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Dati, sempre più importanti nei rapporti clienti-agenzie

L’ascesa del digitale ha anche significato, per quanto riguarda i marketer, l’ascesa dei dati.

Con una ricerca condotta in agosto, la Association of National Advertisers (ANA) e Decideware ha scoperto che quasi tutti i marketer lato-cliente negli Stati Uniti si affidano ai dati con una certa frequenza per gestire i propri rapporti con le agenzie.

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Il più importante beneficio tratto da questi professionisti consiste nell’elevato grado di efficienza dei loro acquisti media; con i dati sulle campagne performance essi sono meglio informati circa le modalità in cui le agenzie stanno spendendo i budget. Quasi di uguale importanza si è dimostrata la capacità di determinare se le agenzie stanno raggiungendo gli obiettivi complessivi di audience di una compagna.

I marketer aziendali hanno anche considerato rilevante l’utilizzo dei dati per condurre valutazioni sulla qualità dei media, verificare i tassi di conversione e confrontare il costo dei media rispetto ai tassi storici interni e quelli relativi all’industria.

Lo studio ANA/Decideware suggerisce, inoltre, che la pratica segue una tendenza crescente: la vasta maggioranza dei marketer client side ha dichiarato di programmare un incremento dell’uso dei dati in futuro, solo il 16% ha detto resterà allo stesso livello. Nessuno dei rispondente crede, invece, di diminuirne l’utilizzo.

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I grandi inserzionisti usano i dati per gestire i rapporti con le agenzie

Secondo i risultati di un sondaggio effettuato dall’Association of National Advertisers (ANA) sui suoi membri, i grandi inserzionisti si affidano massicciamente ai dati per gestire le loro relazioni con le agenzie.

Lo studio ha scoperto che l’80% dei partecipanti impiega i dati “spesso o sempre” per gestire le proprie agenzie e l’84% ha dichiarato che l’utilizzo dei dati stia aumentando, questo grazie ai “risultati estremamente positivi che sono stati raggiunti, specialmente nell’area della gestione dei budget media”. Nessuno di loro ha risposto che l’impiego stia diminuendo.

È emerso, inoltre, che l’uso dei dati è “più importante e più fortemente applicato nella gestione dei media e della fatturazione/budget” e che è attualmente “meno importante” in termini di “creatività e produzione”.

Delle 37 “metriche di performance” valutate nella ricerca, quelle relative ai media sono state sette tra le dieci con il punteggio più elevato in termini di importanza. Le metriche media più alte in classifica sono state “efficienza degli acquisti media”, “raggiungimento degli obiettivi complessivi di audience in campagna” e “valutazione della qualità dei media”.

Il sondaggio ha coinvolto 92 membri ANA ed è stato condotto nell’agosto 2016 dall’associazione insieme con il consulente Decideware.