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S4M nomina Paul Thompson nuovo Global Growth Advisor

Novità nel board di S4M, la Drive-to-Store Platform nata nel 2011 e oggi presente in tutto il mondo con dieci uffici in Usa, Canada, Europa, Asia e America Latina.

La società ha infatti nominato Paul Thompson nuovo Global Growth Advisor.

Thompson, esperto di tecnologie di localizzazione mobile si unisce alla piattaforma drive-to-store, come advisor per il piano di espansione globale.

Il manager ricopre attualmente la carica di Chief Revenue Officer (CRO) in Silver Bullet e di board advisor in Location Sciences.

Precedentemente, in qualità di CRO di Blis, ha contribuito a far crescere l’azienda da 12 a oltre 200 persone, con l’apertura di 22 uffici in tutto il mondo.

Il suo ruolo in S4M sarà quello di supportare il top management nel progetto di sviluppo della piattaforma drive-to-store, sulla scia della forte crescita trainata in primis dal mercato statunitense.

“Per la piattaforma drive-to-store di S4M si prospetta la grande opportunità di cambiare il modo in cui il mercato considera le campagne e l’audience location-based”, ha commentato Thompson. “Sono rimasto molto colpito dall’ambizione, preparazione e passione di tutto il team di S4M. Un aspetto della strategia che ho trovato davvero distintivo è l’importanza attribuita alla trasparenza e all’imparzialità, con il coinvolgimento costante di partner terzi indipendenti”.

Christophe Collet, Ceo di S4M, ha dichiarato: “Paul è un vero esperto nell’ambito delle tecnologie di localizzazione. La sua esperienza sarà determinante nella prossima fase di crescita di S4M, e ci aiuterà a supportare i top brand nel guidare un maggior numero di clienti nei loro negozi, concessionari e ristoranti “.

Si tratta di un ingresso fondamentale per tutti i mercati, in primis quello italiano, in cui gli obiettivi di S4M sono sempre più ambiziosi e la qualità dell’offerta è alla base della nostra strategia”, aggiunge in chiusura Andrea Pongan, Country Manager Italia.

Samsung con S4M per il drive-to-store delle lavatrici QuickDrive

C’è la firma di S4M sulle campagne di drive-to-store con cui Samsung ha promosso le lavatrici QuickDrive, ottenendo un uplift delle visite in negozio vicino al 100%.

L’operazione è nata attorno all’attività di cashback promossa dalla multinazionale coreana, che prevedeva la possibilità di richiedere un rimborso fino a 300 euro sull’acquisto di una lavatrice QuickDrive: un’iniziativa con un grande potenziale se comunicata all’audience giusta di consumatori.

Samsung si è quindi affidata ad S4M, la tech company specializzata nel drive-to-store guidata in Italia da Andrea Pongan, all’agenzia media Starcom e al team Digital Hub di Publicis Media con l’obiettivo di divulgare nel modo più efficace possibile la promozione, generando visite incrementali in negozio durante il periodo di validità dell’iniziativa.

Per garantire il successo dell’iniziativa Samsung, S4M ha puntato sulla qualità dell’audience raggiunta, l’originalità dei formati e la localizzazione della campagna. La strategia prevedeva l’erogazione di un mix di formati creativi dinamici ad un target di utenti potenzialmente interessati all’acquisto, che si trovavano in prossimità dei negozi aderenti all’iniziativa.

La campagna ha riguardato le principali catene di elettronica, quali MediaWorld, Trony, Euronics, Expert ed Unieuro, per un totale di 1.908 negozi su tutto il territorio italiano, con periodi di validità differenti a seconda del punto vendita.

Per ottenere il maggior coinvolgimento degli utenti sono state utilizzate creatività animate multidimensionali, che mostravano le caratteristiche innovative delle lavatrici QuickDrive, così da coinvolgere l’utente e comunicare il valore del prodotto e i vantaggi della promozione, ancora prima dell’approfondimento sulla landing page.

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Alcuni esempi di creatività

Grazie a questa strategia, Samsung ha portato nei negozi migliaia di nuovi consumatori su tutto il territorio italiano, raggiungendo il proprio obiettivo e registrando, secondo una nota, un uplift delle visite del 94%, grazie all’elevata interazione degli utenti con i formati creativi di S4M. Questo uplift è stato calcolato grazie ad un confronto tra i risultati del cluster di utenti esposti alla promozione e un gruppo di controllo con le stesse caratteristiche e, sul totale delle visite reali registrate, oltre il 50% è stato incrementale.

