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Beintoo, Laura Pagani è la nuova Senior Sales Manager

Nuova nomina in Beintoo. La mobile data company che opera su scala globale, con sedi a Milano, Roma, Londra e Madrid, ha affidato a Laura Pagani il ruolo di Senior Sales Manager.

L’ingresso della manager in Beintoo è strategico per il rafforzamento del team commerciale dell’azienda. Forte di un’esperienza di oltre 15 anni in aziende di rilievo nel mercato digital come Tiscali, MSN, RCS, Populis, 4W e Tradelab, dove ha ricoperto l’incarico di Head of Sales negli ultimi due anni, Laura Pagani metterà a disposizione di Beintoo la sua profonda conoscenza del mercato, per coordinare i principali centri media della società e supportare lo sviluppo dell’offerta ai clienti diretti, riportando direttamente a Marilena Pellegrini, vp sales Beintoo.

Il suo incarico sarà operativo a partire dai primi di settembre.

La nomina conferma la strategia di ampliamento e di crescita del team di Beintoo, che solo ad aprile aveva annunciato il rafforzamento delle divisioni Project Management, Ad Operation e Design con cinque nuovi ingressi strategici. «Siamo entusiasti di accogliere una professionista ed esperta del mondo digital come Laura – ha dichiarato Andrea Campana -. Il suo arrivo è solo l’ultimo tassello del progetto di crescita del nostro team, che è stato uno dei principali obiettivi della prima metà del 2018. Grazie alla sua esperienza, siamo sicuri di poter offrire soluzioni e servizi sempre più di alto livello, per consolidare la nostra posizione sul mercato di “esperti del mobile”».

«Sono entusiasta di questa opportunità – ha commentato Laura Pagani -: Beintoo ha un posizionamento e una tecnologia vincenti e consolidati sul mercato, oltre ad essere tra le prime realtà italiane ad aver avviato già nel 2017 un’importante collaborazione con TrustArc per confermare e certificare come DMP e SDK di Beintoo rispettino i propri standard di privacy».

«Grazie alla DMP Mobile proprietaria di Beintoo, in un contesto sempre più complesso e in continua evoluzione, è possibile facilitare il contatto con i consumatori tramite pianificazioni digital cross device basate sui reali interessi degli utenti. Per me – conclude la manager – sarà un onore poter contribuire al successo di una Mobile Data Company con un team di professionisti di grande esperienza».

Beintoo ottiene da TrustArc la certificazione per la raccolta e la gestione dei dati

Beintoo ha completato un processo di certificazione indipendente per la raccolta e la gestione dei dati terzi in relazione ai propri servizi di online behavioural advertising (OBA) con TrustArc, società di management dei dati personali, con l’obiettivo di efficientare la conformità alle nuove normative sulla privacy a ogni livello organizzativo.

Grazie a questa certificazione, la società di dati mobile ha potuto migliorare e rendere più trasparenti le pratiche riguardanti la raccolta dei dati, la loro gestione e le procedure di opt-out per i propri servizi di pubblicità comportamentale online, con l’obiettivo di valutare  il livello di adeguamento al nuovo regolamento GDPR. Con questa collaborazione, TrustArc ha potuto confermare e certificare come le DMP (data management platform) e SDK di Beintoo rispettino i propri standard di privacy.

Beintoo, inoltre,  ha potuto esaminare in modo completo le proprie pratiche aziendali relative alla gestione della privacy nei propri servizi OBA e ha lavorato per assicurare che tutti i dati siano raccolti e archiviati in accordo con le best practice del settore e che venga implementato il processo di opt-out dalla propria DMP. Grazie al lavoro fatto insieme, afferma la nota, Beintoo è l’unica mobile company italiana a garantire agli utenti la procedura di opt-out attraverso l’applicazione TRUSTe di TrustArc.

Il processo di certificazione assicurerà a Beintoo una maggiore trasparenza e responsabilità sulle pratiche indicate nello statement aziendale relativo alla protezione dei dati personali. TrustArc permetterà a Beintoo di rispettare gli impegni presi in materia di privacy, di mantenere la propria conformità alle normative e di valutare l’impatto sulla privacy dei nuovi prodotti.

“Abbiamo lavorato per rendere Beintoo conforme al GDPR fin da giugno 2017”, ha dichiarato Andrea Campana, CEO dell’azienda, “Il lavoro fatto con TrustArc completa questo processo e certifica come la nostra gestione dei dati e le nostre procedure di data protection siano in linea con i migliori standard dell’industria dell’advertising. Siamo inoltre i primi player in Italia a offrire ai consumatori finali la possibilità di fare optout in modo semplice e trasparente attraverso l’app TRUSTe”.

