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GDPR, perché le indagini su Google potrebbero impattare l’intero mercato Programmatic

Oggi nella nostra rassegna parliamo di GDPR e di due novità ad tech di Comcast e Condé Nast.

GDPR, perché le indagini su Google potrebbero impattare l’intero mercato Programmatic

In Irlanda, la Data Protection Commission ha iniziato ad investigare sulla conformità al GDPR del modo in cui Google utilizza i dati degli utenti sulle sue piattaforme programmatiche. L’indagine è partita in risposta a una denuncia formale lanciata dal Chief Privacy Officer del browser Brave, Johnny Ryan. Ma l’indagine irlandese, a ben vedere, tocca un perimetro ben più ampio di quello di Google: la denuncia di Ryan, infatti, è rivolta al modo in cui l’intero ecosistema del programmatic usa e dissemina i dati. Secondo lui, la condivisione di informazioni alla base dell’attuale funzionamento del real-time bidding, esporrebbe impropriamente dati personali senza le dovute protezioni. Per questo, il responso irlandese su Google potrebbe avere ripercussioni sull’intero mercato ad tech. Leggi di più su Marketing Land.

Comcast punta sulla blockchain: a breve le prime campagne tv targettizzate utilizzando la tecnologia

Comcast ha parlato per la prima volta dell’intenzione di utilizzare la blockchain per le sue campagne due anni fa, e da allora il progetto è stato in incubazione all’interno di FreeWheel. Adesso, la roadmap ha dato una sensibile accelerata: l’erogazione di campagne attraverso Blockgraph, un prodotto di condivisione dei dati che utilizza la blockchain per consentire ai brand di targettizzare le audience televisive utilizzando i dati di prima parte, potrebbe debuttare tra pochissimo. FreeWheel ha ufficializzato la nomina del CTO del progetto Blockgraph e, dopo un ulteriore ampliamento della squadra, si potrà partire con le prime campagne già forse il prossimo mese. Leggi di più su AdExchanger.

Condé Nast lancia un nuovo programma pubblicitario sulla sua piattaforma dati Spire

Condé Nast arricchisce la sua piattaforma di dati e targeting pubblicitario Spire con Prime Web, un nuovo programma pubblicitario che offre a chi utilizza Spire (che richiede una spesa minima di 20 mila dollari) una suite di formati video e abilitati all’ecommerce sull’intero portafoglio dell’editore. Agli inserzionisti che spenderanno budget più alti, Condé Nast garantirà il raggiungimento di risultati su alcune metriche chiave come le visite ai negozi o l’aumento delle vendite. Leggi di più su Digiday.

Comcast lancia una suite globale per la gestione della pubblicità digitale e lineare

Comcast Technology Solutions (CTS), divisione ad tech di Comcast, ha annunciato il lancio in versione beta di una nuova piattaforma self-service che automatizza il complesso collegamento tra il piano media e il flusso di lavoro creativo e unifica la gestione degli acquisti digitali e lineari.

La soluzione include una serie di servizi che consentono ad aziende ed agenzie di risparmiare tempo e denaro automatizzando il processo manuale di abbinamento della creatività agli acquisti media, la gestione di traffico ed erogazione, la creazione di diverse versioni del messaggio creativo e la reportistica sui vari canali. La soluzione è capace di distribuire pubblicità sia a livello lineare che non lineare, e grazie alla collaborazione con la piattaforma di distribuzione video Peach consente l’erogazione delle campagne a livello globale.

Nello specifico, la suite pubblicitaria raccoglie tutte le informazioni su un acquisto pubblicitario di un brand e tutti gli asset creativi associati, incluse le varie versioni della campagna. Poi associa automaticamente ad ogni acquisto l’asset più appropriato e si occupa dell’erogazione dell’annuncio su tv, radio e piattaforme digitali. Una volta diffusa la campagna, può curarne anche la reportistica. La collaborazione con Peach (società operativa anche in Italia) consente che le campagne di brand globali possano essere diffuse a livello internazionale in più di 100 Paesi.

