Main partner:

Jobs

Due nuove funzionalità per Audiens: IDmatch ed Engagement Score

Audiens, dopo aver presentato a maggio l’accordo con Nextplora per l’offerta di segmenti “smart” per il programmatic (ne abbiamo parlato qui), lancia due nuove funzionalità per la sua piattaforma: IDmatch, uno strumento di CRM enrichment, ed Engagement Score, un algoritmo proprietario per calcolare il grado di fidelizzazione dei clienti.

IDmatch raccoglie tutti gli identificativi digitali di un particolare utente e li unifica sotto un unico “Audiens ID”. Il servizio consente inoltre di arricchire i dati di prima parte fornendo alle aziende diverse tipologie di insight derivanti dalla attività degli utenti al di fuori di siti e applicazioni proprietarie. Le informazioni raccolte sono consultabili sia nella dashboard di Audiens che esportabili in diversi formati direttamente nel CRM del cliente. Grazie a questa nuova funzionalità il cliente potrà visualizzare, sotto lo stesso ID, sia i propri dati che quelli forniti dal network di Audiens e classificati secondo la tassonomia IAB.

Engagement Score è un algoritmo proprietario che suddivide gli utenti in sei cluster, assegnando un punteggio, sulla base del loro grado di partecipazione e interazione con il brand. Il calcolo della customer engagement avviene grazie all’analisi di diverse variabili che le aziende utilizzatrici possono personalizzare sulla base delle proprie esigenze. La flessibilità del servizio porta a una categorizzazione dell’audience coerente con le specificità che caratterizzano il brand stesso e i suoi obiettivi, sia in termini di miglioramento della relazione con i consumatori, che di brand awareness, spiega il comunicato stampa.

“Lo sviluppo di queste nuove funzionalità è stato guidato da una crescente richiesta di mercato. L’utilizzo di IDmatch, in combinazione con Engagement Score, permette alle aziende di arricchire i dati di prima parte e di introdurre nuove metriche di valutazione del grado di coinvolgimento dei propri clienti, nel pieno rispetto della privacy”, afferma Marko Maras, Ceo di Audiens.

Cresce il numero medio di fonti di dati per le attività di marketing: 15 nel 2019, secondo Salesforce

I marketer si affidano all’abbondanza di fonti di dati per capire meglio le preferenze dei consumatori. Tutte le informazioni, dalla percentuale di apertura delle email alle attività sul web, fino ad arrivare alla demografia, aiutano i team del marketing a delineare profili precisi dei propri consumatori. Tuttavia gran parte di questi dati vengono immagazzinati in tecnologie inaccessibili e spesso difficili da unificare.

È quanto rivela Salesforce nel suo State of Marketing Report, il report condotto a livello globale su oltre 4.100 professionisti del marketing al fine di individuare le nuove tendenze del settore.

Secondo lo studio, si prevede che il numero medio di fonti di dati (ovvero qualsiasi fonte di dati collegabile all’identità di ciascun cliente e che può essere quindi utilizzata per le strategie di marketing) passerà da 10 nel 2017 a 15 nel 2019, sebbene solo il 47% dei marketer affermi di avere una visione completamente unificata di tutte le fonti di dati relative ai propri clienti.

Le quattro maggiori tecnologie utilizzate per delineare l’identità dei clienti sono i database di marketing, i sistemi di CRM, i fornitori di servizi e-mail (ESP) e le piattaforme di data management (DMP).

salesforce-state-marketing-2019

Di queste ultime si è ormai superato l’uso tradizionale per la gestione di Cookie IDs al fine di generare segmenti di audience per la pubblicità digitale. Nei prossimi due anni, i marketer hanno intenzione di utilizzare le DMP a diversi scopi: per l’identificazione e segmentazione delle audience, il riconoscimento e la gestione dell’identità, il collaudo e l’ottimizzazione delle strategie creative e la personalizzazione di contenuti.

Una customer experience “connessa”

Le aspettative dei clienti hanno ormai raggiunto picchi storici, di conseguenza la missione degli esperti di marketing è sempre più quella di dover soddisfare le richieste dei consumatori. Pertanto, non c’è da stupirsi se più della metà (54%) degli high-performing marketer (coloro che si dichiarano del tutto soddisfatti delle proprie performance di marketing e dei risultati degli investimenti) afferma che la propria azienda sta portando avanti progetti di business legati alla customer experience.

salesforce-state-of-marketing-2019

Una customer experience sempre più “connessa” e multimediale, che segue l’evoluzione del comportamento dei consumatori e che ha conseguenze dirette anche nel lavoro dei professionisti delle aziende, con team sempre più legati tra loro. In particolare, secondo lo studio, il 65% dei responsabili marketing afferma che tutti i membri dei team presenti in azienda condividono obiettivi e strumenti di misurazione, e che il 50% condivide obiettivi e strumenti di misurazione con i team commerciali. Più della metà (54%) ritiene giusto che ci sia una collaborazione tra i due dipartimenti e il 52% condivide obiettivi e strumenti di misurazione.

