Main partner:

Jobs

S4M, Arianna Castoldi entra nel team come sales director

Continua la crescita di S4M, società adtech e martech specializzata in campagne mobile drive-to-store, che rafforza il team italiano con l’ingresso di Arianna Castoldi in qualità di sales director.

Castoldi proviene da Adot, dove ricopriva il ruolo di senior sales manager. In precedenza ha affinato le sue competenze nel marketing digitale in tg|adv, Gruppo Trilud, dove come sales manager ha avuto modo di lavorare su tutte le tipologie di campagne online (display, branding e performance, native e branded content) rapportandosi sia con i centri media che con i clienti diretti. E’ Laureata alla Università degli Studi di Milano-Bicocca.

L’arrivo di Arianna Castoldi, che fa seguito ad altri tre ingressi annunciati lo scorso settembre, si inserisce in un periodo di rapida evoluzione per l’azienda guidata in Italia dal country manager Andrea Pongan, che a maggio ha incassato un nuovo finanziamento da 12 milioni di euro e si prepara a annunciare a breve altre novità.

«Con l’ingresso di Arianna – spiega Pongan a Engage – si compie un altro passo nell’importante rafforzamento dell’organico che S4M sta compiendo in Italia, per far fronte alla crescita dell’azienda. Stiamo per aprire un ufficio a Roma, mentre la sede di Milano verrà ampliata e riorganizzata anche grazie a diverse nuove assunzioni che abbiamo in programma entro i prossimi sei mesi. Tante sono anche le novità di prodotto che introdurremo a breve per rafforzare ulteriormente la nostra offerta nel drive-to-store e nel media buying, a partire dalla nostra DSP proprietaria».

Sei consigli per una campagna drive-to-store di successo

Il termine “drive-to-store” non è più solo una definizione alla moda di cui si fa un uso smodato. Al giorno d’oggi costituisce senza dubbio un ponte tra il mondo online e quello offline. Tuttavia, per evitare sprechi, il progresso dell’industria del marketing digitale deve essere accompagnato da best practice.

Crea una user experience dedicata

Innanzitutto, una campagna drive-to-store di successo richiede grande attenzione all’esperienza dell’utente, che comprende il fatto di condurre il potenziale cliente fino al punto vendita. La sfida successiva consiste nell’approntare una campagna drive-to-store efficace che metta in evidenza in modo dinamico e creativo l’indirizzo del punto vendita più vicino utilizzando la localizzazione.

Ora, con un click sulla call-to-action e sfruttando le applicazioni native per dispositivi mobile, il GPS dell’utente può quindi condurre lo stesso allo store del cliente più vicino.

Un altro consiglio utile per l’esperienza dell’utente è quello di utilizzare una promozione, che generalmente influisce sul comportamento dello stesso. In effetti, l’83% dei consumatori afferma che i coupon digitali spesso fanno cambiare i loro piani iniziali di acquisto (INMAR Shopper Behavior Study, aprile 2018).

Rivedi il tuo bacino d’utenza

Attualmente, le campagne geo-localizzate operano in un’area nel raggio di pochi chilometri dal punto vendita. In queste aree possono esserci scuole, ospedali o zone disabitate in cui non vi sono potenziali clienti per l’inserzionista. Per dare vita a una strategia di geolocalizzazione efficace è di fondamentale importanza mettersi letteralmente nei panni del target di riferimento. Quello che conta per un potenziale cliente è quanto tempo gli serve per raggiungere il punto vendita e non solo quanto è distante.

Identifica le coordinate GPS fraudolente

La qualità di una campagna di geolocalizzazione è determinata anche dalla raccolta dalle coordinate GPS dei dispositivi.

In fase di programmazione, l’editore inserisce tali coordinate all’interno dell’offerta, tutto in pochi millisecondi. Possedere dati GPS aggiunge valore all’inventario dell’editore, perché un’inserzione grazie a questa informazione avrà un CPM maggiore. Pertanto, è fondamentale verificare e confermare l’accuratezza dei dati evitando eventuali frodi come ad esempio la sostituzione di un IP, senza un vero collegamento ad un luogo fisico, con coordinate X-Y che rimandano a un’area disabitata.