La piattaforma è costruita per essere integrabile in qualsiasi DSP e SSP a livello globale. Attualmente, nella sua versione beta, è utilizzata da 19 agenzie media negli Stati Uniti.

Sky e NBCU unificano sotto AdSmart le loro soluzioni pubblicitarie per l’addressable tv

AdSmart, la suite di pubblicità addressable di Sky, si arricchisce con il lancio al suo interno della soluzione di targeting di NBC Universal, Audience Studio. Di fatto, si tratta della prima operazione pubblicitaria congiunta dall’acquisizione a ottobre di Sky da parte di Comcast, proprietaria di NBCU dal 2011.

Da questa unione nasce una nuova offerta combinata, che unisce le soluzioni adv avanzate dei due operatori all’interno di un’unica struttura globale, come spiega Andrew Griffith, Group Chief Operating Officer di Sky: «Negli anni, Sky ha costruito una suite di strumenti per la pubblicità avanzata, e siamo contenti di condividerla con le aziende internazionali negli Stati Uniti. Insieme a NBC Universal stiamo lanciando un prodotto globale diverso da qualsiasi altro presente sul mercato, che combina la qualità e la reach televisive con un’addressability di primo livello».

Il prodotto manterrà il nome di AdSmart e, tra mercati europei e americani, punta a sfruttare i dati dei decoder di oltre 50 milioni di nuclei familiari.

All’interno dell’offerta AdSmart, NBCU lancerà anche uno strumento per il media planning contestuale in tv supportato dall’Intelligenza Artificiale, capace di posizionare annunci all’interno di programmi televisivi rilevanti per aumentare l’efficacia pubblicitaria e dare ai consumatori un’esperienza di visualizzazione più organica.

Comcast vicina a una nuova acquisizione in ambito ad tech?

Comcast potrebbe essere alla ricerca di nuove acquisizioni per arricchire il proprio stack di tecnologie pubblicitarie.

Secondo quanto riporta il sito AdExchanger citando fonti vicine ai fatti, il colosso telco americano avrebbe intenzione di ampliare la propria offerta ad tech attraverso l’acquisto di nuovi asset, e starebbe valutando alcune società come Cadent (player specializzato in soluzioni per la compravendita di pubblicità tv data-driven con sedi sparse in USA e UK) e la DSP Dataxu (headquarter in USA ma diversi uffici anche nella regione Asia-Pacific e a Londra e Berlino).

A spingere Comcast a fare “shopping” sarebbero secondo la testata diversi fattori, tra cui la sempre più aspra competizione con AT&T, che in ambito ad tech si è non poco rafforzata con l’acquisizione di AppNexus e la costituzione della unit dedicata Xandr, e la perdita di un grosso cliente, Disney, recentemente passato da FreeWheel a Google.

E in effetti, sia Cadent che Dataxu potrebbero essere utili alla telco per potenziare la sua offerta “lato acquisto”, aprendo le porte del ricco bacino media della società a un’ampia pletora di programmatic buyer.

Oltre ai suoi acquisti in ambito media (ricordiamo quello lo scorso anno di Sky), Comcast negli anni ha messo a segno una serie di acquisizioni nell’ambito dell’advertising tecnologico, cominciate con il software di gestione dei flussi di lavoro Strata nel 2005 e poi continuata con la soluzione per il management dei video thePlatform nel 2006, la SSP FreeWheel nel 2014, la soluzione per la monetizzazione tv Visible World nel 2015 e, da ultima, la piattaforma di scambio StickyAds nel 2016.

Scambio di dati per l’addressable TV: Comcast lancia Blockgraph. Publitalia tra i partner

Creare un metodo sicuro di utilizzo dei dati e condivisione delle informazioni. Con questo obiettivo, Comcast Cable Advertising, divisione di Comcast Corporation, ha lanciato il progetto Blockgraph, un’iniziativa di settore volta a favorire uno scambio sicuro di informazioni relative all’audience, che siano conformi con le normative sulla privacy, ai fini della pubblicità addressable.

Attualmente, Comcast sta collaborando all’iniziativa con vari partner di settore, e con ulteriori imprese di comunicazione e distributori di programmazione video multicanale (MVPD) i cui nomi saranno divulgati prossimamente.

