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Blockchain e pubblicità digitale, IAB Tech Lab dà il via a un progetto pilota

Mentre IAB indaga l’uso della blockchain nella pubblicità digitale, due manager si interrogano sulla situazione del mercato online e sui suoi nuovi trend. Ne parliamo nella nostra rassegna.

Applicazione della blockchain alla pubblicità digitale, IAB Tech Lab dà il via a un progetto pilota

Intorno al tema della blockchain, e a quello della sua applicazione al mondo della pubblicità digitale, ci sono ancora diversi dubbi. Per scioglierli, dimostrando il valore che l’utilizzo di questa tecnologia può avere sull’online adv, IAB Tech Lab ha dato il via a un progetto pilota sul tema, chiamato Blockchain Working Group, volto alla creazione di un meccanismo reale di testing di prodotti e servizi basati su blockchain. Sulla base dei risultati sviluppati, l’obiettivo finale del gruppo è quello di realizzare un libro bianco con le best practice del settore e, in ultima istanza, di sviluppare degli standard per l’applicazione della blockchain in adv. Leggi di più su AdAge.

Kinsella, Havas Media: «Il digital ha bisogno di una rinfrescata, altrimenti i brand opteranno per altri mezzi»

L’ecosistema digitale e quello programmatico hanno bisogno di una rinfrescata, perché i clienti si stanno scottando e stanno tornando a media più tradizionali. E’ l’opinione provocatoria di Colin Kinsella, CEO di Havas Media Nord America. «Molti clienti vogliono tornare a TV, radio, affissione e stampa, perché pensano che il mezzo digital si stia perdendo – ha dichiarato il manager -. Il canale più responsabile è diventato il meno responsabile, e quello dove sono presenti più frodi». Ed oggi, mentre il costo di marketing e dati è in aumento, quello di cui hanno bisogno i brand è efficacia e precisione, indipendentemente dai luccicanti strumenti offerti nel mercato. Leggi di più su AdExchanger.

Gli assistenti vocali? Possono arrivare a rivoluzionare il marketing, secondo Keith Weed di Unilever

Le tecnologie “vocali”, quelle alla base del funzionamento di dispositivi come Google Home e Amazon Echo, hanno tutto il potenziale per trasformare il marketing. Ne è convinto Keith Weed, chief marketing and communications officer di Unilever. Secondo il manager, i dispositivi interattivi appartenenti a questa categoria stanno già vedendo crescere esponenzialmente il proprio pubblico, grazie alla possibilità di consentire accesso a contenuti di intrattenimento, offrire risposta a specifiche ricerche e anche effettuare acquisti, tutto per via “vocale”. Adesso, serve che gli advertiser individuino i modi giusti per utilizzare queste tecnologie a fini pubblicitari. E la strada non manca di interrogativi e sfide. Leggi di più su Warc.

Apple al lavoro su un nuovo network per la vendita di pubblicità in-app

Mentre Apple studia un modo per vendere pubblicità in-app, Facebook dismette un suo strumento dedicato agli editori, e una società americana lancia una piattaforma per far dialogare brand e utenti attraverso gli assistenti vocali.

Apple al lavoro su un nuovo network per la vendita di pubblicità in-app

Apple avrebbe in piano il lancio di un network di vendita di annunci search all’interno di app esterne. La società avrebbe infatti avviato da qualche tempo dei colloqui con vari sviluppatori di app iOS (come Snapchat e Pinterest) per mostrare annunci display tra i risultati di ricerca all’interno di queste applicazioni. Ad esempio, se un utente cerca “NFL” su Snapchat potrebbe visualizzare tra i risultati anche un annuncio Apple di un’app per la rivendita dei biglietti delle partite di football. Apple condividerebbe i ricavi con le applicazioni che mostrano le campagne, secondo delle percentuali variabili da app ad app. Leggi di più sul Wall Street Journal.

Facebook dismette la sezione delle notizie “Trending”

A partire dalla prossima settimana, Facebook dismetterà la sezione “Trending” che raccoglie notizie sui temi di tendenza, insieme ai vari prodotti e intergrazioni di terze parti legati alla API “Trends”. Secondo una ricerca del social network, gli utenti col tempo avrebbero perso interesse in questo strumento, trovandolo sempre meno utile: i contenuti ospitati nella sezione avrebbero contribuito mediamente solo all’1,5% dei click alle notizie pubblicate dagli editori. Leggi di più su Marketing Land.

Assistenti vocali, LivePerson lancia una piattaforma per far dialogare brand e utenti

Gli assistenti vocali stanno assumendo un ruolo sempre più importante nella vita quotidiana delle persone, e la loro offerta di servizi – anche quelli “brandizzati” – si amplia costantemente. LivePerson, società americana specializzata in soluzioni per il commercio “vocale” ha annunciato il lancio di una nuova piattaforma volta a facilitare la possibilità delle aziende di connettersi agli utenti che utilizzano Amazon Alexa o Google Assistant, e renderla più scalabile. «Puntiamo a creare un futuro “conversazionale” che sia migliore per i consumatori rispetto al frammentato mix di oggi di telefonate, siti web e touchpoint social non collegati tra loro», spiega la società. Leggi di più su MarTech Series.

Su Google nuovi posizionamenti sponsorizzati per chi vende prodotti

Mentre IBM lancia il suo assistente vocale, Google e Pinterest annunciano novità pubblicitarie dedicate al mondo retailer.

Su Google arriva Shopping Actions: nuovi posizionamenti sponsorizzati per chi vende prodotti

Google punta a monetizzare le ricerche di prodotti da acquistare effettuate sul suo search engine. La società ha infatti lanciato un programma chiamato Shopping Actions, tramite cui i rivenditori possono dare visibilità ai loro prodotti all’interno di posizionamenti sponsorizzati su Google search, Google Express Shopping e Google Assistant, in cambio di una quota sulle vendite. Una soluzione diversa dalla normale pubblicità search, e invece molto simile a certe modalità promozionali presenti su Amazon. Leggi di più su Reuters.

