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Intelligenza Artificiale e pubblicità online: ecco cosa ne pensano i professionisti

L’80% di chi opera nel mondo della pubblicità online in Europa è convinto che l’Intelligenza Artificiale sia il motore della prossima rivoluzione industriale. E’ quanto emerge da uno studio effettuato da IAB Europe e Xaxis su oltre 1000 decision maker del mercato adv, provenienti da aziende, agenzie, editori e società di intermediazione.

Lo studio, che si è proposto di approfondire l’impatto presente e futuro dell’Intelligenza Artificiale sul mondo dell’adv digitale, ha rivelato che i professionisti sono concordi nel riconoscere il ruolo e il valore della tecnologia nel garantire migliori performance in ambito pubblicitario.

Quasi l’80% degli intervistati ha dichiarato di avere una buona conoscenza delle tecnologie di Intelligenza Artificiale, con un picco del 91% tra chi appartiene al mondo degli intemediari e dell’80% tra chi lavora in agenzia.

E’ ben diffusa la consapevolezza che l’AI abbia un impatto positivo sul raggiungimento degli obiettivi di business. Circa il 50% degli intervistati hanno affermato che essa migliora la produttività e aumenta il vantaggio competitivo. Inoltre, entrando nello specifico degli obiettivi dell’advertising digitale, secondo il 61% delle agenzie, il 43% degli editori e il 53% degli intermediari l’AI facilita l’efficacia del targeting, mentre per il 30% delle aziende, il 55% delle agenzie, il 40% degli editori e il 42% degli intermediari, consentirebbe una migliore identificazione di utenti e audience qualificati.

Quanto al futuro, secondo i risultati della ricerca le principali sfide che attendono il settore sono il fare meno affidamento al controllo umano (47%) e l’abilità di ottenere informazioni affidabili (55%). Il futuro dell’automazione pubblicitaria si giocherebbe tutto su un equilibrio positivo e produttivo tra l’AI, la forza lavoro umana e l’utente finale.

Cresce la Marketing Automation nel mondo: nel 2023 toccherà i 25,1 miliardi di dollari

Nel suo primo forecast globale dedicato alle tecnologie della Marketing Automation, Forrester Research stima che la spesa in questo settore non accennerà a diminuire nei prossimi anni, anzi, dagli 11,4 miliardi di dollari del 2017 arriverà a 25,1 miliardi nel 2023.

Il report ha suddiviso l’ampio mercato dell’automazione del marketing in sei differenti tecnologie: software per la gestione delle campagne cross-canale, piattaforme per il content marketing, piattaforme per l’automazione della gestione lead-to-revenue, programmi per la gestione delle risorse di mareting, soluzioni per il management delle interazioni in tempo reale e piattaforme per l’automazione del marketing all’interno di un canale.

Secondo la società, in tutte queste sei categorie la crescita nei prossimi anni sarà a doppia cifra. Più della metà dei professionisti coinvolti nel report (il 55%), infatti, ha dichiarato di avere intenzione di aumentare gli investimenti su questo mercato nel corso dei prossimi 12 mesi, con un quinto che prevede un aumento del 10% o superiore. Secondo Forrester il tasso medio di crescita annuale è stimabile in un +14% nei prossimi 5 anni.

Tra i principali traini a una sempre maggiore adozione della marketing automation, ci sono l’applicazione dell’intelligenza artificiale alle soluzioni – considerata indispensabile per migliorare personalizzazione, generazione e raccomandazione di contenuti, ed efficienza – la scalabilità degli strumenti e la loro possibilità di misurare il ritorno degli investimenti.

Quanto al tema dell’utilizzo dei dati, proprio delle piattaforme di questo settore, il report di Forrester mostra un’interessante evidenza, ossia che molti fornitori di questo tipo di soluzioni vedono nell’imminente GDPR europeo una normativa positiva, che potrebbe portare degli iniziali disagi, ma che a lungo termine non avrà conseguenze più stringenti di quelle poste da altri regolamenti già in essere.

IAB US: «Spostiamo la conversazione da Programmatic ad Automazione»

Fare chiarezza sulle funzionalità del programmatic ed incoraggiare conversazioni tra buyer, venditori e fornitori tecnologici. Con questo obiettivo, IAB US ha realizzato “An Evolving Framework for Advertising Automation”, un report che stabilisce un vocabolario e un’organigramma coerenti per la pubblicità in Programmatic, includendo dettagli su processi chiave, compiti e piattaforme coinvolte nella pubblicità digitale automatizzata.

