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Publicis Media lancia in Italia Precision, per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche

Publicis Media ha annunciato durante la prima giornata del Programmatic Day(s) il lancio in Italia di PM Precision, hub dedicato alla progettazione e allo sviluppo di prodotti e soluzioni digitali basate sull’utilizzo dei dati e delle tecnologie.

L’hub, guidato nel nostro Paese da Cristina Ughes, opererà al servizio dei clienti delle agenzie del gruppo, Starcom, Zenith, Blue 449, Spark Foundry e Performics. Nato dall’evoluzione e dal potenziamento del trading desk interno, conta oggi oltre 30 talenti e lavorerà in continuità con quanto svolto all’interno di Publicis Media negli ultimi quattro anni, ampliando le proprie competenze, dal programmatic ai prodotti digitali a performance, e integrando soluzioni innovative per mezzi quali digital OOH, audio e addressable tv.

Precision, che può contare sul supporto di una struttura organizzativa globale, lavora sia con soluzioni centralizzate, cross-agenzia, sia a soluzioni personalizzate sul singolo cliente. L’hub centrale è principalmente focalizzato su: stringere accordi con i grandi editori, fornitori di dati e tecnologie, espandere il proprio portafoglio prodotti e offrire soluzioni commerciali innovative.

Nella gestione quotidiana i team dedicati ai singoli clienti si occupano delle attività di gestione della campagna e di fornire un servizio di consulenza qualificata, spesso abbinandola a percorsi di formazione. La consulenza prevede un affiancamento durante tutto il processo di digital transformation, garantendo ai clienti le migliori competenze e i migliori strumenti per differenziarsi sul mercato.

Grazie all’esperienza sviluppata negli anni e alle competenze acquisite nell’ambito dell’attivazione dei dati, i clienti possono avvalersi di Precision per la selezione, l’implementazione e la gestione di tecnologie di tipo DMP (Data Management Platform).

«La nostra ambizione come Precision è quella di fornire soluzioni personalizzate, guidate dal dato e dai KPI di campagna. Non ci occupiamo solo di programmatic, ma in generale dell’ottimizzazione delle attività digitali a più ampio spettro, per portare valore ai nostri clienti indirizzandoli nella pianificazione di strategie digitali competitive», ha dichiarato Cristina Ughes, Practice Lead, PM Precision.

Programmatic, dati e targeting: quando la “Radio Goes Digital”

All’interno dell’ecosistema mediale contemporaneo, sotto i profili editoriale e commerciale, il mezzo radiofonico sta manifestando segni di grande vitalità. Lo dimostrano sia gli ultimi dati Nielsen sul mercato pubblicitario italiano, +3,4% tra gennaio e luglio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sia il rinnovato slancio che le tecnologie digitali hanno conferito alla radio.

L’incontro “Radio Goes Digital”, tenutosi oggi a Milano e organizzato da DigitalMDE, start-up innovativa operante nel comparto, ha avuto proprio l’obiettivo di illustrare tutte le opportunità che la pubblicità audio digitale offre a editori, concessionarie, agenzie e inserzionisti.

Si è cominciato esaminando la situazione attuale in Italia: «Con una penetrazione in termini di possesso di smartphone pari al 73% della popolazione, per gli italiani essere costantemente connessi è divenuta un’abitudine. Di questi, già nel 2016, il 14,5% ascoltava abitualmente le web radio, principalmente via smartphone e altri dispositivi mobile. Grazie a internet si sono aperte nuove frontiere di fruizione del mezzo radiofonico. Per descrivere il fenomeno, non adottiamo il termine di “cambiamento”, che presuppone una sostituzione di modelli e operatori, ma “evoluzione”, che invece indica un progresso nelle caratteristiche e nelle capacità del medium. Dal lato dei marchi, ciò permette di sfruttare un contesto in cui la comunicazione è uno-a-uno, con elevate capacità di targeting e misurazione delle campagne», ha dichiarato Mirko Lagonegro, Ceo & Co-Founder di DigitalMDE.