Beintoo amplia l’offerta con i dati della multinazionale Kochava

Da oggi i dati di Kochava sono disponibili anche in Italia, grazie a un accordo con Beintoo, la mobile data company specializzata nell’offerta di campagne di marketing geocomportamentale.

Grazie a questa collaborazione, Beintoo potrà distribuire in esclusiva nel nostro Paese i dati di Kochava Collective, la piattaforma con cui Kochava, multinazionale attiva nell’ambito dei sistemi di Mobile Attribution e Marketing Analytics, offre dati e tool di targeting.

“Kochava Collective – spiega una nota ufficiale – contiene oltre 2 miliardi di device mobile in tutto il mondo, unendo il set di dati provenienti da Free App Analytics e dati di terze parti. Tali dati includono informazioni come il numero di sessioni giornaliere per app, eventi di iscrizioni/acquisti e dati di geolocalizzazione”.

Beintoo sarà partner strategico della società, e in tale veste avrà l’esclusiva per il mercato italiano dell’utilizzo dei dati anonimi di Kochava Collective che include più di 30 milioni di dispositivi in Italia, grazie al SDK proprietario di Kochava Free App Analytics. Dati che potranno essere utilizzati per intercettare i reali interessi delle audience mobile, basandosi sull’analisi dei loro comportamenti sia online che offline.

Beintoo utilizzerà insight e tecnologia di Kochava Collective per estendere i segmenti della propria DMP mobile BeAudience al fine sia di ottenere ulteriori insight qualitativi, sia di incrementare la copertura da un punto di vista quantitativo.

Per Beintoo si tratta di un importante ampliamento dell’offerta, grazie al quale la società potrà adesso raggiungere oltre il 30% dei device sul territorio italiano e fornire in esclusiva ai suoi clienti italiani una nuova base dati e la creazione di target iperprofilati, grazie anche all’elenco delle applicazioni installate e utilizzate su cui pianificare campagne data driven.

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Andrea Campana

«Grazie alla partnership con Kochava – spiega Andrea Campana, CEO di Beintoo – saremo in grado di duplicare la quantità di device disponibili nella nostra DMP, raggiungendo circa 15 milioni di utenti unici su base mensile. I nostri clienti potranno deliverare campagne pubblicitarie nazionali, locali e iper-locali su un enorme set di utenti mobile caratterizzati da comportamenti e interessi specifici. Kochava ci fornirà inoltre il suo algoritmo per estendere i nostri segmenti di BeAudience e incrementare la portata delle nostre campagne Mobile».

«Non vediamo l’ora di offrire a Beintoo l’accesso a cluster look-alike di qualità, sulla base dei dati che presidiamo su Kochava Collective», aggiunge Charles Manning, CEO di Kochava.

La partnership è stata avviata a inizio 2018 e Beintoo sta già erogando le prime campagne con alcuni clienti dei settori automotive e fashion.

Le audience comportamentali determinano la fine dei target socio-demo? La risposta in uno studio Beintoo

Le audience comportamentali stanno determinando la fine dei target socio-demo? Il tema è stato affrontato da Beintoo in occasione di Iab Forum, nel corso di una tavola rotonda che ha coinvolto Roberto Dragone, Head of Programmatic and Data per Mediamond, Adriana Ripandelli, Chief Operating Officer di Mindshare e Marco Storti, Head of Digital Marketing & Sales di Sky Italia.

Dal confronto sono emersi in particolare vantaggi e nuove sfide in termini di disponibilità, sorgenti, qualità, pricing e strumenti di post valutazione. Un’analisi sul comportamento di acquisto del panel di utenti Beintoo su due case history concrete (automotive e fashion), ha permesso di capire come, affidandosi ai soli dati socio-demografici, si corra il rischio di perdere fette importanti di audience che, analizzando dati geocomportamentali, risultano invece interessati al brand (e viceversa, come si finisca per colpire segmenti, individuati per età o genere, che non lo sono per niente).

Beintoo ha analizzato oltre 50.000 device ID all’interno del panel BeAudience.

Partendo da una case history nel comparto automotive, in cui il target definito dal cliente corrisponde a un pubblico maschile di età compresa tra i 30 e i 54 anni, è emerso come, in realtà, il brand abbia un’importante fetta (28%) di potenziali clienti interessati ai propri prodotti anche nelle fasce di età escluse, in particolare: l’8% delle persone interessate al brand ha tra i 18 e i 24 anni, il 16% è nel range 55-64 anni e il 4% ha più di 65 anni. Lo stesso succede considerando la suddivisione di genere, dove emerge che tra gli utenti interessati al brand, ben il 32% sono donne.