Marketing e Customer Service sono i team che lavorano più a stretto contatto: il 55% delle divisioni marketing collabora con le aree del customer service della propria azienda per gestire le richieste e le questioni legate ai social media, il 54% condivide con queste aree un flusso di dati relativo ai consumatori e il 53% pone obiettivi e strumenti di misurazione comuni.

Il 95% delle aziende raccoglie dati cliente, ma solo il 33% personalizza i contenuti per ogni individuo

Sono solo un terzo le aziende italiane che oggi personalizzano i contenuti in funzione dello specifico individuo, mentre circa il 44% dichiara di non farlo e il restante 23% sta attualmente lavorando per favorire queste logiche di personalizzazione.

Nello specifico, il 95% delle aziende raccoglie dati di anagrafica cliente, ma solo il 33% personalizza i contenuti in funzione dello specifico individuo.

Sono alcune delle evidenze emerse dalla seconda edizione dell’Osservatorio Omnichannel Customer Experience, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano. La ricerca si è basata su oltre 100 interviste lato domanda e offerta, una survey condotta su un campione di grandi e medio-grandi aziende italiane appartenenti ai principali settori e tre momenti plenari di confronto e discussione che hanno coinvolto complessivamente oltre 150 aziende della domanda (leggi di più su Engage.it).

Secondo il report stilato, come evidenziato, la quasi totalità delle aziende raccoglie e immagazzina i dati di anagrafica cliente (95% dei casi analizzati) e le informazioni di contatto del cliente (95%). Molto diffusa è anche la raccolta dei dati relativi allo storico dei prodotti/servizi acquistati offline (81%) e dei dati di analytics su canali proprietari, come per esempio comportamento sul sito, app, pagine sui social network ufficiali/aziendali, su DEM/newsletter e così via (81%).

«Il 90% delle imprese analizzate dichiara di utilizzare alcuni dei dati raccolti per costruire i segmenti funzionali alla progettazione ed erogazione di iniziative di marketing e comunicazione ai già clienti», dichiara Marta Valsecchi, Direttore dell’Osservatorio Omnichannel Customer Experience. «Eppure i dati utilizzati sono ancora soprattutto quelli più basici e tradizionalmente raccolti (come anagrafica cliente e storico dei prodotti acquistati)».

Le tecnologie disponibili e il grado di adozione

Le tecnologie potenzialmente a disposizione delle aziende sono oggi molteplici: dal punto di vista della data collection, la maggior parte delle aziende (69%) dichiara di disporre di un CRM unico, in grado di integrare tutti i dati sull’anagrafica dei clienti – anche relativi a più prodotti, brand e canali.

Rimane però un buon numero di imprese che ancora non ha completato questo step.

Il 23% delle aziende intervistate dichiara di utilizzare una piattaforma tipo CRM dinamico, Customer Data Platform o Customer Data Hub (CDH) in grado di integrare tutti i dati sul cliente, di diversa natura e provenienti dalle diverse fonti.

Il 21% delle aziende, inoltre, si è dotato di un Data Lake, ossia di un sistema che consente di archiviare un volume consistente di dati di diversa natura e fonte – tipicamente “big data” – nel loro formato nativo, senza alcuna struttura.

Tecnologie-Dati-Politecnico-Milano

DMP, la tecnologia per interagire con utenti non noti

Le interazioni degli utenti non noti vengono tracciate attraverso cookie che possono essere eventualmente gestiti tramite la Data Management Platform (DMP), una piattaforma in grado di raccogliere e processare grandi quantità di dati – sia proprietari che di seconda e terza parte – e di creare delle “audience” con finalità di comunicazione e advertising online.

Il 9% delle aziende intervistate si è dotato di una DMP proprietaria; il 19% si affida invece alla DMP di terzi (per esempio dei centri media o degli Over The Top).

Per quanto riguarda la generazione degli insight, i software di Business Intelligence consentono oggi di analizzare e visualizzare grandi quantità di dati sulla base di specifiche query, permettendo una maggiore comprensione dei fenomeni accaduti e in corso e aiutando a identificare schemi di comportamento.

