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Targeting geolocalizzato: nuove policy su iOS 11 e Android O

Ci sono nuove policy sui dati di localizzazione in arrivo sull’aggiornamento di iOS 11 e su Android O, il nuovo sistema operativo di Google.

Novità che potrebbero avere degli effetti anche sul marketing mobile e sulle possibilità di targettizzazione delle audience in base alla loro posizione.

Su iPhone e iPad, infatti, presto gli utenti potranno visualizzare una barra di colore blu in cima allo schermo, che li allerterà quando delle app in background stanno tracciando la loro posizione. Gli utenti potranno controllare quali applicazioni ne potranno seguire i movimenti e scegliere se ammettere il tracciamento sempre o solo quando le app sono aperte.

Android O, invece, limiterà la frequenza con cui i dati in background possono essere raccolti, da ogni paio di minuti a una manciata di volte all’ora. Una funzione che metterà più ordine nella gestione del tracking da parte delle aziende, ma che d’altro canto potrebbe limitare le possibilità di alcuni marketer, in particolare quelli che fanno affidamento a un tracking più continuo dell’utente.

La pubblicità mobile in-app accompagna gli utenti dalla mattina fino alla notte

A livello globale, la maggior parte delle richieste pubblicitarie in-app da dispositivi basati su Android e iOS avviene tra le 7 e le 22 nel corso della settimana, è quanto emerge dalle attività avvenute sulla piattaforma di Drawbridge. In generale, iOS varia maggiormente nelle richieste rispetto ad Android.

L’azienda ha analizzato 1,9 mila miliardi di richieste pubblicitarie mobile in-app effettuate sulla sua piattaforma tra il primo gennaio e il 31 marzo. Queste attività possono essere considerate come un indicatore dell’utilizzo delle app e dell’utilizzo complessivo del mobile: più le persone usano i loro dispositivi, più le persone utilizzano le app e quindi più sono le app che richiedono pubblicità.

Nei giorni settimanali, i dispositivi basati su iOS hanno richiesto una quantità di annunci al di sopra della media tra le 8 e le 21, con meno richieste avvenute nella notte. Nei fini settimana, il volume di richieste di questa categoria di utenti è stato molto simile, ma la finestra temporale si è estesa dalle 7 alle 22. Per quanto riguarda i dispositivi basati su Android, le ore di punta erano le stesse nei fini settimana ma, nei giorni feriali, richiedevano più inserzioni in-app tra le 6 e le 23.

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Il comportamento dei dispositivi iOS si è dimostrato più estremo paragonato ad Android; infatti le richieste sono oscillate da un picco di quasi 34% oltre l’indice nelle sere dei giorni settimanali fino ad un minimo di circa la metà della media durante le prime ore del mattino. Per i dispositivi Android si è registrata una minore variazione.

Altri dati forniti da Nielsen hanno registrato che la porzione del tempo medio giornaliero passato con gli smartphone è più alto tra le 7 e le 19 tra gli adulti americani. Inoltre, la quota del tempo medio giornaliero con gli smartphone è più alto in paragone ad altri dispositivi, come pc, tablet e tv connessa.

Cresce il valore delle inventory mobile: +147% il CPM degli spazi su App Android

PubMatic, l’azienda sviluppatrice di software di automazione marketing per editori, ha pubblicato oggi il suo Q1 2016 Quarterly Mobile Index (QMI) da cui è emerso che le aziende inserzioniste si stanno indirizzando sempre più agli utenti Android, e che i prezzi o CPM delle inventory delle app Android sono aumentati del 147% su base annuale. Mentre i prezzi delle inventory delle applicazioni Apple iOS sono ancora più alti su basi assolute, i CPM delle applicazioni iOS sono aumentati solo del 62% anno-su-anno. Questi dati sui prezzi della pubblicità mobile dimostrano che, globalmente, gli utenti Android hanno un valore in crescita per gli inserzionisti.

