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Il modello “in-house” per il Programmatic è il preferito dalle aziende. Lo rivela uno studio IAB

Nella giornata di apertura del DMEXCO, IAB Europe ha ufficializzato i dati di due ricerche, volte ad offrire un aggiornamento sulle dimensioni del mercato programmatico e sui suoi principali trend. Dalla presentazione di IAB Europe è emerso un mercato in crescita (qui l’approfondimento sui numeri del settore), ma anche costellato di nuove tendenze e necessità.

Secondo i dati dell’associazione, le aziende che acquistano in modalità automatizzata continuano a chiedere al mercato maggiore trasparenza, più controllo e l’accesso ad inventory di qualità. E per molti, un modo per ottenere tutto questo è ricorrere a modelli di gestione in-house.

Le nuove tendenze del mercato

L’aumento delle società che internalizzano le proprie attività ad tech è ormai un fatto, e lo conferma anche IAB: secondo l’associazione, oggi in Europa quello della gestione in-house del programmatic è il modello preferito dalle aziende, con un 40% che lo ha già attuato, ed è il principale anche per gli editori (lo ha adottato il 50%) e le agenzie (il 62% ha trading desk interni).

Tra le principali sfide del mercato nel Vecchio Continente, si confermano ancora temi come le misurazioni o il permanere di focus sui KPI di vendita per la valutazione degli investimenti in programmatic, a differenza di altro tipo di metriche più orientate al brand. Anche la questione frodi rimane un freno a un ulteriore aumento degli investimenti, così come la difficoltà di trovare professionalità con il giusto bacino di competenze (problema riscontrato sia da aziende che da agenzie ed editori).

Ciononostante, però, il Programmatic gioca ancora un ruolo importante nei media mix delle aziende. Più del 90% delle aziende conta di aumentare i propri investimenti in pubblicità automatizzata nei corso dei prossimi 12 mesi.

Le tipologie di trading più utilizzate

Attualmente, tra le tipologie di transazione in programmatic, il private marketplace è quella dominante, e utilizzata dalla maggior parte delle società europee. Anche l’automated guaranteed sta registrando importanti progressi, con le agenzie che vedono sempre più in esso un modo per assicurarsi maggiori inventory a prezzo fisso, ma rimane meno strategico per aziende ed editori. In generale, forme di transazione diretta, come il programmatic direct, si fanno sempre più strada nel mercato, di pari passo con il bisogno delle aziende di procurarsi inventory in maniera sicura e garantirne l’erogazione: attualmente è commercializzato in programmatic direct il 53,3% della spesa totale in programmatic.

Andrea Ceccoli, Smart Adserver: «Fatturato più che raddoppiato. In Italia corre il Programmatic»

Monetizzare ogni contenuto web, mobile e video. Questa la promessa che Smart Adserver fa agli editori che lo scelgono come partner per la vendita in Programmatic delle proprie inventory.

La società ha recentemente lanciato una soluzione di Automated Guaranteed interamente dedicata ai publisher (qui l’articolo su Programmatic Italia), e oggi, con un’offerta di formati in costante aumento, si appresta anche ad entrare nel mondo dell’Header Bidding, con un prodotto dedicato atteso per quest’anno. Il suo fatturato in Italia è più che raddoppiato nel 2016, forte di un approccio improntato all’innovazione e sempre teso a cogliere le esigenze del mondo degli editori. Abbiamo fatto il punto sui progetti in corso e futuri della società con Andrea Ceccoli, il suo Italy Manager.

Come si posiziona Smart Adserver nell’ecosistema del Programmatic Advertising?

«Smart Adserver è una full-stack technology che abbina Adserver e SSP, permettendo ai propri editori – siano essi clienti “full-stack” oppure dotati di adserver di terze parti – di monetizzare ogni contenuto web, mobile e video tramite un completo ecosistema di Demand Partner».

Avete recentemente lanciato una nuova soluzione di Automated Guaranteed. Come si differenzia rispetto alle altre soluzioni presenti sul mercato?

«Secondo recenti stime dell’IDC, l’Automated Guaranteed rappresenterà il 53% degli investimenti globali in Programmatic Advertising nel 2018. Basata sugli standard IAB OpenDirect 1.5, la soluzione Automated Guaranteed di Smart Adserver è interamente dedicata agli editori che potranno accedere a questa funzionalità direttamente dall’adserver: attraverso un’unica piattaforma, potranno accettare o rifiutare le prenotazioni, confermarne i materiali creativi e proporre prezzi scontati. E’ una soluzione il cui scopo è quello di automatizzare le vendite dirette portando la massima flessibilità ed efficienza operativa».

