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Christina Lundari, Oath: «Cresciamo con l’integrazione delle property di Yahoo»

Il 2018 si apre all’insegna di un importante ampliamento dell’offerta per Oath. Il marchio di Verizon nato dall’integrazione di AOL e Yahoo, infatti, da questo mese vedrà il ritorno, all’interno del suo portafoglio, delle soluzioni pubblicitarie del network di Yahoo, tra cui la piattaforma di native advertising Gemini, la DSP Brightroll e il social network Tumblr, da inizio 2016 gestite da Mediamond.

Un’integrazione grazie alla quale Oath Italy sarà in grado di raggiungere con le sue property gestite in esclusiva – Yahoo, Microsoft e Vevo – un’audience superiore al 70% della popolazione italiana online, e che, anche per questo, si rivela di fondamentale importanza per la crescita della società, guidata nel nostro Paese dalla General Manager Christina Lundari.

«Il 2018 si apre per Oath con l’integrazione delle property di Yahoo – spiega a Programmatic Italia la stessa Lundari -. Il portafoglio di tecnologie e soluzioni che offriremo al mercato sarà più ampio e più variegato e la reach delle nostre property sulla popolazione online crescerà in modo molto importante. Tra le novità più rilevanti segnaliamo la piattaforma native, Gemini, un prodotto che in Italia ha già raccolto un grande consenso grazie alla sua notevole performance».

Ma nel 2018 di Oath ci sarà anche altro: «Stiamo continuando a lavorare su importanti partnership – prosegue la manager – che ci permetteranno di arricchire ulteriormente la nostra inventory pubblicitaria e di dati, con particolare attenzione a Video Activation, la piattaforma di video syndication lanciata durante l’ultimo semestre dello scorso anno».

La strategia di Oath sarà in ogni caso allineata a quella globale, con il video mobile advertising al cuore di ogni attività. Un settore in cui la società crede profondamente, reputandolo uno dei volani del mercato programmatico anche nel 2018. Alla domanda su che tipo di evoluzione si aspetta per il mondo ad tech quest’anno, Lundari ci ha infatti risposto: «In linea generale ci aspettiamo un’ulteriore crescita del Programmatic, soprattutto in ambito mobile e video».

La manager ha poi specificato quelli che secondo lei saranno (o meglio continueranno ad essere) i temi caldi dell’anno che è appena iniziato: «In continuità con quanto già osservato nel 2017 – ha affermato -, particolare attenzione sarà dedicata al controllo della brand safety e dell’ad fraud con l’adozione di soluzioni tecnologiche sempre più sofisticate. L’utilizzo dei dati ai fini del targeting sarà più intenso, includendo sempre più anche i dati CRM dei clienti».

Fake news, quanto influenzano gli acquisti in Programmatic?

Quello delle fake news è un tema di grande attualità nel mercato digitale. Ma quanto questo fenomeno davvero influenza i processi decisionali degli inserzionisti? Il che equivale a dire: che effetto ha a livello pubblicitario?

BrightRoll, la DSP di Yahoo, ha indagato la questione, scoprendo che quello delle fake news è un tema scottante, soprattutto in ambito programmatico. Tra i 400 professionisti del mondo ad tech intervistati, ben il 96% degli inserzionisti ha dimostrato preoccupazione sulle fake news, e il 31% dei decision-maker coinvolti ha dichiarato che ridurrà la spesa su quelle piattaforme programmatiche le cui inventory includono brand associati a notizie false.

Il 43% non modificherà i propri investimenti, ma chiederà che gli editori di fake news siano messi in blacklist; il 16% dirà che gestirà la questione caso per caso; e l’11% non farà nulla.

Gli inserzionisti chiedono anche un ruolo attivo dei propri partner tecnologici: il 55% dice infatti che insisterà coi propri vendor per un controllo sulle fake news. Altri opteranno per un targeting sui siti più granulare (il 41%) o per delle whitelist (il 35%). Il 27% passerà invece dal mercato aperto a forme di acquisti privati. Solo l’8% non conta di prendere alcuna iniziativa.

Di seguito, un’infografica riassuntiva della ricerca.