Audio digitale, Iab Italia presenta il Libro Bianco

Nel nostro Paese il segmento dell’audio digitale si trova nelle fasi iniziali di vita e, per questa ragione, è ancora impossibile stimarne il valore. Tuttavia, a fronte dell’immaturità del settore, si sono rese necessarie delle linee guida per sensibilizzare gli operatori sulle sue potenzialità. Un quadro regolamentare è stato fornito da Iab italia, che per l’occasione ha presentato ufficialmente il documento dedicato: «Il Libro Bianco descrive la sua value proposition e, per la prima volta, stabilisce modalità e parametri di funzionamento, misurazione e compravendita del comparto, evidenziando le opportunità che questo nuovo framework offre al mercato italiano, coerentemente a quanto già sta accadendo nel resto del mondo», ha dichiarato Daniele Sesini, Direttore Generale e coordinatore del Tavolo Digital Audio della divisione locale dell’Internet Advertising Bureau.

Tre sono i vantaggi fondamentali dell’audio digitale evidenziati da Sesini: la disponibilità di un’audience in costante crescita, con elevata concentrazione di ascoltatori giovani; il formato, che permette una fruizione intima ad alto ingaggio; il targeting più accurato, e l’applicazione degli strumenti programmatici. Le tecnologie di automatizzazione, infatti, consentono a marchi e centri media di effettuare pianificazioni data-driven sulla base di contenuti, localizzazione geografica, pubblico e dispositivi. Si tratta inoltre, come dichiarato da Lagonegro, di un formato efficace e non intrusivo, non “saltabile”, tecnicamente esente da frodi pubblicitarie e utilizzabile anche con un dispositivo a schermo spento.

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Andrea Lamperti

 

L’ascesa dell’audio si inserisce all’interno di un contesto digitale fertile in cui la quota pubblicitaria dei media internet segna quest’anno una crescita del 10%, a 2,6 miliardi di euro. Sono i dati forniti da Andrea Lamperti, Direttore Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, intervenuto anche lui nel corso dell’evento.

Radio online, cosa succede negli Stati Uniti

Una panoramica sulle tendenze di crescita del Digital Audio nel resto del mondo e l’impatto sul media mix è stato fornito da Benjamin Masse, Market Development & Product Strategy di Triton Digital. Oltre ad aver sviluppato il sistema di misurazione Webcast Metrics, specifico per l’audio digitale, la società è proprietaria di uno dei più avanzati marketplace per il programmatic audio, abilitato per scambi aperti e privati.

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Benjamin Masse

I particolare negli Stati Uniti, regione in cui il segmento è più avanzato, eMarketer stima che i budget stanziati per la radio digitale cresceranno quest’anno del 20,2% e del 19% nel 2018. «Secondo gli studi di Edison Research, partner di Triton Digital, nel 2017 il 53% degli americani con un’età superiore ai 12 anni ha ascoltato una radio online nell’ultima settimana, con una crescita di oltre il 50% rispetto al 2016. Durante gli ultimi 7 anni l’audience complessiva è cresciuta del 575% e si stima che il 57% degli americani (155 milioni) ascoltino mensilmente contenuti di questo tipo», ha sottolineato Masse.

Programmatic audio: i casi di Mediamond e Publicis Media

Dal punto di vista delle concessionarie e delle agenzie media, delle prime campagne erogate in Italia hanno invece parlato Mara Negri, Director of Partnership & Business Development di Mediamond e Cristina Ughes, Head of Programmatic di Publicis Media.

La prima ha raccontato di come RadioMediaset abbia adottato al suo interno, grazie all’audio exchange proprietario MAX (leggi l’articolo dedicato), le tecnologie e la struttura organizzativa per offrire al mercato un prodotto pubblicitario nuovo e complementare alla pianificazione in FM. Nello specifico, Negri ha dimostrato che l’utilizzo delle radio digitali amplifica l’efficacia delle campagne radiofoniche tradizionali, alzando i tassi di riconoscimento e gradimento della marche.

Ughes ha invece riportato i risultati operativi della prima campagna commissionata da FCA al centro media Starcom nel formato, auspicando una rapida e solida adozione delle caratteristiche proprie del Programmatic anche in questo comparto. Generi musicali, audience segmentate per dati socio-demo e comportamentali, targeting di posizione, dispositivi e network sono le potenzialità della radio programmatica indicate.

