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Bucksense firma una soluzione adv self-service per il social Grindr

Un servizio innovativo, mirato a creare un ponte diretto tra la comunità LGBTQ+ e gli advertiser. Così la piattaforma programmatica Bucksense e Grindr, social network rivolto a un target maschile gay, bisessuale e transessuale, descrivono Grindrads.com, la nuova soluzione self-service che consentirà al social di offrire il proprio inventario pubblicitario direttamente agli advertiser di qualsiasi tipo di dimensione, budget e competenza a livello globale.

La soluzione si appoggia a Directopub, la nuova piattaforma whitelabel di Bucksense che consente ai publisher di coprire l’intero spettro di opportunità relative alla relazione diretta con gli advertiser.

“Gli advertiser che desiderano lanciare campagne su Grindr – spiegano le società in una nota – potranno farlo in modo rapido e semplice, raggiungendo l’audience corretta con l’appropriata inventory, evitando complessi e costosi step e touchpoint comuni nelle altre piattaforme”. L’accordo non solo fornisce a tutti gli advertiser l’accesso diretto al grande potere d’acquisto della comunità LGBTQ+ ma, grazie a questa piattaforma self-service, permetterà anche alle piccole realtà aziendali LGBTQ, in possesso di budget limitati, di raggiungere direttamente la propria community.

«Eliminare l’intermediario tra advertiser e publisher è utile quando le due parti si conoscono e desiderano lavorare assieme – dichiara Cristian Carnevale, CEO di Bucksense -. Grindr condivide la nostra visione secondo cui l’utilizzo appropriato della tecnologia può consentire agli advertiser in possesso di qualsiasi tipo di budget di raggiungere direttamente i publisher, anziché aggiungere ulteriori fasi e complessità a un processo che dovrebbe essere relativamente semplice».

Per Grindr, questo servizio consentirà alla società di soddisfare le esigenze e le richieste degli advertiser più piccoli in modo economicamente vantaggioso per tutte le parti. «Siamo estremamente soddisfatti del progetto Directopub e di questa nuova partnership con il team Bucksense – dichiara James Hritz, Head of Monetization presso Grindr -. Il team di Bucksense è stato capace di mettere insieme una piattaforma totalmente personalizzata e un servizio per noi in pochissimo tempo. Ciò ci permetterà di crescere e di raggiungere un maggior fatturato, oltre a consentire al nostro team di focalizzarsi nel servire i nostri utenti con esperienze migliori e maggiormente localizzate, che è ciò che ci riesce meglio».

Bucksense, spazio alla brand safety al Programmatic Pioneers Summit 2018 di Londra

Come è possibile garantire agli advertiser una migliore esperienza nella pianificazione in programmatic della pubblicità online? E’ la domanda a cui ha risposto Cristian Carnevale, CEO di Bucksense, in occasione del Programmatic Pioneers Summit 2018, evento europeo sul marketing e le strategie di programmatic, tenutosi il 16 e 17 maggio a Londra.

Carnevale è intervenuto in particolare in veste di moderatore a una tavola rotonda che ha trattato il tema chiave della brand safety, a cui hanno partecipato esponenti di varie realtà internazionali dell’interactive advertising: Fyber, Condé Nast, Ben Hancock, CNN, LinkedIn e Sony.

Un tema, quello della sicurezza dei brand, soprattutto in ambito frodi, su cui Bucksense ha approntato un sistema di prevenzione all’avanguardia. Ogni giorno infatti i tool della DSP realizzano test su diversi tipi di frodi pubblicitarie: ogni volta che un bid, ovvero un’offerta, viene prodotto, viene fornita l’impression, seguito il clic e infine l’utente nel percorso di conversione, per essere in grado di raccogliere tutti i dati a valle della navigazione. La raccolta dei dati in ogni fase e la connessione di tutti i punti delle diverse fasi in un unico funnel sono alla base di questo processo di verifica. I dati vengono spesso utilizzati per tracciare le conversioni ma raramente sono utilizzati per verificare se il traffico è lecito. Il riferimento incrociato di tutti questi punti mostra molto spesso la presenza di attività fraudolente.

«Bucksense automatizza completamente l’analisi e il controllo delle impression per fornire un servizio sicuro. La qualità e l’uniformità dei posizionamenti sull’intero funnel del cliente vengono costantemente verificati dal sistema che decide autonomamente di bloccare un posizionamento se qualcosa non quadra e sembra sbagliato – dichiara Carnevale -. Con le sue soluzioni Self-Serve, Open API e Whitelabel, la nostra DSP offre un concreto ed efficace controllo sull’acquisto media in programmatic».