Il 25% delle aziende dichiara di utilizzare strumenti di Analytics evoluti che consentono anche di predire i comportamenti degli utenti, il 13% utilizza anche dati in Real Time.

A valle del processo si trovano le tecnologie che abilitano la creazione e gestione del contenuto: tra gli strumenti più evoluti si trovano i Digital Asset Management (DAM), piattaforme che consentono la gestione “intelligente” di svariate tipologie di contenuti (audio, testi, video, ecc.), garantendone la coerenza di utilizzo sui diversi touchpoint.

Dalla survey emerge come le tecnologie legate alla gestione del contenuto non siano ancora al centro dell’attenzione delle aziende: il 2% utilizza una Creative Management Platform, il 16% una Dynamic Content Management System (o User Experience Platform) per la gestione del contenuto e il 15% un DAM.

Le soluzioni di Marketing Automation, infine, intervengono a valle dell’intero processo nella fase di delivery del contenuto. Il 71% delle aziende si è dotato di piattaforme di e-mail marketing, il 46% di piattaforme per l’invio di SMS e il 28% di soluzioni per la gestione di più canali.

Instagram, un nuovo strumento facilita la creazione degli annunci sulle Storie

Oggi nella nostra rassegna le ultime novità di Instagram, Accenture Interactive e Havas Group.

Da Instagram un nuovo tool per la pubblicità sulle Storie

Novità per gli inserzionisti delle Storie di Instagram. Il social ha annunciato l’attivazione di una nuova funzionalità, applicabile alle foto e ai video più brevi di 15 secondi, che consentirà di trasformare il formato di un annuncio quadrato o orizzontale per renderlo adatto a una visione verticale full-screen. Una novità con cui Instagram punta ad attirare più brand sul suo contenitore Storie, eliminando la necessità di operazioni manuali per la creazione degli annunci. Leggi di più su Marketing Land.

Accenture Interactive si potenzia sul fronte digital e CRM con una nuova acquisizione

Shopping per Accenture Interactive. La società, parte del colosso della consulenza Accenture, ha acquisito MXM, agenzia digitale e di CRM B2C di proprietà dell’editore Meredith Corp. per ben 46 anni. La sigla andrà ad ampliare le competenze di Accenture Interactive nel setttore del CRM, completando un’offerta già presidiata sul fronte B2B grazie all’acquisizione lo scorso anno dell’agenzia specializzata Wire Stone. Leggi di più su AdExchanger.

Havas Group lancia un’offerta di comunicazione per gli operatori della Blockchain

In seno ad Havas Group nasce una nuova offerta di comunicazione integrata specificamente dedicata a chi opera nel mercato della blockchain. Si chiama Havas Blockchain, opererà in collaborazione con Blockchain Partner, società di consulenza francese specializzata nella tecnologia, e sarà coadiuvata da AMO, il network di agenzie di comunicazione finanziaria del gruppo. Il suo headquarter sarà a Parigi e la sua offerta si concentrerà inizialmente a supportare le ICO, ossia i processi di raccolta fondi per le cryptovalute, ma offrirà anche supporto per la formazione, il coaching, le relazioni esterne e la comunicazione gobale a imprenditori e aziende del settore. Leggi di più su Campaign.

Kantar TNS, accordo globale con Qualtrics per analytics e customer insights

Dare supporto alle organizzazioni nel processo di trasformazione e mettere il cliente al centro del loro business. Con questi obiettivi Kantar TNS e Qualtrics hanno annunciato l’avvio di una partnership globale focalizzata sugli analytics e sui customer insights.

“L’alleanza strategica – si legge nella nota stampa – unisce il network mondiale di ricerca di Kantar TNS, focalizzato sulla Customer Experience con l’implementazione della piattaforma end-to-end, gli analytics e l’attivazione dell’Experience Management PlatformTM, di Qualtrics, unica soluzione integrata”.

Grazie alla partnership, i clienti potranno acquisire competenze di customer experience olistiche, attraverso una piattaforma tecnologica integrata capace di identificare, ottimizzare ed attivare insight dettagliati sui consumatori, per ingaggi durevoli e ritorni massimizzati. Inoltre, attingendo al grande network Kantar, parte di WPP, la partnership offrirà vari benefici fra cui l’accesso ad insight sul brand, dati sul consumatore, comparazioni di mercato e conoscenza delle dinamiche dei diversi settori della industry.

