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Viacom punta su FreeWheel per la pubblicità tv: siglato accordo pluriennale

Viacom e Comcast hanno annunciato un nuovo accordo pluriennale che vedrà la media company ampliare l’utilizzo della piattaforma pubblicitaria FreeWheel dell’operatore telco.

Viacom, infatti, che prima adottava FreeWheel esclusivamente per la monetizzazione digital, userà ora i suoi strumenti anche per la gestione dei ricavi pubblicitari provenienti dall’inventario televisivo, sia video-on-demand che lineare che set-top box.

L’accordo sarà anche sul fronte dati, con Viacom che potrà utilizzare i dati anonimi di Comcast raccolti tramite set-top box per migliorare la targettizzazione delle audience su addressable TV. FreeWheel si integrerà con e rafforzerà la piattaforma dati Viacom Vantage della media company.

“Nell’ambito di questa nuova partnership – spiegano le società in una nota -, Viacom e Comcast collaboreranno per monetizzare gli spazi premium in una maniera più efficiente e targettizzata. Viacom utilizzerà la piattaforma operativa unica di FreeWheel per il premium video e le sue varie soluzioni come la Holistic Advertising Management per la monetizzazione su tutti gli schermi, la Unified Monetization Platform e le altre potenti tecnologie messe in campo da Comcast”.

«Crediamo in una visione condivisa di una roadmap di unificazione della tv e degli altri canali video premium che possa acelerare l’integrazione tra l’ampia reach e i contenuti di qualità della televisione con capacità avanzate di targeting cross-piattaforma, misurazione e ottimizzazione», ha commentato David Clark, EVP and General Manager di FreeWheel.

«Le aziende richiedono sempre più la possibilità di raggiungere il giusto consumatore nel momento ideale in un ambiente di qualità e sicuro, e questo accordo promuove ulteriormente la nostra capacità di offrire più valore ai nostri partner e accelerare il futuro della pubblicità televisiva», aggiunge Kern Schireson, Executive Vice President, Chief Data Officer di Viacom.

In Italia Viacom ha un ricco portafoglio di canali, che vanno da Paramount Channel a VH1, da MTV a Comedy Central e Nickelodeon, dal canale maschile Spike al brand kids Super!.

Le holding pubblicitarie si uniscono in nome della brand safety

Oggi nella nostra rassegna parliamo di brand safety, blockchain e di una nuova piattaforma di Comcast per la pubblicità video.

Le holding pubblicitarie si uniscono in nome della brand safety

La brand safety è diventata un tema così importante per gli inserzionisti che società normalmente tra loro concorrenti hanno deciso di mettersi insieme per promuoverla nell’ecosistema digitale. All’interno dell’American Association of Advertising Agencies, operatori del calibro di IPG, Omnicom Media Group, Havas, GroupM, Dentsu Aegis Network, Horizon Media, MDC Partners e Publicis Group hanno unito le forze nella creazione di un consorzio, chiamato Advertiser Protection Bureau (APB), volto alla condivisione di conoscenze e case study sulla brand safety e alla messa a punto di modi per combattere eventuali rischi per le aziende. Leggi di più su AdExchanger.

Pubblicità online, la blockchain può essere utile anche per gli utenti?

Molti operatori della industry vedono nella blockchain una tecnologia capace di porre soluzione a varie inefficienze della pubblicità digitale, contribuendo alla riduzione dei costi e all’eliminazione delle frodi. Ma, in una fase in cui il rapporto tra online adv e consumatori sta diventando sempre più conflittuale, tra formati “disturbanti” e scandali sul fronte dati, può costituire anche uno strumento utile per dare un maggiore controllo agli utenti sulla pubblicità visualizzata? Leggi di più su AdWeek.

Comcast lancia una nuova piattaforma cloud per la pubblicità video

Comcast Technology Solutions, divisione di Comcast Cable specializzata nello sviluppo di tecnologie per aziende, fornitori di contenuti e distributori, lancia una nuova piattaforma basata su cloud per la pubblicità video. Si chiama AdStor e si propone di risolvere il problema dell’erogazione della stessa campagna su diversi ambienti: consente infatti agli annunci pubblicitari di essere velocemente caricati su una libreria aggregata sul cloud, da dove potranno poi essere erogati sulle varie piattaforme video digitali e on demand. Leggi di più su MediaPost.

