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Proteggere i dati del Programmatic Video tramite un “deposito di garanzia”

Nonostante una serie di ostacoli, l’acquisto di annunci pubblicitari video in modalità programmatic si mantiene in costante crescita. Una delle questioni che ne impedisce una più ampia adozione all’interno dell’industry è la privacy dei dati, una preoccupazione condivisa sia dai buyer che dai seller. Poiché le aziende media e i buyer attivano sempre più dati di prima e terza parte per migliorare il targeting, la protezione dei set di dati privati richiede ulteriori garanzie.

Molte tra le società media del sempre più in crescita settore del video – emittenti, reti televisive, piattaforme OTT, società di telecomunicazioni e così via – possiedono dati unici di grande valore regolati da severe leggi di privacy e altrettanti quadri normativi. Queste aziende hanno bisogno di una soluzione che riduca il rischio di “fuga di dati”, aumentando al contempo i propri ricavi dall’advertising video e migliorando il ROI per gli inserzionisti. A causa di restrizioni governative e legali, tali società hanno opposto resistenza nel consentire transazioni programmatiche pianificate sia in modalità diretta che in mercati chiusi.

La soluzione per consentire transazioni programmatiche per queste società è ora presente nel mercato sotto forma di un sistema che identifica gli ID utente tra diversi set di dati in un ambiente criptato, garantendo allo stesso tempo che i dati proprietari vengano usati in maniera sicura e solo per quella specifica campagna. In questo modo si mantiene il giusto flusso di protezione dei dati, ma consentendo in ogni caso una segmentazione avanzata e la valutazione dell’audience.

Prendendo spunto dal campo del finanziamento immobiliare, il termine deposito di garanzia viene applicato, in questo frangente, per descrivere uno spazio sicuro nel quale tenere i dati per conto delle parti in compravendita. È ora possibile applicare un deposito di dati, in “double-blind”, all’acquisto di video advertising in modo che né il compratore né il venditore possano vedere i dati dell’altra parte coinvolta, ma potendo allo stesso tempo fare leva su tali dati per attuare la compravendita in direzione di un pubblico predefinito su diversi dispositivi.

Creare pubblicità più intelligente e maggiormente personalizzata è la sfida con la quale si trovano alle prese sia le società media che gli inserzionisti. Le media company devono attivare i propri dati di prima parte affinché un inserzionista possa targettizzare una campagna verso gli spettatori di determinati programmi o corrispondenti a un profilo specifico. Dall’altra parte i buyer devono apportare i propri dati per supportare il target su un ampio raggio di set di informazioni.

Ad esempio, un produttore di auto potrebbe desiderare di rivolgersi a clienti che sono vicini al termine del leasing. L’editore selezionato per pubblicare gli annunci avrà i dati di prima parte che l’inserzionista non dispone, come i redditi familiari o i dati demografici. Combinandoli insieme, la campagna sarà in grado di colpire gli interessati alle automobili appartenenti a una determinata fascia d’età o reddito, rendendo così il targeting più efficace che se si fosse impiegato un solo set di dati. Fino a questo momento, ciò che non è stato disponibile sul mercato è uno strumento che fornisca lo spazio sicuro per l’attivazione di questi dati senza che vengano persi nel processo e, qualora dovesse verificarsi una fuga di dati, il consumatore individuato possa essere seguito su un’altra, spesso più economica, property media.

Le aziende media devono essere in grado di adoperare i propri dati sul pubblico, o quelli degli inserzionisti, definire i termini dell’accordo e inviare la propria inventory al buyer all’interno di un ambiente sicuro tramite la propria SSP. In questo modo i proprietari e gli acquirenti media possono utilizzare i dati del pubblico per creare opportunità uniche per raggiungere l’audience giusta al momento giusto in un ambiente sicuro e in “double-blind”.

L’attivazione e la combinazione di set di dati consente agli inserzionisti di ottenere ROI più elevati, in cambio di maggiori ricavi per le media company. Ciò consentirà ai creatori di contenuti e di esperienze premium di incrementare i ricavi per l’acquisto di spazi mirati sui propri canali rispetto alle campagne tradizionali. L’applicazione di un deposito di garanzia per i dati sbloccherà nuove opportunità per indirizzare le campagne su dati dall’alto valore, aiutando così le media company a crescere.

