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Brian O’Kelley lascia il ruolo di CEO di AppNexus

Brian O’Kelley lascia la guida di AppNexus. Il co-fondatore e CEO della società di ad tech, acquisita a giugno da AT&T ed ora parte della sua neonata divisione tecnologica Xandr, abbandonerà il suo ruolo operativo, continuando a collaborare con Xandr in qualità di consulente strategico.

Per AppNexus è un po’ un’epoca che si chiude: il suo boss era uno dei volti più riconoscibili della società, nonché un professionista che ha contribuito attivamente nella costruzione di quella che – in 11 anni – è diventata una delle principali società del mercato programmatico a livello mondiale.

Adesso, O’Kelley lavorerà a contatto con il CEO di Xandr Brian Lesser su vari progetti in cantiere all’interno della divisione, che saranno annunciati nelle prossime settimane.

A dare l’annuncio dell’abbandono del ruolo operativo del manager è stato proprio Lesser, in una circolare interna ai suoi dipendenti, in cui ha scritto: “Discutendo con Brian sul migliore percorso da intraprendere, abbiamo preso insieme la decisione di un suo progressivo spostamento dall’operatività quotidiana di AppNexus a un ruolo più di consulenza strategica per l’immediato futuro. Continuerà a riportare direttamente a me”.

Ed a Lesser riporteranno anche gli altri vertici di AppNexus, incluso il Presidente Michael Rubenstein, il CTO Ben John e il SVP of Product Ryan Christensen.

La demand-side platform di AppNexus aderisce all’ads.txt

Anche AppNexus aderisce al progetto ads.txt. Dal prossimo anno, le demand-side platform della società ad-tech disattiverà gli acquisti di spazi pubblicitari dagli operatori non direttamente identificati come rivenditori autorizzati da parte degli editori.

Il registro della DSP sarà aggiornato quotidianamente per assicurare che tutte le transazioni siano verificate. La società ha affermato che il filtro sarà obbligatorio per i compratori che utilizzano DSP, Console e APP, ovvero la AppNexus Programmable Platform.

“La nuova politica disabiliterà automaticamente e irrevocailmente l’acquisto sui venditori non autorizzati”, ha dichiarato Brian O’Kelley, Ceo di AppNexus, “Oggi, circa due terzi dei primi mille domini direttamente disponibili sul marketplace di AppNexus hanno adottato lo strumento. Siamo fiduciosi che entro la fine di gennaio saremo in grado di applicare il nuovo standard senza interferire con business di venditori o compratori”.

Nelle ultime sei settimane, si legge in una nota, la struttura ha registrato un aumento del 400% dell’adozione dell’ads.txt da parte degli editori  sulla piattaforma.

Per agevolare il processo, la società ha rilasciato uno strumento gratuito di validazione dell’ads.txt disponibile al pubblico: aiuterà gli editori digitali ad assicurarsi che l’implementazione sia privo di errori.

LinkedIn: disponibile su AppNexus l’inventory display

L’inventory display di LinkedIn da oggi è disponibile all’acquisto in programmatic su AppNexus.

Anche LinkedIn, dunque, entra a far parte degli utilizzatori della AppNexus Publisher Suite, la suite di soluzioni full-stack per la vendita dei propri spazi. L’inventory display del social network, che può vantare una audience premium di oltre 450 milioni di professionisti, sarà a disposizione degli inserzionisti sia in open che in private auction.

«Siamo incredibilmente entusiasti del fatto che LinkedIn abbia scelto di adottare la Publisher Suite di AppNexus per vendere le LinkedIn Display Ads. Vediamo questa integrazione come una enorme opportunità per i programmatic buyer della nostra piattaforma, che potranno accedere all’inventory viewable premium di LinkedIn con un targeting senza eguali sul pubblico dei professionisti», commenta Brian O’Kelley, CEO di AppNexus.

«Estendere la nostra inventory in programmatic alla piattaforma di AppNexus è una naturale evoluzione del nostro business – ha aggiunto Russell Glass, VP of Product di LinkedIn -. AppNexus ci aiuterà a sviluppare la nostra offerta programmatic attraverso le sue API aperte, e a raggiungere il nostro obiettivo di connettere più inserzionisti con il nostro pubblico premium di professionisti».

LinkedIn aveva aperto la sua inventory display alla vendita in Programmatic lo scorso giugno (qui l’articolo dedicato), probabilmente con l’obiettivo di liberare risorse a favore di altri formati attualmente più proficui, come i contenuti sponsorizzati.

In quella occasione, peraltro, Russell Glass, Head of Products di LinkedIn Marketing Solutions, aveva dichiarato che l’apertura della propria inventory display al Programmatic era parte di una riorganizzazione di due o tre anni del business pubblicitario della società, volta ad ampliare e allo stesso tempo rendere più semplice l’offerta sulla piattaforma.