FreeWheel verso l’integrazione in Comcast. Morpurgo: «Espansione nel segno del video»

Il Dmexco di quest’anno è particolarmente importante per FreeWheel. Per la prima volta infatti la società specializzata in soluzioni tecnologiche per la pubblicità video partecipa all’evento come parte di Comcast, incontrando clienti e partner all’interno di uno spazio che porta il nome del colosso americano del broadcasting.

Ne abbiamo parlato con Luca Morpurgo, Senior Regional Director Southern Europe di FreeWheel, all’evento tedesco. La partecipazione sotto il cappello di Comcast lascia trapelare l’intenzione del colosso americano del broadcasting di espandersi anche al di fuori degli Stati Uniti, attraverso la progressiva integrazione delle società del gruppo.

Il primo passo potrebbe essere il cambio di ragione sociale delle controllate in Italia e in altri Paesi fuori dagli Stati Uniti, come Spagna o Uk. Tutto ciò è nei piani a breve termine, poi il passo successivo potrebbe essere un vero e proprio rebranding.

A questo punto è doveroso un minimo di storico. A maggio del 2016, la SSP video francese StickyADS.tv è stata acquisita dal broadcaster americano Comcast, o meglio da FreeWheel, società di ad-serving video che dal 2014 è parte di Comcast Platform Services, ombrello sotto il quale Comcast raccoglieva tutte le piattaforme per la gestione pubblicitaria del suo ecosistema video multiscreen. A gennaio di quest’anno, StickyADS.tv è poi diventata ufficialmente FreeWheel, in seguito a un rebranding. Qualche mese dopo, a giugno, Comcast ha poi creato una nuova divisione, Comcast Advanced Advertising, per unificare sotto un unico cappello la sua offerta di soluzioni tecnologiche pubblicitarie, rappresentata da FreeWheel e dalle società Strata e Visible World.

Adesso, la presenza di queste società al di fuori del mercato americano, in alcuni dei principali Paesi europei, apre la strada a un’espansione internazionale di Comcast, con un posizionamento che sembrerebbe più orientato alla fornitura di infrastrutture per l’advertising video. Direzione verso la quale potrebbe andare anche la decisione di Comcast, annunciata qualche mese fa, di sviluppare, insieme a un pool di broadcaster tra cui Mediaset, una nuova soluzione tecnologica in grado di migliorare l’efficienza del video advertising: la “Blockchain Insights Platform”.

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Luca Morpurgo al Dmexco

«Il punto forte di una società come la nostra è di essere specializzata sul video – ha proseguito Morpurgo -. Abbiamo un background televisivo ma che negli anni ci siamo saputi evolvere, arrivando a poter monetizzare qualsiasi forma di contenuto tv, sia web che multischermo: dalla tv ott a quella lineare, all’addressable al video on-demand. Quanto al futuro, posso dire che la nostra roadmap va nella direzione di un’unificazione della gestione e della monetizzazione della pubblicità video».

Il Video, del resto, è stato uno dei temi più presenti al Dmexco quest’anno, come ci ha spiegato lo stesso Morpurgo: «Qui al Dmexco “Video” è l’assoluta parola d’ordine, credo non ci sia uno stand che in qualche modo non abbia legami con esso». Ma insieme a questa keyword, secondo il manager ci sono altri temi particolarmente presenti nelle conversazioni tra i partecipanti alla manifestazione: «Sicuramente la brand safety, l’ad fraud, ma anche in generale la volontà delle aziende di sapere dove vanno a finire le loro campagne pubblicitarie, in quali contesti e in quali inventory».

Comcast sviluppa con Mediaset e altre big una piattaforma per la pubblicità tv data-driven basata su Blockchain

Nasce una nuova alleanza “transoceanica” tra grandi broadcaster nel nome della pubblicità video digitale, e anche Mediaset è della partita.

A prendere l’iniziativa è stata Comcast Cable, che attraverso la sua divisione tecnologica Comcast Advanced Advertising ha annunciato martedì a Cannes lo sviluppo di una nuova soluzione tecnologica in grado di migliorare l’efficienza del video advertising: la “Blockchain Insights Platform”.

La nuova piattaforma, che vedrà la luce nel 2018, verrà sviluppata dall’Adtech Group di Comcast (che riunisce le competenze di Strata, FreeWheel e Visible World) in collaborazione con un nucleo di broadcaster internazionali: NBCUniversal (che fa capo a Comcast Corporation), Disney, Altice USA, Channel 4 (Regno Unito), Cox Communications, Mediaset e Groupe TF1 (Francia). L’obiettivo dell’iniziativa è quello di “migliorare la pianificazione, il targeting, l’execution e la misurazione dell’efficacia della pubblicità su tutti i mezzi e gli schermi”.