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Le inventory Native di Sharethrough arrivano su BrightRoll

Sharethrough si integra con una nuova DSP.

Dopo Sizmek, The Trade Desk e Adelphic (solo gli ultimi in ordine cronologico), stavolta si tratta di BrightRoll, la DSP di Yahoo, grazie a cui da oggi le aziende potranno accedere anche alle inventory della SSP specializzata in Native Programmatic.

L’exchange di Sharethrough eroga ogni mese 4,5 miliardi di impression e costituirà un nuovo importante bacino per BrightRoll. La DSP, dal canto suo, offre ai propri clienti un accesso esclusivo ai dati provenienti dal miliardo di utenti di Yahoo e, grazie a tecnologie avanzate e opzioni flessibili, consente ai brand di raggiungere in maniera efficace i loro obiettivi di branding e di performance.

«La pubblicità native è ora facilmente accessibile a tutti gli inserzionisti in programmatic, e gli advertiser di BrightRoll potranno facilmente acquistare posizionamenti contestuali ad alto impatto in maniera scalabile attraverso l’exchange di Sharethrough», commenta Alex White, VP of Product Marketing della SSP.

«Il native advertising può portare a un ROI più alto per advertiser ed editori, allo stesso tempo rendendo l’esperienza pubblicitaria fluida per gli utenti – un vantaggio per tutti. Come leader nella pubblicità contestuale, Sharethrough ha costruito un marketplace di inventory in programmatic su cui si può contare per performance e scalabilità», aggiunge Greg MacDonald, Senior Director of Programmatic Supply di Yahoo.

Verizon acquisisce Yahoo ed espande il suo business Programmatic

Le lunghe e partecipate trattative per l’acquisizione degli asset core di Yahoo sono finalmente giunte al termine: con un’offerta del valore di 4,8 miliardi di dollari, Verizon, l’operatore americano di telefonia mobile, si è aggiudicata le principali proprietà digitali della compagnia guidata dalla Ceo Marissa Mayer.

L’operazione, annunciata oggi, espande considerevolmente l’addressable audience di Verizon, aggiungendo 600 milioni di utenti mobile attivi mensilmente che daranno ulteriore slancio alle ambizioni pubblicitarie cross-dispositivo dell’azienda.

“L’acquisizione di Yahoo collocherà Verizon in una posizione altamente competitiva e aiuterà ad accelerare il nostro flusso di ricavi da pubblicità digitale”, ha dichiarato in una nota Lowell McAdam, Ceo del colosso americano delle telecomunicazioni.

Una visione confermata dalle parole di Tim Armostrong, che oltre ad essere il Ceo di AOL è stato anche uno dei principali architetti dell’accordo: “La combinazione tra Verizon, AOL e Yahoo creerà un nuovo rivale competitivo nei media mobile e un’offerta alternativa, aperta e scalata, per inserzionisti ed editori”.

Un chiaro riferimento all’egemonia di Facebook e Google all’interno dell’arena della pubblicità mobile, un’area in cui si stima che la spesa pubblicitaria crescerà nei prossimi anni. Infatti, fa notare AdExchangerAOL e Verizon stanno cercando di interpretare un certo disagio, nutrito da inserzionisti ed editori, provocato dalla concentrazione di potere nelle mani delle due compagnie, proponendosi come terzo attore in grado di riappropriarsi di una considerevole quota di mercato.

AOL arricchisce la sua offerta di Programmatic

Le piattaforme pubblicitarie di Yahoo, in particolare l’SSP video BrightRoll, lo strumento di analytics mobile Flurry e Gemini, la soluzione per il native, saranno aggiunte alla gamma ad-tech di AOL, che dovrà lavorare parecchio per integrarle e scegliere quali marchi mantenere.

“Yahoo vanta un raggio d’azione e una scala elevati, con un’incredibile reach di pubblico”, ha commentato Mayer, “Le nostre offerte programmatiche, specialmente quelle native, mobile e video, saranno ora ospitate da AOL, che sarà in grado di gestirle. Con Verizon, vediamo maggiori opportunità per il targeting e per l’applicazione dei nostri dati”.