Come sta evolvendo la vostra offerta? Avete recentemente lanciato delle nuove soluzioni?

«Smart AdServer da sempre pone la creatività al centro: la nostra galleria si arricchisce costantemente di nuovi formati rich-media, che puntano a garantire la migliore user-experience. Abbiamo un grande ventaglio di proposte, ma tra gli ultimi rilasci evidenzierei: il Go-To-Vertical, che propone in ambiente mobile video verticali full screen o rettangolari al centro di una cover a tutta pagina; il Video-Background, una skin che incorpora un video masthead che si espande a mouse-over; e il Video-Parallax – disponibile anche in Programmatic – in cui il contenuto pubblicitario è erogato in una finestra, mantenendo un senso di continuità durante lo scrolling attraverso l’effetto parallasse. Infine, abbiamo lanciato anche Smart Yield+, un nuovo potente pacchetto di servizi con l’obiettivo di incrementare in modo considerevole i ricavi programmatici. Al nuovo algoritmo di ottimizzazione dei FloorPrice (che garantisce mediamente un aumento del 40% dei ricavi), abbiamo affiancato un preciso strumento di Business Intelligence, che, con l’aiuto dei nostri Monetization Consultant, permette di monitorare puntualmente tutta l’attività programmatica».

Avete progetti in cantiere per i prossimi mesi?

«La crescita costante e diffusa globalmente di Smart Adserver è focalizzata sulla SSP: la roadmap di integrazioni con nuove DSP è in continua evoluzione. Sia a livello di headquarter, sia a livello locale con i nostri Demand Manager, teniamo stretti contatti di partnership, spingendo il più possibile la domanda verso i nostri editori. Con l’anno prossimo infatti andremo ad arricchire la nostra offerta programmatica di una soluzione di header bidding».

Come avete chiuso il 2016 in termini di performance?

«Come detto, la società sta crescendo molto a livello globale: il nostro team è più che raddoppiato anno su anno e abbiamo aperto un ufficio in Cina, avendo già da tempo acquisito i primi clienti in area APAC. In Italia cresciamo soprattutto lato Programmatic, che oramai rappresenta buona parte del nostro fatturato. Come diretta conseguenza dell’intensificazione delle attività di supporto locale nei confronti dei nostri partner, siano essi publisher o trading desk, anche nel 2016 abbiamo più che raddoppiato il fatturato dell’anno precedente».

Clear Channel: via al piano europeo di espansione nel Programmatic OOH. Entro fine anno l’offerta in Italia

Clear Channel International (CCI), divisione internazionale di Clear Channel Outdoor (CCO), lancia un nuovo strumento di Programmatic Buying con offerta garantita per l’affissione, il primo nel suo genere in Europa secondo quanto dichiara in una nota la società.

Il primo mercato in cui è stata appena lanciata l’offerta è il Belgio, ma altri seguiranno, a partire dal Regno Unito a marzo. Contattata da Programmatic Italia, Clear Channel ci ha fatto sapere che in Italia la soluzione arriverà entro fine anno.

“La prima funzionalità della proposta di programmatic buying di CCI – spiega la società nel comunicato – consiste nella compravendita del suo patrimonio su base automatizzata garantita – questo offre ai media buyer la possibilità di prenotare un determinato volume di impianti ad un prezzo stabilito. I clienti possono avere accesso e acquistare pacchetti, creati in funzione dell’audience, di tutto il circuito out-of-home digitale (DOOH) di Clear Channel, in questo caso della BU belga, attraverso canali programmatic, fra cui figurano le principali DSP, Adform e una piattaforma di proprietà di Clear Channel. Il sistema è alimentato da una serie di dati esistenti sulle audience in ambito out-of-home, sia di proprietà di Clear Channel che di terzi. Offrendo soluzioni basate sull’audience, grazie all’uso di strumenti e tecnologie con cui i media buyer hanno già dimestichezza, la soluzione programmatic di Clear Channel semplifica notevolmente il processo d’acquisto dell’Out-of-Home”.