Blockgraph è stato ideato per fungere da “identity layer” all’interno del settore televisivo e fornisce una piattaforma tramite la quale le imprese di comunicazione e gli editori possono offrire agli addetti al marketing efficienti funzionalità di gestione dei dati, senza divulgare a terzi informazioni identificabili degli utenti; il che permette di aggiungere ulteriori tutele sul fronte della privacy.

Ma come funziona il progetto? “Al centro dell’iniziativa c’è la piattaforma Blockgraph – spiega Comcast in una nota -. Si tratta di un software con tecnologia blockchain, sviluppato fino ad ora in seno al gruppo FreeWheel di Comcast, che permette alle imprese di comunicazione e alle emittenti televisive di controllare, connettere e attivare in modo sicuro grandi quantità di dati. Comcast ha sviluppato il software con il fine ultimo di migliorare l’efficienza e l’efficacia della pubblicità e del marketing televisivi basati sui dati, riuscendo a migliorare i processi di pianificazione, targeting, esecuzione e misurazione sui diversi dispositivi”.

Blockgraph facilita la risoluzione delle problematiche in materia di attivazione dei dati per tutti gli attori dell’ecosistema della pubblicità televisiva, ovvero i compratori, i venditori e, soprattutto, i consumatori stessi. Caratteristica intrinseca della piattaforma è la tutela della privacy dei consumatori, poiché ogni dato dei partecipanti al progetto Blockgraph rimane nel sistema di partenza e il partecipante continua a tutelare i dati e a gestire la privacy dei suoi utenti, rispettando inoltre qualsiasi scelta da parte di questi ultimi relativamente al trattamento dei dati.

«I dati vanno protetti, in quanto risorsa preziosa e delicata per le imprese di comunicazione e i consumatori – afferma Jason Manningham, General Manager di Blockgraph -. Allo stesso tempo, tuttavia, al giorno d’oggi i dati alimentano i media e la pubblicità. La comunità televisiva deve assicurarsi di poter competere con le capacità di elaborazione dei dati adoperate dalle aziende “digital first”. Riteniamo che la soluzione ideale sia rappresentata da un metodo sicuro che permetta di tutelare i dati usufruendo al tempo stesso delle informazioni collettive, e siamo convinti che Blockgraph offra questa possibilità».

Attualmente, per unire gli attributi dei dati di due diverse parti, quale un inserzionista e un’impresa di comunicazione, generalmente è necessario inviare i dati a un provider centralizzato esterno. Il provider in questione provvede dunque a individuare automaticamente associazioni bilaterali tra le due parti, per poi restituire i segmenti di dati non identificabili che possono essere utilizzati a fini di targeting o misurazione. Al contrario, Blockgraph è una piattaforma peer-to-peer che permette a tutti i partecipanti di combinare i dati automaticamente, garantendo la tutela delle informazioni personali tramite tecnologie di crittografia, dati non identificabili e protocolli blockchain. Oltre a una sicurezza e un controllo maggiori, Blockgraph permette ai partecipanti di beneficiare delle conoscenze condivise della rete, poiché attributi aggiuntivi sono confrontati con Identificatori Blockgraph crittografati.

Attualmente, Comcast sta collaborando con NBCUniversal per testare il potenziale di Blockgraph, con l’intenzione di aggiungerlo all’offerta addressable agli inizi del 2019, ed è inoltre in contatto con diversi potenziali partecipanti al progetto Blockgraph per futuri roll-out, al fine di amplificare la portata e il sostegno dell’iniziativa. Tra questi, ci sono Viacom e Publitalia.

«Blockgraph è un altro esempio di collaborazione che investe l’intero settore, nell’ottica di adottare nuovi standard e tecnologie che ci permetteranno di competere in modo più efficace in quanto mezzo di comunicazione e incrementare al tempo stesso il valore offerto ai nostri clienti pubblicitari – commenta Paola Colombo, General Manager Adtech & Business Development presso Publitalia, divisione pubblicitaria di Mediaset -. Poiché Blockgraph è una rete peer-to-peer, un suo utilizzo più diffuso da parte del settore televisivo corrisponderà a conoscenze in materia di dati più definite e di maggiore portata. Siamo lieti di collaborare con i nostri partner a questa iniziativa comune».