L’acquisizione, dalla quale sono escluse le partecipazioni in Alibaba e in Yahoo Japan, dovrebbe essere finalizzata entro il primo trimestre del 2017, e sarà soggetta all’approvazione degli enti regolatori e degli azionisti. Fino ad allora, la società di Sunnyvale continuerà ad operare indipendentemente.

Davide Corcione, Yahoo: «dati e tecnologia, combinazione vincente»

Dopo essersi focalizzata negli ultimi anni sullo sviluppo di prodotto, Yahoo ha recentemente annunciato di aver unificato tutta la sua tecnologia di programmatic advertising sotto il brand di BrightRoll (qui l’articolo dedicato), la società acquisita a fine 2014.

«La scelta di utilizzare il brand BrightRoll per tutta l’offerta in programmatic va nella direzione di offrire maggiore chiarezza al mercato» ci ha detto Davide Corcione, Agency Sales Director di Yahoo! Italia, a margine dello IAB Seminar dedicato alla pubblicità automatizzata, che si è tenuto il 13 ottobre a Milano.

«Accanto a BrightRoll – ci ha spiegato Corcione –  la cui acquisizione ci ha permesso di diventare leader nel video programmatic, la nostra tecnologia di programmatic advertising si è sviluppata molto negli ultimi due anni grazie ad altre acquisizioni e a una serie di sviluppi interni, che ci hanno consentito di strutturare un’offerta più completa e capace di rispondere a esigenze diverse, come da sempre è nella natura di Yahoo come player globale. Puntiamo quindi a fare di BrgihtRoll un interlocutore di riferimento sia per gli editori sia per i brand».

Yahoo sta costruendo un portfolio di soluzioni per aiutare chi crea campagne a connettersi e interagire con i propri clienti attraverso una combinazione vincente di dati e tecnologia che utilizza sia una DSP proprietaria sia l’exchange. In particolare, la DSP di BrightRoll facilita l’acquisto in modalità programmatic di adv video, display e native, grazie all’accesso esclusivo di Yahoo alla sua enorme base dati che facilita la targettizzazione dell’audience. Brightroll Exchange, invece, connette in maniera fluida acquirenti e venditori di inventory video e display premium. Exchange è integrato con 100 DSP e permette di accedere a migliaia di siti e app attraverso RTB, private marketplace e programmatic direct.

«Con la DSP – ha precisato l’Agency Sales Director di Yahoo! Italia – siamo già attivi nel nostro Paese su diversi clienti, che hanno deciso di scegliere la tecnologia di Yahoo grazie al nostro grande plus, il dato proprietario. La tecnologia BrightRoll si integra con la capacità unica di Yahoo di acquistare audience in target, potendo contare su un miliardo di utenti unici complessivi, di cui oltre 10 milioni in Italia. Proprio la conoscenza sempre più approfondita degli utenti sarà il fattore su cui si giocheranno le campagne di maggior successo e, a questo fine, il patrimonio dei dati disponibili e il modo in cui vengono elaborati è ciò che davvero può fare la differenza».

«Ciò che vogliamo fare è andare oltre a una concezione dei dati desktop-centrica, basata sui cookie, che con l’attuale migrazione degli utenti verso il mobile pare avere poco futuro, per spostarci verso metodologie di data management e targeting che possano essere efficaci anche sui nuovi device. A questo mirava l’acquisizione, sempre nel 2014, di Flurry (qui l’articolo dedicato), una delle maggiori piattaforme di mobile analytics, che oggi ci permette di capire come gli utenti stanno utilizzando il proprio smartphone».

Secondo una ricerca di eMarketer, gli investimenti in programmatic display raggiungeranno quest’anno negli Stati Uniti 14,43 miliardi di dollari, facendo registrare una crescita del 49,5% rispetto ai livelli di spesa del 2014, mentre in Italia, secondo l’Osservatorio New Media & New Internet del Politecnico di Milano, la compravendita automatizzata degli spazi adv sarà tra i principali fattori che contribuiranno alla crescita dell’adv online quest’anno. In particolare, si prevede per il programmatic advertising un incremento di circa il 90%, passando dal 10% a quasi il 20% del Display Advertising. La strada appare quindi segnata, come conferma anche Davide Corcione, che ha concluso con i suoi consigli a publisher e brand.