In particolare, “il report punta a spostare l’attenzione del mercato dalla conversazione sul ‘programmatic’ a quella sull”automazione’ – spiega l’associazione in una nota stampa -. Questo chiarimento a livello di vocabolario è accompagnato da diagrammi di flusso sui processi di automazione di acquisti e di vendite. L’utilizzo di un linguaggio coerente è importante anche per stabilire degli standard sulle dimensioni del mercato e analizzare gli investimenti“.

«Con circa l’80% delle transazioni di pubblicità display digitale che si stima quest’anno saranno automatizzate, è giunto il momento di ridefinire ed essere più specifici sulla gamma completa dei processi, dei compiti e delle piattaforme che sottostanno al “programmatic” – commenta Dennis Buchheim, Senior Vice President, Data and Ad Effectiveness di IAB -. Con questo schema di riferimento, vogliamo supportare la industry nel raggiungere un’automazione più deliberata e completa, dove essa può portare più valore, allo stesso tempo supportando la trasparenza, la brand safety e la crescita complessiva dell’intera supply chain».

Il report identifica cinque passi chiave nel ciclo di vita dell’automazione, che chiama “Plan”, “Decision”, “Transact”, “Deliver” e “Optimize”, e di ciascuno fornisce prospettive e ruoli degli operatori lato acquisto e vendita, individuando le varie tecnologie che ciascuna delle parti utilizza, ed enfatizzando il concetto di “automazione” rispetto a quello di “programmatic”.

Teads, nel 2016 200 milioni di dollari di fatturato. È 70 milioni quello da Programmatic

Sono risultati da record quelli conseguiti nel 2016 da Teads, con revenue che raggiungono la vetta dei 200 milioni di dollari, pari a una crescita organica del 39% rispetto al 2015.

In Europa, la compagnia con headquarter a Lussemburgo ha registrato una crescita del 45%, conseguendo un margine operativo lordo positivo per il quarto anno consecutivo.

A guidare la crescita di Teads sono principalmente due voci: programmatic e mobile, che hanno contribuito rispettivamente per il 35% e il 55% delle revenue.

Pierre Chappaz, Executive Chairman di Teads ha commentato: «L’Outstream rappresenta un game changer nel mondo programmatic, poiché fornisce qualità scalabile. Teads, a livello globale, offre l’inventory di maggiore qualità ai programmatic buyer e questo sta alimentando la crescita esponenziale delle nostre revenue in programmatic».

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Pierre Chappaz

Inoltre, grazie alla disponibilità della tecnologia video inRead in tutti gli ambienti web su mobile, inclusi Google AMP e Instant Article di Facebook, Teads raggiunge 1,2 miliardi di visitatori unici al mese, di cui 720 milioni su mobile.

Secondo comScore, la global reach di Teads è superiore a quella di AOL, Adapt.tv, Yahoo! Brightroll, Adobe Tubemogul e Bertelsman SpotX; inoltre, in molti paesi, compresi gli Stati Uniti, la sua reach potenziale è anche maggiore rispetto a YouTube e Facebook.

Bertrand Quesada, Ceo di Teads, ha affermato, «Il 2016 è stato l’anno in cui l’Outstream è diventato Mainstream. Il formato video Outstream, di cui siamo pionieri in Europa a partire dal 2012, è stato adottato dalla maggior parte dei publisher più prestigiosi a livello globale, come Time Inc., CondeNast, The Washington Post, Business Insider, e le loro controparti europee, compresi The Daily Mail, The Telegraph, Trinity Mirror, Der Spiegel, Axel Springer, Le Monde, Le Figaro e molti altri. Il suo potenziale è maggiore del Pre-Roll, dato che ha creato un’opportunità di monetizzazione del traffico Mobile dei Publisher senza precedenti».

Il trend italiano

Nel nostro Paese, si confermano i trend delineati a livello internazionale, come conferma a Programmatic Italia Dario Caiazzo, Managing Director di Teads Italia:«Il business nel nostro Paese è perfettamente in linea con il trend globale», dichiara. «Gli ultimi mesi sono stati particolarmente intensi per noi, abbiamo rinforzato la squadra, sia lato sales sia lato publisher. Grazie a questo siamo riusciti a ottenere l’accelerazione necessaria».

Anche la voce “programmatic” performa bene : «Cresce costantemente: se a fine 2016 era intorno al 30%, questi primi mesi del nuovo anno mostrano un trend di crescita in linea con gli standard internazionali».

In chiusura, chiediamo a Caiazzo di fare un punto sulle prossime mosse della company: «Non posso sbilanciarmi troppo, ma posso anticiparvi che avremo un impatto molto forte sulla parte dati e una sempre maggiore automazione dei processi».