Inoltre, solo il 20% degli utenti in target conserva un reale interesse per l’acquisto dopo 60 giorni dalla prima associazione, recandosi effettivamente in concessionaria: da questo dato emerge come la profilazione dell’audience non possa prescindere dal considerare dati in tempo reale e non solo dati socio-demo statici.

La seconda case history ha analizzato una campagna per un cliente fashion, con l’obiettivo di colpire un pubblico femminile tra i 25 e i 44 anni. Anche in questo caso è emersa una porzione importante (50%) di clienti interessati al brand esclusi dalla sola profilazione socio-demo, tra cui un 12% appartenente alla fascia 18-24, un 23% tra i 45 e 54 anni, un 10% nella fascia 55-64 e un 5% tra gli over 65. Sul piano della profilazione di genere, un sorprendente 44% degli utenti interessati, ma esclusi dal target, sono uomini – probabilmente partner che cercano un regalo o che accompagnano mogli o fidanzate nel punto vendita.

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“I dati socio-demo non sono più un parametro sufficiente se considerato a sé stante. La tecnologia ha spinto l’utilizzo dei dati per permettere agli advertiser di tracciare meglio il customer journey e proporre un’offerta più profilata in base ai comportamenti dell’utente. Se fino a poco tempo fa convivevano tre tipi differenti di dati – socio-demo, geocomportamentali e dati su intenzioni di acquisto – oggi è possibile e necessario integrare sempre meglio queste informazioni, per arrivare a veicolare il messaggio in modo sempre più rilevante, riducendo al minimo le dispersioni di budget, in un’ottica di crossmedialità”, ha dichiarato Andrea Campana, Ceo di Beintoo.

Il dibattito con agenzie e clienti ha permesso di evidenziare anche alcuni aspetti legati ai dati comportamentali che rappresenteranno le prossime sfide per il 2018 e per gli anni a venire. Dal momento che ogni individuo non è inquadrabile in un preciso profilo, ma possiede caratteristiche molto fluide e mutabili da un giorno all’altro, i dati non-sociodemo non sono standardizzabili e quindi non è semplice realizzare benchmark da proporre al mercato. I dati più affidabili sono quelli di prima parte, ma non tutti i player hanno sviluppato internamente un propria tecnologia per raccogliere e fornire questo importante asset: questo finisce inevitabilmente con l’avvantaggiare i “big” come Facebook e Google generando un problema di concorrenza e quindi di prezzi. La trasparenza del dato è un parametro fondamentale e certificarne provenienza e freschezza ha un costo, ma sarà necessario per differenziarsi dai grandi player, che offrono dati di qualità e in grande quantità. La qualità del dato si rifletterà necessariamente sul pricing, vista la crescente importanza che questo sta acquisendo e alle sue caratteristiche di maggiore trasparenza e misurabilità, anche in termini di Roi. In un futuro prossimo il “costo per outcome” potrà sostituire la logica del Cpm.

Beintoo rivela i risultati della campagna mobile di UCI Cinemas

Beintoo ha rilasciato oggi i risultati rilevati grazie alla piattaforma proprietaria BeAttribution, in occasione della campagna mobile drive-to-store realizzata per UCI Cinemas, il principale circuito cinematografico in Italia con 49 multisale per un totale di 495 schermi, in occasione del lancio di Cattivissimo Me 3.

Analizzando un bacino di 7 milioni di possessori di smartphone italiani, BeAttribution ha permesso di misurare il successo dell’operazione sul piano qualitativo e quantitativo, monitorando le visite e gli interessi degli utenti raggiunti dalla campagna. In particolare è emerso un tasso di notevole uplift nelle sale. Un dato che conferma l’efficacia dei dati geo-comportamentali per la pubblicità mobile advertising nel settore Entertainment.

La campagna della società mobile, erogata tra il 15 agosto e il 14 settembre, aveva come obiettivi principali la generazione di awareness riguardo all’ultimo film di animazione distribuito da Universal Pictures International Italy e l’aumento di accessi in sala. In linea con l’approccio drive-to-store ci si è concentrati su una selezione di cinema UCI sul territorio nazionale, distribuendo l’advertising in geofencing solo agli utenti individuati in quello specifico raggio di azione. Attraverso l’uso di formati standard (interstitial, footer e box), l’utente veniva invitato ad assistere allo spettacolo, acquistando il biglietto in promozione con il programma fedeltà Skin ucicard Family.