Con l’aiuto di un algoritmo è possibile identificare ed escludere le informazioni fraudolente o ambigue.

Quantifica il traffico direttamente generato dalla tua campagna online

Per capire chiaramente l’impatto di una campagna pubblicitaria digitale gli advertiser dovrebbero pagare solo per l’afflusso di clienti che possono essere direttamente attribuiti alla campagna drive-to-store. Il semplice conteggio delle visite totali in negozio basato sugli ID mobile che accettano inserzioni pubblicitarie digitali non è sufficiente per comprendere l’efficacia della campagna. Questo tipo di conteggio, infatti, comprende anche i clienti che si sono recati in quel punto vendita pur non avendo visualizzato l’inserzione pubblicitaria e quelli che ci sono andati spinti da altri media, come cartelloni pubblicitari o pubblicità in televisione. Il modo migliore per valutare il reale impatto di una campagna digitale è confrontare il comportamento degli individui selezionati a caso tra quelli che non hanno dato il loro consenso alla pubblicità online, e che hanno le stesse caratteristiche del target di riferimento e cioè delle persone che hanno visto l’annuncio. Le visite incrementali forniranno il risultato veritiero della campagna drive-to-store.

… in tempo reale

In passato l’efficacia della campagna poteva essere stabilita solo una volta conclusa. Oggi, grazie alle misurazioni in tempo reale, gli advertiser non devono aspettare la fine della campagna per conoscerne l’efficacia sull’afflusso dei clienti. Per migliorare le prestazioni, inoltre, gli inserzionisti hanno la possibilità di adottare nuove strategie e adeguare gli investimenti sulla base delle aree, degli editori e dei formati creativi che generano il maggior numero di visite in negozio. Questa possibilità ha inaugurato una nuova era: oggi il potenziale della pubblicità digitale è immenso se consideriamo che il valore dei canali media tradizionali come la radio, l’out of home e la stampa è stato stimato intorno ai 365 miliardi di dollari (Worldwide Ad Spending Report eMarketer Forecast, settembre 2017).

Valuta l’efficacia in modo imparziale

Poiché le visite incrementali si basano su misurazioni in tempo reale del traffico in negozio, è importante assicurarsi che gli indicatori dell’efficienza siano stati sottoposti a un doppio controllo. Al fine di garantire la massima oggettività, in fase di valutazione dei risultati della campagna pubblicitaria, si consiglia di non incaricare della misurazione dell’impatto offline lo stesso fornitore che gestisce la campagna digitale. Fortunatamente, i brand possono collaborare con aziende ad-tech che garantiscono la misurazione dell’afflusso dei clienti, in tempo reale. Tale misurazione viene effettuata da società che forniscono dati di terze parti, integrate nelle piattaforme pubblicitarie, le quali contestualmente danno evidenza di indicatori come le impression ed i click.

In ultima analisi, una campagna drive-to-store che segue i sei consigli appena sopra citati è sulla strada giusta per raggiungere il suo target di riferimento e per aumentare le visite e, di conseguenza, le vendite.

S4M lancia un sistema per calcolare il ROI delle campagne online Drive-To-Store

S4M annuncia il lancio di un nuovo strumento online per il calcolo del ROI delle campagne drive-to-store. La soluzione utilizza i primi benchmark della società sul Cost Per Incremental Visit, realizzati partendo da uno studio che ha analizzato il CPIV di oltre cento campagne di marketing.

Secondo S4M, quello delle visite incrementali è il nuovo modello di valutazione dell’efficacia delle campagne. “Per valutare l’impatto di una campagna digitale gli specialisti del marketing prendono in considerazione in primis le visite incrementali presso il punto vendita – spiega la società -. Queste visite sono di norma calcolate mettendo a confronto un gruppo di visitatori esposti ad una pubblicità con un gruppo di visitatori che non è stato esposto alla pubblicità. Pertanto, i pubblicitari pagano solo per le visite attribuibili alla loro campagna e non per le visite attribuibili ad altri mezzi di comunicazione. Il CPIV, proprio perché mette in relazione la pubblicità digitale e le visite, è il nuovo modello di riferimento per valutare l’impatto effettivo delle campagne drive-to-store”.