E il progetto è aperto a nuove collaborazioni, come sottolinea Marcien Jenckes, Presidente di Comcast Cable Advertising: «Comcast ha investito nello sviluppo della tecnologia Blockgraph, ma non vogliamo che rimanga un’iniziativa esclusivamente di nostra competenza. Invitiamo l’intero settore televisivo a partecipare al progetto affinché diventi davvero un’impresa collettiva. Quando dati su larga scala non identificabili personalmente diventano disponibili per tutti, l’attenzione è rivolta a cosa è in grado di farne il singolo fornitore di servizi e come possono essere utilizzati questi dati per contribuire al raggiungimento dei risultati desiderati. Riteniamo che quando capacità avanzate di gestione dei dati incontrano i vantaggi derivanti dall’engagement e dalla consapevolezza tipici della TV e del premium video, si ottiene un livello di performance difficilmente superabile».

Mediaset Play, collaborazione tecnologica com Comcast e FreeWheel

Mediaset collabora con FreeWheel e Comcast Technology Solutions (entrambe parte di Comcast Cable) per la piattaforma Mediaset Play, il servizio di streaming online di contenuti live e on demand lanciato la scorsa estate.

La collaborazione punta a massimizzare l’efficacia della piattaforma sia sul versante dei contenuti, sia su quello della pubblicità.

“Mediaset Play – , spiega Comcast in una nota – sfrutta in maniera integrata sia la piattaforma di gestione di contenuti video di Comcast Technology Solutions, sia la piattaforma di gestione pubblicitaria sviluppata da FreeWheel, entrambe tecnologie leader di settore. L’integrazione di queste tecnologie unifica e potenzia la strategia di monetizzazione di Mediaset applicabile a contenuti e pubblicità, in concomitanza con il lancio di nuove applicazioni accessibili da web e da dispositivi iOS, Android e Smart TV (queste ultime sviluppate con tecnologia HbbTV). Mediaset Play contribuisce inoltre ad arricchire la nuova generazione di prodotti pubblicitari offerti da Publitalia, la concessionaria di pubblicità del Gruppo, gettando le basi per l’introduzione di nuovi modelli di pubblicità interattiva e addressable“.

“L’impiego delle piattaforme di Comcast Technology Solutions e FreeWheel all’interno di una soluzione tecnologica integrata consentirà a Mediaset di ottimizzare la qualità dei processi di erogazione delle campagne, oltre a migliorare il time-to-market facendo ricorso a una piattaforma e un fornitore standardizzati”, afferma Paola Colombo, General Manager, Adtech & Business Development di Publitalia.

“Grazie a questa collaborazione, Publitalia e Mediaset saranno inoltre in grado di ottimizzare le iniziative di monetizzazione dei contenuti, incrementando i ricavi e il rendimento degli investimenti.”

Mediaset è stata l’emittente esclusiva della Coppa del Mondo FIFA 2018, e l’introduzione del nuovo servizio Mediaset Play ha permesso di raggiungere una audience più ampia e di conseguire un incremento in termini di vendite. Tutte le partite sono state trasmesse in diretta, catturando l’attenzione di quasi 300 milioni di spettatori complessivi e totalizzando 35 milioni di visualizzazioni da web e mobile, arricchendo ulteriormente la fruizione di contenuti da Smart TV tramite l’app interattiva HbbTV.

“Siamo estremamente lieti di collaborare con Mediaset e di poter offrire una soluzione tecnologica solida e scalabile”, commenta Thomas Bremond, General Manager, International, FreeWheel & Comcast Technology Solutions. L’integrazione e il carattere unico delle piattaforme di FreeWheel e Comcast Technology Solutions conferisce a Mediaset la capacità di segmentare i diversi modelli di business, pur sapendo di poter contare sulla qualità e reputazione consolidate di Comcast”.