Pubblicità video cross-piattaforma: SpotX lancia una nuova divisione di consulenza

La pubblicità video in Programmatic sta evolvendo, in linea con la convergenza tra televisione e schermi digital, e SpotX segue questo cambiamento.

La società specializzata in soluzioni di vendita ad tech per la pubblicità video ha infatti annunciato la nascita di Advanced Solutions Group, una nuova divisione di consulenza a livello globale volta a dare supporto ad inserzionisti ed editori per le loro strategie di pubblicità video, in particolar modo in quei mondi emergenti e ad alto valore come l’OTT.

Advanced Solutions Group assisterà aziende e proprietari di media su vari fronti, inclusa la realizzazione di soluzioni end-to-end per l’attivazione dei dati, il set-up tecnico e lo sviluppo di soluzioni per la compravendita di spazi e audience in tempo reale e in un contesto protetto.

La nuova divisione sarà guidata da Allen Klosowski, entrato in SpotX nel 2013 per guidare le attività su mobile e tv connesse. Klosowski assumerà ora il ruolo di VP Advanced Solutions Group. «Le audience sono sempre più frammentate su varie piattaforme di streaming live e lineare, non solo su video on-demand. I nostri clienti, broadcaster e aziende, si trovano a dover fronteggiare sfide significative sul fronte tecnico e operativo nel passaggio a una monetizzazione cross-screen», ha commentato il manager.

SpotX migliora il targeting per le adv video in-app con i dati degli App Store

SpotX, la management platform per video inventory, ha annunciato l’arricchimento delle proprie capacità di targeting per le campagne video in-app con nuovi dati relativi agli store di applicazioni.

La piattaforma, infatti, consentirà adesso agli advertiser di sfruttare informazioni provenienti dai marketplace, come i rating delle applicazioni o il numero di download, per determinare la qualità di un’app e la sua reputazione, identificando dunque, quelle che possono essere considerate inventory “premium” in ambiente in-app.

Le nuove metriche andranno ad aggiungersi agli altri parametri di targeting presenti sulla piattaforma di SpotX, incluse le registrazioni e le informazioni anagrafiche, il tipo di device utilizzato, le location, le content category di IAB e un range di altre informazioni.

I nuovi dati aiuteranno dunque gli advertiser a comprendere meglio il valore di una premium application e a compararlo con quello delle altre property online, identificando app di valore anche tra quelle edite da piccoli publisher e verificando la reale qualità delle inventory degli sviluppatori più importanti. E, d’altro canto, aiuteranno i publisher a promuovere in modo più vantaggioso i propri spazi, legandoli anche ad aree di interesse, come sport e lifestyle.

«La pubblicità mobile video in-app è in rapida ascesa», ha dichiarato Allen Klosowski, VP of Mobile & Connected Devices di SpotX. «Negli scorsi 10 mesi, l’in-app inventory di SpotX è passata dal rappresentare il 16% dell’inventory mobile commercializzata nel nostro marketplace al 52% negli Stati Uniti e dal 4% al 36% dell’inventory mobile scambiata tramite il nostro marketplace in Europa, Medio Oriente e Africa».

«Ci aspettiamo che l’in-app adv sorpasserà il mobile web in tutti i mercati entro la fine di quest’anno, anche a fronte di una maggiore capacità di targeting e di più parametri disponibili per comprendere le associazioni con i brand attraverso i valori chiave impostati».

SpotX presenta la SDK per tvOS: gli editori possono monetizzare le app ideate per Apple Tv

SpotX ha lanciato una SDK per tvOS di Apple, che consente agli editori di monetizzare le loro applicazioni ideate per le Apple tv con annunci video dall’elevato CPM.

La SDK permetterà agli editori di programmare annunci nelle loro applicazioni per Apple Tv e realizzare una strategia di monetizzazione cross-screen tramite la piattaforma SpotX che gestisce le campagn su desktop, mobile e gli altri ambienti collegati al televisore.

La SDK consente agli editori di monetizzare in modo indipendente le loro applicazioni di Apple Tv, e scegliere quando e come pianificare gli annunci.