Al termine della campagna è stata infine realizzata un’analisi dei risultati a livello quantitativo e qualitativo: attraverso la piattaforma BeAttribution è stato possibile misurare la percentuale di utenti che, dopo essere stati esposti al messaggio, si sono recati al cinema, registrando un importante footfall uplift, rispetto a un gruppo di controllo non raggiunto dall’advertising. Lo studio effettuato ha permesso di capire in quali regioni c’è stata la risposta migliore da parte del pubblico. I dati analizzati hanno consentito inoltre di monitorare l’andamento delle visite al cinema nell’arco della campagna, l’analisi della sua efficacia in termini di frequenza e fascia oraria di erogazione – con un maggiore afflusso nei giorni di domenica, sabato e giovedì, dalle 16.00 alle 18.00 – e, infine, l’interesse verso altri marchi e molto altro. Le persone che sono andate al cinema dopo aver visto la campagna di Beintoo sembrano anche apprezzare, ad esempio, un noto brand di calzature, una delle principali telco mobile, il marchio leader nell’intimo donna, due tra i più noti fast food e ristoranti e un famoso nome dell’oreficeria.

Tutte queste informazioni, consentendo di conoscere meglio il target di riferimento e relativi interessi, possono essere sfruttate dal cliente per intraprendere azioni strategiche in futuro: dall’attivazione di partnership con i brand più amati dal pubblico selezionato, all’ideazione di promozioni per incentivare gli ingressi al cinema nei giorni in cui c’è un’affluenza più bassa, alla realizzazione di operazioni di marketing nelle regioni con un uplift maggiore.

Il mercato dell’entertainment è tra quelli che stanno raccogliendo i migliori risultati dallo sviluppo del mobile advertising: gli smartphone stessi sono oggetti di intrattenimento in grado di catturare l’attenzione dell’utente e, nel contempo, ci rivelano molto dei suoi interessi e dei luoghi che frequenta. Grazie alla nostra tecnologia siamo in grado di convogliare il budget dei nostri clienti solo verso un target ben connotato a livello geocomportamentale, andando oltre i tradizionali criteri socio-demografici e sfruttando l’aspetto della creatività per soddisfare la voglia di evasione di chi ama andare al cinema. L’uplift generato dalla campagna Cattivissimo me 3 ce ne ha dato ulteriore dimostrazione e non vediamo l’ora di lavorare al prossimo progetto in questo settore”, ha dichiarato Agata Bellini, Senior Sales Manager di Beintoo.

Beintoo con Honda a IAB Internet Motors per presentare BeAttribution Real-Time

Beintoo presenta in anteprima la tecnologia BeAttribution Real-Time a IAB Internet Motors, l’edizione romana del più grande evento europeo del Digital Automotive, in programma il 18 ottobre.

Andrea Campana, CEO della data mobile company, spiegherà insieme a Paolo Cartolano, Marketing, Communication & PR Director di Honda, come è possibile ottimizzare con la piattaforma i risultati di una campagna mobile volta a portare gli utenti in concessionaria.

Durante l’evento verrà introdotto in anteprima il nuovo prodotto di Beintoo che, oltre a permettere di monitorare i risultati delle campagne mobile ex-post, consentirà da ora di osservare in tempo reale le performance di diverse creatività impiegate nell’ambito della stessa operazione, per massimizzare le visite in corso di svolgimento.

Dopo aver puntato su investimenti mobile con campagne tabellari di tipo dis play e video, rivolte a un target di uomini di 35-54 anni, Honda ha scelto di affidarsi a Beintoo con l’obiettivo di esplorare nuove modalità di comunicazione su dispositivi mobili, sperimentando anche tecnologie innovative, che consentano di seguire il comportamento dell’utente dall’esperienza online a quella in negozio.

Per la casa automobilistica, la società ad tech ha realizzato una campagna che presenta due diverse creatività, una che vede come protagonista il modello CR-V, l’altra con l’HR-V. Il primo passaggio è stato quello di individuare il giusto target geocomportamentale usando la DMP proprietaria basata sulla piattaforma BeAudience: in tal modo è stato selezionato il segmento in-market auto buyers (persone che hanno frequentato nell’ultimo mese concessionarie auto), scegliendo in particolare gli utenti interessati a Honda e ai brand alternativi più rilevanti.

Una volta erogata la campagna sul target selezionato, è stato possibile testare per la prima volta la BeAttribution Real-Time, tecnologia che permette di osservare giorno dopo giorno le variazioni di traffico in-store sugli utenti raggiunti dall’adv, monitorando anche il costo per visita in relazione al budget allocato. Grazie a questa innovazione è possibile ottimizzare la campagna in corso di svolgimento, anche attraverso la realizzazione di A/B test effettuati sulle diverse creatività, sulla base dei migliori esiti rilevati rispetto alle visite in concessionaria generate.