Tuttavia, fino ad ora, c’erano pochi dati a disposizione per poter fornire dei benchmark del CPIV agli specialisti del marketing. Per cercare di ovviare a questo problema, S4M ha creato il primo benchmark del CPIV di sette settori merceologici, realizzato sulla base dell’analisi di milioni di impression e di visite negli store tra gennaio e luglio 2018.

La ricerca chiarisce che il costo di una visita incrementale nello store è legato direttamente al valore di acquisto medio del settore e alla frequenza di acquisto. Per esempio, il CPIV medio per un settore caratterizzato da un’alta frequenza di acquisto, come una catena di fast food, è di solo 3 dollari.  Mentre il CPIV medio per il settore automobilistico è di 75 dollari che è poi il settore che ha una delle frequenze di acquisto più basse. Quindi la domanda è: “I pubblicitari hanno un buon ritorno di investimento quando spendono per portare traffico in negozio?”. Prima di questo studio, la risposta non era chiara.

S4M_CPIVBenchmarkROICalculator_IT

Il nuovo strumento online di S4M

A tal proposito, S4M ha realizzato un nuovo tool online che, utilizzando i dati dello studio, permette ai retailer di fare una stima del potenziale ritorno sull’investimento di una campagna drive-to-store. Quando i marketer inseriscono il budget allocato della campagna, il valore di acquisto medio e il tasso di conversione del punto vendita, il tool calcola automaticamente una stima del fatturato della campagna ed il relativo ROI.

I marketer, sul sito di S4M, potranno utilizzare questo strumento gratuitamente inserendo valori monetari in dollari statunitensi, euro e sterline inglesi.

S4M_CPIVBenchmarkROICalculator_Screen

«Grazie al mobile, l’incidenza del digitale nel mondo reale è ora quantificabile – spiega Andrea Pongan, Country Manager di S4M Italia -. Il primo indicatore usato dal mercato per calcolare questo impatto è stato il CPV. Ormai questo parametro appare superato. Questi primi benchmark del CPIV permetteranno ai nostri clienti di quantificare il valore di una visita incrementale reale. Al di là dello studio, abbiamo deciso di dare ai professionisti uno strumento che permetta loro di calcolare in maniera indipendente il ritorno sull’investimento delle loro campagne drive-to-store».

S4M rafforza la squadra italiana con tre nuovi ingressi

S4M annuncia l’ingresso di Elisa Lazzaroni, Daria D’Addazio e Gianantonio Politi nel team italiano.

Elisa Lazzaroni, laureata all’Università Cattolica di Milano, dopo aver maturato varie esperienze nel digital affina le sue conoscenze in Mediaxchange gestendo campagne cross device per importanti clienti. Entra a far parte del team di S4M Italia in qualità di Account Manager per migliorare ulteriormente il rapporto con i clienti, sviluppare il business e facilitare lo scambio di knowhow con la casa madre francese.

Daria D’Addazio, laureata in lingue orientali all’Università Cà Foscari di Venezia, dopo il Master in Management del Made in Italy allo IULM, inizia la sua esperienza nel digital con Brand Portal come Account. Si avvicina al ruolo di Sales in Avrage Media e successivamente prosegue nel mondo del mobile in HicMobile, come Sales Account. Entra nell’organico di S4M nel ruolo di Sales Manager per gestire Centri Media e clienti diretti.

Gianantonio Politi, laureato all’Università degli Studi di Milano, durante il conseguimento del Master in Account & Sales Management presso l’Università Cattolica di Milano, inizia il suo percorso nel mercato digitale in FreeWheel. Gianantonio entra in S4M Italia come Sales Manager con l’obiettivo di incrementare le revenue della country italiana.