«Nello scenario attuale, sempre più frammentato, è più che mai importante per le aziende riuscire a creare esperienze memorabili per i propri Clienti, nei diversi touchpoints e nei momenti di maggior rilevanza – ha commentato Eugenio Tavolaro, Chief Operating Officer, Insights di Kantar -. Il 91% dei business leader ritiene che la customer centricity sia una priorità essenziale per la crescita (dati Insights2020, Kantar Consulting). Grazie alla collaborazione con Qualtrics, i nostri clienti avranno la possibilità di operare con facilità su tutto il “ciclo di vita dell’esperienza” con tecnologia all’avanguardia, in un momento in cui la connettività sta rapidamente modificando il panorama di Brand e Customer Experience».

Philips è una delle organizzazioni globali che beneficiano dell’alleanza dei due player avendo già adottato la nuova soluzione per il programma di monitoraggio della customer experience. «Insieme ai nostri partner di Kantar TNS, abbiamo dato un forte impulso al nostro programma di customer experience nel mondo – ha spiegato Robbert Seeger, Head of Global Consumer Care at Philips -. L’implementazione della piattaforma di Experience Management di Qualtrics è stata rapida e permette alla nostra organizzazione di ascoltare la voce del Cliente in modo veramente istantaneo ed efficiente. I nostri dipendenti sono molto soddisfatti: l’insight sul cliente risulta veramente semplice da ottenere, attraverso gli analytics ed i tool che danno risposte in tempo reale. Ecco perché questo approccio aiuta a migliorare i nostri servizi per i clienti, offrendo valore, ogni giorno».

«Viviamo in un’era dove le esperienze sono un elemento chiave di differenziazione – ha dichiarato Richard Ingleton, CEO Insights di Kantar -. Per le aziende, il successo viene dalla comprensione profonda delle attese del cliente, attingendo al mondo delle emozioni e disegnando prodotti e servizi che creano esperienze positive e memorabili. La partnership con Qualtrics permetterà ai nostri clienti di integrare veramente gli insight sulla propria customer base in tutte le aree dell’azienda, creando relazioni forti con i loro clienti».

«Abbiamo sempre creduto che le esperienze siano un elemento vitale e distintivo di ogni business di successo – ha aggiunto John Torrey, Chief Corporate Development Officer di Qualtrics -. Siamo fieri di avere Kantar TNS come partner, per offrire soluzioni complete nell’area della customer experience, unendo la nostra piattaforma di Experience Management con le competenze specialistiche di consulenza, implementazione e gestione dei servizi di Kantar TNS in tutto il mondo».

Audiens lancia una nuova piattaforma per la gestione di campagne data-driven

Audiens lancia oggi una nuova soluzione proprietaria di gestione dati rivolta alle aziende di tutti i settori che desiderano pianificare campagne a performance, grazie alla valorizzazione dei dati.

Con oltre 30 milioni di utenti italiani anonimizzati profilati (di cui 10 milioni di utenti mobile con dati demografici certificati) e oltre 300 milioni di impression ascoltate al mese provenienti da centinaia di siti web e mobile di editori italiani, la nuova piattaforma della società del Gruppo DigiTouch mette a disposizione di tutti gli inserzionisti pubblicitari un’ampia inventory di segmenti di pubblico profilati su base socio-demo e comportamentale. Audiens è integrata con le principali piattaforme di pianificazione pubblicitaria, quali DoubleClick, AppNexus, Adform, The Trade Desk, Adobe e Adwords.

La soluzione, recita una nota, si inserisce in ciò che viene definito people-based marketing, che permette alle aziende di aumentare le performance delle proprie campagne pubblicitarie grazie al raggiungimento puntuale dei propri target e alla personalizzazione dei messaggi per essere sempre più aderenti alle aspettative della propria audience.

Nella nuova versione del sito di Audiens, appena rilasciata a seguito di un restyling e dell’implementazione di nuove caratteristiche del software, è possibile aprire un account in autonomia e attivare il processo di caricamento dei dati, così da avere in pochi minuti i dati disponibili per la loro valorizzazione nelle campagne pubblicitarie online. La facilità di integrazione alla piattaforma per i brand è data, secondo l’azienda, dalla disponibilità di plugin che semplificano il processo di data onboarding da diverse sorgenti dati: web, mobile e CRM.

Audiens_homepage
Un’immagine dalla nuova piattaforma di Audiens

Per questa caratteristica di accessibilità e fruibilità, la nuova soluzione di Audiens è stata definita una DMP-as-a-service. L’offerta si declina in tre pacchetti, che si differenziano per volumi di dati gestiti, così da venire incontro alle esigenze di piccole e medie imprese e dei grandi network.