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Davide Panza

Infine, Davide Panza, CMO & Co-Founder di DigitalMDE Sulle, ha approfondito le opportunità editoriali e pubblicitarie che la radio può cogliere dalla trasformazione digitale: «L’evoluzione tecnologica, l’introduzione del consumo audio on demand, unitamente all’arrivo di nuovi dispositivi digitali, non solo smartphone ma anche altoparlanti wifi, smart tv, decoder, passando per i preziosissimi dashbord delle automobili connesse fino ad arrivare agli smart speaker di prossima commercializzazione, sono le premesse per un importante cambio nelle modalità di fruizione del medium radiofonico tradizionale e aprono la strada a nuove ed interessanti prospettive pubblicitarie. La forza del linguaggio audio unito alla possibilità di targetizzare le campagne e misurane puntualmente le performance, consentirà al Digital Audio di entrare nel media mix di tutti gli investitori, portando una perfetta complementarietà delle strategie di promozione».

Publicis Media potenzia la practice DTI con nuovi ingressi

Nuovi ingressi in Publicis Media. La practice Data, Technology & Innovation (DTI) guidata da Cristina Ughes, potenzia una nuova area di competenza, il Product Development, con l’arrivo di Laura Colaci, Product Development Manager, e Alexandre Obino, Product Development Specialist, supportati da Corinne Bottani per la gestione delle relazioni con i publisher e i provider di tecnologie e dati.

La practice, specializzata nello studio e nell’attivazione di soluzioni tecnologiche basate sull’uso dei dati e dei sistemi automatizzati, per i mezzi online e offline, è cresciuta nell’ultimo anno con l’integrazione di nuove piattaforme e servizi, in risposta alle nuove esigenze dei clienti. Proprio il continuo evolversi di queste ultime ha portato la practice a rafforzare ulteriormente l’area del Product Development, per ampliare il portafoglio prodotti all’interno del mondo programmatic, su mobile e servizi di hyper-localizzazione, e sui nuovi mezzi digitali come Digital OOH e Radio.

Mezzi che da tempo sono presidiati da DTI, come spiega l’azienda in una nota: “Sul mobile DTI sta lavorando già da tempo insieme alla divisione OOH di Publicis Media: dopo i primi test del 2016 con il circuito Grandi Stazioni, con cui continua a collaborare per avvalersi delle opportunità sempre nuove di pianificazione in programmatic, quest’anno sono state avviate nuove partnership che coinvolgono i circuiti negli aeroporti e nelle metropolitane. Le prime campagne pianificate hanno avuto risultati interessanti, per quanto concerne la capacità di targetizzazione. Per quanto riguarda invece il mezzo radiofonico, la Practice di Publicis Media ha collaborazioni già avviate con alcuni dei più importanti player del mercato, tra cui Spotify e Mediamond, con cui già dall’inizio del 2017 ha pianificato le prime campagne in programmatic con targetizzazioni ad hoc”.

Al di là del Programmatic, l’area del Product Development si occupa anche di attività di gestione dei dati. DTI svolge infatti un ruolo consulenziale verso i clienti delle agenzie del Gruppo, nella scelta e nel setting delle DMP proprietarie degli stessi. Inoltre continua a portare avanti lo sviluppo di una propria DMP, con lo scopo di arricchire i dati online integrandoli con quelli offline.

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Cristina Ughes

«Grazie al potenziamento del team – commenta Cristina Ughes – possiamo contare oggi su un portafoglio prodotti diversificato sempre più ricco, anche in termini di media coinvolti. Questo ci dà la possibilità di fornire maggior supporto ad un numero crescente di clienti, aumentando non solo la quantità dei progetti gestiti, ma anche la qualità degli stessi. Sono contenta dei risultati raggiunti fino ad ora e ottimista sugli sviluppi che questa nuova squadra di Product Development sarà in grado di raggiungere».

Publicis Media Italy, cresce il team Data, Technology & Innovation con due nuovi ingressi

Con l’ingresso di due nuovi professionisti all’interno del team Data, Technology & Innovation, che ha la missione di supportare le agenzie del gruppo e i clienti delle stesse attraverso la fornitura di servizi di Programmatic e consulenza tecnologica, Publicis Media rilancia gli investimenti in innovazione, confermando la centralità del comparto dei dati, della tecnologia e dell’automatizzazione nelle proprie strategie.

Sono Grazia Bettinelli e Pierluigi Cosco, scelti dall’agenzia rispettivamente come Business Development Director e Programmatic Director.

La mansione principale di Bettinelli consiste nella ricerca di nuove soluzioni, tecnologie, dati e prodotti volti ad ampliare il portafoglio Programmatic del Gruppo, con l’obiettivo di rinnovare costantemente l’offerta ai clienti di agenzia. In aggiunta, Bettinelli si occupa dello sviluppo dei servizi programmatic per i media tradizionali, quali OOH e Radio.