Bucksense al lavoro sui Responsive Ads Video. Carnevale: «Il lancio a giugno»

Bucksense, DSP parte del gruppo Acotel, ha un obiettivo all’interno del mercato programmatico: rendere la pubblicità digitale più performante per le aziende e più “friendly” per l’utente. Ed ha deciso di perseguirlo attraverso un formato adv, fiore all’occhiello della sua offerta di servizi pubblicitari: i Responsive Ads.

A qualche mese dal loro debutto sul mercato, ci siamo fatti raccontare dal ceo di Bucksense Cristian Carnevale perché queste soluzioni adv stanno riscuotendo successo nel mercato, anche quello italiano. «La particolarità di questo formato sta in una parola: “interazione” – ci ha spiegato -. Attraverso di esso, infatti, ci proponiamo di abbandonare il click-through rate a favore di una maggiore partecipazione dell’utente. Come dice il loro nome, i Responsive Ads sono unità pubblicitarie che coinvolgono l’utente, lo fanno interagire, e man mano che l’utente interagisce, l’inserzionista raccoglie dati che gli saranno poi utili per le successive pianificazioni pubblicitarie. Alla fine ne hanno beneficio sia gli utenti, che sviluppano un rapporto più partecipativo con la pubblicità, sia le aziende, che moltiplicano i risultati delle loro campagne».

Ma come funzionano, in parole semplici, questi formati? «Si tratta di formati rich media, ossia banner che al loro interno ospitano una serie di pulsanti interattivi. Ad esempio, un annuncio di un concessionario automobilistico può avere un pulsante che consente di prenotare un test drive e un pulsante che consente di scegliere la tipologia di auto preferita (sportiva, city car, SUV etc.). L’utente interagisce con questi pulsanti, e tramite le interazioni, rilascia dati sulle sue preferenze che vengono raccolti per l’inserzionista sulla nostra DMP, profilando una tipologia di audience che potrà poi impattare in tempo reale sui successivi acquisti media dell’azienda. La cosa buona è che gli inserzionisti non hanno bisogno di diversi partner per realizzare tutto questo, ma basta loro un unico strumento self service facile da utilizzare, la nostra piattaforma».

Le interazioni con l’utente avvengono sempre all’interno dell’annuncio pubblicitario, senza che l’utente debba lasciare il sito, «cosa molto importante per gli editori che ci ospitano», puntualizza Carnevale, e i dati restano di proprietà dell’inserzionista. Ed anche la parte di “ad choice” o di “opt-out” può essere uno degli strumenti di interazione: «viene inserita all’interno dell’annuncio e, ad esempio, può consentire all’utente di posticipare la visualizzazione dell’annuncio, o di comunicare di non voler vedere l’inserzione, se magari tratta di un prodotto già acquistato».

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Attualmente disponibili per annunci display, il prossimo obiettivo è di estendere questi formati anche al video. «Ci stiamo lavorando, insieme ad agenzie e aziende del settore lusso, e contiamo di lanciare i Responsive Ads Video a giugno. L’idea, anche in questo caso, è di aggiungere pulsanti interattivi su uno spot che va in background, ma coi video dobbiamo stare più attenti al bilanciamento con le creatività, spesso davvero di alta qualità».

In occasione dell’intervista, abbiamo fatto il punto con Carnevale anche su quello che Bucksense è oggi e sulla risposta che la DSP sta avendo sul mercato italiano, dove dall’inizio di quest’anno è attiva con una squadra commerciale locale. «Bucksense è una DSP orientata alla performance. Siamo una piattaforma semplice da utilizzare, che si propone di fare cultura del programmatic all’insegna della trasparenza. Per questo, oltre ad offrire misurazioni attraverso player esterni come Moat e IAS, abbiamo anche dei servizi di misurazione interni, per la viewability e contro le frodi, integrati nella nostra piattaforma, per garantire sempre e comunque inventory sicure ai nostri clienti».