Viacom punta su FreeWheel per la pubblicità tv: siglato accordo pluriennale

Viacom e Comcast hanno annunciato un nuovo accordo pluriennale che vedrà la media company ampliare l’utilizzo della piattaforma pubblicitaria FreeWheel dell’operatore telco.

Viacom, infatti, che prima adottava FreeWheel esclusivamente per la monetizzazione digital, userà ora i suoi strumenti anche per la gestione dei ricavi pubblicitari provenienti dall’inventario televisivo, sia video-on-demand che lineare che set-top box.

L’accordo sarà anche sul fronte dati, con Viacom che potrà utilizzare i dati anonimi di Comcast raccolti tramite set-top box per migliorare la targettizzazione delle audience su addressable TV. FreeWheel si integrerà con e rafforzerà la piattaforma dati Viacom Vantage della media company.

“Nell’ambito di questa nuova partnership – spiegano le società in una nota -, Viacom e Comcast collaboreranno per monetizzare gli spazi premium in una maniera più efficiente e targettizzata. Viacom utilizzerà la piattaforma operativa unica di FreeWheel per il premium video e le sue varie soluzioni come la Holistic Advertising Management per la monetizzazione su tutti gli schermi, la Unified Monetization Platform e le altre potenti tecnologie messe in campo da Comcast”.

«Crediamo in una visione condivisa di una roadmap di unificazione della tv e degli altri canali video premium che possa acelerare l’integrazione tra l’ampia reach e i contenuti di qualità della televisione con capacità avanzate di targeting cross-piattaforma, misurazione e ottimizzazione», ha commentato David Clark, EVP and General Manager di FreeWheel.

«Le aziende richiedono sempre più la possibilità di raggiungere il giusto consumatore nel momento ideale in un ambiente di qualità e sicuro, e questo accordo promuove ulteriormente la nostra capacità di offrire più valore ai nostri partner e accelerare il futuro della pubblicità televisiva», aggiunge Kern Schireson, Executive Vice President, Chief Data Officer di Viacom.

In Italia Viacom ha un ricco portafoglio di canali, che vanno da Paramount Channel a VH1, da MTV a Comedy Central e Nickelodeon, dal canale maschile Spike al brand kids Super!.

Le holding pubblicitarie si uniscono in nome della brand safety

Oggi nella nostra rassegna parliamo di brand safety, blockchain e di una nuova piattaforma di Comcast per la pubblicità video.

Le holding pubblicitarie si uniscono in nome della brand safety

La brand safety è diventata un tema così importante per gli inserzionisti che società normalmente tra loro concorrenti hanno deciso di mettersi insieme per promuoverla nell’ecosistema digitale. All’interno dell’American Association of Advertising Agencies, operatori del calibro di IPG, Omnicom Media Group, Havas, GroupM, Dentsu Aegis Network, Horizon Media, MDC Partners e Publicis Group hanno unito le forze nella creazione di un consorzio, chiamato Advertiser Protection Bureau (APB), volto alla condivisione di conoscenze e case study sulla brand safety e alla messa a punto di modi per combattere eventuali rischi per le aziende. Leggi di più su AdExchanger.

Pubblicità online, la blockchain può essere utile anche per gli utenti?

Molti operatori della industry vedono nella blockchain una tecnologia capace di porre soluzione a varie inefficienze della pubblicità digitale, contribuendo alla riduzione dei costi e all’eliminazione delle frodi. Ma, in una fase in cui il rapporto tra online adv e consumatori sta diventando sempre più conflittuale, tra formati “disturbanti” e scandali sul fronte dati, può costituire anche uno strumento utile per dare un maggiore controllo agli utenti sulla pubblicità visualizzata? Leggi di più su AdWeek.

Comcast lancia una nuova piattaforma cloud per la pubblicità video

Comcast Technology Solutions, divisione di Comcast Cable specializzata nello sviluppo di tecnologie per aziende, fornitori di contenuti e distributori, lancia una nuova piattaforma basata su cloud per la pubblicità video. Si chiama AdStor e si propone di risolvere il problema dell’erogazione della stessa campagna su diversi ambienti: consente infatti agli annunci pubblicitari di essere velocemente caricati su una libreria aggregata sul cloud, da dove potranno poi essere erogati sulle varie piattaforme video digitali e on demand. Leggi di più su MediaPost.