«Agli editori, dico di non aver paura dei nuovi trend, assumere un’atteggiamento di chiusura non è mai produttivo. Nessuna battaglia contro le evoluzioni del mercato digital è mai stata vinta, alla lunga, quindi il consiglio è quello di abbracciare gradualmente le nuove opportunità, e sperimentare per capire come sfruttarle al meglio».

«Nei confronti degli advertiser, invece, non posso fare a meno di allinearmi al messaggio dato anche da IAB Italia, ossia quello di non approcciare il programmatic solo con l’idea di acquistare l’inventory al prezzo più basso possibile. Il programmatic può voler dire qualità ma ciò significa riconoscere il giusto valore all’inventory. E al vostro provider di tecnologia, chiedete trasparenza: le “black box” non portano benefici né agli spender, né agli editori».

Il Programmatic traina la crescita di Yahoo. L’a.d. Montagna: «Ora il focus è sulla vendita automatizzata di video»

Programmatic, Native e Video, ma sempre con un importante focus sui contenuti.

Sono questi gli asset su cui sempre più Yahoo sta impostando il suo futuro come internet company in Italia, nonchè i principali driver della crescita nel nostro Paese della società, che conta di chiudere quest’anno con un incremento a una cifra del fatturato.

A dircelo è stato Lorenzo Montagna, a.d. di Yahoo Italia, a margine di un evento per stampa e clienti dedicato a Tumblr, la piattaforma di microblogging e social networking acquisita da Yahoo nel 2013  e oggi tra i social network che registrano le migliori performance a livello mondiale.

«Contiamo di chiudere il 2015 in crescita a una cifra – ha spiegato Montagna a Engage -, un risultato soddisfacente in un mercato che ultimamente è cambiato e sta cambiando drasticamente. Nello specifico, abbiamo registrato un calo della pubblicità premium, ossia dei formati più “impattanti” venduti in maniera tradizionale. E’ cresciuto invece molto il Programmatic, con un +20%, che attualmente è uno dei nostri principali driver di incremento, nonchè un asset su cui Yahoo, a livello internazionale, sta investendo molto».

A tal proposito, è notizia di questi giorni che Yahoo ha unificato sotto il brand unico BrightRoll tutta l’offerta di pubblicità automatizzata. Abbiamo chiesto all’a.d. italiano cosa questo implicherà nel nostro Paese. «BrightRoll è leader nel video programmatic negli Stati Uniti, e la sua acquisizione, così come l’unificazione dell’offerta programmatic sotto il suo brand, è strategica per Yahoo, in quanto consentirà alla società di potenziarsi sul video programmatic sfruttando un nome che è già conosciuto e rilevante, ed in cui ancora Yahoo non era posizionata in maniera decisa – ci ha risposto -. Cosa succederà adesso? Prevedibilmente, avremo dei team BrightRoll in Italia e in Europa che si occuperanno di stringere nuove partnership, soprattutto in ambito video, con editori che puntano a una monetizzazione in programmatic della loro inventory di filmati».

Purtroppo, come ha sottolineato lo stesso a.d., questa non sarà cosa facile in Italia, dove «è difficile avviare partnership con editori di rilievo». I principali produttori di video sono infatti nella maggior parte dei casi già attrezzati per monetizzare autonomamente la loro inventory: Rai, ad esempio, vende i propri preroll in maniera tradizionale, e ha scelto il programmatic solo per la display, siglando un accordo con Rubicon Project, così come Mediaset, che gestisce la propria inventory video tramite Mediamond (dotata di una struttura interna per la vendita automatizzata).

Leggi l’articolo completo su Engage.

Yahoo sposta tutta l’offerta programmatic sotto il brand BrightRoll

Yahoo centralizza tutta la propria offerta programmatic sotto il brand BrightRoll.

A partire da oggi, infatti, tutti gli strumenti e la tecnologia per la pubblicità automatizzata della società di Sunnyvale faranno capo a BrightRoll, che offrirà ad advertiser, editori e partner una suite di soluzioni che coprirà vari formati e vari device, attraverso una DSP proprietaria per la gestione degli acquisti video, display e native in programmatic, e il BrightRoll Exchange, che connette acquirenti e venditori di inventory video e display premium. Yahoo aveva acquisito la piattaforma di programmatic video advertising BrightRoll circa un anno fa, per la cifra di 640 milioni di dollari.