«Siamo una società giovane, nata commercialmente nel 2016 – ha proseguito il manager -, e nel 2017 siamo cresciuti di due volte e mezzo rispetto all’anno precedente. Ora il nostro obiettivo è quello di crescere ulteriormente e di far capire il valore delle nostre soluzioni a quante più aziende ed agenzie possibili. Abbiamo un approccio alla roadmap molto dinamico e questo piace ai nostri clienti, soprattutto quelli medi e piccoli, che ci scelgono perché riusciamo ad avere con essi un dialogo costante, volto anche a raccogliere pareri e opinioni per arricchire le nostre funzionalità. Anche in Italia, dove dal primo gennaio abbiamo una squadra locale che si occupa di sales e post-sales, stiamo avendo risposte molto positive dal mercato, soprattutto su verticalità come luxury, telco e gambling».

Bucksense amplia l’offerta: sulla DSP arrivano i nuovi Responsive Ads

Novità programmatiche per Bucksense. In occasione del Mobile World Congress 2018 di Barcellona, la piattaforma pubblicitaria dedicata ad aziende e agenzie ha svelato i suoi nuovi formati Responsive Ads, realizzabili direttamente all’interno della propria DSP.

Si tratta di annunci interattivi che consentono agli inserzionisti di guidare i propri utenti verso diverse azioni senza farli necessariamente uscire dal banner pubblicitario, come ad esempio: decidere quando vedere gli annunci, scegliere tra diversi argomenti e pianificare appuntamenti e follow-up.

Tutte queste funzionalità si verificano all’interno dell’annuncio; questo vuol dire che i reindirizzamenti della navigazione vengono eliminati a favore di un percorso più semplificato volto a generare maggiori e più facili lead.

Inoltre, combinando la user experience degli utenti all’interno del banner interattivo con l’algoritmo di ottimizzazione programmatica di Bucksense, gli inserzionisti possono ottenere informazioni più dettagliate sulla propria audience e promuovere così azioni ad hoc per generare maggiori conversioni.

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Per Bucksense il MWC di Barcellona è sempre un evento chiave, decisivo per la presentazione di importanti novità: due anni fa la piattaforma, nata nel 2012 come spin­off dell’italiana Acotel Group e oggi una società con uffici a Roma, New York, Madrid, Città del Messico, Rio de Janeiro e Mumbai, ha presentato alla manifestazione la sua DSP. L’anno scorso, invece, era stata la volta di tre soluzioni Software-as-a-Service proprietarie: il Micro Bidding, la Full Video Viewability e il Campaign Planning Tool.

Bucksense, in arrivo nuovi format per l’azienda che punta su dinamicità e video

La piattaforma programmatic di Bucksense, del Gruppo Acotel, ha chiuso il 2016 con una crescita esponenziale del 900% rispetto all’anno precedente sulle impression effettive e prevede di incrementare ancora di più il ritmo nei prossimi mesi.

Tra le ultime novità presentate dall’azienda ci sono le ultime tre release SaaS, il Micro Bidding, la Full Video Viewability e il Campaign Planning Tool, lanciate al Mobile World Congress di Barcellona, ma sono diversi i progetti  che prenderanno vita nel 2017 (leggi l’articolo dedicato).

L’action plan sul secondo trimestre dell’anno vede la società, costola della holding romana Acotel Group, focalizzarsi sull’aggiunta di ulteriori format rispetto a quelli già acquisiti per il display, il native e il video.

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Engage ha chiesto a Cristian Carnevale, Ceo di Bucksense, di parlare dell’azienda e dei progetti in cantiere.

In quale ambito del programmatic advertising vi siete inseriti?

Il nostro focus sono da sempre le campagne a performance e quindi quelle con KPI molto precisi. Per questo nel mondo del programmatic ci siamo concentrati  su 3 fronti attraverso la ricerca di format nuovi che permettano di raggiungere questi obiettivi:  il Video rewarded, davvero molto promettente, che sta esplodendo grazie all’utilizzo da parte dei publisher e degli advertisers,  i sistemi di antifrode, cui abbiamo dedicato tempo e risorse per rilasciare una soluzione proprietaria, e l’utilizzo dei dati di DMP anche che su campagne a performance dopo un primo utilizzo su campagne tipicamente branded.

Con quali strategie affrontate i cambiamenti del settore?