S4M amplia l’offerta con il nuovo formato Pass-to-Store

A pochi giorni dal debutto del prodotto Uplift Trust all’interno della sua piattaforma Fusio, S4M annuncia un’ulteriore espansione dell’offerta con l’arrivo della soluzione Pass-to-Store. Un nuovo formato creativo che offre ai clienti della società di ad tech la possibilità di aumentare il numero di visite nei negozi grazie a notifiche push mirate.

Con questa nuova esperienza pubblicitaria, gli utenti potranno scaricare una card contenente una promozione o un invito realizzato ad hoc dal cliente e potranno salvarla direttamente nel loro wallet elettronico, compatibile sia con sistema Android che Apple. Tale formato può essere utilizzato per veicolare inviti ad eventi, promozioni e sconti o semplicemente come promemoria per effettuare un acquisto in un determinato periodo dell’anno.

Una volta che la “card” si trova nel wallet dell’utente, il  formato Pass-to-Store è in grado di generare una notifica personalizzata a seconda del luogo in cui si trova l’utente per segnalare allo stesso le offerte e gli eventi disponibili in zona.

I marketer avranno inoltre la possibilità di inviare notifiche ai consumatori in date e orari precisi. Ad esempio un dealer di auto che organizza un porte aperte può non solo inviare notifiche ai consumatori che si trovano ad una determinata distanza dalla concessionaria, ma può anche mandare notifiche in giorni e orari prestabiliti. Le notifiche vengono inviate direttamente dall’applicazione wallet presente sui device Apple e Android.

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Grazie a questa nuova soluzione, le aziende saranno ora in grado di coinvolgere ancor di più i consumatori grazie all’invio di comunicazioni strategiche in determinati momenti o luoghi al fine di aumentare il numero delle visite nei negozi e realizzare esperienze pubblicitarie più efficaci.

«Siamo molto contenti dell’arrivo del nuovo formato Pass-to-Store – commenta Andrea Pongan, Country Manager S4M Italy -. È lo strumento tecnologico perfetto per costruire un ponte tra il advertising online e l’esperienza dei consumatori in tempo reale, a livello locale e altamente mirato. I brand possono rimanere al centro dei pensieri dei consumatori grazie al fatto che possono ora concentrare i loro sforzi li dove ci sono i punti vendita».

S4M amplia la piattaforma Fusio con la nuova soluzione Uplift Trust

S4M arricchisce la sua piattaforma Fusio, la sua soluzione SaaS che permette di ottimizzare gli investimenti delle pianificazioni delle campagne drive-to-store in tempo reale, con il nuovo prodotto Uplift Trust.

La funzione Uplift Trust permette ai marketer di verificare se i tassi di incremento in negozio delle loro campagne sono statisticamente attendibili. Il nuovo indicatore aiuta i clienti a capire se il numero di dati generati dalla loro campagna digital è sufficiente per calcolare il tasso di incremento delle visite, oppure se è necessario raggiungere un numero maggiore di utenti per poter verificare tale tendenza. Questo viene fatto durante la campagna, e permette, ai professionisti del settore, di adattare i parametri della campagna per ottenere risultati migliori.

“Il tasso di incremento è la figura chiave che rappresenta il maggiore afflusso di visitatori in un punto vendita fisico dimostrando così l’impatto reale della campagna e rassicurando gli esperti sull’efficacia della stessa”, spiega la società in una nota.

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La metodologia uplift risulta dalla comparazione tra il numero di visite totali da parte del gruppo di controllo, o visitatori non esposti, e quelli che sono stati esposti alla campagna e sono stati visti in negozio a seguito di questa esposizione. Se un marketer modifica le caratteristiche del targeting durante la campagna, il gruppo di controllo viene dinamicamente ottimizzato in tempo reale al fine di assicurare che il paragone rimanga accurato e attendibile. Se da un lato i tassi di incremento vengono calcolati utilizzando metodi scientifici per evitare di fare ricorso a giudizi di parte e fornire dati oggettivi, i numeri potrebbero non rivelarsi sempre statisticamente attendibili nel caso in cui i dati raccolti siano rappresentativi solo di una piccola parte di popolazione che si è potuta raggiungere. È necessario disporre di un trend attendibile in grado di provare che la campagna drive-to-store abbia portato un maggior numero di persone nei negozi. S4M è ora in grado di fornire questo strumento ai suoi clienti tramite Uplift Trust.