Cosco è responsabile invece di tutte le attività Programmatic dei clienti delle Agenzie Starcom Italia e Mediavest|Spark, con funzione di supporto all’agenzia nello sviluppo e nell’integrazione del Programmatic all’interno delle strategie digitali. Si occupa, inoltre, del monitoraggio delle campagne nelle fasi di pre-lancio, lancio e post-lancio, attraverso il coordinamento di un team di specialisti dedicati alle due Brand.

Bettinelli proviene dal settore delle concessionarie. Ha rivestito il ruolo di Marketing Director in Triboo Media per sei anni e, precedentemente, ha lavorato come Sales Marketing Manager in Leonardo Adv e in qualità di International Business Development Manager in Hi-Media e di Product Manager in Tiscali ADV (oggi Veesible).

Prima dell’arrivo in Publicis Media, Cosco ha lavorato come Campaign Manager Coordinator & Sales in 4W Marketplace, dove si è occupato della gestione e della pianificazione delle campagne, seguendo al contempo clienti diretti e agenzie media. In seguito, è stato impiegato in Amnet, il trading desk di Dentsu Aegis, come Campaign Specialist Programmatic Buying prima e Head of Programmatic Specialist poi, gestendo l’acquisto automatizzato e coordinando un team di professionisti.

«Sono molto contenta dell’arrivo di Grazia e Pierluigi all’interno del team che gestisco da ormai più di due anni. La possibilità di introdurre nel team nuovi profili senior, con provata esperienza e capacità, è sintomo di come sta crescendo il peso del Programmatic e dell’utilizzo dei Dati all’interno del Gruppo e di come si voglia sviluppare un prodotto sempre innovativo e all’avanguardia, volto a soddisfare le esigenze dei nostri clienti e, possibilmente, stimolarne di nuove», condivide Cristina Ughes, Chief Programmatic Officer, Data, Technology & Innovation Practice Lead, Publicis Media Italy.

IAB Forum 2016 / Ughes, Publicis Media: «Essenziale usare il Programmatic in maniera strategica»

Nello loro prime fasi di sviluppo, le tecnologie programmatiche hanno trovato naturale applicazione all’interno dei nuovi media, in particolare i canali digitali direttamente connessi alla rete. Ma i recenti progressi compiuti nell’ambito delle tecnologie pubblicitarie hanno reso possibile l’impiego di tali strumenti anche sui mezzi tradizionali, come televisione e radio.

Un tema al centro del workshop di Publicis Media intitolato “Verso un futuro 100% Programmatic?”, tenuto da Cristina Ughes nel corso della prima giornata dello IAB Forum 2016.

Cristina Ughes, VOS: «Pubblicità in Programmatic? Le aziende sono più pronte di quello che si crede»

Il Programmatic protagonista della Digital Transformation. Questo il tema al centro dell’intervento di Cristina Ughes, director of Vivaki Operating System (VOS) Italy, al Programmatic Day.

Secondo la manager, a capo della branch di Publicis Groupe dedicata al marketing tecnologico, il Programmatic è la parola chiave di una nuova era dell’advertising digitale, e non solo, visto che ormai la pubblicità data-driven ha travalicato i confini della rete per invadere mezzi “tradizionali” come l’out of home. Una modalità di pianificazione che si configura come il modo migliore per parlare ai consumatori, erogando messaggi rilevanti ai singoli utenti e dunque massimizzando engagement e ROI, e che ha già dei protagonisti, come L’Oréal che sull’utilizzo dei dati ha fondato un piano di comunicazione di successo per i suoi vari brand, tra pianificazioni adv e content strategy.

A margine dell’evento, abbiamo chiesto a Cristina Ughes qual è, dal punto di vista di chi come lei lavora in un’agenzia media, il grado di preparazione delle aziende sul programmatic e il loro sentiment su qualcosa di così “rivoluzionario”. «Le aziende in realtà sono più pronte di quello che si crede – ci ha risposto -. C’è molta curiosità sul tema del Programmatic, molta voglia di sapere cos’è, come funziona e quali benefici può portare. VOS lavora per lo più con grossi clienti internazionali, e dunque è normale che alcuni dei brand con cui lavoriamo siano anche influenzati da quello che succede nelle loro sedi estere, dove la pubblicità data-driven è già ampiamente utilizzata. La loro, in ogni caso, non è solo curiosità concettuale: molte aziende vogliono anche mettere mano alle piattaforme, operare concretamente a livello programmatico, e in questo gioca un ruolo fondamentale l’agenzia, che può guidarli al meglio nelle loro scelte».