Una soluzione che pare avere riscosso delle ottime risposte da parte del mercato. In 10 giorni dal lancio, tra i media buyer che hanno scelto la soluzione ci sono stati Blue 449, Kinetic e ZenithOptimedia, che hanno acquistato campagne out-of-home digitali in Programmatic per, rispettivamente, Beobank, Deliveroo e Mercedes-Benz.

Clear Channel e il Programmatic OOH: i piani per il futuro

Lo strumento continuerà a svilupparsi mediante l’integrazione di funzionalità aggiuntive, man mano che verrà implementato a livello internazionale.

Secondo quanto fa sapere l’azienda, il Programmatic comprenderà in futuro tutti i prodotti di CCI, ivi inclusi i pannelli tradizionali e gli schermi digitali, ma si concentrerà inizialmente sul patrimonio digitale out-of-home, per la sua peculiarità di saper adattare e declinare campagne in tempo reale. Già entro quest’anno la società sarà in grado di commercializzare in Programmatic il 100% della sua offerta su prodotti e mercati chiave.

«Il programmatic buying ha rivoluzionato il processo di acquisto in molti settori chiave dei media e riteniamo che farà lo stesso nell’out-of-home – commenta William Eccleshare, Presidente e CEO di Clear Channel International -. Siamo aperti a qualsiasi iniziativa che possa agevolare l’acquisto del nostro fantastico prodotto. Stiamo facilitando la pianificazione, l’acquisto, l’ottimizzazione e la misurazione del nostro mezzo mediante tecnologie di acquisto conosciute, offrendo soluzioni basate sulle audience e supportate da dati in tempo reale. Offriamo, dunque, ai nostri clienti, siano essi nuovi o già attivi, la misurabilità, la creatività e la flessibilità di cui hanno bisogno. La soluzione Programmatic di Clear Channel International consente ai brand di trasmettere il messaggio più idoneo all’audience più appropriata nel momento più opportuno. Effettivamente li connette ancora di più alla propria audience, consentendo loro, nel contempo, di ottenere una copertura e una visibilità che l’Outdoor è in grado di fornire meglio di qualsiasi altro mezzo».

«L’annuncio di oggi è solo l’inizio del viaggio di Clear Channel International nel Programmatic – aggiunge Stefan Lameire, Chief Customer e Revenue Officer di Clear Channel International -. La nostra visione è quella di avere una piattaforma programmatic tecnica che possa essere configurata e adattata ad ogni mercato, per rispondere alle specifiche esigenze locali di acquisto dei nostri clienti. Una volta introdotta l’attività di compravendita automatizzata in tutto il nostro business, valuteremo dove e quando immettere i nostri prodotti nei “bidder marketplace” e consentiremo ai media buyer d’integrare i loro dati sull’audience per arricchire ulteriormente il processo di targetizzazione. Saranno, quindi, i nostri clienti e non la tecnologia, a segnare il passo e a fornire i presupposti per ulteriori sviluppi del Programmatic».

Ecco Summit, la nuova piattaforma programmatic full-stack di Widespace

Widespace ha rilasciato Summit, una piattaforma completa per la pubblicità programmatica e marketplace di automated guaranteed, progettata specificamente per la gestione di campagne di brand su mobile.

Con la sua soluzione native, si legge in una nota della società ad-tech, Summit vuole essere una risposta alle evoluzioni dell’industria che hanno imposto il mobile come schermo principale e il Programmatic come sistema più utilizzato per la compravendita degli spazi.

Il marketplace permette agli editori di vendere il proprio inventario come parte dei pacchetti Widespace o attraverso scambi diretti, semplificando i processi manuali. La soluzione di Summit e i moduli integrati rendono anche possibile la vendita di formati rich media programmaticamente.

Infine, consente di effettuare il targeting degli utenti sull’intero ecosistema mobile con profilazione degli interessi di brand dell’utente basata sui dati storici e sulle preferenze precedenti.

Smart AdServer lancia una soluzione di Automated Guaranteed. «Raddoppiato il fatturato in Italia»

Smart AdServer, compagnia internazionale specializzata in soluzioni di ad tech, si collegherà con la DSP Adform per lanciare la sua soluzione di Automated Guaranteed.

Lo scopo principale dell’Automated Guaranteed è di automatizzare le vendite dirette portando la massima flessibilità ed efficienza operativa, in modo da consentire agli editori e ai media buyer di risparmiare tempo e denaro. Tecnicamente, si tratta di una compravendita one-to-one di inventory pubblicitaria con prezzo fisso e inventory riservata, elaborata automaticamente.