«Questi ultimi hiring sono solo un primo passo verso l’importante rafforzamento dell’organico che S4M sta affrontando in Italia, per far fronte alla crescita dell’azienda – dice Andrea Pongan, Country Manager di S4M Italia. – Siamo contenti di aver con noi questi ragazzi con grande talento e motivazione. Nei prossimi mesi ci saranno ulteriori inserimenti, necessari per completare l’intero organico con l’obiettivo di dar seguito ai già importanti risultati conseguiti nel mercato italiano».

Andrea-Pongan
Andrea Pongan

S4M sceglie il Dmexco per presentare la nuova versione della piattaforma Fusio

In occasione del prossimo Dmexco, che si terrà il 12 e 13 settembre 2018 a Colonia in Germania, S4M presenterà un’importante novità.

La piattaforma mobile, ha infatti scelto l’evento che riunisce i più importanti operatori del digital business, del marketing e dell’innovazione per presentare la sua ultima versione di Fusio by S4M, tecnologia creata per ottimizzare le attività drive-to-store.

Attraverso la piattaforma, gli operatori avranno ora accesso completo ad una serie di nuove funzionalità che permettono di collegare i dati relativi agli investimenti delle campagne online con i risultati conseguiti nel mondo reale, come le visite incrementali nei negozi.

«Partecipare al più importante evento europeo legato alle nuove tecnologie è un onore per noi di S4M. Con la nuova versione di Fusio by S4M, veniamo incontro all’esigenza delle agenzie media e dei marketer di avere un’unica interfaccia che permetta loro di gestire le campagne pubblicitarie, online e tradizionali, in modo totalmente autonomo», spiega Andrea Pongan, Country Manager di S4M Italia.

Ecco quali sono le principali novità di Fusio by S4M.

Geotargeting e Location Data Accuracy

Al momento, le campagne di geo-localizzazione sono rese possibili da un raggio posizionato vicino ad un punto vendita. Ma nelle aree interessate alla pianificazione possono esserci scuole, ospedali o zone disabitate in cui non vi sono utenti potenzialmente interessati al brand. S4M ha sviluppato una funzionalità esclusiva, la Dynamic Catchment Areas, che permette di definire un’area di geo-targeting attorno ai punti vendita, la quale tiene in considerazione il tempo necessario per raggiungere il punto di interesse, a piedi o in automobile, e la possibilità di definire aree geografiche costituite da una concentrazione di utenti con un’alta affinità al brand.

FUSIObyS4M_2 (2)

La qualità delle campagne Mobile che utilizzano dati di geo-localizzazione sono influenzate dalle coordinate GPS dei device. In ambito programmatico, tali coordinate vengono inviate dall’editore insieme alla richiesta d’asta (bid request), ed è fondamentale verificarne e certificarne l’accuratezza in pochi millisecondi. Per individuare ed escludere coordinate GPS errate o fraudolente, S4M ha inoltre sviluppato GeoAccuracy, una funzionalità che permette all’utente di filtrare eventuali coordinate X-Y sospette, compresi indirizzi IP e zone disabitate.

In-store visit incrementali

La valutazione dell’efficacia di una campagna drive-to-store basata solo sull’affluenza in negozio non è sufficiente, anche se continua ad essere ampiamente utilizzata nel settore.  Spesso il dato relativo alle visite totali comprende la totalità dei visitatori del negozio, ovvero anche quelli che si recano presso il punto vendita senza aver interagito con un messaggio pubblicitario.

FUSIObyS4M_1 (1)

Ma come si fa ad avere la certezza del numero di visite risultanti dalla campagna pubblicitaria? La piattaforma di S4M consente di misurare e ottimizzare in tempo reale le visite incrementali nei negozi, frutto dell’esposizione degli utenti ad un messaggio pubblicitario. Questi dati alimentano un algoritmo di intelligenza artificiale che serve ad ottimizzare gli investimenti nei media. L’ottimizzazione tiene in considerazione parametri molto importanti come i diversi formati creativi utilizzati, l’individuazione di aree specifiche ed il target del brand.