«La nuova piattaforma consente alle aziende di unificare i dati comportamentali dei clienti online ai dati del CRM, per migliorare le performance delle proprie campagne digitali. Grazie a un’offerta modulare, Audiens offre infatti la possibilità di pianificare campagne data-driven sia ad aziende di grandi dimensioni che PMI. Attraverso una soluzione media agnostic, quindi indipendente, garantiamo la portabilità dei dati, consentendo l’attivazione dei segmenti sui principali canali di pianificazione online. Il machine learning e lo sviluppo di algoritmi proprietari saranno al centro dei nostri sviluppi futuri in modo da sfruttare al massimo il potenziale dei dati presenti all’interno della piattaforma e migliorare la performance delle campagne dei nostri clienti», ha affermato Marko Maras, Co-fondatore di Audiens.

Watson incontra Einstein: IBM e Salesforce connettono la loro Intelligenza Artificiale

IBM e Salesforce hanno annunciato che connetteranno le loro piattaforme di intelligenza artificiale con l’obiettivo di perfezionare il targeting pubblicitario delle aziende.

Watson, il programma di IA del colosso globale dell’informatica, in grado di comprendere il linguaggio naturale, sarà integrato con Einstein, un’altra tecnologia di intelligenza artificiale che estrae dal software di customer relationship management della società di servizi B2b i dati sulle abitudini di acquisto e sulle spese dei clienti.

Combinando i dati, raccolti da Watson, sulle tendenze di vendita a livello locale con specifici dati dei consumatori, provenienti da Salesforce, i business clienti saranno in grado di veicolare campagne altamente targettizzate.

La collaborazione, effettiva dalla seconda metà dell’anno, consente ad IBM di utilizzare i servizi cloud di Salesforce per organizzare e razionalizzare la propria base clienti. Il valore dell’accordo non è stato reso noto.

 

Aumenta la spesa globale in tecnologia, spinta da software e servizi cloud

La spesa in soluzioni tecnologiche a livello globale crescerà del 3,2% quest’anno e di un ulteriore 3,9% nel 2018.

Lo rivela una ricerca di Forrester, secondo cui, se negli Stati Uniti gli investimenti tecnologici aumenteranno quest’anno di un 2,8%, mentre in Europa Occidentale, così come in Giappone e nella maggior parte dell’America Latina, registreranno una crescita più lenta, del 2% o meno.

La maggior parte degli investimenti, 640 miliardi di dollari, andrà sui software, mentre consulenze tecnologiche e integrazioni di sistema assorbiranno 572 miliardi. Interessante la cifra devoluta all’acquisto da parte di aziende ed enti pubblici di applicazioni mobile cotruite da società terze o consulenti: 22,5 miliardi di dollari.

Secondo la società di ricerca, inoltre, i servizi cloud modificheranno profondamente il mercato tecnologico quest’anno. La crescita del comparto sarà spinta soprattutto da applicativi SaaS e da servizi cloud di piattaforma, ma anche dalla sempre maggiore adozione del cloud da parte di programmi di CRM ed ePurchasing.

Gli effetti dell’intelligenza artificiale e del machine learning, invece, si faranno sentire in maniera importante solo dopo il 2018.

LiveRamp, Acxiom e Vistar Media insieme per il Programmatic Out-of-Home

Vistar Media, un marketplace di media out-of-home, ha annunciato un accordo con LiveRamp e Acxiom per attivare i dati di prima e terza parte per l’acquisto, l’attribuzione e la pianificazione OOH.

La società ha dichiarato in una nota che i marketer possono utilizzare questi dati per ottimizzare gli acquisti di spazi in esterna e misurare la crescita delle vendite generate dalle proprie campagne integrando il proprio CRM offline e i dati sulle transazioni. Vistar, che utilizza anche tecnologie geo-spaziali, possiede una piattaforma pubblicitaria che permette agli inserzionisti di raggiungere i consumatori basandosi sul loro comportamento nel mondo fisico.

I dati di posizione per i dispositivi nei geo-codici aggregati attraverso l’integrazione tra LiveRamp e Acxiom sono analizzati e modellati per determinare quali locazioni per media OOH avranno migliori prestazioni. I dati dei marketer relativi al post-campagna e alle transazioni possono anche essere utilizzati per misurare l’incremento delle vendite dall’esposizione ai media.