Cos’è e come funziona la “Blockchain Insights Platform”

Basata su tecnologia Blockchain (una sorta di sistema peer-to-peer che consente lo scambio e la distribuzione sicura di quasiasi genere di dati, come avviene con i Bitcoin di cui è alla base), la “Blockchain Insights Platform” è un sistema grazie al quale i singoli broadcaster potranno mettere i propri dati a disposizione del mercato pubblicitario attraverso una piattaforma condivisa, senza perderne la proprietà e nel rispetto della privacy. Il sistema agevolerà dunque la condivisione degli insight non personali degli spettatori, favorendo l’erogazione di pubblicità mirata.

Grazie alla Blockchain Insights Platform, inserzionisti, centri media e trading desk potranno combinare più efficacemente dati di fonte diversa per lo sviluppo e l’execution di piani pubblicitari sulla base di segmenti di audience personalizzate, oltre a targettizzare con maggiore precisione ed efficienza un bacino nazionale di clienti di pay-TV e di utenti di servizi in streaming.

Al tempo stesso, i broadcasters saranno in grado di offrire maggiore precisione in termini di targeting su tutti i dispositivi utilizzati, incrementando così il valore e la quantità degli spazi pubblicitari monetizzati. Infine, le metriche di rendicontazione e attribuzione messe a disposizione dalla piattaforma andranno a vantaggio di tutti i partecipanti, con la possibilità di nuovi flussi di entrate dagli insight generati per loro stessi e per altri.

“Oggi gli inserzionisti sfruttano solo in parte gli insight per pianificare, acquistare e trasmettere pubblicità” televisiva, afferma in una nota Marcien Jenckes, presidente della divisione Advertising di Comcast Cable. “Questo nuovo approccio tecnologico renderà più efficiente la pubblicità video basata sui dati“, con l’obiettivo ultimo di “promuovere una maggiore creazione di valore per il settore pubblicitario televisivo”.

Il tutto, ponendo un importante accento sulla privacy dei consumatori: i dati di ciascun partecipante, sia esso un broadcaster o un altro soggetto, permarranno all’interno dei rispettivi sistemi grazie a una serie di livelli di cifratura, con i partecipanti stessi che continueranno a gestire la protezione e la privacy dei rispettivi utenti.

Continuano le “grandi manovre” nel mondo del video

Oltre ai partecipanti già annunciati, Comcast ha fatto sapere di essere in trattative con altri broadcaster, distributori, produttori di dispositivi e marketer statunitensi ed europei. Per Mediaset, che è tra i “founding partner” dell’iniziativa, l’ufficializzazione di questa collaborazione giunge a pochi giorni di distanza dall’annuncio di un’altra partnership internazionale per lo sviluppo della pubblicità video digitale: la joint venture European Broadcaster Exchange creata con i tedeschi di ProSiebenSat.1 e i francesi di Gruppo TF1.

Continuano, dunque, le “grandi manovre” tra i big della tv e del media internazionale, finalizzate a guidare lo sviluppo del ricco mercato della pubblicità televisiva che convergerà sempre di più nel mondo digitale. Anche attraverso alleanze strategiche finalizzate a raggiungere l’efficienza tecnologica e la massa critica necessarie a contrastare i colossi del web.

Privacy su Internet, la nuova norma del Garante americano che non piace ai provider

La Federal Communications Commission (FCC), l’autorità americana delle comunicazioni, ha introdotto una normativa che obbliga i fornitori di servizi internet, come Verizon, Comcast e AT&T, ad ottenere dagli abbonati un consenso esplicito per poter vendere a marketer di terze parti i dati concernenti il comportamento online degli utenti.

Queste informazioni includono i siti web visitati, la posizione dei dispositivi mobili, l’uso delle app e altre dettagli sensibili inavvertitamente raccolti durante l’utilizzo della rete in casa o su smartphone.

Tuttavia, il nuovo regolamento non riguarda le attività di piattaforme, come Google e Facebook, che impiegano i dati personali al fine di sviluppare pubblicità mirata. Infatti, in virtù delle misure relative alla neutralità della rete approvate l’anno scorso, le società che forniscono accesso alla rete sono trattate differentemente dai siti web perché fornitrici di “utility”.