E proprio questa attività consulenziale delle agenzie, e questo ruolo di guida nei confronti dell’advertising tecnologico, ma non solo, si lega alla recente riorganizzazione di Publicis Groupe, che ha visto il business del gruppo dividersi in 4 agenzie e in una serie di global practice (di cui una è proprio quella relativa a dati e tecnologia di VOS) e che, secondo Ughes, porta con se innegabili plus: «Le nostre competenze in ambito Programmatic diventeranno trasversali e cross-agenzia, e questo comporterà sicuramente dei benefici in termini di tempi e costi sul portafoglio prodotti di tutte le sigle del gruppo. Il nostro know-how tecnologico potrà passare ancora più velocemente alle varie agenzie, a tutto vantaggio dei nostri clienti».

Quanto al futuro del Programmatic, l’opinione della director di VOS Italy è chiara: «Le pianificazioni in modalità data-driven saranno sempre più usate dalle aziende, e non solo a livello digitale. Il Programmatic è già una realtà nel mondo dell’Out of Home e e prima o poi lo sarà anche sulla Radio e la TV. Per il piccolo schermo, in particolare, Italia bisognerà aspettare un pò, non perchè il Paese non sia pronto da un punto di vista strutturale, ma più che altro per una questione “culturale”. Ma è solo questione di tempo».

Mercedes-Benz prima in Italia a usare i dati delle Telco in una campagna programmatic

Mercedes-Benz è il primo advertiser in Italia a utilizzare i dati degli operatori telefonici all’interno di una campagna pianificata in programmatic per inviare pubblicità mirata a specifici cluster di utenti mobile.

Il target di riferimento della campagna, on air dallo scorso 18 gennaio, prende in considerazione il modello di smartphone posseduto, la capacità di spesa, in base alle informazioni fornite dagli operatori telefonici e il sistema operativo utilizzato dagli utenti.

La pianificazione è curata da Vos (VivaKi Operating System), la divisione di VivaKi dedicata allo sviluppo di prodotti e soluzioni nell’ambito del programmatic advertising per i clienti del gruppo Publicis, in sinergia con l’agenzia Fuel.

Per la realizzazione di questo progetto Vos si è valsa di Audiens, piattaforma di mobile profiling grazie alla quale è possibile accedere a segmenti profilati di utenti delle Telco. La collaborazione ha permesso di beneficiare dei recenti accordi tra Audiens e alcune delle principali società di telcomunicazione italiane per la gestione e la commercializzazione dei dati certificati, che hanno ricevuto consenso e resi anonimi, provenienti dalle loro customer base.

Mercedes così ha potuto raggiungere un nuovo target di utenti, selezionato in base a una serie di parametri innovativi, tra cui il piano telefonico, la tipologia di utenza (business o consumer), la metodologia di pagamento scelta, il potere di spesa dedotto dalla spesa telefonica, oltre ai tradizionali parametri socio-demografici.

Con l’operazione, che rappresenta un significativo passo avanti nell’ambito del programmatic planning, Mercedes conferma la volontà di accelerare gli investimenti in programmatic advertising e, in particolare, gli investimenti sul canale mobile. Le strategie adottate dalla casa automobilistica si dimostrano ancora una volta all’avanguardia e in anticipo rispetto ai trend di mercato: non solo si è scelto di pianificare il mezzo mobile, sempre più importante in termini di tempo speso e di attività svolte dagli utenti, ma addirittura di utilizzare nella pianificazione i dati di prima parte degli operatori telefonici.

«Siamo molto soddisfatti di aver contribuito con la nostra soluzione di mobile profiling al lancio della prima campagna programmatic utilizzando i dati socio-demo certificati dalle Telco – Marko Maras, co-founder di Audiens -. L’attendibilità di questi dati offre a un brand come Mercedes la possibilità di sfruttare parametri inediti nella pianificazione mobile».

Vos con il progetto conferma la volontà di ampliare il proprio portafoglio prodotti offerto alle agenzie del gruppo e ai loro clienti, come ha dichiarato Cristina Ughes, director per l’Italia: «VivaKi Operating System è una divisione all’interno del gruppo Publicis il cui obiettivo principale è l’accelerazione del programmatic advertising all’interno delle strategie digitali del gruppo. Siamo supportati da importanti sviluppi internazionali ma, allo stesso tempo, studiamo soluzioni utili a soddisfare specifiche richieste provenienti dai nostri clienti locali. L’attività gestita per Mercedes ne rappresenta un importante esempio».