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«S4M si impegna a fornire la massima trasparenza ai suoi clienti e alle agenzie di comunicazione durante ogni fase della loro campagna digital – spiega Andrea Pongan, Country Manager Italia di S4M -. Si tratta di un’innovazione nel settore in grado di integrare su una piattaforma digitale il calcolo dell’incremento, in tempo reale, e siamo orgogliosi di spingerci oltre, garantendo trasparenza nell’attendibilità dell’incremento per le campagne drive-to-store con Uplift Trust».

S4M, Arianna Castoldi entra nel team come sales director

Continua la crescita di S4M, società adtech e martech specializzata in campagne mobile drive-to-store, che rafforza il team italiano con l’ingresso di Arianna Castoldi in qualità di sales director.

Castoldi proviene da Adot, dove ricopriva il ruolo di senior sales manager. In precedenza ha affinato le sue competenze nel marketing digitale in tg|adv, Gruppo Trilud, dove come sales manager ha avuto modo di lavorare su tutte le tipologie di campagne online (display, branding e performance, native e branded content) rapportandosi sia con i centri media che con i clienti diretti. E’ Laureata alla Università degli Studi di Milano-Bicocca.

L’arrivo di Arianna Castoldi, che fa seguito ad altri tre ingressi annunciati lo scorso settembre, si inserisce in un periodo di rapida evoluzione per l’azienda guidata in Italia dal country manager Andrea Pongan, che a maggio ha incassato un nuovo finanziamento da 12 milioni di euro e si prepara a annunciare a breve altre novità.

«Con l’ingresso di Arianna – spiega Pongan a Engage – si compie un altro passo nell’importante rafforzamento dell’organico che S4M sta compiendo in Italia, per far fronte alla crescita dell’azienda. Stiamo per aprire un ufficio a Roma, mentre la sede di Milano verrà ampliata e riorganizzata anche grazie a diverse nuove assunzioni che abbiamo in programma entro i prossimi sei mesi. Tante sono anche le novità di prodotto che introdurremo a breve per rafforzare ulteriormente la nostra offerta nel drive-to-store e nel media buying, a partire dalla nostra DSP proprietaria».

Sei consigli per una campagna drive-to-store di successo

Il termine “drive-to-store” non è più solo una definizione alla moda di cui si fa un uso smodato. Al giorno d’oggi costituisce senza dubbio un ponte tra il mondo online e quello offline. Tuttavia, per evitare sprechi, il progresso dell’industria del marketing digitale deve essere accompagnato da best practice.

Crea una user experience dedicata

Innanzitutto, una campagna drive-to-store di successo richiede grande attenzione all’esperienza dell’utente, che comprende il fatto di condurre il potenziale cliente fino al punto vendita. La sfida successiva consiste nell’approntare una campagna drive-to-store efficace che metta in evidenza in modo dinamico e creativo l’indirizzo del punto vendita più vicino utilizzando la localizzazione.

Ora, con un click sulla call-to-action e sfruttando le applicazioni native per dispositivi mobile, il GPS dell’utente può quindi condurre lo stesso allo store del cliente più vicino.

Un altro consiglio utile per l’esperienza dell’utente è quello di utilizzare una promozione, che generalmente influisce sul comportamento dello stesso. In effetti, l’83% dei consumatori afferma che i coupon digitali spesso fanno cambiare i loro piani iniziali di acquisto (INMAR Shopper Behavior Study, aprile 2018).

Rivedi il tuo bacino d’utenza

Attualmente, le campagne geo-localizzate operano in un’area nel raggio di pochi chilometri dal punto vendita. In queste aree possono esserci scuole, ospedali o zone disabitate in cui non vi sono potenziali clienti per l’inserzionista. Per dare vita a una strategia di geolocalizzazione efficace è di fondamentale importanza mettersi letteralmente nei panni del target di riferimento. Quello che conta per un potenziale cliente è quanto tempo gli serve per raggiungere il punto vendita e non solo quanto è distante.