La nuova norma funzionerà davvero?

Se da una parte la decisione dell’FCC è considerata dai sostenitori dell’interesse pubblico una vittoria per i consumatori, non è ancora chiaro, fa notare Recode, quanto sarà realmente efficace. Questo perché i lunghi e complessi testi relativi alle politiche di privacy o agli accordi di licenza, con cui il business dell’online notifica e ottiene il consenso per raccogliere i dati, sono spesso  approvati solo al fine di superarli e ignorarli. Se gli Internet Service Provider saranno in grado di soddisfare i requisiti secondo queste modalità, spiega ancora la testata, gli utenti potrebbero acconsentire superficialmente alla raccolta dati, senza le dovute considerazioni.

La risposta delle compagnie internet

Dal canto loro, gli ISP si sono mostrati decisamente contrariati per il provvedimento e preferirebbero collezionare i dati clienti senza alcuna restrizione.

“Non c’è una valida ragione per assoggettare i fornitori di banda larga a regole differenti da quelle di altre società che operano su internet”, ha commentato AT&T, che ha sottolineato che, sotto queste condizioni, si impedirà ai provider di essere competitivi nell’industria.

Curiosamente, anche Google è in disaccordo: nella sua nota indirizzata all’FCC, ha dichiarato che i dati sulla cronologia di navigazione che gli operatori raccolgono non dovrebbero richiedere consenso “opt-in” dagli utenti in quanto questi dati non contengono informazioni sensibili.

Ad ogni modo, il nuovo regolamento ha carattere definitivo e se gli operatori intendono opporsi dovranno portare la Federal Communication Commission in tribunale.

StickyADS.tv acquisita da Comcast per oltre 100 milioni di dollari

Dalla Francia agli Stati Uniti. La SSP video francese StickyADS.tv è stata acquisita da Comcast, tra i maggiori broadcaster e operatori di telecomunicazioni a livello mondiale.

La società francese, presente anche in Italia dove è guidata da Luca Morpurgo, è stata acquisita, in particolare, da FreeWheel, società di ad-serving video che dal 2014 è parte di Comcast Platform Services, ombrello sotto il quale Comcast raccoglie tutte le piattaforme per la gestione pubblicitaria del nuovo ecosistema video multiscreen.

I termini dell’acquisizione non sono stati specificati, ma, secondo quanto riporta Business Insider citando una fonte esterna alla società, la transazione è stata all-cash, del valore di non meno di 100 milioni di dollari.

Un’acquisizione dunque che testimonia la volontà di Comcast di affinare la propria offerta di strumenti per l’intera video supply chain. In particolare infatti, grazie all’operazione, “sarà possibile gestire l’inventory video su tutti gli schermi e l’accesso a qualunque tipo di buyer – prosegue la nota -, garantendo al tempo stesso un’esperienza allineata con le necessità del mondo televisivo in un ambiente brand safety”.

StickyADS.tv è stato SSP Preferred Partner di FreeWheel dal settembre 2015. «Le necessità dei nostri clienti di un supporto per le vendite programmatiche ha subito una forte accelerazione nel corso degli ultimi 18 mesi. Crediamo che StickyADS.tv ci porti in dote la migliore tecnologia SSP e che la combinazione delle nostre piattaforme darà ai nostri clienti la soluzione migliore per aiutarli a far crescere il loro business», ha commentato James Rooke, Chief Revenue Officer di FreeWheel.

StickyADS.tv, con sede a Parigi, supporta con il suo software la monetizzazione in programmatic delle più grandi emittenti in Europa, tra cui TF1, France Télévisions e M6. Fornisce il suo software a molti altri editori premium come Corriere della Sera, Spiegel, The Economist e La Place Media, gestendo la connessione server-to-server con oltre 90 buyer, tra i quali tutte le principali DSP del mercato.

«Siamo sinceramente entusiasti di unirci a FreeWheel e alla famiglia di Comcast Platform Services. Siamo convinti che dall’unione delle nostre aziende potranno scaturire grandi benefici per i nostri rispettivi clienti, in particolare per le più grandi emittenti televisive – ha detto Hervé Brunet, CEO e co-fondatore di StickyADS.tv -. Il nostro focus su un’architettura Private Echange è perfettamente allineata con la tecnologia di FreeWheel per affrontare le esigenze specifiche degli editori premium».

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