Secondo recenti stime dell’IDC, l’Automated Guaranteed rappresenterà il 53% degli investimenti globali in programmatic advertising nel 2018.

«Sulle piattaforme lato vendita c’è bisogno di maggiore trasparenza e di una connessione diretta fra chi compra e chi vende, oggi moltissime SSP non mostrano dati reali agli editori ma solo quelli che intendono presentare. I vantaggi di questa modalità di scambio, di cui beneficiano gli editori, riguardano la certezze di costi e ricavi, oltre all’eliminazione degli errori annessi al caricamento delle campagne», ha commentato Andrea Ceccoli, Manager per l’Italia di Smart AdServer.

Basata sugli standard IAB OpenDirect 1.5, la soluzione di Automated Guaranteed di Smart Adserver è interamente dedicata agli editori, che potranno accedere a questa nuova fonte di domanda direttamente attraverso l’ad server, mantenendo il controllo del proprio inventario e contemporaneamente usufruendo di vendite aggiuntive. L’offerta è disponibile in beta operativo in Francia mentre sarà accessibile a livello globale, anche in Italia, a partire dalla fine di quest’anno.

Sempre attraverso un’unica piattaforma, gli editori possono accettare o rifiutare la prenotazione, confermare i materiali creativi e proporre prezzi scontati.

“Come primo partner di Automated Guaranteed di Smart AdServer, siamo lieti di fornire l’accesso ai nostri acquirenti l’inventario premium di Smart. Eliminando le barriere tra gli inserzionisti e gli editori, l’Automated Guaranteed permette di rimuovere gli ostacoli che da tempo frustrano investitori pubblicitarie ed editori, barriere che finora hanno limitato le opportunità di monetizzazione degli editori”, dichiara Jay Stevens, Chief Revenue Officer di Adform.

“Le vendite tramite l’Automated Guaranteed diventano una delle sfide numero 1 per gli editori”, ha aggiunto Cyrille Geffray, CEO di Smart AdServer, “I nostri team hanno lo scopo di rimuovere le barriere tra la tecnologia e le operazioni per consentire una perfetta integrazione con i vari partner nel mercato. L’Automated Guaranteed aiuterà gli editori a ottenere margini più redditizi per il proprio inventario”.

Smart AdServer in Italia

Nel nostro Paese, l’azienda sta registrando risultati molto positivi: «Stiamo raddoppiando il fatturato di anno in anno da tre anni a questa parte, e sarà così anche per il 2016. In Italia possiamo contare su clienti come Piemme, Ciaopeople, Viralize, TheOutplay, Alfemminile e Internazionale. A livello globale, invece, è prevista una crescita del 30%», ha dichiarato Ceccoli.

Tra la fine del 2016 e l’inizio del prossimo anno, l’azienda tornerà sul mercato con diverse novità: «Contemporaneamente al lancio definitivo della nostra soluzione di Automated Guaranteed, nel primo trimestre del 2017 rilasceremo una soluzione di Header Bidding. Inoltre, entro la fine dell’anno effettueremo delle integrazioni dirette con le DMP di Krux e Adobe», ha concluso Ceccoli.

Massimo Pattano, 4w MarketPlace: «In arrivo nuovi servizi per valorizzare i dati degli editori»

4w MarketPlace continua nel proprio percorso di crescita. Il network pubblicitario è sicuramente il più imponente sul mercato italiano con gli oltre 12.000 editori collegati alla sua piattaforma. Raggiunge il 70% dell’audience totale e gestisce un volume di impression mensili pari a 7 miliardi con un’offerta completa di formati adv sia in modalità diretta che in programmatico.

Il 2015 ha segnato ottimi risultati con un incremento del fatturato pari al 44% rispetto all’anno procedente e con una crescita significativa in particolare del programmatic, che ha pesato per quasi un terzo sul dato globale dell’attività.

«Il programmatic è in crescita anche nel 2016», dichiara in occasione del Programmatic Day, Massimo Pattano, Marketing Manager di 4w Marketplace, «Come aggregatori ci poniamo in modo da accogliere le richieste che ci vengono dal mercato e rispondiamo con proposte concrete: siamo attrezzati per gestire al meglio il traffico che raccogliamo utilizzando un approccio multipiattaforma e tecnologie atte a valorizzare gli spazi dei nostri editori e al tempo stesso a risolvere dinamicamente le richieste degli investitori. Questo sul programmatico si traduce in un grande sforzo per ottimizzare gli accordi commerciali e devo dire che questo impegno sta dando i suoi frutti».