Infine, i risultati della campagna sono stati analizzati ex post attraverso uno Studio BeAttribution, per osservare le performance in termini di visite in store e conoscere meglio gli interessi degli utenti Honda; questo tipo di analisi parte dal pubblico che, una volta raggiunto dalla pubblicità di Beintoo, si reca presso una concessionaria Honda e permette di monitorare l’andamento delle visite nei punti vendita nell’arco della campagna, il tempo di visita medio speso dagli utenti, il confronto tra concessionarie delle diverse regioni che hanno performato meglio in termini di presenze, l’analisi dell’efficacia della campagna in termini di frequenza e fascia oraria di erogazione, l’interesse verso brand affini e molto altro. Dati che, messi a disposizione del cliente, sono fondamentali per orientare decisioni strategiche future.

Per attirare l’attenzione dei consumatori serve un approccio programmatic-first

Secondo ComScore il tempo speso dagli italiani sui dispositivi mobili rappresenta il 64% di tutti i minuti digitali spesi online. Se le app di messaggistica come Whatsapp o Facebook Messenger sono responsabili di percentuali tra il 12,9% e il 15,8% del tempo che passiamo online sui nostri smartphone, un numero infinito di publisher si contende comunque un 50% circa del nostro tempo inondandoci di messaggi e informazioni a cui abbiamo imparato ad opporre un muro di indifferenza.

Viviamo in quella che è stata definita l’”economia dell’attenzione”, in cui la memorabilità di un messaggio dipende in gran parte dalla capacità di intercettare i reali interessi delle persone, dal contesto fisico in cui agiscono e, non da ultimo, dal potere di ingaggio della creatività. L’attenzione dell’utente è la nuova moneta di scambio e gli advertiser se ne stanno rendendo conto. Gli editori e i marketer devono andare oltre le impression per stabilire nuove metriche che misurino la qualità dei contenuti, la qualità dell’esperienza utente e, infine, l’impatto del brand. Il vero potere del programmatic è quello di comprendere il contesto in tempo reale – dove si trova l’utente, se è predisposto all’acquisto, quali sono le sue esigenze – e offrire il contenuto più rilevante in quel momento. Può sembrare un approccio più complesso, ma è senza dubbio enormemente più efficace.

In uno scenario in cui siamo ogni giorno bersagliati da migliaia di messaggi su un numero crescente di device e touchpoint, il concetto di rilevanza è diventato fondamentale. Solo con un approccio programmatic first, che permette di raggiungere gli utenti giusti al momento giusto su scala globale, i brand possono allo stesso tempo incrementare impression e pertinenza, per attirare l’attenzione dei consumatori. In Beintoo siamo ossessionati dalla pubblicità hyper-targeting e geo-fencing: da una parte analizziamo costantemente i comportamenti della base utenti dei nostri partner. Dall’altra, raccogliamo nella nostra DMP proximity insight, ovvero informazioni sulle azioni online che gli utenti compiono quando si trovano presso specifici luoghi di interesse. A questo punto interviene la creatività, che, se ben ottimizzata con un approccio data driven, è in grado di rendere il messaggio davvero memorabile e vincere sul sovraccarico informativo cui ogni persona è sottoposta quotidianamente.

Per fare un esempio: abbiamo analizzato i profili geo-comportamentali di utenti smartphone che frequentano diverse aree non residenziali di Milano – Parco Sempione, il quadrilatero della moda, Via Paolo Sarpi – per capire quali app utilizzano maggiormente e quindi a cosa si interessano utenti dai profili socio-demo anche molto diversi tra loro, ma vicini a particolari punti di interesse (negozi, ristoranti, ecc). Nel quadrilatero della moda gli utenti utilizzano in prevalenza app di messaging (60%), nel Parco Sempione dominano social (41%) e sport (39%), in Via Paolo Sarpi le azioni online sono orientate sul gaming (79%).

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Utilizzando una piattaforma proprietaria siamo in grado di rilevare questo tipo di dati in tempo reale e questo ci permette di distribuire e ottimizzare campagne veicolando il tipo di messaggio più rilevante per l’utente giusto e nel giusto momento del giorno. Non solo: se i dati e la tecnologia ci permettono di raggiungere un tale livello di precisione in termini di targeting, applicando un approccio data driven anche alla creatività siamo in grado di arrivare all’utente con un messaggio che avrà un impatto anche sul suo ricordo e sulla voglia di interagire con il banner che si trova davanti. I risultati che abbiamo rilevato su campagne drive-to-store o a performance (app install) sono sorprendenti.

