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Maserati punta sul targeting data-driven per il suo debutto europeo in tv

Oggi nella nostra rassegna l’approccio data-driven alla tv di Maserati, i piani di Baidu per il business pubblicitario e uno studio sulla gestione del Programmatic nel mercato statunitense.

Maserati punta su spazi targettizzati per il suo debutto europeo in tv

Maserati non ha mai acquistato spazi media televisivi in Europa. E adesso che ha stabilito di farlo, ha deciso di puntare esclusivamente su inventory targettizzate. Il brand automobilistico sta utilizzando la tecnologia Adsmart di Sky in Gran Bretagna per raggiungere con le proprie campagne utenti interessati all’acquisto delle sue auto, selezionati sulla base del loro “comportamento televisivo”, della loro localizzazione in aree in cui sono presenti i suoi concessionari e di altri parametri. Una volta che l’acquisto di spazi tv targettizzati in UK proverà la sua efficacia nel corso dell’estate, il brand valuterà di estenderlo anche ad altri Paesi. Leggi di più su Digiday.

In USA quasi due terzi delle aziende gestisce internamente il Programmatic

Sempre più brand in USA portano in-house la gestione delle campagne in programmatic. E’ quanto rivela un white paper realizzato da IAB sul mercato americano, secondo cui ben il 65% delle aziende ha già completamente o parzialmente affidato a team interni le attività di media buying automatizzato. Il motivo? Avere un maggior controllo sui processi di acquisto e sulle strategie dati: acquisendo sempre più familiarità con i sistemi e gli strumenti utilizzati per comprare gli spazi pubblicitari, i brand possono meglio controllare l’efficacia delle loro campagne per promuovere un maggiore ritorno degli investimenti. Leggi di più su AdExchanger.

Baidu, in piano uno spin-out della unit responsabile della pubblicità

Baidu, il gigante cinese delle ricerche online, ha deciso di fare uno spin-out della sua divisione globale responsabile delle app e del business pubblicitario mobile (“Global DU”), vendendone un’ampia porzione delle quote ad alcuni investitori esterni. In questo modo, la società conta di concetrarsi maggiormente sulle tecnologie di intelligenza artificiale, su cui il piano è di mettere in piedi una business unit globale dedicata che si occuperà ad esempio di sistemi di recommendation (PopIn), applicazioni di tastiera (Simeji) e altro genere di servizi “smart”. Leggi di più su TechCrunch.

Outbrain apre agli spot pubblicitari: siglato accordo con la piattaforma video Telaria

Nella nostra rassegna di oggi, spazio ad Outbrain, Baidu e a due trend che si stanno affermando tra le aziende in vista della GDPR.

Outbrain apre agli spot, siglato accordo con la piattaforma video Telaria

La società di content discovery Outbrain ha annunciato di aver siglato un accordo con la piattaforma di pubblicità video Telaria, grazie a cui potrà per la prima volta fornire un offerta di formati adv video outstream. Gli editori che utilizzano Outbrain potranno scegliere se volere o meno lo spazio per gli spot, e se posizionarlo subito al di sotto o al di sopra della classica griglia di articoli raccomandati, ma non sarà previsto un adattamento contestuale con il contenuto della pagina. Potranno essere inseriti annunci video da 30, 60 o 120 secondi, che partiranno automaticamente – senza audio – quando l’utente scorre la pagina. La soluzione sarà inizialmente disponibile solo in USA, ma c’è già in piano un lancio globale nel prossimo futuro. Leggi di più su MarTech Today.

Baidu punta agli inserzionisti europei

Baidu, il colosso search cinese, guarda con interesse agli inserzionisti europei. Come ha già fatto in aree della Cina dove non ha un suo team commerciale, la società ha deciso di affidarsi ad un’agenzia locale a Londra, il suo partner di lunga data Forward3D, per promuovere la sua offerta pubblicitaria, che spazia dalla search alla display, dal native all’in-feed mobile. Secondo quanto ha rivelato la General Manager di Baidu Linda Lin, il piano è quello di affidarsi ad altre agenzie in altri mercati internazionali nel corso dei prossimi mesi. Leggi di più su Digiday.

Incentivi agli utenti e partnership: le nuove tendenze delle aziende in vista della GDPR

In vista della definitiva entrata in vigore della GDPR il prossimo 25 maggio, un numero sempre maggiore di aziende ha deciso di puntare su incentivi agli utenti e sulla formazione di partnership per assicurarsi il consenso sull’uso dei dati e per proteggere il proprio patrimonio di insight. Nel primo gruppo c’è ad esempio, la telco spagnola Telefónica, che ha lanciato in Germania un’app che offre un reward agli utenti che forniscono i loro dati. Nel secondo, invece, rientrano MasterCard e IBM, che hanno recentementa annunciato il lancio di un “data trust” che consentirà a entrambe di gestire, anonimizzare e analizzare le informazioni in loro possesso per insight aggregati. Leggi di più su WARC.

Baidu investe oltre 20 milioni nel content recommendation di Taboola

Baidu punta a un nuovo settore, quello del content-recommendation. E per farlo ha scelto un importante partner, Taboola.

Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, infatti, il colosso di internet ha compiuto un investimento strategico sulla piattaforma di content recommendation, con un finanziamento tra i 20 e i 30 milioni di dollari.

Con oltre 200 milioni di dollari di revenue annuali, Taboola, di base a New York, è uno dei player dominanti nel mondo del content recommendation, insieme ad Outbrain, fondata in Israele e anch’essa con headquarter nella Grande Mela. Una competizione alla quale si stanno aggiungendo nuovi altri player, inclusi i “grandi” Yahoo, AOL e Google, che solo un mese fa ha introdotto il suo personale widget di content-recommendation “Matched Content”.

Il widget di Taboola contiene link a contenuti sponsorizzati e non sponsorizzati sui siti dei publisher, dove vengono di solito posizionati in fondo alle pagine degli articoli. Tra gli editori che utilizzano lo strumento ci sono USA Today, NBC News, Business Insider, The Chicago Tribune, Fox Sports e The Weather Channel.

Taboola può contare su una presenza molto forte negli Stati Uniti, ma recentemente ha cominciato a guardare oltre i suoi confini nazionali: l’anno scorso ha avviato una partnership con Yahoo Japan per espandersi in Giappone, ed ha impresso una forte accelerata anche nel mercato israeliano, patria del suo principale competitor Outbrain.

Adesso, a quanto pare, il suo prossimo obiettivo è Pechino, complice una collaborazione con un player di internet che non è esattamente l’ultimo arrivato: Baidu infatti è il più grande motore di ricerca cinese e uno dei cinque più grandi del mondo. Il player collaborerà in maniera attiva per espandere la portata di Taboola e per portare i suoi servizi anche nel Paese del Dragone.

«Impiegheremo molto tempo con Baidu per scoprire qual è il modo migliore di approcciare il mercato cinese, e per individuare i bisogni degli editori del Paese», ha dichiarato Adam Singolda, chief executive di Taboola.