FreeWheel verso l’integrazione in Comcast. Morpurgo: «Espansione nel segno del video»

Il Dmexco di quest’anno è particolarmente importante per FreeWheel. Per la prima volta infatti la società specializzata in soluzioni tecnologiche per la pubblicità video partecipa all’evento come parte di Comcast, incontrando clienti e partner all’interno di uno spazio che porta il nome del colosso americano del broadcasting.

Ne abbiamo parlato con Luca Morpurgo, Senior Regional Director Southern Europe di FreeWheel, all’evento tedesco. La partecipazione sotto il cappello di Comcast lascia trapelare l’intenzione del colosso americano del broadcasting di espandersi anche al di fuori degli Stati Uniti, attraverso la progressiva integrazione delle società del gruppo.

Il primo passo potrebbe essere il cambio di ragione sociale delle controllate in Italia e in altri Paesi fuori dagli Stati Uniti, come Spagna o Uk. Tutto ciò è nei piani a breve termine, poi il passo successivo potrebbe essere un vero e proprio rebranding.

A questo punto è doveroso un minimo di storico. A maggio del 2016, la SSP video francese StickyADS.tv è stata acquisita dal broadcaster americano Comcast, o meglio da FreeWheel, società di ad-serving video che dal 2014 è parte di Comcast Platform Services, ombrello sotto il quale Comcast raccoglieva tutte le piattaforme per la gestione pubblicitaria del suo ecosistema video multiscreen. A gennaio di quest’anno, StickyADS.tv è poi diventata ufficialmente FreeWheel, in seguito a un rebranding. Qualche mese dopo, a giugno, Comcast ha poi creato una nuova divisione, Comcast Advanced Advertising, per unificare sotto un unico cappello la sua offerta di soluzioni tecnologiche pubblicitarie, rappresentata da FreeWheel e dalle società Strata e Visible World.

Adesso, la presenza di queste società al di fuori del mercato americano, in alcuni dei principali Paesi europei, apre la strada a un’espansione internazionale di Comcast, con un posizionamento che sembrerebbe più orientato alla fornitura di infrastrutture per l’advertising video. Direzione verso la quale potrebbe andare anche la decisione di Comcast, annunciata qualche mese fa, di sviluppare, insieme a un pool di broadcaster tra cui Mediaset, una nuova soluzione tecnologica in grado di migliorare l’efficienza del video advertising: la “Blockchain Insights Platform”.

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Luca Morpurgo al Dmexco

«Il punto forte di una società come la nostra è di essere specializzata sul video – ha proseguito Morpurgo -. Abbiamo un background televisivo ma che negli anni ci siamo saputi evolvere, arrivando a poter monetizzare qualsiasi forma di contenuto tv, sia web che multischermo: dalla tv ott a quella lineare, all’addressable al video on-demand. Quanto al futuro, posso dire che la nostra roadmap va nella direzione di un’unificazione della gestione e della monetizzazione della pubblicità video».

Il Video, del resto, è stato uno dei temi più presenti al Dmexco quest’anno, come ci ha spiegato lo stesso Morpurgo: «Qui al Dmexco “Video” è l’assoluta parola d’ordine, credo non ci sia uno stand che in qualche modo non abbia legami con esso». Ma insieme a questa keyword, secondo il manager ci sono altri temi particolarmente presenti nelle conversazioni tra i partecipanti alla manifestazione: «Sicuramente la brand safety, l’ad fraud, ma anche in generale la volontà delle aziende di sapere dove vanno a finire le loro campagne pubblicitarie, in quali contesti e in quali inventory».

Comcast sviluppa con Mediaset e altre big una piattaforma per la pubblicità tv data-driven basata su Blockchain

Nasce una nuova alleanza “transoceanica” tra grandi broadcaster nel nome della pubblicità video digitale, e anche Mediaset è della partita.