L’annuncio è stato dato in occasione dell’Advertising Week, insieme alla notizia che gli advertiser possono ora integrare i dati di terze parti di Yahoo con quelli di prima parte per aumentare l’efficacia delle campagne di retargeting, attraverso la piattaforma pubblicitaria Gemini.

E a proposito di Gemini, è stato annunciato il lancio di un preferred partners program, che connetterà gli inserzionisti di Yahoo con una serie di sigle di ad-tech consigliate, tra cui Acquisio, ChannelAdvisor, Dealer.com, DrivenLocal, Fiksu, Kenshoo, Marin Software, Sprinklr e Tealium.

Abbiamo chiesto a Lorenzo Montagna, a.d. di Yahoo Italia, cosa questo implicherà per il mercato italiano. Ecco cosa ci ha risposto.

La DSP Yahoo Ad Manager Plus compie un anno e genera più del 50% delle revenue display della company

All’inizio di quest’anno il CEO di Yahoo Marissa Mayer aveva indicato in Mobile, Video, Native adv e Social le maggiori aree di crescita della company di Sunnyvale. Accorpate in un’espressione ormai diventata distintiva quando si parla di Yahoo, MaVeNS, hanno fatto registrare alla società, nel complesso e a livello globale, ricavi pari a 363 milioni di dollari nel Q1 del 2015, pari a circa il 35% del totale revenue registrato da Yahoo (1,04 miliardi di dollari).

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Davide Corcione

Ma non solo Mobile, Video, Native, Social. Yahoo è decisa a riprendersi con decisione il proprio posto tra i Big del web anche grazie alla tecnologia: «Abbiamo lavorato tutto questo tempo in prospettiva, avendo intuito con un certo anticipo dove il mercato stava puntando – ha spiegato in un press briefing svoltosi a Milano Davide Corcione, Head of Agency di Yahoo -. Ora, non solo siamo decisi a posizionarci con forza come mobile first company, ma abbiamo le carte giuste per vincere in diversi settori». Settori tra cui – come già anticipato a Engage da Lorenzo Montagna, amministratore delegato di Yahoo Italia, in occasione della celebrazione dei 20 anni della company – c’è anche il Programmatic, grazie al quale Yahoo intende anche gestire le aree chiave di cui sopra.

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Daniele Maccarrona

Ma qual è il posizionamento di Yahoo rispetto al Programmatic Buying? Lo ha spiegato insieme a Corcione, Daniele Maccarrona, Head of Programmatic & Audience Advertising Yahoo Italia: «All’interno dell’ecosistema Programmatic Buying, siamo presenti con la piattaforma operativa su scala globale Yahoo Ad Manager Plus, lanciata negli Stati Uniti un anno fa e operativa in EMEA da settembre 2014. La piattaforma è a tutti gli effetti una DSP (Demand Side Platform, ndr) e ci permette di fare buying in modalità programmatica. Grazie all’integrazione con tutte le SSP e gli Ad exchange, consente ai brand di pianificare advertising su Yahoo, ma anche su tutta l’inventory disponibile in modalità programmatica sul mercato locale e internazionale, in Real-time Bidding, moltiplicando le opportunità di raggiungere i consumatori in target».

Valore aggiunto, sottolinea ancora Maccarrona, è la capacità di Yahoo Ad Manager Plus di lavorare efficacemente indipendentemente dal formato della campagna (rich media, video e display) e dal device utilizzato dall’utente (pc mobile e tablet). Insomma, permette pianificazioni cross-device di qualsiasi tipo di campagna, presentandosi come piattaforma unica capace di interfacciarsi con un’ampia fetta dell’inventory disponibile online.

«Grazie alla nostra consolidata esperienza nel mercato dell’advertising, ai continui investimenti nello sviluppo di tecnologia, in importanti acquisizioni (come quella di Flurry e di Brightroll, ndr) e alla forza dei nostri dati, ad oggi Yahoo Ad Manager Plus sta generando più del 50% delle nostre revenue display, confermando la nostra capacità di innovare e innovarci continuando ad essere player di riferimento del settore», ha aggiunto ancora Corcione.