Gestione della frammentazione della campagna pubblicitaria

Infine, oggi gran parte della tecnologia utilizzata in pubblicità resta molto frammentata. Per via della sua complessità, il processo può risultare, per gli inserzionisti e per i trading desk, difficile, lento e poco trasparente. Grazie a Fusio by S4M, gli utenti avranno non solo la possibilità di gestire le campagne pubblicitarie in maniera indipendente, ma anche di farlo in maniera semplice, rapida e trasparente.

«Le tecnologie in grado di attribuire e ottimizzare le campagne digitali basate sui dati estrapolati dal mondo reale, quali le visite nei negozi, segnano un passo avanti nel settore pubblicitario. I brand e i marketer dispongono ora di uno strumento che permette di allineare gli investimenti digitali con gli obiettivi aziendali – generando un maggior numero di vendite», dichiara Tom Cijffers, Chief Client Officer di MediaCom negli Stati Uniti.

Al Dmexco sarà possibile vedere la nuova versione di Fusio by S4M all’opera attraverso delle demo dal vivo.

I tempi stanno cambiando: la corsa verso l’ultimo modello pubblicitario

Non molto tempo fa l’industria del digital advertising era perennemente alla caccia dell’ultimo trend, indipendentemente dal fatto che riguardasse il settore mobile, la VR o lo streaming online. L’industria sta ormai abbandonando le mode irresponsabili e si sta evolvendo concentrandosi maggiormente sulla qualità invece che sulla quantità.

Troppo spesso le metriche degli annunci sono separate tra gli indicatori online e offline. L’ultima generazione di modello pubblicitario dovrebbe consolidare il rendimento delle campagne online con gli attributi offline. Questo è il motivo per cui il Cost Per Incremental Visit (CPIV) sta diventando il modello di acquisto più utilizzato nelle campagne digital.

Il CPIV non sta cercando di scoprire l’acqua calda ma solo di sfruttare al meglio lo standard già esistente del modello pubblicitario Cost per Visit (CPV). Le tecniche di geo-localizzazione in grado di sapere quando i consumatori entrano in un negozio non sono una novità. Le partnership con data provider esterni, per verificare le visite negli store, costituiscono un altro prerequisito importante che sta rapidamente guadagnando consensi nel settore. Quindi, cosa c’è di realmente nuovo?

Lealtà versus acquirenti nuovi

I programmi fedeltà per gli acquirenti esistono da moltissimo tempo. Un bravo commerciante sa quanto sia importante coccolare i propri clienti fidelizzati da un lato, e dall’altro sapere attirare a sé nuovi clienti. Il modello CPIV distingue il numero totale dei clienti, che sono soliti acquistare in un determinato store, dal numero dei nuovi consumatori.

drive-to-store-img

In precedenza, il modello CPV misurava le visite in un negozio senza prendere in considerazione la percentuale di acquirenti giunti in negozio che non erano stati esposti alla pubblicità online. Con il modello di acquisto CPIV di S4M verranno remunerate solo le visite generate direttamente dalle loro campagne online.

Niente più formule uniche

Il costo reale per portare un visitatore in un fast food non è lo stesso di quello per portare un potenziale acquirente di automobili in un concessionario. Non ci può essere una tariffa standard per il cpv che non tenga conto del settore merceologico. I dati di localizzazione forniscono gli strumenti per una comprensione approfondita e per la previsione del comportamento del consumatore che è un altro elemento utile per determinare il costo reale dei nuovi visitatori nei negozi. Il nostro modello di acquisto CPIV è realizzato su misura tenendo conto della notorietà del brand, del periodo e della durata della campagna. Inoltre, il nostro modello predittivo basato su algoritmi di apprendimento automatico determina il costo reale del CPIV grazie al fatto che tiene conto dello storico delle visite.

L’arma segreta che cambia le regole del gioco

A conti fatti, è normale che gli specialisti di marketing paghino solo per le campagne che portano risultati reali in termini di aumento delle visite nei negozi ed un prezzo coerente basato sulle specificità del settore. Pertanto, il fattore che fa la differenza è la capacità di misurare in tempo reale le visite in negozio generate dalle campagne digital e di ottimizzare i parametri online quali la geo-localizzazione, la lista dei publisher e i formati pubblicitari utilizzati. Consolidare il rapporto tra i dati reali e i KPI online è ciò che in ultima analisi assicura una spesa pubblicitaria efficiente. È tempo per i marketer di iniziare a considerare le incremental visit come il nuovo KPI delle loro campagne digitali.