Come si integra il programmatic nella vostra offerta?

4w MarketPlace è un network di editori. Il programmatic  si integra in maniera naturale con la nostra offerta di formati text-link, display e video. Il nostro obiettivo è quello di monetizzare al 100% l’inventory dell’editore, bilanciando nel modo più efficiente ed efficace programmatic e vendita diretta.

Il programmatic si sta evolvendo in varie forme: cosa ne pensi ad esempio dell’automated guaranteed?

L’automated guaranteed, che in qualche modo mette insieme elementi della vendita diretta con l’uso delle piattaforme di trading tecnologico, non è ancora diventato del tutto patrimonio dell’editoria, ma a livello potenziale può costituire una nuova boccata di ossigeno anche per i piccoli e medi editori, in grado di aiutarli a sostenere il loro business e continuare a produrre contenuti di qualità.

Al Programmatic Day si è parlato molto di native programmatic. Anche per voi è il futuro?

Per ora non vediamo una grossa domanda di native programmatic, ma avendo comunque una grossa fetta della nostra offerta posizionata sul Native, stiamo ovviamente sviluppando servizi e opportunità da poter integrare nelle varie piattaforme. Il Native per noi rappresenta un elemento del nostro DNA, un terreno da presidiare fortemente. Oltre alla sue peculiarità più note, ci interessa capire a fondo la possibilità di automatizzare contenuti e comunicazioni pubblicitarie per servirli in modo dedicato agli utenti, nella forma meno invasiva possibile.

Quali novità presenterete nel corso del 2016?

Abbiamo una serie di frecce al nostro arco, molte vanno a supporto della pianificazione. Vogliamo dare nuovi strumenti agli editori per poter rispondere appieno alle esigenze della domanda. Questo va da una precisa catalogazione dell’inventario con un’assoluta attenzione a tutti gli indicatori che ad oggi si possono raccogliere – Ctr, Vtr, Viewability sono solo alcuni – alla costruzione di nuovi formati sempre più efficaci dal punto di vista della comunicazione.

Programmatic Day, riflettori puntati sull’adv data-driven. Ecco chi ci sarà

Per qualcuno è la chiave di volta per il definitivo decollo dell’adv automatizzato: stiamo parlando dell’Automated Guaranteed, la logica di negoziazione programmatica in cui budget e volume vengono pre-concordati tramite una negoziazione one to one e la campagna pubblicitaria viene erogato solo su un target predefinito in modalità data-driven. Qual è l’attuale stato di sviluppo dell’Automated Guaranteed? E quali vantaggi offre tutto ciò ai publisher, rispetto al programmatic “tradizionale” dell’RTB in open market?

A queste domande cercherà di dare risposta la tavola rotonda “Dall’RTB alle nuove frontiere dell’Automated Guaranteed: quali vantaggi per gli editori?”, in programma nell’ambito del Programmatic Day, l’evento italiano dedicato al Programmatic Advertising che si terrà giovedì 21 aprile all’Auditorium Iulm di via Carlo Bo a Milano.

Ad animare e arricchire la discussione con i propri contributi saranno Massimo Pattano, Marketing Manager di 4W MarketPlace, Elia Blei, Commercial Director Digital & Large Markets di Condé Nast, Alessandro Donzelli, Head of Programmatic di Connect (parte di GroupM), Sara Buluggiu, Italy Country Manager and Sales Director Southern Europe & MENA di Rubicon Project, Luca Morpurgo, Country Manager Italy & Spain di StickyADS.tv, e Marcus Ruhe, Coach internazionale di Lens Academy specializzato in Programmatic Display & New Media.

Intanto, l’agenda dell’evento presenta alcune novità: l’apertura dei lavori vedrà l’importante contributo di Andrea Lamperti, Responsabile Osservatorio New Media & New Internet del Politecnico di Milano, che farà il punto sui trend qualitativi e quantitativi del Programmatic in Italia, anche in rapporto al contesto internazionale. Inoltre, un sondaggio inedito realizzato per l’occasione da Lens Academy e IlFac offrirà uno spaccato del livello di confidenza con la materia programmatica delle aziende italiane.