Identifica le coordinate GPS fraudolente

La qualità di una campagna di geolocalizzazione è determinata anche dalla raccolta dalle coordinate GPS dei dispositivi.

In fase di programmazione, l’editore inserisce tali coordinate all’interno dell’offerta, tutto in pochi millisecondi. Possedere dati GPS aggiunge valore all’inventario dell’editore, perché un’inserzione grazie a questa informazione avrà un CPM maggiore. Pertanto, è fondamentale verificare e confermare l’accuratezza dei dati evitando eventuali frodi come ad esempio la sostituzione di un IP, senza un vero collegamento ad un luogo fisico, con coordinate X-Y che rimandano a un’area disabitata.

Con l’aiuto di un algoritmo è possibile identificare ed escludere le informazioni fraudolente o ambigue.

Quantifica il traffico direttamente generato dalla tua campagna online

Per capire chiaramente l’impatto di una campagna pubblicitaria digitale gli advertiser dovrebbero pagare solo per l’afflusso di clienti che possono essere direttamente attribuiti alla campagna drive-to-store. Il semplice conteggio delle visite totali in negozio basato sugli ID mobile che accettano inserzioni pubblicitarie digitali non è sufficiente per comprendere l’efficacia della campagna. Questo tipo di conteggio, infatti, comprende anche i clienti che si sono recati in quel punto vendita pur non avendo visualizzato l’inserzione pubblicitaria e quelli che ci sono andati spinti da altri media, come cartelloni pubblicitari o pubblicità in televisione. Il modo migliore per valutare il reale impatto di una campagna digitale è confrontare il comportamento degli individui selezionati a caso tra quelli che non hanno dato il loro consenso alla pubblicità online, e che hanno le stesse caratteristiche del target di riferimento e cioè delle persone che hanno visto l’annuncio. Le visite incrementali forniranno il risultato veritiero della campagna drive-to-store.

… in tempo reale

In passato l’efficacia della campagna poteva essere stabilita solo una volta conclusa. Oggi, grazie alle misurazioni in tempo reale, gli advertiser non devono aspettare la fine della campagna per conoscerne l’efficacia sull’afflusso dei clienti. Per migliorare le prestazioni, inoltre, gli inserzionisti hanno la possibilità di adottare nuove strategie e adeguare gli investimenti sulla base delle aree, degli editori e dei formati creativi che generano il maggior numero di visite in negozio. Questa possibilità ha inaugurato una nuova era: oggi il potenziale della pubblicità digitale è immenso se consideriamo che il valore dei canali media tradizionali come la radio, l’out of home e la stampa è stato stimato intorno ai 365 miliardi di dollari (Worldwide Ad Spending Report eMarketer Forecast, settembre 2017).

Valuta l’efficacia in modo imparziale

Poiché le visite incrementali si basano su misurazioni in tempo reale del traffico in negozio, è importante assicurarsi che gli indicatori dell’efficienza siano stati sottoposti a un doppio controllo. Al fine di garantire la massima oggettività, in fase di valutazione dei risultati della campagna pubblicitaria, si consiglia di non incaricare della misurazione dell’impatto offline lo stesso fornitore che gestisce la campagna digitale. Fortunatamente, i brand possono collaborare con aziende ad-tech che garantiscono la misurazione dell’afflusso dei clienti, in tempo reale. Tale misurazione viene effettuata da società che forniscono dati di terze parti, integrate nelle piattaforme pubblicitarie, le quali contestualmente danno evidenza di indicatori come le impression ed i click.

In ultima analisi, una campagna drive-to-store che segue i sei consigli appena sopra citati è sulla strada giusta per raggiungere il suo target di riferimento e per aumentare le visite e, di conseguenza, le vendite.

S4M lancia un sistema per calcolare il ROI delle campagne online Drive-To-Store

S4M annuncia il lancio di un nuovo strumento online per il calcolo del ROI delle campagne drive-to-store. La soluzione utilizza i primi benchmark della società sul Cost Per Incremental Visit, realizzati partendo da uno studio che ha analizzato il CPIV di oltre cento campagne di marketing.