 

 

 

Dodo è il primo brand del lusso a pianificare il formato Roadblock in Programmatic

Un piccolo passo avanti nel rapporto tra brand del lusso e Programmatic.

Il brand di gioielli Dodo è infatti il primo advertiser del settore luxury a utilizzare il formato Roadblock all’interno di una campagna pubblicitaria pianificata in modalità programmatic.

La pianificazione, curata da VOS (VivaKi Operating System), divisione di VivaKi dedicata allo sviluppo al programmatic advertising per i clienti del gruppo Publicis, in sinergia con ZenithOptimedia, ha visto infatti per la prima volta sul mercato italiano l’utilizzo in modalità automatizzata del RoadBlock, formato tipicamente riservato ai premium advertiser fino ad oggi non acquistabile in Programmatic.

La campagna, online sul sito di Vanity Fair nel corso del mese di novembre, ha garantito al cliente l’esclusività in pagina attraverso la presenza simultanea di diversi formati: box, halfpage e masthead.

Tecnicamente, il Roadblock rappresenta l’espressione massima del Programmatic Guaranteed, attraverso cui è possibile da una parte seguire le regole della reservation (scegliere il periodo, il budget da investire, le concessionarie e il prezzo), dall’altra sfruttare i vantaggi della gestione della campagna su piattaforma, ottenendo risultati in tempo reale, ottimizzando costantemente la campagna in corso e gestendone più linee in modo coordinato.

«Il programmatic advertising è un mercato in continua evoluzione – commenta Cristina Ughes, director of VOS Italy -. Questo nuovo sviluppo ci permette di soddisfare le richieste di importanti clienti del settore Lusso, interessati a esplorare il mondo del programmatic advertising con richieste ed esigenze specifiche».

«Dodo è un brand dall’anima fortemente digitale, pioniere per natura, non poteva non essere il primo, tra i luxury brand in Italia, ad esplorare il roadblock in programmatic. Siamo veramente soddisfatti dei risultati e pronti a ripetere l’esperienza», aggiunge Angela Za, trade & marketing manager Dodo.

Il brand tornerà infatti ad utilizzare il formato nel corso del nuovo anno.

VivaKi Italia lancia VOS, divisione per tutte le attività in Programmatic del Gruppo Publicis

Novità “programmatiche” per VivaKi Italia.

La struttura di Publicis Groupe completa infatti il processo di riorganizzazione e di potenziamento delle attività programmatiche attraverso la creazione di una divisione specificamente dedicata allo sviluppo di prodotti e soluzioni in ambito ad-tech.

Si chiamerà VOS (VivaKi Operating System) e, già esistente in altri mercati, segna ora anche in Italia un ulteriore passo nel piano di riorganizzazione avviato a livello globale dal Gruppo Publicis quest’anno, che ha come obiettivo l’integrazione del programmatic advertising nelle strategie di comunicazione dei clienti della holding. Ad essa infatti faranno capo tutte le attività programmatiche del Gruppo Publicis.

Nel primo semestre dell’anno il nuovo assetto organizzativo, che ha visto inizialmente la creazione di un team totalmente basato in Italia, ha dimostrato una maggiore efficienza nella gestione delle campagne in modalità programmatica. Forte di questi risultati, VivaKi ha deciso di lanciare anche in Italia la nuova divisione VOS.

La nuova unit sarà guidata da Cristina Ughes, già responsabile di AOD Italia, e lavorerà su tre aree di competenza, Solution Consulting, Activation e Business Development. Potrà così garantire alle agenzie del gruppo e ai clienti un supporto a 360 gradi nella gestione delle campagne in programmatic, dalla definizione della strategia alla gestione operativa, attraverso lo sviluppo di un portafoglio prodotti sempre aggiornato.

E a proposito di prodotti, Cristina Ughes e il suo team stanno già lavorando all’ampliamento dell’offerta di soluzioni, in linea con le nuove esigenze dei clienti, sempre più attratti dal mercato della pubblicità automatizzata. Al trading desk AOD (Audience on Demand), che rimane il principale prodotto di VOS, si sono già aggiunti prodotti a performance e mobile.