Anche l’email marketing guarda all’automazione: secondo i marketer è uno dei focus del 2016

Automazione e misurazione: sono questi i temi chiave dell’email marketing quest’anno. A dirlo è l’Email Marketing Industry Census 2016, una ricerca di Econsultancy ed Adestra dedicata all’email marketing, che ha coinvolto 1150 marketer a livello globale tra febbraio e marzo del 2016, tra manager d’azienda e agenzie/consulenti/fornitori.

Secondo i risultati dello studio, il 34% degli email marketer ha detto che il tema delle campagne automatizzate è uno dei loro tre principali focus quest’anno. Al secondo posto ci sono misurazioni ed analytics (citate nella top 3 dal 28% dei rispondenti), a seguire strategy/campaign planning (27%), segmentazione (24%) e personalizzazione (22%).

Tutti i dati sono in crescita rispetto allo scorso anno, salvo il tema della segmentazione che si è mantenuto stabile nei 12 mesi.

Lo studio ha rivelato inoltre come l’email marketing è considerato un canale di comunicazione molto performante: secondo il 73% degli intervistati, infatti, l’email ROI è “eccellente” o “buono”, davanti a SEO, content marketing, paid search e direct marketing.

Rai sceglie la piattaforma di Rubicon Project per la gestione della pubblicità sui suoi siti

Rubicon Project, società tecnologica globale che gestisce l’unica soluzione pubblicitaria indipendente per automatizzare l’intero ecosistema del digital advertising, ha annunciato oggi 10 settembre l’inizio di una collaborazione con la più importante rete televisiva italiana: l’emittente pubblica Rai

La collaborazione prevede che le inventory Rai di alta qualità dei portali Rai.tv e Rai.it (anche nella loro versione mobile), così come le offerte di app, siano messe a disposizione degli inserzionisti italiani tramite la piattaforma di Rubicon Project per renderne più efficace e automatizzato l’accesso.

La collaborazione nasce sotto il segno della costante crescita dell’automazione della pubblicità sul mercato italiano e conferma la rapida adozione di tecnologie che stanno rivoluzionando l’acquisto e la vendita da parte dei media.

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Sara Buluggiu

Sara Buluggiu, Country Manager per l’Italia e Sales Director per il Sud Europa di Rubicon Project, ha così commentato: «La Rai rappresenta un brand iconico tra i media italiani. E’ in una posizione di assoluto privilegio per offrire ai brand ambienti pubblicitari di altissima qualità. La collaborazione con un’emittente autorevole come la Rai è un segnale della direzione assunta dal digital advertising e dimostra che inserzionisti e proprietari di media italiani sono pronti a sposare il concetto dell’automazione e trarne i massimi vantaggi».

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Fabrizio Piscopo

Fabrizio Piscopo, amministratore delegato di Rai Pubblicità, ha poi aggiunto: «Crediamo fermamente nel potere dell’automazione della pubblicità e la scelta di collaborare con Rubicon Project lo dimostra chiaramente. L’automazione della pubblicità non solo rende più efficiente il processo di acquisto e vendita, ma assicura anche una maggiore efficacia. Ciò significa che il nostro pubblico in tutto il Paese sarà esposto a messaggi più pertinenti basati sui suoi interessi con nuove soluzioni “native”. Il mercato si sta aprendo grazie all’automazione ed ora le agenzie di media sono in grado di offrire agli inserzionisti un livello di servizio superiore, mentre le agenzie creative stanno sviluppando contenuti più mirati. Attendiamo con ansia i risultati di questa collaborazione perché andrà a beneficio di tutti gli operatori del settore».

La notizia fa seguito alla promozione di Nadia Zanoun al ruolo di Head of Buyer Cloud di Rubicon Project per la regione sud-orientale.

Zanoun ha iniziato a collaborare con Rubicon Project da più di 20 mesi, periodo durante il quale ha dato prova delle necessarie capacità professionali e di una profonda conoscenza del mercato italiano. Nella sua nuova veste, la manager orienterà la domanda nella regione concentrandosi su Italia, Grecia, Turchia, Israele, Balcani, Medio Oriente e Nord Africa. I tanti recenti sviluppi in Sud Europa hanno messo in luce l’evoluzione e l’importanza crescente dell’automazione della pubblicità su tali mercati.

All’inizio di quest’anno, Mariano De Luca è stato incaricato del coordinamento delle attività di vendita della società in Sud Europa e, a sostegno dello sviluppo di questa formula di pubblicità in Italia, il team italiano di Rubicon Project offre più specificamente a venditori di alto livello e sviluppatori di app la propria consulenza per sfruttare al meglio i marketplace privati e l’automated guaranteed a fronte di una domanda da parte degli acquirenti italiani sempre più focalizzata sugli inventari di alta qualità.

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