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Blocco pubblicitario, il fenomeno è raro sugli smartphone

Sempre più consumatori utilizzano software per il blocco pubblicitario ma uno studio recente scopre che l’ad blocking è più raro sugli smartphone.

Questo è quanto emerge dalla ricerca di Audience Project, che nel terzo trimestre di quest’anno ha intervistato utenti internet dai quindici anni in su nel Regno Unito e negli Stati Uniti circa il loro utilizzo dei filtri anti pubblicità. Secondo i dati, il 26% dei rispondenti nel Regno Unito e il 23% negli Stati Uniti ha dichiarato di impiegare un blocco sul proprio desktop. D’altra parte, solo il 2% in entrambi i paesi ha detto di utilizzare questi strumenti sullo smartphone.

Mentre le stime più recenti di eMarketer hanno mostrato un divario tra l’incidenza del fenomeno su desktop e su smartphone, la differenza non era stata così netta: quest’anno, la società di ricerca stima che il 23% degli utenti adotta ad blocker su desktop, rispetto al 7,8% per smartphone.

La pratica, ricorda sempre eMarketer, è comunque in crescita anche se più bassa per i dispositivi mobili. Ma i consumatori non attuano solo pratiche di blocco pubblicitario, sono anche interessati in tecnologie che limitano altre intrusioni, come il tracciamento pubblicitario.

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