Secondo S4M, quello delle visite incrementali è il nuovo modello di valutazione dell’efficacia delle campagne. “Per valutare l’impatto di una campagna digitale gli specialisti del marketing prendono in considerazione in primis le visite incrementali presso il punto vendita – spiega la società -. Queste visite sono di norma calcolate mettendo a confronto un gruppo di visitatori esposti ad una pubblicità con un gruppo di visitatori che non è stato esposto alla pubblicità. Pertanto, i pubblicitari pagano solo per le visite attribuibili alla loro campagna e non per le visite attribuibili ad altri mezzi di comunicazione. Il CPIV, proprio perché mette in relazione la pubblicità digitale e le visite, è il nuovo modello di riferimento per valutare l’impatto effettivo delle campagne drive-to-store”.

Tuttavia, fino ad ora, c’erano pochi dati a disposizione per poter fornire dei benchmark del CPIV agli specialisti del marketing. Per cercare di ovviare a questo problema, S4M ha creato il primo benchmark del CPIV di sette settori merceologici, realizzato sulla base dell’analisi di milioni di impression e di visite negli store tra gennaio e luglio 2018.

La ricerca chiarisce che il costo di una visita incrementale nello store è legato direttamente al valore di acquisto medio del settore e alla frequenza di acquisto. Per esempio, il CPIV medio per un settore caratterizzato da un’alta frequenza di acquisto, come una catena di fast food, è di solo 3 dollari.  Mentre il CPIV medio per il settore automobilistico è di 75 dollari che è poi il settore che ha una delle frequenze di acquisto più basse. Quindi la domanda è: “I pubblicitari hanno un buon ritorno di investimento quando spendono per portare traffico in negozio?”. Prima di questo studio, la risposta non era chiara.

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Il nuovo strumento online di S4M

A tal proposito, S4M ha realizzato un nuovo tool online che, utilizzando i dati dello studio, permette ai retailer di fare una stima del potenziale ritorno sull’investimento di una campagna drive-to-store. Quando i marketer inseriscono il budget allocato della campagna, il valore di acquisto medio e il tasso di conversione del punto vendita, il tool calcola automaticamente una stima del fatturato della campagna ed il relativo ROI.

I marketer, sul sito di S4M, potranno utilizzare questo strumento gratuitamente inserendo valori monetari in dollari statunitensi, euro e sterline inglesi.

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«Grazie al mobile, l’incidenza del digitale nel mondo reale è ora quantificabile – spiega Andrea Pongan, Country Manager di S4M Italia -. Il primo indicatore usato dal mercato per calcolare questo impatto è stato il CPV. Ormai questo parametro appare superato. Questi primi benchmark del CPIV permetteranno ai nostri clienti di quantificare il valore di una visita incrementale reale. Al di là dello studio, abbiamo deciso di dare ai professionisti uno strumento che permetta loro di calcolare in maniera indipendente il ritorno sull’investimento delle loro campagne drive-to-store».

S4M rafforza la squadra italiana con tre nuovi ingressi

S4M annuncia l’ingresso di Elisa Lazzaroni, Daria D’Addazio e Gianantonio Politi nel team italiano.

Elisa Lazzaroni, laureata all’Università Cattolica di Milano, dopo aver maturato varie esperienze nel digital affina le sue conoscenze in Mediaxchange gestendo campagne cross device per importanti clienti. Entra a far parte del team di S4M Italia in qualità di Account Manager per migliorare ulteriormente il rapporto con i clienti, sviluppare il business e facilitare lo scambio di knowhow con la casa madre francese.

Daria D’Addazio, laureata in lingue orientali all’Università Cà Foscari di Venezia, dopo il Master in Management del Made in Italy allo IULM, inizia la sua esperienza nel digital con Brand Portal come Account. Si avvicina al ruolo di Sales in Avrage Media e successivamente prosegue nel mondo del mobile in HicMobile, come Sales Account. Entra nell’organico di S4M nel ruolo di Sales Manager per gestire Centri Media e clienti diretti.

Gianantonio Politi, laureato all’Università degli Studi di Milano, durante il conseguimento del Master in Account & Sales Management presso l’Università Cattolica di Milano, inizia il suo percorso nel mercato digitale in FreeWheel. Gianantonio entra in S4M Italia come Sales Manager con l’obiettivo di incrementare le revenue della country italiana.

