di cui gestiremo le inventory a livello paneuropeo».

Tutto questo alla vigilia dell’inaugurazione dei nuovi uffici italiani, in centro a Milano, dove lavorerà un team coordinato dalla stessa Buluggiu insieme a Mariano De Luca, account director, Seller Cloud per il Sud Europa. «Aprire una sede in Italia è stato per Rubicon Project una evoluzione naturale. Il nostro mercato sta vivendo una fortissima crescita in ambito Programmatic, ed era diventato ormai necessario un presidio locale: attualmente l’Italia è il quarto dei nostri mercati, dopo Uk, Francia e Germania».

Festival of Media Global 2015: cosa succede quando il Programmatic influenza il pensiero creativo?

Il Programmatic Advertising, inteso non solo come nuova modalità di acquisto e vendita degli spazi pubblicitari, ma anche e soprattutto come approccio “tecnologico” e data-oriented alla pubblicità e al marketing in generale, è stato uno dei temi più “caldi” del Festival of Media Global 2015, la kermesse che l’11 e 12 maggio ha riunito all’Hotel Cavalieri di Roma il gotha del panorama media globale.

Nella prima giornata il campo è stato affrontato cercando di darne una definizione esaustiva, e provando a metterne in luce potenziale e criticità, mentre nella giornata conclusiva si è posto invece più l’accento sul suo rapporto con la “pubblicità tradizionale”, in particolar modo con il pensiero creativo.

Quello del rapporto tra ad-tech e creatività è un tema quanto mai sentito in ambito pubblicitario. Ma in effetti, è proprio vero che la tecnologia e l’utilizzo dei dati distruggono il lavoro di art director e copywriter?

Ne hanno discusso Casper Schlickum, ceo EMEA di Xaxis, Nick Hugh, vp EMEA Yahoo!, Stephan Beringer, ceo Vivaki, Libby Robinson, managing director EMEA M&C Saatchi Mobile e Martin Kelly, ceo e co-founder Infectious Media, moderati da Jay Stevens, general manager International Rubicon Project. E la risposta è stata chiara: l’approccio “programmatico” non ucciderà la creatività, ma ne segnerà un’evoluzione, in linea con quelle che sono le nuove esigenze delle aziende.

A sintetizzarci questo pensiero è lo stesso Jay Stevens, intervistato a margine dell’incontro.

«Storicamente il mondo dei creativi pubblicitari si è sempre concentrato sulla costruzione di un “brand”, ma ora, con lo sviluppo del programmatic, l’approccio è totalmente cambiato – ci ha spiegato -. Non c’è più una stanza dove i pubblicitari decidono come raggiungere il più ampio pubblico possibile, ma piuttosto, grazie ai big data, l’obiettivo della pubblicità è diventato costruire messaggi che raggiungano gli utenti giusti nel corso del consumer journey. Questo cambiamento è una vera e propria sfida sia per i pubblicitari che per le aziende, ed è la nuova frontiera della creatività adv».

Insomma, il Programmatic non ucciderà la creatività, ma la trasformerà, all’insegna di una maggiore efficacia del messaggio pubblicitario.

Festival of Media Global 2015: il Programmatic Advertising sotto i riflettori

Il Programmatic è una rivoluzione, pronta a portare i suoi benefici al cuore di tutte le campagne di marketing, ben oltre la sua portata iniziale.

E’ questa l’opinione emersa nel corso del Festival of Media Global 2015, in occasione di una tavola rotonda che ha visto insieme, sul palco della kermesse, Daryl Lee, global ceo di UM, Arun Kumar, global president di Cadreon, Seth Rogin, cro di Mashable, e Luke Kigel, director, media & connections – Americas di Johnson & Johnson.

Se Lee ha riassunto il concetto di Programmatic in una singola parola, «precision», la precisione puntuale con cui si pianifica una determinata campagna presso un determinato utente in un momento altrettanto specifico, Kumar ha invece voluto evidenziare come «il Programmatic non è solo una nuova modalità di vendita e acquisto degli spazi pubblicitari, ma è anche e soprattutto un modo di utilizzare i dati per dare un senso a uno specifico target».

E proprio su questo concetto si è espresso anche il lato “azienda” della tavola rotonda: «potere utilizzare i dati è fondamentale per poter comprendere profondamente e in tempo reale il pubblico – ha dichiarato Kigel -, con l’obiettivo di deliverare contenuti specifici, e più in generale per sviluppare content strategy ad hoc».

Ma l’utilizzo del Programmatic non è tutto “rose e fiori”. Nel corso del dibattito, infatti, è stato posto l’accento anche su importanti sfide che l’ad-tech pone in ambito media, soprattutto quando esce dai confini del digital per approdare ad altri mezzi, ad esempio la tv. Per esempio l’esigenza di «trovare qualcuno capace di costruire delle “data architecture”, mettendo insieme in maniera efficiente i dati raccolti da varie parti», come sottolinea Kigel, oppure il rischio che «l’uso della tecnologia e l’eccessiva focalizzazione sui dati intacchino l’autorevolezza di un brand», esposto da Rogin.

Al Festival è stato affrontato anche un altro aspetto del Programmatic, ossia il suo rapporto con la “pubblicità tradizionale”, in particolar modo con il pensiero creativo.

Festival of Media Global di Roma: si parla di programmatic

Tra i prossimi eventi legati al settore del media e della pubblicità c’è il Festival of Media Global di Roma, dal 10 al 12 maggio, all’Hotel Cavalieri. Il tema di quest’anno è It’s Now More Than Media e a parlarne si riuniranno più di 140 marchi leader a livello mondiale, tra cui Apple, CocaCola, Expedia, Honda, IkeaAston MartinP & G, RedBull, Shell e realtà del settore della comunicazione e dei media come MediaCom, StarCom MediaVest, Havas Media Group, Universal McCann, BBC Worldwide, Fox International e The Guardian.

Tra le tematiche sviluppate c’è anche il programmatic, protagonista della tavola rotonda Is a programmatic future one we really want? con Seth Rogin di Mashable e Vineet Mehra di Johnson & Johnson.

Tra gli altri temi trattati, ci saranno geolocalizzazione, proximity marketing e iBeacon, native advertisign, mobile, video, il rapporto tra società e media.

«Il consumatore è in continua evoluzione con abitudini che mutano ogni momento, il che significa che i brand lo devono corteggiare 24/7, mentre i media e le agenzie devono sviluppare campagne innovative, creative e orientate alla tecnologia. Questo significa che i media guidano e influenzano gli altri settori di business a livello globale e ci proponiamo di riflettere su questo nell’agenda del festival – dichiara Jeremy King, content director di C Squared. – Inoltre, siamo sempre al lavoro nel panorama dei media interazionali con argomenti riguardanti video, mobile e native, interessanti per l’intero settore».