Confermato anche l’intervento di AppNexus, tra le più utilizzate DSP a livello mondiale.

Ricco parterre quindi, per la seconda edizione dell’evento organizzato da Engage e Programmatic Italia, per cui si annuncia un tutto esaurito: gli oltre 1000 posti disponibili sono, infatti, terminati e le iscrizioni sul sito Programmatic-Day.com sono al momento chiuse. Per informazioni o iscrizioni dell’ultima ora scrivete a marketing@edimaker.it.

Ci vediamo giovedì!

Il Programmatic Display corre: +49% la spesa pubblicitaria globale fino al 2019

Il mercato del programmatic display gode di ottima salute. Secondo una ricerca di Future Market Insight, condotta a livello globale, il settore della display data-driven, che nel 2014 ha registrato un valore economico di 7,6 miliardi di dollari, tra quest’anno e il 2019 si stima crescerà annualmente del 49%.

Stando al report “Programmatic Display Advertising Market: Global Industry Analysis and Opportunity Assessment, 2015-2019“, il trend positivo di questo mercato sta in una serie di vantaggi che la display acquistata in maniera automatizzata garantisce: un maggiore ROI per i vari operatori della filiera, oltre a una migliore targettizzazione delle campagne, e dunque un aumento delle vendite.

La ricerca distingue il programmatic display in quattro categorie: online display, online video, mobile display e mobile video. Tra questi, l’online display è il segmento che ha registrato le revenue più alte nel 2014, mentre il mobile display si stima registrerà una considerevole crescita annuale a doppia cifra nel periodo di forecast, che la porteranno entro il 2019 ad essere il principale canale display per revenue.

Quanto alle modalità di vendita in programmatic, nel 2014 la maggior parte delle revenue provenivano dal RTB, ma da qui al 2019, è l’automated guaranteed il settore di cui si stimano le crescite più considerevoli. Entro il 2019 si stima che la spesa display in automated guaranteed equivarrà circa alla somma di quella in RTB e private marketplace.

Al momento, è il Nord America l’area geografica con la maggiore quota di mercato sulla spesa complessiva in programmatic display nel 2014, ma sarà l’Asia Pacific escluso il Giappone la regione da cui si attende una crescita annua più considerevole nei prossimi 3 anni, stimata in un 60,4%.

 

 

 

 

Zynga si allea con Rubicon Project per il lancio dell’advertising premium gestito in programmatic

In occasione del CES di Las Vegas, Zynga e Rubicon Project hanno ufficializzato una partnership importante: l’azienda leader nello sviluppo di social game ha infatti reso disponibile per la prima volta la sua intera inventory premium per l’acquisto in modalità automatizzata garantita sulla piattaforma Rubicon.

La partnership è un passo senza precedenti per Zynga, in quanto rende il suo inventario premium garantito, precedentemente disponibile solo attraverso canali di vendita diretti, disponibile a livello globale per l’acquisto programmatico attraverso il marketplace di ordini garantiti gestito da Rubicon Project, leader nel settore.

L’inventario comprende formati pubblicitari molto richiesti che combinano contenuti creativi unici e avvincenti, inclusi gli annunci “gamified” e nativi, con una profonda comprensione di dati first party nelle posizioni di maggiore valore, tra cui posizioni “first look”, posizioni a interruzione limitata e posizioni sponsorizzate, tutte molto ambite dagli inserzionisti.

«Siamo entusiasti di collaborare con Rubicon Project per poter offrire accesso su scala globale all’inventario garantito di Zynga nei nostri giochi», ha dichiarato Julie Shumaker, Vice Presidente Vendite di Zynga. «Unendo la nostra profonda comprensione dei dati e le coinvolgenti esperienze offerte da Zynga con il marketplace di pubblicità programmatica di Rubicon Project, faciliteremo un più efficace collegamento dei brand con i milioni di giocatori affezionati a Zynga».

L’annuncio segna il primo esperimento di Zynga nel rendere disponibile tutto il suo inventario di giochi per l’acquisto programmatico garantito; inoltre per la prima volta le agenzie avranno accesso all’inventario completo tramite canali di acquisto programmatici.