AppNexus sarà la ssp per l’inventory premium di Gameloft Advertising Solutions

Gameloft, azienda operante nella pubblicazione di giochi digital e social, punta sul programmatic con AppNexus: la divisione dell’azienda Gameloft Advertising Solutions  e la società attiva nella produzione di tecnologie per la pubblicità, annunciano un partnership globale grazie a cui AppNexus fungerà da ssp per l’inventory premium di Gameloft Advertising Solutions. L’annuncio giunge quasi in concomitanza con il rilascio della Publisher Suite di AppNexus, una completa piattaforma di monetizzazione per i publisher digital (leggi l’articolo dedicato).

Grazie all’integrazione dell’ssp, Gameloft Advertising Solutions offre agli inserzionisti una inventory premium su mobile forte di una audience mensile di 173 milioni di giocatori unici su titoli di successo come Asphalt, Order & Chaos, Modern Combat e Dragon Mania Legends. La piattaforma di AppNexus, aperta e trasparente, è dotata di controlli avanzati che elaborano dati per generare vendite su più fronti tramite accordi rtb e programmatico garantito.

«AppNexus possiede un’incredibile roadmap di prodotto e una storia di successi che soddisfano la necessità, da parte di Gameloft, di godere di una infrastruttura all’avanguardia e pensata per il mercato globale – ha dichiarato Michele Guillemot, ceo di Gameloft. – Questa partnership ci consentirà di semplificare il processo di acquisto della nostra inventory e di lanciare campagne pubblicitarie di alta qualità e ad alta visibilità, nonché di controllare e massimizzare i profitti. Collaborare con AppNexus è un ulteriore passo avanti nel tentativo di offrire le più avanzate soluzioni nelle nostre strategie in materia di programmatic».

«Siamo entusiasti di lavorare insieme a Gameloft Advertising Solutions – ha commentato Brian O’Kelley, ceo di AppNexus. – La reach mondiale di Gameloft, la sua audience premium e le sue sofisticate capacità di targettizazione la rendono la perfetta risposta alle necessità dei partner sulla nostra piattaforma. Questo accordo riconferma la nostra volontà di aiutare i publisher a incrementare la monetizzazione in un momento in cui la spesa per l’advertising sui canali mobile è in continua crescita».

AppNexus lancia la sua Publisher Suite: la sfida a Google è aperta

AppNexus ha presentato la sua Publisher Suite in modo da offrire un’alternativa a DoubleClick for Publishers di Google.

Questo nuovo strumento include un nuovo ad server, ricostruito e potenziato grazie alle acquisizioni di Open AdStream e Yeldex, che i publisher possono utilizzare da desktop, mobile e video inventory. Viene supportata la vendita in automated guaranteed, private marketplace e programmatic deal.

Tra le novità, l’ad server unisce la domanda proveniente dal programmatic con gli accordi della vendita diretta, abilitando la competizione tra le due.

Brian O’Kelley, ceo di AppNexus, ha commentato: «I publisher utilizzano la stessa tecnologia di ad serving dal lancio di DoubleClick, avvenuto negli anni ’90. Una delle mie aspirazioni è stata quella di rinnovare la piattaforma di monetizzazione dei publisher, puntando su tutto quello che abbiamo imparato negli anni scorsi».
Tra i clienti che utilizzano questa nuova suite c’è Microsoft.

Appnexus pensa alla quotazione nel 2016

AppNexus, uno dei nomi più caldi del panorama ad tech, potrebbe presto sbarcare in borsa sul mercato azionario Americano.

A dirlo è il Times, secondo cui la società newyorkese, di cui WPP ha acquisito una quota del 15% lo scorso settembre, avrebbe individuato nel prossimo anno quello giusto per la quotazione, recentemente valutata 2 miliardi di dollari.

Fonti informante, citate invece da City A.M. hanno in parte raffreddato la pista precisando che in realtà in Appnexus non sarebbe stata presa “alcuna decisione” sulla necessità o meno di quotarsi in borsa, pur essendo l’opzione sul tavolo. Un portavoce dell’azienda ha invece dichiarato che “AppNexus vede il processo di IPO come uno dei diversi veicoli che le aziende utilizzano per raccogliere capitali”.

Fondata da Brian O’Kelley, AppNexus ha sviluppato una delle piattaforme di real time advertising più diffuse sul mercato americano e internazionale. Negli ultimi mesi, la società ha integrato l’ad server “Xaxis for publishers” di GroupM e ha acquisito la piattaforma di analytics Yieldex per circa 100 milioni di dollari.

Inoltre, Appnexus ha rafforzato negli scorsi giorni il proprio rapporto con Microsoft, di cui è partner tecnologico per il programmatic in 39 Paesi, Italia inclusa.