A prendere l’iniziativa è stata Comcast Cable, che attraverso la sua divisione tecnologica Comcast Advanced Advertising ha annunciato martedì a Cannes lo sviluppo di una nuova soluzione tecnologica in grado di migliorare l’efficienza del video advertising: la “Blockchain Insights Platform”.

La nuova piattaforma, che vedrà la luce nel 2018, verrà sviluppata dall’Adtech Group di Comcast (che riunisce le competenze di Strata, FreeWheel e Visible World) in collaborazione con un nucleo di broadcaster internazionali: NBCUniversal (che fa capo a Comcast Corporation), Disney, Altice USA, Channel 4 (Regno Unito), Cox Communications, Mediaset e Groupe TF1 (Francia). L’obiettivo dell’iniziativa è quello di “migliorare la pianificazione, il targeting, l’execution e la misurazione dell’efficacia della pubblicità su tutti i mezzi e gli schermi”.

Cos’è e come funziona la “Blockchain Insights Platform”

Basata su tecnologia Blockchain (una sorta di sistema peer-to-peer che consente lo scambio e la distribuzione sicura di quasiasi genere di dati, come avviene con i Bitcoin di cui è alla base), la “Blockchain Insights Platform” è un sistema grazie al quale i singoli broadcaster potranno mettere i propri dati a disposizione del mercato pubblicitario attraverso una piattaforma condivisa, senza perderne la proprietà e nel rispetto della privacy. Il sistema agevolerà dunque la condivisione degli insight non personali degli spettatori, favorendo l’erogazione di pubblicità mirata.

Grazie alla Blockchain Insights Platform, inserzionisti, centri media e trading desk potranno combinare più efficacemente dati di fonte diversa per lo sviluppo e l’execution di piani pubblicitari sulla base di segmenti di audience personalizzate, oltre a targettizzare con maggiore precisione ed efficienza un bacino nazionale di clienti di pay-TV e di utenti di servizi in streaming.

Al tempo stesso, i broadcasters saranno in grado di offrire maggiore precisione in termini di targeting su tutti i dispositivi utilizzati, incrementando così il valore e la quantità degli spazi pubblicitari monetizzati. Infine, le metriche di rendicontazione e attribuzione messe a disposizione dalla piattaforma andranno a vantaggio di tutti i partecipanti, con la possibilità di nuovi flussi di entrate dagli insight generati per loro stessi e per altri.

“Oggi gli inserzionisti sfruttano solo in parte gli insight per pianificare, acquistare e trasmettere pubblicità” televisiva, afferma in una nota Marcien Jenckes, presidente della divisione Advertising di Comcast Cable. “Questo nuovo approccio tecnologico renderà più efficiente la pubblicità video basata sui dati“, con l’obiettivo ultimo di “promuovere una maggiore creazione di valore per il settore pubblicitario televisivo”.

Il tutto, ponendo un importante accento sulla privacy dei consumatori: i dati di ciascun partecipante, sia esso un broadcaster o un altro soggetto, permarranno all’interno dei rispettivi sistemi grazie a una serie di livelli di cifratura, con i partecipanti stessi che continueranno a gestire la protezione e la privacy dei rispettivi utenti.

Continuano le “grandi manovre” nel mondo del video

Oltre ai partecipanti già annunciati, Comcast ha fatto sapere di essere in trattative con altri broadcaster, distributori, produttori di dispositivi e marketer statunitensi ed europei. Per Mediaset, che è tra i “founding partner” dell’iniziativa, l’ufficializzazione di questa collaborazione giunge a pochi giorni di distanza dall’annuncio di un’altra partnership internazionale per lo sviluppo della pubblicità video digitale: la joint venture European Broadcaster Exchange creata con i tedeschi di ProSiebenSat.1 e i francesi di Gruppo TF1.

Continuano, dunque, le “grandi manovre” tra i big della tv e del media internazionale, finalizzate a guidare lo sviluppo del ricco mercato della pubblicità televisiva che convergerà sempre di più nel mondo digitale. Anche attraverso alleanze strategiche finalizzate a raggiungere l’efficienza tecnologica e la massa critica necessarie a contrastare i colossi del web.