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MotorK, Andrea De Togni è il nuovo Head of Data & Insights

MotorK prosegue il suo percorso di crescita e di strutturazione interna nominando Andrea De Togni come nuovo Head of Data and Insights.

Laureato in informatica e con una solida esperienza internazionale in ambito marketing digitale, prima come Client Solutions Director presso TradeDoubler e successivamente come Head of Data and Technology in GroupM – dove si è occupato di DMP, Data Warehouse, Data Science e Ad Operations – De Togni è il nuovo responsabile dell’analisi dati dell’azienda.

I dati di interesse d’acquisto raccolti attraverso DriveK, il principale marketplace per auto nuove d’Italia, saranno sfruttati, si legge nella nota, mettendo a sistema una Data Management Platform che verrà scelta tra le leader di mercato.

«Grazie alla DMP – spiega De Togni – potremo massimizzare il valore dei dati e collaborare con le case auto, nostri principali clienti, in un’ottica di condivisione dei dati, generando benefici su vasta scala. I rivenditori licenziatari del nostro prodotto DealerK potranno avere ancora più precisione e informazioni importanti per facilitare la chiusura di una trattativa. MotorK è un’azienda giovane, snella e veloce e questo ci permetterà di produrre le prime segmentazioni nel giro di poche settimane. Il tutto sarà, ovviamente, conforme alla GDPR.»

MotorK punta per il 2018 ad assumere oltre 240 persone in Europa. A De Togni, in particolare, è affidata l’intera Data Strategy della società, da sviluppare attraverso la Data Analytics e la Data Science.

«Oggi nessuno sul mercato può vantare una conoscenza del lower funnel dell’acquisto auto come DriveK – continua De Togni. – Noi sappiamo, al di là delle ricerche di mercato, quali prodotti vengono comparati, per quali prodotti viene chiesta una guida di prova, quali accessori vengono ritenuti importanti e quali sono le ragioni di scelta. Questi dati sono fondamentali per le case auto e la nostra visione è quella di diventare il punto di riferimento di analytics e insights dell’intero comparto motori. Puntiamo ad assistere il consumatore auto durante l’articolata fase di selezione, nella trattativa e nel percorso post acquisto, generando così intelligence per tutta il ciclo di vita del consumatore».

Per quanto riguarda, nel dettaglio, la Data Science, MotorK ha già implementato strumenti di Semantic Analysis e Machine Learning sulle sue campagne, ma l’arrivo di De Togni permetterà di proseguire il lavoro con algoritmi di Predictive Analytics, per fornire ai clienti, siano essi case auto o rivenditori, il migliore tasso di conversione possibile.

«Siamo davvero contenti di poter annoverare Andrea De Togni nel nostro team – dichiara Marco Marlia, fondatore e Ceo di MotorK – perché siamo consapevoli che è sul terreno dei big data e degli small data che si gioca la vera sfida per le società del futuro. Siamo certi che il suo lavoro ci permetterà di generare insight di mercato che verranno applicati su scala europea».

Ad blocker nei browser. Ecco cosa ne pensano gli operatori del mercato

Nelle ultime settimane i filtri anti-pubblicità sono tornati ad essere uno dei temi caldi dell’industria pubblicitaria. E’ successo dopo che Google ha annunciato che il prossimo anno aggiungerà un ad blocker al suo browser Chrome. Annuncio seguito, a breve distanza, da quello di Apple, relativo a due nuove, prossime funzionalità di Safari, entrambe volte a mettere dei paletti all’invasività pubblicitaria.

Le novità di Google ed Apple hanno subito riscosso ampia risonanza. La prima perché Chrome è il browser più utilizzato in assoluto (secondo statistiche della società specializzata NetMarketShare, lo usano quasi 6 dispositivi su 10 tra desktop e mobile), e dunque l’integrazione di un ad blocker in esso potrebbe avere un impatto molto rilevante sul mercato. La seconda perché, nonostante non si sappia se la soluzione sarà attivata di default su Safari, quanto a livello di configurazione sarà richiesto agli utenti e se essa verrà estesa anche alla versione mobile del browser, la novità rimane comunque un decisivo passo di Cupertino verso la salvaguardia della privacy dei propri utilizzatori e potrebbe andare a discapito della industry pubblicitaria, soprattutto quella data-driven.

Naturalmente, il mercato adesso si interroga su quali potrebbero essere le reali conseguenze dell’integrazione di filtri all’interno di due tra i principali browser utilizzati.

Lo abbiamo chiesto ad alcuni dei principali operatori del mercato italiano, lato acquisto e lato vendita. Ecco cosa ci hanno risposto (clicca sui titoli per leggere le interviste).

Andrea Di Fonzo, Blue 449: «Il mercato dell’advertising saprà trovare soluzioni opportune»

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Andrea Di Fonzo

Roberto Zanaboni, RCS Pubblicità: «Potenzialmente l’effetto potrebbe essere devastante»

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Roberto Zanaboni

Andrea De Togni e Antonello D’Elia, GroupM Italia: «L’impatto dipenderà dai criteri di filtro degli annunci»

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Andrea De Togni e Antonello D’Elia

Giangiacomo Corno, Triboo Media: «Una possibile opportunità per la nostra industry»

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Giangiacomo Corno

Irene Carta, Phd: «Necessario trovare un punto di sostenibilità»

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Irene Carta

Fabrizio Tomei, SpeeD – Gruppo Monrif: «Possibili conseguenze pesanti sui ricavi degli editori»

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Fabrizio Tomei

Alessandro Ceratti, Quantum Native Solutions: «E’ ora che la pubblicità rimetta al centro l’utente»

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Alessandro Ceratti

Pattano, 4W MarketPlace: «Una questione allarmante»

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