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La campagna OLX

I dati e la tecnologia di Beintoo sono stati utilizzati dal 2015 dalla piattaforma di compravendita OLX per distribuire la propria App in America Latina. Gli obiettivi della compagnia erano l’incremento della base utenti del 40% in Argentina e Colombia accedendo a inventory sicure e di qualità attraverso la soluzione di media buying di Beintoo. Tra gli altri KPI, OLX ha misurato il tasso di installazione e registrazione, oltre che l’interazione con i propri utenti in fase post install. I risultati sono stati incredibili: andando a colpire specifiche audience geo-comportamentali nei territori di riferimento, Beintoo ha permesso di raggiungere fino a 2000 installazioni al giorno con un tasso di conversione del 50% e una riduzione dei costi del 10% al mese. Grazie al successo della prima campagna, OLX ha deciso di estendere la partnership con Beintoo in altre regioni (GT, PE, UR, EC, PA, CR) generando fino a 10000 installazioni al giorno mantenendo un tasso di conversione di oltre il 10%.

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IAB Seminar Programmatic e Marketing Automation: ecco l’agenda

Conto alla rovescia per il terzo IAB Seminar del 2017. L’evento organizzato da IAB Italia, dedicato al Programmatic Advertising e alla Marketing Automation, è a calendario il 4 luglio al MiCo di Milano.

Quattro le sessioni previste, che approfondiranno i temi “Data Strategy”, “Quality & Trasparency”, “Marketing Automation” e “Nuove Frontiere”.

In apertura di giornata, prima del Convegno Istituzionale, IAB Italia proporrà un appuntamento esclusivo per oltre 100 Advertiser, che avranno la possibilità di assistere gratuitamente a due sessioni formative indirizzate specificamente alle loro esigenze: Alessandro Sisti, Marketing Futurist e Docente Universitario, terrà un intervento intitolato: “(Human) Programmatic Advertising: strategia, brand safety, contestualizzazione per migliorare la qualità della pianificazione”, mentre Alessio Semoli, Presidente PranaVentures, presenterà la sessione: “Marketing Automation: dai dati all’azione”.

Ad aprire i lavori del Seminar saranno Carlo Noseda, Presidente Iab Italia, Sebastiano Cappa, Consigliere IAB Italia, e Michele Marzan, Consigliere IAB Italia.

Seguirà, poi, Oliver Kanders, Director Market Building & Marketing zeotap, che introdurrà la sessione Data Strategy partendo dalla sua definizione fino a offrirne una visione internazionale. Parlerà di data-driven marketing Gianmario Verona, Rettore dell’Università Bocconi di Milano, che esporrà come le nuove tecnologie stiano dando accesso a informazioni impensabili fino a pochi anni fa e offrirà spunti concreti e best practice per comprendere e implementare al meglio questi strumenti.

Giovanna Loi, Managing Director [m]PLATFORM, GroupM Italia, porterà la propria esperienza su come mettere il consumatore al centro della comunicazione in una campagna attiva su diversi media, misurandone l’efficacia in real-time. Andrea Campana, Ceo Beintoo, racconterà l’importanza di unire la grande mole di informazioni oggi disponibili sui consumatori alle tecnologie di Proximity Marketing per veicolare messaggi creativi coerenti e ad alto tasso di attenzione.

Il tema Quality and Trasparency verrà introdotto da Luca Morpurgo, Senior Regional Director Southern Europe FreeWheel, che darà la sua visione sugli elementi fondamentali per far evolvere il mercato in termini di qualità e trasparenza, seguito da Christina Lundari, General Manager Oath Italy, e Andrew Weston, Director Emea Region Exponent, che si focalizzeranno sull’importanza del “valore dei dati”.

Bruno Maggioni, Direttore Commerciale Area Digital PubliAdige, Michele Marzan, Chief Strategy Officer MainAd, Simone Pepino, Sales Director Ligatus Italia, e Stefano Spadini, Ceo Havas Media Group, dibatteranno sul tema della qualità dei contenuti e dei modelli di acquisto in ambito Programmatic durante la Tavola Rotonda “Qualità, opportunità e modelli d’acquisto: le nuove tecnologie”. Concluderà la mattinata Domenico Pascuzzi, Direttore National Marketing Italiaonline, che parlerà dell’importanza della trasparenza con particolare riferimento a viewability e brand safety.

Introdurrà il cluster della Marketing Automation, Stefano Branduardi, Marketing Director MailUp, mentre Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media – Osservatori Digital Innovation, Politecnico di Milano, proseguirà con un intervento sul cambio di paradigma dovuto alla disponibilità dei dati che permette di acquistare specifiche audience, introducendo il pubblico a un corretto utilizzo delle DMP.

Fabio Dotti, Partner Advisory EY, offrirà al pubblico in sala un intervento volto a evidenziare come le nuove tecnologie di Marketing Automation abilitino una rivoluzione nelle modalità di interazione con i clienti fornendo inoltre il punto di vista EY sulle opportunità/necessità per le aziende di evolvere il modello operativo e di Governance.