Il rapporto di PubMatic ha anche registrato che i CPM delle app mobile e del web su dispositivi mobili sono cresciuti del 67% e del 57% anno-su-anno rispettivamente, segnalando una qualità e un valore in aumento in entrambe le piattaforme in mobilità. Il miglioramento nel valore del web mobile è molto importante per gli editori premium che, tipicamente, vedono la maggior parte del loro traffico mobile originare proprio da questo canale (browser mobile come Safari o Chrome). Nel primo trimestre dell’anno, l’80% dell’inventory mobile monetizzata è derivata da web mobile, con la quota rimanente dalle app mobile; ciò significa che gli editori premium stanno monetizzando meglio sul grosso del loro inventario pubblicitario.

“La ricchezza dei dati sulla pubblicità mobile dalla nostra piattaforma ci aiuta continuamente a capire come gli inserzionisti stiano evolvendo le loro strategie per raggiungere un consumatore globale imprevedibile e sempre più in mobilità”, ha detto Rajeev Goel, Co-Fondatore e CEO di PubMatic, “Stiamo vedendo grandi aumenti nella domanda degli inserzionisti sia nelle app mobili che nelle piattaforme web mobili; ci aspettiamo che queste tendenze continuino perché gli editori premium stanno creando strategie mobile sempre più d’impatto per i marchi. Questo risulterà, dal lato dei consumatori, in esperienze mobile di alta qualità”.

In più, il rapporto ha rivelato che la domanda degli inserzionisti si è spostata verso i private marketplace durante i principali eventi sportivi nel primo trimestre, come il Super Bowl, il Campionato delle Sei Nazioni e l’NCAA College Basketball Tournament, perché hanno puntato a raggiungere consumatori che ossessivamente stavano seguendo quelle manifestazioni sui loro dispositivi mobili. “Molti marchi stanno realizzando che i private marketplace gli permettono di pre-pianificare le campagne in anticipo sui grandi eventi perché offrono un accesso preferenziale ad inventory di alta qualità in scala”, ha aggiunto Goel.

In sintesi, il rapporto trimestrale, che ha analizzato miliardi di impression giornaliere da dati operativi, ha rilevato, a livello globale, cinque tendenze chiave nella pubblicità mobile:

  1. Il valore delle inventory delle app Android è aumentato quasi del 150% anno-su-anno perché gli inserzionisti si sono rivolti alla maggioranza dei consumatori globali mobile;
  2. Per gli editori premium, il web mobile ha rappresentato la maggior parte del traffico mobile e di inventory e anche un’opportunità di monetizzazione significativa;
  3. La media dei CPM mobile nelle Americhe e nella regione EMWA è cresciuta del 30% e del 64% rispettivamente, dimostrando una qualità in aumento dell’inventory mobile a livello globale;
  4. I principali eventi sportivi hanno attratto una spesa significativa sui mobile private marketplace, accrescendo il volume di questa tipologia di scambi per oltre il 1000% anno-su-anno nella categoria sportiva;
  5. Il programmatic sta migliorando i CPM mobile, innescando un’ampia crescita della pubblicità.

Tre utenti Android su dieci hanno usato un adblocker il mese scorso

Martedì, Adblock Plus – una delle estensioni per browser più celebri, incubo di chi vive di pubblicità online perché “elimina” le inserzioni dai sitiha lanciato la sua prima app per mobile, Adblock Browser, disponibile in beta per gli utenti Android.

Per calcolare l’incidenza che questo servizio potrebbe avere, Global Web Index ha realizzato un sondaggio globale, da cui è emerso che 3 utenti su 10 di Android stanno attualmente usando AdBlock o un servizio simile sui loro altri device. Quasi la metà dichiara di averlo fatto almeno una volta nel passato.

Gli utenti più giovani sono quelli più avvezzi a usare gli adblocker, con tassi di adozione che raggiungono un terzo del totale tra i 16-24enni. E’ interessante anche notare che Nord America e Europa guidano la classifica di uso di software che limitano la pubblicità a livello geografico, a testimonianza di come il problema – almeno dal punto di vista del mercato adv – sia particolarmente allarmante nelle aree economicamente più sviluppate del Pianeta.

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