IBM lancia il suo assistente vocale

Dopo Google, Apple e Amazon, ora anche IBM ha il suo assistente vocale. Si chiama Watson Assistant ed è stato appena presentato alla conferenza Think 2018 di Las Vegas, e come indica lo stesso nome, sfrutta gli algoritmi di intelligenza artificiale di Watson per offrire prestazioni più “smart” e sicure. A differenza di Alexa, Siri e Ok Google, però, Watson Assistant non sarà un servizio direttamente orientato ai consumatori, presente su speaker brandizzati IBM, quanto piuttosto una tecnologia offerta alle imprese. Nei piani dell’azienda c’è quello di portarla, ad esempio, all’interno di auto, negozi e alberghi. Leggi di più su Tech Crunch.

Pinterest, il formato Shopping Ads ora disponibile per gli inserzionisti

Gli Shopping Ads di Pinterest escono dalla fase di beta test e vengono messi ufficialmente a disposizione del mercato. Il formato, annunciato lo scorso anno, consente alle aziende di creare automaticamente annunci sul social a partire dalle immagini dei feed dei loro prodotti. Pinterest, intanto, ha annunciato di stare testando un nuovo design per i propri annunci, volto ad offrire più elementi visivi di acquisto, e di avere portato in nuovi mercati Shop the Look, una soluzione pubblicitaria dedicata ai brand di moda e design. Leggi di più su Marketing Land.

GDPR e lavoro, richiesti nel mondo 750 mila Data Protection Officer

La nostra rassegna internazionale di oggi: dagli effetti della General Data Protection Regulation europea sul mercato del lavoro, a quelli di Netflix sugli investimenti televisivi delle aziende, ma anche i progetti di Facebook nel mondo degli assistenti vocali.

Gli effetti della GDPR sul mercato del lavoro…

Tra le varie nuove regole imposte dalla GDPR alle società che raccolgono e trattano dati personali, c’è anche quella di nominare un Data Protection Officer (DPO), ossia una persona preposta alla protezione dei dati, necessaria sia nel caso in cui la società sia pubblica sia se tra le sue principali mansioni ci sia l’elaborazione di dati su larga scala. Una ricerca della International Association of Privacy Professionals (IAPP) ha stimato che saranno richiesti, complice l’imminente definitiva entrata in vigore del nuovo regolamento UE, circa 750 mila figure di questo tipo in tutto il mondo. Leggi sul sito di IAPP.

…e quelli di Netflix sulla spesa pubblicitaria televisiva

Anche se Netflix non ospita pubblicità, la sua sola esistenza (e il suo successo) stanno avendo effetti non da poco sui ricavi pubblicitari dei network televisivi. Lo rivela una ricerca, secondo cui Netflix avrebbe “tolto” alla tv una cifra di investimenti pubblicitari stimabile tra i 3 e i 6 miliardi di dollari all’anno, solo per la sua capacità di attirare spettatori fino a poco tempo fa devoti alla tv. Leggi di più su MediaPost.

Intanto Facebook è al lavoro su due assistenti vocali

Secondo indiscrezioni, Facebook starebbe lavorando a due assistenti vocali, il cui lancio sarebbe previsto a luglio. In particolare, il laboratorio “Building 8” della società di Mark Zuckerberg sarebbe al lavoro su due dispositivi – nome in codice “Fiona” e “Aloha” – entrambi dotati di schermo touchscreen da 15 pollici. Saranno comandabili a voce, ma saranno dotati anche della funzione di riconoscimento facciale e di una fotocamera per effettuare video call. Leggi di più su DigiTimes.

Intelligenza Artificiale, per le aziende è importante ma la usano ancora in pochi

I marketer credono in un futuro dominato da Intelligenza Artificiale, Voice Search e Internet of Things. Tuttavia, la maggior parte delle aziende e dei professionisti di agenzia ha ancora fatto poco per introdurre queste componenti nella loro strategia di content marketing.

E’ quanto rivela una ricerca di BrightEdge, società specializzata in campo SEO e content marketing a performance. L’operatore ha coinvolto 252 professionisti del marketing digitale appartenenti ai brand Fortune 500 tra aprile e maggio 2017, nell’intento di capire quanto i marketer sono preparati alla crescente adozione da parte dei consumatori di AI e Voice Search.

Il risultato? Secondo lo studio, i marketer non sono ancora preparati a un mondo post-mobile, dove le ricerche vocali o localizzate e il ruolo crescente di algoritmi intelligenti nella search stanno profondamente cambiando il mondo in cui i consumatori interagiscono coi brand.

In particolare, i marketer sembrano ancora molto focalizzati sul passaggio dal desktop al mobile: il 17% degli intervistati pensa ancora che il mobile sia “the next big thing”.

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Approssimativamente il 66% dei professionisti di marketing non ha in piano di cominciare a prepararsi alla Voice Search, sebbene il 31% di essi pensi che sia questo il nuovo grande tema del proprio mercato. Un approccio che non va di pari passo con quello degli utenti, che sempre più fanno riferimento agli assistenti vocali per cercare qualcosa di cui hanno bisogno: attualmente oltre il 20% di tutte le ricerche mobile avviene tramite voce.

ai-mobile

Alla stessa maniera, il 32% dei professionisti crede che uno dei nuovi grandi temi del marketing sia l’Intelligenza Artificiale, ma ben il 57% non pensa di implementare nessuna tecnologia di questo tipo nei propri strumenti di comunicazione quest’anno.

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