L’ultima sessione, dedicata alle Nuove Frontiere, inizierà con Paola Colombo, Head of Technology and Business Development Mediamond, e vedrà la partecipazione di ospiti del calibro di Oliviero Toscani, che insieme al collega fotografo Settimio Benedusi, parlerà della contrapposizione tra uomo e macchina, offrendo il suo particolare punto di vista su come questa dicotomia si realizzi nel dualismo creatività-programmazione.

Si avvicenderanno poi sul palco, Dario Caiazzo, Managing Director Teads Italia, con uno speech su come la tecnologia abbia superato, grazie alla virtualizzazione e all’Intelligenza Artificiale, la nostra idea di futuro, e Jennifer Derke, Senior Manager, Product, IAB Tech Lab, ospite dagli Stati Uniti con un intervento sul nuovo standard ads.txt (leggi qui l’articolo), i nuovi meccanismi per combattere le frodi nel Programmatic e aggiornamenti sugli standard tecnici in grado di incrementare la fiducia e la trasparenza nella catena del valore del Programmatic.

Michele Casali, Marketing Manager IGPDecaux, Paolo Dosi, Ceo Clear Channel Italia, Marco Orlandi, Media & Advertising Operations & Product Innovation Grandi Stazioni Retail, Andrea Salvati, Senior Consultant Digital Transformation Class Editori e Vice President Class Pubblicità, Marco Valenti, CEO Moving Up, si confronteranno in una Tavola Rotonda dedicata al futuro del Digital Out Of Home in ambito Programmatic.

Daniele Sesini, Direttore Generale IAB Italia e Chiara Mauri, Responsabile Marketing IAB Italia, chiuderanno i lavori presentando i risultati della ricerca condotta in collaborazione con Human Highway volta ad approfondire l’adozione degli strumenti di automazione della comunicazione, le aspettative in ambito di utilizzo dei dati, l’atteggiamento in tema di concentrazione e trasparenza della filiera e le prossime evoluzioni del mercato della comunicazione digitale.

Sponsor dell’appuntamento FreeWheel, MailUp, Mediamond e zeotap come Coach, Beintoo, EY, GroupM, Italiaonline, Oath, Sky e Teads come Platinum, Havas Media Group, Ligatus, MainAd, Smart AdServer e WebAds come Gold, e Awin e Mapp come Silver.

L’hashtag ufficiale dell’evento è #iabprogrammatic17.

Beintoo misura la campagna Timberland con la nuova BeAttribution

Beintoo ha rilasciato oggi i primi risultati ottenuti grazie alla nuova piattaforma BeAttribution, in occasione della campagna drive-to-store realizzata per Timberland.

Analizzando un bacino di 7 milioni di possessori di smartphone italiani, BeAttribution ha permesso di misurare il successo dell’operazione sul piano qualitativo e quantitativo, monitorando le visite e gli interessi degli utenti esposti alla campagna. La società di dati mobile ha gestito la campagna in tutte le sue fasi, dalla definizione delle audience, suggerendo il formato più performante, fino alla distribuzione e al monitoraggio dei risultati.

Il drive-to-store della campagna di Timberland

Il primo stadio è stato l’individuazione dei gruppi in obiettivo attraverso la propria piattaforma, la tecnologia che profila gli utenti grazie ai dati geo-comportamentali restituiti dai loro smartphone, attraverso l’analisi dei luoghi che frequentano (dal cinema, al supermercato, alla palestra, ecc), del tempo speso in quei luoghi, della frequenza di ritorno e molto altro.

Sulla base della creatività selezionata per la campagna mobile, Beintoo ha scelto di utilizzare un formato drive-to-store con una call-to-action che invitava gli utenti a recarsi al negozio più vicino per scoprire la nuova collezione. L’obiettivo è aumentare le visite nei punti vendita Timberland di tutta Italia.

Al termine della campagna è stata infine realizzata un’analisi dei risultati a livello quantitativo e qualitativo: attraverso BeAttribution è stato possibile misurare la percentuale di utenti che, dopo essere stati esposti al messaggio, si sono recati nei pressi di un punto vendita, registrando un aumento considerevole del traffico, rispetto a un gruppo di controllo non raggiunto dalla pubblicità.

I dati analizzati hanno permesso inoltre di monitorare l’andamento delle visite nell’arco della campagna, il tempo di visita medio speso dagli utenti nel negozio, il confronto tra i punti vendita delle diverse regioni che hanno performato meglio in termini di presenze, l’analisi dell’efficacia della campagna in termini di frequenza e fascia oraria di erogazione, l’interesse verso marchi concorrenti e altro ancora.