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Allen Klosowski

Allen Klosowski, vp of mobile & connected devices di SpotX, commenta: «Ci aspettiamo che la maggior parte degli editori più grandi pensi di estendere i loro prodotti alle Apple Tv nel prossimo futuro, raggiungendo le audience già esistenti e nuovi utenti. Gli editori sono ora in grado di sviluppare per la Apple Tv, proprio come farebbero per iOS, nel senso che possono sfruttare la potenza del grande schermo video unita alla capacità di targeting e di misurabilità del digitale. Ci aspettiamo che il tipo dominante di pubblicità su Apple Tv sia il video, in quanto è molto più incisivo dei banner. Inoltre, alle Apple Tv manca il supporto per una vera esperienza di navigazione, il che significa che le marche devono concentrarsi meno sulla risposta diretta e più sul messaggio e lo storytelling».

La SDK consentirà che gli annunci erogati sul sistema Apple Tv possano essere venduti sia per via diretta sia via programmatic, insieme ai pre-roll per desktop e mobile, a app interstitial, all’out-stream, attraverso la piattaforma di SpotX.

«Gestendo diverse tecniche di vendita e schermi sulla stessa piattaforma, gli editori possono lavorare con gli inserzionisti per fornire la giusta audience a prescindere dal fatto che le utenti stanno utilizzando il proprio computer portatile, tablet, smartphone o schermo televisivo», conclude Klosowski.

SpotX amplia l’offerta video con il nuovo formato in-content

Rispondere ai limiti dell’inventory video e alle preoccupazioni legate alla viewability. Con questo obiettivo SpotX, società specializzata in ad-tech, lancia un nuovo formato pubblicitario video: l’in-content.

Una soluzione che si propone di aiutare gli editori ad ampliare facilmente l’inventory pubblicitaria video al di là delle normali unità in-stream, gestendole tutte attraverso un’unica piattaforma che supporta desktop, rete mobile e app mobile.

Il nuovo formato in-content permette infatti agli editori di “inserire pubblicità video all’interno del contenuto dei loro siti, il che rappresenta un indubbio vantaggio per quanti dispongono di un inventario video limitato – si legge sulla nota ufficiale -. L’unità viene riprodotta soltanto se espressamente visualizzata e, di norma, è inserita tra i paragrafi di testo, creando un’esperienza interessante per lo spettatore, senza comunque distoglierne l’attenzione”.

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Allen Klosowski

«La nostra nuova unità pubblicitaria in-content sposta interessanti contenuti pubblicitari al di fuori del tradizionale flusso video, permettendo agli editori di rispondere alla domanda, sinora insoddisfatta, di un maggior numero di video – afferma Allen Klosowski, vicepresidente Mobile and Connected Devices di SpotX -. Gli editori tradizionali della carta stampata, molti dei quali offrono collocamenti di qualità ai marchi degli inserzionisti, si stanno rallegrando dell’opportunità di proporre più collocamenti video nei loro spazi digitali solitamente difficili da riempire con un numero di video tale da supportare grandi campagne pre-roll».

Il formato in-content, inoltre, si propone anche di ovviare a problemi sulla viewability, come sottolinea Klosowski: «Considerato che la viewability è una preoccupazione molto attuale degli inserzionisti, questa nuova unità pubblicitaria consente agli editori di valorizzare la qualità e ampliare l’inventario a disposizione». SpotXInContent

Gli editori premium possono introdurre le unità sia in ambienti HTML5 che in ambienti Flash per offrire più pubblicità video anche se il loro inventario pre-roll è esaurito. Inoltre, le unità possono essere vendute programmaticamente assieme alle pubblicità in-stream attraverso la piattaforma SpotX, ma anche direttamente dagli editori attraverso i loro team commerciali.

«Gli editori stanno utilizzando la piattaforma SpotX per riunire la pubblicità in-content e pre-roll in un acquisto diretto unico o programmatico che può utilizzare ambedue i formati – spiega Klosowski -. Questo approccio consentirà di promuovere al meglio le marche, mettendo a disposizione degli editori molto più inventario da vendere e, nel contempo, assicurando agli inserzionisti la massima visibilità. SpotX è l’unico operatore in tale ambito a proporre un’offerta video completa per gli editori sia per creare queste nuove opportunità sia per gestirne l’inventario pre-roll esistente su tutti i dispositivi».