Al centro di Yahoo Ad Manager Plus, c’è il dato: «La sua unicità – spiega ancora il manager – sta proprio nella completezza dei dati che utilizza. Yahoo Ad Manager Plus include infatti una DMP, Data Management Platform, proprietaria che integra i dati di Yahoo – 1 miliardo di utenti unici complessivi, di cui 18 milioni in Italia – con quelli di terze parti e degli advertiser. Un vantaggio competitivo significativo perché la combinazione delle tre fonti di dati consente di creare dei segmenti di audience unici e distintivi». Il dato diventa l’aspetto cruciale, che precisa Corcione: «Yahoo non vende. E’ nella nostra DMP e lo proteggiamo gelosamente perché sappiamo che è su questo terreno che si giocherà il futuro di tutte le società del mondo internet».

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Tornando a Yahoo Ad Manager Plus, Maccarrona poi precisa: «Mettiamo a disposizione questa piattaforma a clienti o centri media in due modalità: Managed, nel senso che in clienti sono seguiti da un account manager e vengono aiutati a gestire le campagne sul nostro network; o in Self Service, cioè gestito direttamente dal cliente. Questa modalità è per ora attiva solo per gli advertiser (anche in Italia da circa un mese, ndr), ma è previsto a breve il roll-out della piattaforma in modalità self service per i centri media».

Yahoo è presente nell’ecosistema programmatic anche con lo Yahoo Ad Exchange, piattaforma attraverso la quale la company, in questo caso nelle vesti di publisher, mette a disposizione la propria inventory per l’acquisto da parte dei trading desk che scelgono di non servirsi dell’Ad Manager Plus, ma di utilizzare DSP terze.

In conclusione, Maccarrona specifica un dato interessante relativo al transato gestito attraverso l’Ad Exchange di Yahoo: «In Italia lo scorso anno solo il 20% dell’adv transata in Programmatic è stata gestita in Private Market Place. Il restante 80% è inquadrabile nella sfera dell’Open Market. Noi nel 2014 avevamo il 75% del transato gestito in PMP, e mettevamo a disposizione degli investitori i nostri dati. Quest’anno arriveremo a circa l’80% del transato in PMP. Questo significa che il nostro dato conta e che ha valore anche per gli inserzionisti, che scelgono si non sparare nel mucchio, riprova dell’efficacia delle nostre soluzioni di Audience Targeting».

Yahoo nomina il chief product officer di Flurry a capo della pubblicità

Integrazione, semplificazione, dati. Tre parole chiave della strategia pubblicitaria costruita dal ceo Marissa Mayer per Yahoo, di cui è conferma indiretta la nomina, ufficializzata venerdì, di Prashant Fuloria, ex chief product officer di Flurry, a SVP of Advertising Products.

In questo nuovo ruolo, Prashant Fuloria è stato posto al vertice dello sviluppo tutti i prodotti pubblicitari della compagnia di Sunnyvale, con un ruolo di supervisione e coordinamento tra display, video, native e mobile.

Il manager lavorerà direttamente a contatto con Marissa Mayer, mentre a lui riporteranno Scott Burke (a cui fanno capo le piattaforme Yahoo Ad Manager Plus e Yahoo Gemini) e Tod Sacerdoti, ceo della recentemente acquisita BrightRoll.

Tale riorganizzazione riflette l’importanza strategica dell’acquisizione della società specializzata in mobile analytics Flurry, operata lo scorso luglio e costata a Yahoo la bellezza di 300 milioni di dollari, seconda per sforzo economico solo a quelle di Tumblr e BrightRoll.

Prashant Fuloria “porta in Yahoo più di una decade di esperienza nello sviluppo di piattaforme di avdertising in Google, Facebook e, più di recente, Flurry”, ha sottolineato Yahoo in una nota. “Con Prashant a capo del team, continueremo a semplificare a integrare le nostre crescenti capacità tecnologiche in campo pubblicitario, con l’obiettivo di generare il massimo valore per i clienti”.

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