S4M lancia il modello Cost per Incremental Visit nelle campagne drive-to-store

S4M, piattaforma ad-tech specializzata nelle campagne drive-to-store, ha annunciato il lancio di un nuovo nuovo modello di acquisto, il Cost Per Incremental Visit (CPIV). Scegliendo questa opzione, i clienti pagheranno esclusivamente per le visite in negozio generate dalle impression delle campagne online.

Il tradizionale cost-per-visit (CPV) è già uno standard nel settore, ma non è un indicatore esaustivo dell’efficienza di una campagna digitale con obiettivi di drive-to-store. Il risultato ottenuto misurando il numero totale di visite in un negozio può infatti includere consumatori che sono stati indotti all’azione da altri mezzi come la televisione, la radio o i cartelloni pubblicitari.

Invece, con il CPIV di S4M, i brand potranno essere certi che i risultati delle campagne drive-to-store non comprendono il numero di visitatori totali, ma tengono conto solo delle visite generate direttamente dalle campagne digital. La piattaforma Fusio di S4M permette infatti la differenziazione delle visite, con il supporto di un’ampia scelta di attori indipendenti di 3rd-party per realizzare la misurazione.

Inoltre, questo modello di acquisto è customizzato, per ogni advertiser, in base al settore merceologico, al periodo della campagna, alla notorietà del marchio e ai target da raggiungere.

L’intelligenza artificiale presente nella piattaforma riesce a calcolare e ottimizzare le campagne in tempo reale mettendo a confronto i dati dei gruppi di utenti esposti e i dati dei non esposti. L’obiettivo è quello di garantire un aumento delle visite in negozio e nello stesso tempo migliorare l’analisi del comportamento dell’utente, ottimizzando alcuni parametri quali il target di prossimità, i format creativi, le liste dei publisher e i tipi di device.

«Una strategia drive-to-store in grado di aumentare le visite in un punto vendita fisico partendo da una campagna online rappresenta un potenziale enorme per i retailer. E’ importante sottolineare che ogni visita ha un costo che non può essere fissato a priori. Per esempio, il costo reale dell’aumento delle visite di un consumatore in un fast food non è identico a quello del potenziale acquirente di un’automobile in una concessionaria», spiega il country manager di S4M Italia Andrea Pongan. «Questa nuova attenzione incentrata sull’aumento delle visite in store è un cambiamento rivoluzionario per i marketer e non c’è dubbio che questo approccio diventerà il nuovo KPI del settore».

Con questa novità, S4M conferma il proprio impegno per fornire ai clienti soluzioni che garantiscono risultati concreti nei negozi: alla fine del 2016, S4M aveva già lanciato il CPLP (cost-per-landing-page) che conteggia il costo delle visite agli e-shop generate direttamente dalle impression pianificate online.

 

 

S4M si rafforza con un nuovo finanziamento di 12 milioni di dollari

Nuova iniezione di capitale per S4M. L’azienda di adtech e martech specializzata in campagne drive-to-store ha annunciato infatti di aver raccolto 12 milioni di dollari nel round di investimento B da Sofiouest con partecipazione da parte degli investitori Bpifrance e Entrepreneur Venture. La società, che ha lanciato la sua piattaforma Fusio by S4M a febbraio di quest’anno in SaaS, sfrutterà i nuovi capitali per sviluppare le sue tecnologie di proprietà con l’obiettivo di permettere l’ottimizzazione, in tempo reale, del traffico e delle vendite nei negozi.