VOS è composto oggi da un team di dieci persone, provenienti sia da VivaKi, sia dalle agenzie ZenithOptimedia, Blue449, Fuel, Starcom e MediaVest,  ma, per sostenere la rapida crescita, la struttura è già alla ricerca di nuovi talenti da inserire entro la fine dell’anno.

VivaKi Italia rinforza il team di AOD con i campaign manager di Starcom MediaVest e ZenithOptimedia, e lancia AOD Sync

VivaKi Italia rafforza il team dedicato al programmaticCome già avvenuto in Usa e in UK, è stata ufficializzata la nascita di una rinnovata squadra AOD (Audience On Demand), “braccio programmatico” della company appunto, presentata insieme alle agenzie media del Gruppo Publicis, Starcom MediaVest e ZenithOptimedia. Le agenzie risultano coinvolte in quanto una parte di questo team è composto dai campaign manager delle centrali media, che lavoreranno insieme ai professionisti di AOD.

In totale si tratta di 10 persone a capo delle quali troviamo Cristina Ughes, responsabile AOD per l’Italia. L’operazione rientra, come già precedentemente accennato, nel piano di riorganizzazione avviato nei primi mesi del 2015 dal gruppo Publicis a livello globale, con l’obiettivo di integrare in profondità le attività di programmatic advertising nelle strategie di comunicazione dei clienti, offrendo un servizio qualitativo e completo.

Ciò che la nascita di questo team comporterà è un sostanziale cambio di rotta nella gestione operativa delle pianificazioni delle campagne, che ora non saranno più coordinate dall’European Activation Center di Amsterdam, ma direttamente dalla neonata squadra, dalla definizione della strategia all’effettiva erogazione.

Il nuovo assetto organizzativo garantisce maggiore efficienza e sviluppo alle campagne di comunicazione in essere, con il supporto di un team di lavoro specializzato, aggiornato, che mantiene tutte le capacità e le responsabilità al suo interno selezionando soluzioni e tecnologie adatte a soddisfare le esigenze dei clienti. Un team che aspira a crescere velocemente per rispondere all’interesse delle aziende e alla conseguente crescita degli investimenti nel comparto.

AOD, attraverso un’unica struttura, mette oggi a disposizione le conoscenze e le tecnologie indispensabili per operare nel mercato programmatico (DSP, DMP, data provider, SSP, strumenti di misurazione), e fornisce una collaborazione costante alle aziende in ogni fase della pianificazione delle campagne pubblicitarie, permettendo di sfruttare appieno le potenzialità offerte dal programmatic.VivaKi-AOD-Logo-SQ

Gli ultimi lanci di AOD

In linea con l’affermarsi delle tecnologie di programmatic advertising nel mercato italiano, la quota di investimenti gestita da AOD sta crescendo velocemente grazie anche all’impegno del Gruppo che centralmente sta dedicando sempre più risorse per lo sviluppo di tools e funzionalità che possano rispondere alle esigenze dei clienti in modo customizzato.

AOD Sync, lanciato nel primo semestre dell’anno in affiancamento alle pianificazioni programmatiche nelle declinazioni Tv Sync e Weather Sync, rappresenta un esempio di come offrire ai clienti la possibilità di erogare le campagne display in modalità sincronizzata a un evento televisivo (es. uno spot, un evento sportivo…) e, nel caso di Weather Sync, in concomitanza con specifiche condizioni meteo. Il prodotto risponde alla necessità di targetizzare al meglio l’erogazione in programmatic, andando a colpire l’utente giusto nel momento più efficace.

In particolare, Tv Sync è utilizzato per spingere l’utente, già attratto dalla campagna televisiva, a compiere un’azione precisa (che sia il click, la registrazione o l’acquisto) grazie a creatività e a call to action “mirate”. I clienti interessati a Tv Sync appartengono a numerose categorie: l’ecommerce lo utilizza per aumentare le conversioni, altre categorie, invece, puntano a aumentare la reach raggiunta con la campagna Tv utilizzando un altro media, preferibilmente con erogazione mobile.

Weather Sync viene utilizzato per promuovere specifici prodotti il cui uso è correlato a particolari condizioni meteo, pensiamo ad esempio ai farmaceutici. In questo modo non si disperdono impression ma si concentrano nel momento in cui c’è un interesse reale da parte dell’utente. Il prodotto, che ha già dato ottimi risultati, può essere adattato alle necessità di tutte le categorie merceologiche.