Il sistema programmatico garantito consente alle agenzie di accedere all’inventario premium riservato e a soluzioni personalizzate uniche e ad alto impatto come sponsorizzazioni, “rising star”, annunci in-game e nativi. La piattaforma di ordini garantiti di Rubicon Project razionalizzerà l’acquisto, l’esecuzione e lo sviluppo delle esperienze di gioco con un impiego minimo di nuove risorse creative da parte del cliente o del brand.

«In tutto il mondo le marche sono alla ricerca di modi innovativi per raggiungere utenti di dispositivi mobili altamente coinvolti, su larga scala», ha dichiarato Joe Prusz, Head of Mobile di Rubicon Project. «Questo accordo, destinato a cambiare le regole del gioco per l’advertising nel settore mobile, implica che per la prima volta le agenzie potranno accedere ai contenuti premium di Zynga con alcune delle migliori posizioni e dati tramite il programmatico garantito su larga scala. Siamo entusiasti di essere oggi l’unica piattaforma pubblicitaria programmatica al mondo in grado di offrire l’imponente inventario premium riservato garantito di Zynga alle decine di migliaia di agenzie che si affidano al nostro marketplace pubblicitario per raggiungere e coinvolgere i consumatori».

Programmatic advertising: i sei trend del 2016

Come evolverà lo scenario dell’automazione italiano nell’anno che sta per cominciare? Dal video advertising all’espansione del retail trading desk, Sara Buluggiu, Country Manager per l’Italia e Sales Director per il Sud Europa di Rubicon Project, analizza i 6 principali trend del 2016 per il marketing digitale.

1. Espansione del retail trading desk

Da tempo i retail brand italiani studiano le opportunità dell’editoria, ad esempio creando contenuto personalizzato per i loro siti attorno al tema della cucina regionale gourmet o delle destinazioni per le vacanze e vendendo media a fronte dei contenuti editoriali. Il passo logico successivo è trasformarsi in retail trading desk. La ragione è semplice: i dati sulla gestione della relazione con i clienti e i punti vendita che le catene di supermercati stanno raccogliendo sono più ricchi di qualunque fonte a cui agenzie di media o brand abbiano accesso. Il flusso di questi dati avviene sia offline che online e i brand, che disperatamente tentano di capire meglio i loro clienti, farebbero salti di gioia all’idea di disporne.

Pensiamo ad esempio alla possibilità che un’importante catena di supermercati si rivolga a Unilever o P&G proponendo di realizzare campagne per suo conto che sfruttino i dati sugli acquisti e la gestione della relazione con il cliente (CRM) a fronte di un certo investimento in media. Alcuni retailer globali hanno già sperimentato questo approccio, per esempio Amazon e Walmart, ma il 2016 sarà l’anno in cui il settore globale del retail si concentrerà realmente sul potenziale del retail trading desk.

2. Lo slancio del video advertising

Il video advertising digitale è in grado di educare, intrattenere e ispirare, ma la sua vera forza sta nel livello di coinvolgimento che genera nei consumatori, soprattutto rispetto a qualsiasi altro media. A differenza della TV, il video presenta il vantaggio di permettere ai consumatori di acquistare immediatamente.prossimo driver della crescita nel programmatico, legandosi strettamente al mobile, innegabilmente il migliore alleato naturale di tutte le pubblicità video. In ragione della vasta quantità di contenuto video disponibile online, il video advertising digitale si sta sviluppando più rapidamente di qualunque altro formato, come indica uno studio di Business Insider. In Italia, ad esempio, i ricavi nel segmento del “video advertising” realizzati nel 2015 sono pari a 455 milioni di euro secondo un rapporto di Statista. Per le marche alla ricerca di scalabilità e visibilità, il video sarà la chiave perché libera le potenzialità di accesso a inventari più ampi in outstream e maggiore copertura in instream.

3. Stiamo andando verso uno scenario completamente automatizzato per i media?

La tecnologia e i dati stanno evolvendo a un ritmo tale che nel prossimo quinquennio assisteremo a cambiamenti più radicali di quelli avvenuti negli ultimi cinquant’anni. Sebbene in Italia le visualizzazioni di banner su desktop ancora dominino l’investimento programmatico, entro il 2019 i formati per mobile rappresenteranno il 44% dell’investimento pubblicitario italiano complessivo, mentre il video costituirà il 52% della spesa pubblicitaria totale del mercato, secondo un’analisi di Magna Global. Il cambiamento riguarda il modo in cui interpretiamo i consumatori e il modo in cui pianifichiamo e acquistiamo media per conto delle marche. In sintesi, tutto sta diventando automatizzato, eliminando lo sforzo manuale e rafforzando l’efficacia della comunicazione di marketing.