«Questi ultimi hiring sono solo un primo passo verso l’importante rafforzamento dell’organico che S4M sta affrontando in Italia, per far fronte alla crescita dell’azienda – dice Andrea Pongan, Country Manager di S4M Italia. – Siamo contenti di aver con noi questi ragazzi con grande talento e motivazione. Nei prossimi mesi ci saranno ulteriori inserimenti, necessari per completare l’intero organico con l’obiettivo di dar seguito ai già importanti risultati conseguiti nel mercato italiano».

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Andrea Pongan

S4M sceglie il Dmexco per presentare la nuova versione della piattaforma Fusio

In occasione del prossimo Dmexco, che si terrà il 12 e 13 settembre 2018 a Colonia in Germania, S4M presenterà un’importante novità.

La piattaforma mobile, ha infatti scelto l’evento che riunisce i più importanti operatori del digital business, del marketing e dell’innovazione per presentare la sua ultima versione di Fusio by S4M, tecnologia creata per ottimizzare le attività drive-to-store.

Attraverso la piattaforma, gli operatori avranno ora accesso completo ad una serie di nuove funzionalità che permettono di collegare i dati relativi agli investimenti delle campagne online con i risultati conseguiti nel mondo reale, come le visite incrementali nei negozi.

«Partecipare al più importante evento europeo legato alle nuove tecnologie è un onore per noi di S4M. Con la nuova versione di Fusio by S4M, veniamo incontro all’esigenza delle agenzie media e dei marketer di avere un’unica interfaccia che permetta loro di gestire le campagne pubblicitarie, online e tradizionali, in modo totalmente autonomo», spiega Andrea Pongan, Country Manager di S4M Italia.

Ecco quali sono le principali novità di Fusio by S4M.

Geotargeting e Location Data Accuracy

Al momento, le campagne di geo-localizzazione sono rese possibili da un raggio posizionato vicino ad un punto vendita. Ma nelle aree interessate alla pianificazione possono esserci scuole, ospedali o zone disabitate in cui non vi sono utenti potenzialmente interessati al brand. S4M ha sviluppato una funzionalità esclusiva, la Dynamic Catchment Areas, che permette di definire un’area di geo-targeting attorno ai punti vendita, la quale tiene in considerazione il tempo necessario per raggiungere il punto di interesse, a piedi o in automobile, e la possibilità di definire aree geografiche costituite da una concentrazione di utenti con un’alta affinità al brand.

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La qualità delle campagne Mobile che utilizzano dati di geo-localizzazione sono influenzate dalle coordinate GPS dei device. In ambito programmatico, tali coordinate vengono inviate dall’editore insieme alla richiesta d’asta (bid request), ed è fondamentale verificarne e certificarne l’accuratezza in pochi millisecondi. Per individuare ed escludere coordinate GPS errate o fraudolente, S4M ha inoltre sviluppato GeoAccuracy, una funzionalità che permette all’utente di filtrare eventuali coordinate X-Y sospette, compresi indirizzi IP e zone disabitate.

In-store visit incrementali

La valutazione dell’efficacia di una campagna drive-to-store basata solo sull’affluenza in negozio non è sufficiente, anche se continua ad essere ampiamente utilizzata nel settore.  Spesso il dato relativo alle visite totali comprende la totalità dei visitatori del negozio, ovvero anche quelli che si recano presso il punto vendita senza aver interagito con un messaggio pubblicitario.

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Ma come si fa ad avere la certezza del numero di visite risultanti dalla campagna pubblicitaria? La piattaforma di S4M consente di misurare e ottimizzare in tempo reale le visite incrementali nei negozi, frutto dell’esposizione degli utenti ad un messaggio pubblicitario. Questi dati alimentano un algoritmo di intelligenza artificiale che serve ad ottimizzare gli investimenti nei media. L’ottimizzazione tiene in considerazione parametri molto importanti come i diversi formati creativi utilizzati, l’individuazione di aree specifiche ed il target del brand.

Gestione della frammentazione della campagna pubblicitaria

Infine, oggi gran parte della tecnologia utilizzata in pubblicità resta molto frammentata. Per via della sua complessità, il processo può risultare, per gli inserzionisti e per i trading desk, difficile, lento e poco trasparente. Grazie a Fusio by S4M, gli utenti avranno non solo la possibilità di gestire le campagne pubblicitarie in maniera indipendente, ma anche di farlo in maniera semplice, rapida e trasparente.