Abbiamo un numero di clienti in forte ampliamento e ad oggi abbiamo feedback costanti sui loro obiettivi di crescita, le sfide che affrontano sulle quali possiamo assisterli. Siamo riusciti a differenziarci e a guadagnare una fetta di questo mercato anche grazie alla dinamicità della roadmap delle nostre features. Molti clienti ci hanno scelto o hanno investito i loro budget sulla nostra tecnologia perché hanno percepito la validità della nostra soluzione, modulabile con suggerimenti e idee da parte degli stessi. L’impegno sul Rewarded Video e l’Antifrode, viene proprio da questa collaborazione, ormai stabilita con i media buyers di tutto il mondo. Proponiamo idee ogni 2-3 settimane con rilasci veloci e mirati e loro ci guidano con suggerimenti e nuove idee.

Come si compone la vostra offerta?

Siamo un’azienda con due componenti fondamentali: una tecnologia DSP proprietaria completamente sviluppata in Italia, un gruppo di supporto di media buying a Madrid che segue e gestisce i clienti da un punto di vista tecnico ma soprattutto per un supporto attivo sulle campagne. Serviamo mobile e desktop con formati native, video e display con impronta tutta legata alla semplicità di utilizzo. Niente corsi complicati o interfacce della console che spaventano: bastano 60 minuti di training e un utente sta già comprando programmatic. Le agenzie più avanzate poi possono usare la nostra open API per automatizzare tutto il lavoro. Abbiamo già molte persone che creano, attivano e controllano lo spending via API dal loro sistema invece che dalla nostra console.

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Che punti di forza hanno le ultime tre release Saas presentate a Barcellona?

Micro Bidding vanta la possibilità di determinare il CPM di bid per ogni singola combinazione di placement, sistema operativo e modello di telefono. Antifrode propositivo e proprietario per controllare tutto il traffico biddato, comprato e cliccato alla ricerca di  anomalie ogni secondo. Abbiamo aperto un capitolo importante sull’antifrode e su come va gestito. Sul video, che è il futuro, abbiamo rilasciato uno stack completo di funzionalità per gestire campagne a performance con questo formato. Il video era prettamente usato da campagne branded e la sfida è stata proprio qui: portare la complessità e l’efficienza della performance ovunque. Troppe campagne branding vengono giudicate dal CTR e questo prima o poi cambierà.

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Quali novità riserva il 2017 per la società?

La roadmap è fluida. Abbiamo un paio di sorprese in rilascio in questo secondo semestre, tutte orientate al tracciamento e l’ottimizzazione del media buying post click. Poi ancora tanto sul Video e sui formati nuovi da inserire in questo ambito. Il team è completo ma ci amplieremo a Madrid con l’aumentare dei clienti. Siamo cresciuti tanto in termini di new business nel 2016 e un po’ di innesti nella nostra squadra verranno fatti.

Come l’azienda ha chiuso il 2016 in termini di fatturato? Come si aspetta di chiudere il 2017?

Bucksense è partita commercialmente a inizio 2016. I primi mesi ci sono serviti per capire e adattarci, poi a partire dal secondo semestre dell’anno scorso abbiamo iniziato a macinare numeri, raggiungendo quasi 2 milioni di Euro di fatturato. Siamo fiduciosi di riuscire a mantenere questo regime di crescita del fatturato anche nel 2017, che rappresenta l’anno di consolidamento per noi. Siamo partiti con un parco clienti già ampio e molti altri si sono aggiunti dopo il Mobile World Congress.

Mobile World Congress, Bucksense presenta tre nuove soluzioni per il Programmatic

Presente al Mobile World Congress di Barcellona, Bucksense ha reso noto di aver chiuso il 2016 con una crescita del 900% sulle impression effettive rispetto all’anno precedente, prevedendone un incremento significativo per i prossimi mesi.

La piattaforma programmatic ha presenta nel corso dell’evento le ultime soluzioni Software-as-a-Service proprietarie: il Micro Bidding, la Full Video Viewability e il Campaign Planning Tool:

  • Il Micro Bidding consente ai marketer e ai compratori media di scegliere con “micro” dettaglio il valore di offerta su “insiemi” di interesse all’interno della stessa campagna pubblicitaria. Usando cinque variabili indipendenti o tra loro combinate (fra cui dominio, nome app, modello del dispositivo mobile, wcc.), si legge in una nota, è possibile arrivare al pieno controllo della spesa in tempo reale da un solo cruscotto. Il Micro Bidding è disponibile per tutti i tipi di inventario: display, nativo e video.
  • La Full Video Viewability consente ai clienti di erogare campagne video cross-dispositivo su mobile e desktop, con adserver proprio o esterno e in tutti i formati disponibili (interstitial, pre-mid-post-roll). Questa feature sfrutta l’algoritmo proprietario della società per ottimizzare in automatico la spesa al fine di raggiungere i propri obiettivi di viewability sui singoli tempi della creatività’ (inizio, 1⁄4, 1⁄2, 3⁄4, completo).
  • Il Campaign Planner è realizzato interamente partendo dai riscontri dei clienti. Con questo strumento si è in grado di utilizzare l’Interactive Media Planner per una migliore valutazione dell’eCPM (Costo Per Mille effettivo) richiesto sull’inventario disponibile in due momenti cruciali del processo: la pianificazione pre-campagna e l’ottimizzazione durante la stessa.

Secondo il cronoprogramma, durante il secondo trimestre Bucksense, controllata dalla romana Acotel Group, si focalizzerà sull’aggiunta di ulteriori formati rispetto a quelli già acquisiti per il display, il native e il video.

Dmexco, Bucksense presenta il primo algoritmo programmatico multimodale

Bucksense, piattaforma di pubblicità programmatica parte del gruppo Acotel, ha partecipato per la prima volta a Dmexco, dove ha presentato un algoritmo in grado di ottimizzare i KPI sia su campagne a volume sia ad obiettivi: una nuova soluzione che propone anche reportistica sulle prestazioni.

L’algoritmo proprietario della società americana analizza continuamente i dati di placement e aggiorna la strategia dell’offerta in base a una soluzione di gestione delle variabili di performance, capace di escludere automaticamente le inefficienze. L’offerta della piattaforma consente così, si legge in una nota, di testare in tutta sicurezza diverse strategie per volumi di traffico.

Principale caratteristica è la capacità di offrire quattro modelli di ottimizzazione che sono progettati per ottenere obiettivi di performance stabilizzando le campagne in modo rapido, come pure dare una maggiore flessibilità sulle combinazioni che lavorano per un CPx corretto rispetto agli obiettivi definiti. I report di ottimizzazione evidenziano come l’algoritmo di Bucksense si migliori autonomamente, acquisendo tutte le combinazioni possibili per la migliore gestione le campagne.

Altra nuova funzionalità della piattaforma sono i video in-banner con i tag degli annunci e gli smartlinks. Con questa nuova funzionalità, i clienti Bucksense hanno accesso a uno dei più grandi database di video RTB pubblicitari presenti sul mercato per la realizzazione di campagne altamente mirate e coinvolgenti.

La società di Programmatic offre annunci display, native e video su desktop e mobile, con oltre 1.8 miliardi di utenti sui maggiori ad exchange.

Bucksense sceglie il Mobile World Congress 2016 per presentare la sua DSP

Al Mobile World Congress di Barcellona si è parlato anche di pubblicità mobile e programmatic, e l’evento spagnolo è stato l’occasione, per i player della comunicazione digitale, per presentare nuovi prodotti e soluzioni dedicati all’adv su smartphone e tablet. Uno di questi è Bucksense, che al MWC ha presentato una nuova DSP per il Programmatic Advertising Mobile e Desktop.

La piattaforma acquista spazi in real­ time bidding sui maggiori ad­exchange con un algoritmo proprietario in grado di aumentare le perfomance nel corso di tutta la campagna, ottimizzando al meglio la gestione del budget.

L’offerta della DSP è articolata, e prevede anche una soluzione Engagement, gratuita per i clienti che già utilizzano i servizi offerti dalla piattaforma di Acquisition, pensata per il mondo developer e volta a fidelizzare gli utenti delle app, studiandone i loro comportamenti con azioni di re­targeting per il raggiungimento degli obiettivi strategici definiti a monte.

Tutte le campagne live, sia quelle di Acquisition che di Engagement, sono verificate e analizzate in tempo reale, grazie a report dettagliati e totalmente personalizzabili, per offrire i KPI necessari alla definizione delle migliori strategie, insieme a un team di esperti dedicato.

Bucksense, nata nel 2012 come spin­off dell’italiana Acotel Group, multinazionale attiva da oltre 35 anni in diversi settori merceologici, oggi ha uffici in 6 città: Roma, NewYork, Madrid, Città del Messico, Rio de Janeiro e Mumbai.

La piattaforma ha già raccolto e ottimizzato 75 milioni di dollari in campagne programmatic a livello globale.