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Andrea Di Fonzo, Blue 449: «Puntiamo ad essere la prima agenzia 100% programmatic»

Il tema della Trasparenza, ultimamente, è stato indicato come una delle principali criticità del Programmatic Buying. Si va infatti diffondendo l’opinione che l’automazione dei processi di marketing possa in qualche modo favorire pratiche poco limpide, che vanno a scapito sia degli inserzionisti sia degli editori. Ma è davvero così? Lo abbiamo chiesto ad Andrea Di Fonzo, CEO di Blue 449.

Andrea, secondo te oggi è possibile garantire un ambiente sicuro e trasparente a chi compra spazi in modalità automatizzata?

Assolutamente sì. Purtroppo su questo punto si continua a fare ancora grande confusione: quello della trasparenza non è un problema intrinseco del Programmatic. Anche le modalità di acquisto tradizionali possono essere soggette a poca trasparenza. Fare Programmatic vuol dire fare media in maniera intelligente, sfruttando dati e piattaforme, non farlo in maniera poco limpida. Gli strumenti ci sono, le regole ci sono, le modalità ci sono: volere è potere, basta saperle e volerle applicare.

Blue 449 come risponde a questa esigenza di trasparenza da parte del mercato?

Noi facciamo della trasparenza un nostro elemento portante, senza compromessi. Per noi fare media in maniera intelligente è una priorità, e per questo puntiamo a essere la prima agenzia 100% programmatic, su tutti i media. Questo è un obiettivo che abbiamo la volontà di raggiungere garantendo ai nostri clienti piena trasparenza, per esempio consentendo l’accesso ai bid data e ai meta data, evitando le blind URL, attuando un pricing chiaro e rendendo disponibili in tempo reale i dati di campagna.

Cosa intendi per “agenzia 100% programmatic”?

Un’agenzia che privilegia l’approccio programmatico su tutti i mezzi, sfruttando tecnologia, piattaforme, dati e addressability per portare benefici ai nostri clienti. Ci stiamo impegnando a fondo per raggiungere questo obiettivo. Non a caso entro fine luglio tutto il team di Blue 449, non solo i “digitali”, avranno completato un piano di training impegnativo, pratico, su programmatic, tecnologie e piattaforme. Pianificare in maniera intelligente, garantendo targeting precision, scalability, cost efficiency, real-time optimization e uso intelligente dei dati è la nostra filosofia e ambizione, e uno dei motivi per cui i clienti stanno apprezzando la nostra proposition, chiara, differente, nuova e senza compromessi.

Sei arrivato in Blue 449 a febbraio. Ci fai un bilancio di questi primi quattro mesi?

Direi che per essere una “startup” siamo molto soddisfatti. Siamo stati invitati a gare importanti, cosa non comune per una newco, alcune le abbiamo perse, ma altre le abbiamo vinte mettendo nuovi clienti in portfolio. Il mood positivo e l’interesse da parte dei brand di capire il nostro approccio ci convince ancora di più che stiamo andando nella giusta direzione. Un pensiero confermato anche dalle molte candidature che ci arrivano, persone di varie seniority che vedono in
Blue 449 una nuova sfida, un posto dove fare le cose bene, in maniera innovativa, divertendosi. Adesso stiamo lavorando a varie novità: CHG (Consumer Hotness Grade), un modello proprietario che rivoluziona quello anacronistico di prospecting e retargeting; una soluzione di neuromarketing con adattamento creativo integrato nel processo di planning; e una piattaforma di marketing automation nata dall’integrazione di strumenti in un’unica soluzione orchestrata dal team di Blue 449. Per i primi quattro mesi possiamo dirci ben contenti.

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