La tecnologia proprietaria di S4M è stata creata sul finire del 2011 da Christophe Collet, dopo che la sua prima start-up Adenyo, fu venduta a Motricity per 100 milioni di dollari. Oggi la start-up francese è diventata una multinazionale con otto uffici nel mondo, Italia compresa, e 160 dipendenti, e tra i suoi clienti annoverà brand del calibro di Renault, L’Oréal, Pernot Ricard, Subway e Levi’s, e agenzie media internazionali. Ogni anno, S4M realizza più di 5000 campagne pubblicitarie per dimostrare ai suoi clienti l’efficacia del digital advertising grazie al calcolo in tempo reale delle visite ai negozi in seguito alle visualizzazioni online.

Fiore all’occhiello dell’offerta della società è Fusio, piattaforma tecnologica che si pone come obiettivo quello di collegare gli investimenti online e offline, mostrando l’aumento delle visite nei negozi derivanti dalle campagne online. Grazie allo strumento, le aziende possono attribuire agli investimenti digitali le visite in negozi fisici, basandosi su visite reali, misurate da piattaforme di terze parti imparziali. «I nostri dati relativi alle visite in negozio ci vengono forniti da numerosi partner in modo da garantire di non essere noi stessi giudice e giuria dell’efficacia delle nostre campagne pubblicitarie – spiega Christophe Collet, CEO di S4M -. È evidente che nel settore si assiste ad un cambiamento in termini di attribuzione del ROI e questo nuovo finanziamento ci consentirà di essere tra i primi promotori di questo nuovo approccio».

FUSIObyS4M_2
La piattaforma Fusio

Sempre all’interno della piattaforma Fusio, l’azienda ha recentemente lanciato Dynamic Catchment Areas (DCA), uno strumento strategico per potenziare le campagne drive-to-store grazie alla localizzazione geografica degli utenti basata sulla loro affinità al marchio e la distanza a piedi o in macchina rispetto al negozio.

FUSIObyS4M_1
Lo strumento Dynamic Catchment Areas

Il nuovo finanziamento ricevuto permetterà un ulteriore sviluppo della tecnologia: in particolare un miglioramento di tutte le funzionalità della piattaforma e un incremento delle vendite in particolar modo nel mercato americano. S4M si è posta inoltre come obiettivo quello di riuscire a quantificare e fornire in tempo reale e direttamente sulla piattaforma, oltre ai dati relativi alle visite in negozio, anche quelli relativi agli acquisti fisici.

Le entrate previste dell’azienda nel 2020 sono di 100 milioni di dollari. «L’innovazione digitale è al centro della nostra strategia di investimento – spiega Patrice Hutin, CEO di Sofiouest, family office parte di Sipa/Ouest-France -. Le soluzioni Drive-to-store delineano il futuro del retail e crediamo che S4M con la sua tecnologia Fusio sarà il leader di questo cambiamento nel mondo pubblicitario».

S4M rinnova la certificazione del Media Rating Council

S4M (Success for Mobile) annuncia oggi il rinnovo della certificazione del Media Rating Council (MRC) per il web mobile HTML5 e nella visualizzazione delle impression, click, e metriche di installazioni post-click, aperture e atterraggi sulla landing page.

“Siamo orgogliosi di continuare la nostra certificazione presso il MRC, le metriche certificate sono le fondamenta della nostra tecnologia e la chiave di successo per rimanere un partner affidabile per i principali inserzionisti e le principali agenzie media”, afferma Andrea Pongan, Country Manager di S4M Italy. “Siamo ancora unici nel mercato e ci impegneremo a fornire questa trasparenza a tutta la industria dei dispositivi mobili”.

Per informare e fornire agli inserzionisti una chiara visibilità delle misurazioni delle campagne mobile, la tecnologia di S4M invierà dichiarazioni cautelative agli inserzionisti quando le loro campagne vengono monitorate con metodi non conformi (traffico non HTML5). Oltre a distinguere il traffico conforme e non nella piattaforma, la società sta assumendo una posizione proattiva per informare i clienti quando il metodo di monitoraggio scelto comporterà un alto grado di traffico non valido (GIVT – General Invalid Traffic). L’obiettivo è essere proattivi e trasparenti in modo che i clienti abbiano piena comprensione dei risultati delle loro campagne e dei potenziali rischi.