«Le tecnologie in grado di attribuire e ottimizzare le campagne digitali basate sui dati estrapolati dal mondo reale, quali le visite nei negozi, segnano un passo avanti nel settore pubblicitario. I brand e i marketer dispongono ora di uno strumento che permette di allineare gli investimenti digitali con gli obiettivi aziendali – generando un maggior numero di vendite», dichiara Tom Cijffers, Chief Client Officer di MediaCom negli Stati Uniti.

Al Dmexco sarà possibile vedere la nuova versione di Fusio by S4M all’opera attraverso delle demo dal vivo.

I tempi stanno cambiando: la corsa verso l’ultimo modello pubblicitario

Non molto tempo fa l’industria del digital advertising era perennemente alla caccia dell’ultimo trend, indipendentemente dal fatto che riguardasse il settore mobile, la VR o lo streaming online. L’industria sta ormai abbandonando le mode irresponsabili e si sta evolvendo concentrandosi maggiormente sulla qualità invece che sulla quantità.

Troppo spesso le metriche degli annunci sono separate tra gli indicatori online e offline. L’ultima generazione di modello pubblicitario dovrebbe consolidare il rendimento delle campagne online con gli attributi offline. Questo è il motivo per cui il Cost Per Incremental Visit (CPIV) sta diventando il modello di acquisto più utilizzato nelle campagne digital.

Il CPIV non sta cercando di scoprire l’acqua calda ma solo di sfruttare al meglio lo standard già esistente del modello pubblicitario Cost per Visit (CPV). Le tecniche di geo-localizzazione in grado di sapere quando i consumatori entrano in un negozio non sono una novità. Le partnership con data provider esterni, per verificare le visite negli store, costituiscono un altro prerequisito importante che sta rapidamente guadagnando consensi nel settore. Quindi, cosa c’è di realmente nuovo?

Lealtà versus acquirenti nuovi

I programmi fedeltà per gli acquirenti esistono da moltissimo tempo. Un bravo commerciante sa quanto sia importante coccolare i propri clienti fidelizzati da un lato, e dall’altro sapere attirare a sé nuovi clienti. Il modello CPIV distingue il numero totale dei clienti, che sono soliti acquistare in un determinato store, dal numero dei nuovi consumatori.

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In precedenza, il modello CPV misurava le visite in un negozio senza prendere in considerazione la percentuale di acquirenti giunti in negozio che non erano stati esposti alla pubblicità online. Con il modello di acquisto CPIV di S4M verranno remunerate solo le visite generate direttamente dalle loro campagne online.

Niente più formule uniche

Il costo reale per portare un visitatore in un fast food non è lo stesso di quello per portare un potenziale acquirente di automobili in un concessionario. Non ci può essere una tariffa standard per il cpv che non tenga conto del settore merceologico. I dati di localizzazione forniscono gli strumenti per una comprensione approfondita e per la previsione del comportamento del consumatore che è un altro elemento utile per determinare il costo reale dei nuovi visitatori nei negozi. Il nostro modello di acquisto CPIV è realizzato su misura tenendo conto della notorietà del brand, del periodo e della durata della campagna. Inoltre, il nostro modello predittivo basato su algoritmi di apprendimento automatico determina il costo reale del CPIV grazie al fatto che tiene conto dello storico delle visite.

L’arma segreta che cambia le regole del gioco

A conti fatti, è normale che gli specialisti di marketing paghino solo per le campagne che portano risultati reali in termini di aumento delle visite nei negozi ed un prezzo coerente basato sulle specificità del settore. Pertanto, il fattore che fa la differenza è la capacità di misurare in tempo reale le visite in negozio generate dalle campagne digital e di ottimizzare i parametri online quali la geo-localizzazione, la lista dei publisher e i formati pubblicitari utilizzati. Consolidare il rapporto tra i dati reali e i KPI online è ciò che in ultima analisi assicura una spesa pubblicitaria efficiente. È tempo per i marketer di iniziare a considerare le incremental visit come il nuovo KPI delle loro campagne digitali.

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