I comenti di Beintoo e Timberland

«L’analisi realizzata con BeAttribution ci ha permesso di capire molti aspetti interessanti del nostro pubblico, dei nostri punti vendita e delle strategie che intendiamo implementare per trasformare ogni punto di contatto in opportunità di conversione: fino ad ora, ad esempio, non era stato possibile analizzare il ROI di una campagna a livello locale o su fascia oraria e su tempi di risposta. I dati a nostra disposizione oggi invece ci dicono chiaramente quando, come e dove dobbiamo puntare per crescere ed evitare allo stesso tempo dispersioni di budget, grazie a un livello di profilazione non disponibile prima”, ha commentato Camilla Bruzzone, Marketing Manager di Timberland.

«Essere in grado di monitorare e analizzare dati aggiornati costantemente sugli interessi degli utenti – aspetto che si può garantire solo utilizzando una piattaforma proprietaria – ci permette di offrire ai clienti uno strumento imprescindibile per decidere, ad esempio, se realizzare promozioni nelle fasce orarie meno trafficate per incentivare il traffico in store oppure se riorganizzare la struttura del punto vendita per aumentare la permanenza media in negozio», ha aggiunto Marilena Pellegrini, VP Sales Italy di Beintoo.

«Analizzando i comportamenti degli utenti che si sono recati negli store Timberland si rileva ad esempio un maggiore interesse per il cinema e l’automotive, rispetto al gruppo di controllo. Il rapporto svela infine che alla quasi totalità piace visitare musei e altri luoghi culturali e, nella top 10 dei marchi di interesse, include 3 marchi del mondo della moda, tra i quali anche un concorrente», ha aggiunto Maria De Matteo, Senior Sales Manager della società ad-tech e responsabile della campagna per il cliente, «Queste informazioni si rivelano molto utili alle aziende, non solo per future pianificazioni sui segmenti BeAudience, ma anche per valutare possibili azioni di co-marketing con i marchi che interessano ai frequentatori degli store Timberland».

«Solo valorizzando il mobile è possibile sfruttare appieno le potenzialità dei dati»

Il mobile ha bisogno di investimenti pubblicitari dedicati? È possibile pianificare allo stesso modo su tutti i tipi schermo? Le campagne sui dispositivi mobili hanno bisogno di specifici Key Performance Indicator (Kpi)? Sono queste le domande che Andrea Campana, Ceo di Beintoo, ha posto ai partecipanti del convegno “Mobile: think out of the box”, organizzato dall’Osservatorio Mobile B2c Strategy del Politecnico di Milano.

La Mobile Data Company, che è stata partner della ricerca presentata ieri, fonda le proprie attività su un approccio data-driven ed è in grado analizzare ogni mese i dati provenienti da 7 milioni di possessori di smartphone italiani – 1 utente su 4 che passa in media da oltre 50 punti di interesse al giorno (negozi, mezzi pubblici, cinema, ristoranti, palestre, ecc).

«Sul piano dell strategico della comunicazione, è fondamentale essere multicanalealla luce del fatto che la customer journey che gli operatori marketing devono prendere in analisi si presenta ormai irregolare. Il consumatore non segue quasi mai un percorso lineare e univoco verso l’acquisto, ma utilizza dispositivi differenti con discontinuità», ha dichiarato Campana, «Sul piano dell’esecuzione, occorre allocare risorse specifiche per il mobile, è imperdonabile confondere desktop e mobile in questa fase. Servono, quindi, formati e creatività diverse. Il mobile è un medium a sé stante, costituisce un ponte tra il mondo reale e il mondo connesso, tra l’offline e l’online. E poi bisogna riconoscere che fare pubblicità su mobile è molto più invasivo».

Ne consegue che anche i Kpi da considerare sono diversi. Il vantaggio del mobile risiede nella sua misurabilità e, grazie ai suoi dati di prima parte, Beintoo è in grado di valutare il ruolo di questi dispositivi nella parte bassa del funnel di conversione del cliente.

«Grazie a una Data Management Platform mobile proprietaria e all’integrazione di un proprio componente tecnologico ospitato in App di terze parti, l’azienda è in grado di raccogliere dati di geo-localizzazione degli utenti, per analizzare anonimamente i comportamenti e interessi offline, attraverso l’analisi dei luoghi che frequentano (dal cinema, al supermercato, alla palestra, ecc), del tempo speso in quei luoghi, della frequenza di ritorno e molto altro. Queste informazioni, indispensabili per identificare gli interessi reali del consumatore, sono aggregate a dati di terza parte (raccolti da telco, content provider, e-commerce) per generare specifiche audience di riferimento su cui distribuire innovative campagne mobile ad alto impatto», ha concluso Campana.

Beintoo ha chiuso il 2016 con un fatturato in crescita di oltre il 25% rispetto all’anno precedente, a 6,5 milioni di euro, e prevede un 2017 a +46%.

 

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