“Ci congratuliamo con S4M per la sua leadership nel settore mobile e nel portare maggiore trasparenza e qualità nella misurazione del mercato”, ha dichiarato George W. Ivie, Executive Director e Ceo di MRC, “Ciò è evidenziato in particolare dalle metriche post-click accreditate MRC di S4M, che vanno oltre gli attuali standard minimi del settore per gettare ulteriore luce sulle azioni dei consumatori dopo che si è verificato il click”.

Per mantenere la certificazione MRC, S4M viene sottoposta ad una revisione annuale attraverso un processo di auditing indipendente.

S4M è recentemente entrata nel segmento del programmatic audio grazie all’integrazione la sua demand-side platform mobile con a2x, il marketplace di pubblicità audio di Triton Digital.

S4M entra nel programmatic audio: integrata Fusio con il marketplace di Triton Digital

S4M integra la sua demand-side platform mobile Fusio con a2x, il marketplace di pubblicità audio di Triton Digital. Questa collaborazione, che sancisce l’ingresso di S4M nel programmatic audio, fornisce ai clienti della piattaforma di marketing mobile una inventory audio accessibile in maniera automatizzata, combinata con la possibilità di definire dinamicamente il targeting di geolocalizzazione e l’analisi del traffico nei negozi fisici.

Ciò rende dunque possibile l’ottimizzazione delle campagne di agenzie e marchi, che ricevono dati precisi e aggiornati sulle visite nei punti vendita da parte dei consumatori. In altre parole, sarà possibile individuare quali persone raggiunte da un annuncio audio si sono poi effettivamente recate in un negozio. Grazie all’integrazione con Factual, S4M è in grado di fornire queste informazioni in tempo reale permettendo ai clienti di regolare pianificazione e creatività sulla base di riscontri costanti.

«La pubblicità audio rimane un canale chiave per i brand dato l’aumento del consumo di musica in streaming e podcast; la spesa prevista su questo canale vede una crescita a due cifre in tutto il mondo», spiega Andrea Pongan, Country Manager di S4M, «Siamo entusiasti di essere integrati con il marketplace di a2x, che consente agli investitori che utilizzano Fusio di geotargetizzare i propri messaggi audio digitali, nonché la possibilità di misurare importanti KPI come i tassi di conversione e l’analisi del traffico nei punti vendita».

A seguito di questa integrazione, si legge nella nota, Fusio è l’unica piattaforma in grado di unire campagne pubblicitarie audio digitali alle visite reali nei negozi.

“I brand sono alla continua ricerca di formati native e attività coinvolgenti in grado di connettersi con la propria audience, e l’audio digitale con le sue caratteristiche mobile-first, uno a uno e la sua natura non saltabile è un potente mezzo di persuasione”, ha detto Benjamin Masse, Managing Director, Market Development and Strategy di Triton Digital, “Siamo lieti di fornire ai clienti di Fusio by S4M la possibilità di aggiungere l’integrazione dell’audio, per la prima volta, al loro media mix”.

Lo scorso mese, la società fornitrice di tecnologie e servizi nel segmento dell’audio digitale ha integrato a2x con la demand-side platform di MobPro.

S4M, l’anno comincia con il segno positivo

Andrea Pongan si è detto molto soddisfatto dell’andamento della società nei primi mesi dell’anno: «I riscontri ricevuti dai clienti nel corso del 2017 sono stati particolarmente positivi; hanno tutti registrato un elevato tasso di visita sui loro siti. Sicuramente questo si configura come un primo trimestre interessante per la nostra realtà». La sede italiana della società ha previsto un raddoppio del fatturato, oltre che dell’organico, nel 2018.

S4M ha recentemente presentato al Mobile World Congress di Barcellona la versione self-service di Fusio, che sarà effettivamente disponibile tra poche settimane al mercato. La piattaforma include anche un ad builder, una nuova funzione che permette ai clienti di assemblare e personalizzare le creatività pubblicitarie per dispositivi mobili.

La squadra italiana di S4M si è da poco allargata con l’ingresso di un designer, che si occupa della progettazione e delle grafiche dei formati, di un trader e di un account manager.