Ora questi benefici iniziano ad andare ben oltre il “tradizionale” ambiente programmatico per inserirsi in canali di media generalmente non associati all’automazione. Infatti, non dovremo aspettare tanto per vedere emergere piattaforme unificate in grado di collegare un’agenzia media italiana a tutti i vari tipi di media offerti. Il 2016 sarà l’anno in cui inizieranno a manifestarsi i primi segni di questo utopico ideale.

4. L’automazione incontra il branding

L’automazione sta avendo un chiaro impatto su tutti nel settore, dalle agenzie agli editori passando per i brand. E alcuni di questi brand l’hanno accolta a braccia aperte, considerandola un’altra arma del loro arsenale creativo, non una minaccia. Pensiamo, ad esempio, a Domino’s, che si è trasformata da marchio di fast food in società tecnologica a tutti gli effetti, adattandosi con successo, strada facendo, al mutato scenario della pubblicità. L’offerta di formati ad alto impatto come skin, roadblock e takeover a tutta pagina attraverso i canali RTB offre l’opportunità al budget dei brand di seguire la via già percorsa dai performance marketer.

Sfruttando i dati per alimentare l’intuizione creativa, branding e tecnologia possono non solo coesistere, ma anche proiettare i confini della pubblicità in un regno completamente nuovo. Possiamo aspettarci che il 2016 sia un anno decisivo per questo processo nel comparto italiano.

5. La fine dell’approccio a cascata per gli editori è ormai prossima

Nel mondo dell’editoria, il trading programmatico dell’inventario pubblicitario generalmente si attiene alla classica struttura a cascata, ossia gli editori offrono in sequenza il proprio inventario tramite vari canali di vendita, iniziando dal più remunerativo per poi passare al livello inferiore della catena se resta invenduto.

Esiste tuttavia un modello alternativo che aiuta gli editori a generare più introiti dalla vendita dell’inventario, con un processo molto meno dispendioso in termini di tempo ed energia. Si tratta dell’header bidding, noto anche come advance bidding o pre-bidding, ossia una tecnica con la quale gli editori inseriscono un codice nell’intestazione delle proprie pagine in modo che l’inventario sia offerto contemporaneamente a più ad exchange prima che siano interpellati gli ad server.

Di norma, l’ad server di un editore deve scegliere un pool di domanda alla volta, processo che limita artificialmente i ricavi degli editori e riduce i CPM. L’header bidding consente di eliminare le inefficienze e gli sprechi legati alla continua riproposizione dell’inventario e, fattore più importante, crea condizioni paritarie per editori e advertiser.

Ad oggi, la tendenza è stata frenata da problemi di natura tecnica, non da ultimo l’impatto del complesso codice sui tempi di caricamento delle pagine. Questi ostacoli, però, si stanno rapidamente superando e il 2016 sarà l’anno in cui il sogno di un’asta effettivamente unificata, nella quale le fonti della domanda possano competere in assoluta parità, diventerà realtà.

6. L’automated guaranteed giungerà infine alla maturità

La tecnologia del programmatico è stata un grande successo sia per gli editori che per le marche. I marketer digitali italiani hanno tuttavia compreso che la pubblicità non è sempre una proposta univoca, adatta a tutti, e che gli ad exchange liberi solitamente associati al programmatico non sono adatti a chiunque.

Resta il fatto che, sebbene alcuni editori e advertiser possano non voler operare nel mondo dell’acquisto sul mercato libero, potrebbero comunque voler sfruttare i benefici dell’automazione. Per questo l’automated guaranteed ha preso sempre più piede ed è destinato a diventare la principale tendenza in Italia nel 2016.

Le soluzioni di automated guaranteed offrono alle agenzie e agli editori italiani di ogni forma e dimensione la possibilità di automatizzare i processi di vendita diretti all’interno dei private exchange, relegando così nel passato l’antiquato processo manuale di pianificazione e acquisto. L’idea non è nuova, ma la tecnologia che permetterà all’automated guaranteed di diffondersi sta maturando. Il processo diretto di acquisto e vendita di pubblicità online sta finalmente recuperando terreno rispetto alla rivoluzione tecnologica della pubblicità.