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4Strokemedia triplica il fatturato e lancia la sua offerta Programmatic native

Il 2016 è un anno ricco di novità per 4Strokemedia, realtà incentrata nel programmatic lanciata ad inizio 2014 da Marco Trentin, Carlo Farini e Gianluca Vittorelli.

Dopo l’ingresso nella compagine societaria di Alberto, Stefano e Samuel Zilli ad inizio 2016 (leggi l’articolo dedicato), è entrata a far parte del team Fabiola Di Giuseppe con il ruolo di Sales Director. Si occuperà dello sviluppo della struttura commerciale e del parco clienti ed agenzie accompagnando 4Strokemedia nel percorso di crescita avviato.

Per quanto riguarda 4Strokemedia, la società ha visto nel corso dei primi mesi dell’anno incrementare tutti i KPI sia di traffico sia di fatturato. L’inventory disponibile nel network è cresciuta di oltre il 30% sui formati Display ed è più che raddoppiata sui formati video (30 milioni gli stream video a giugno 2016), con risvolti ancora migliori per quanto riguarda numero clienti e fatturato, quest’ultimo triplicato rispetto al primo semestre del 2015 e al di sopra del budget previsto.

Per il secondo semestre, sono annunciate diverse novità, con il lancio dell’offerta Native attraverso una tecnologia leader a livello mondiale ed integrata con tutti i principali trading desk e DSP. Proprio in questi giorni sono live le prime campagne sul formato Native all’interno del network di 4Strokemedia, che ha oramai raggiunto quasi 200 siti in gestione esclusiva.

Alberto Zilli investe in 4Strokemedia, società italiana di programmatic adv

Alberto Zilli riparte dal programmatic. L’ex a.d. di Triboo Media, insieme ai due fratelli Stefano e Samuel, è infatti entrato nel capitale sociale di 4Strokemedia, realtà tutta italiana che opera nel mercato della pubblicità automatizzata, fondata nel 2014 da Marco Trentin (Presidente), Carlo Farini (Ceo) e Gianluca Vittorelli.

«Abbiamo investito in 4strokemedia in quanto si tratta di un progetto in cui crediamo molto. I fondatori in un anno e mezzo hanno fatto un lavoro eccezionale ed hanno obiettivi ambiziosi, ovvero di raddoppiare il fatturato già il primo anno. Si tratta di una delle iniziative nelle aree a più tasso di crescita, il programmatic», ci ha spiegato Alberto Zilli.

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Da sinistra: Gianluca Vittorelli, Marco Trentin e Carlo Farini

4Strokemedia, che oggi può contare su un publisher network con circa 150 siti, 250 milioni di impression ed oltre 6 milioni di utenti unici mese, combina la vendita degli spazi via direct deal (PMP) e la qualificazione di tutta l’audience tramite una data management platform (DMP).Altro pilastro della strategia della società è quello quello di puntare sullo sviluppo di tecnologia proprietaria per aumentare l’efficienza e l’integrazione di primari partner internazionali.

Nei prossimi sviluppi, ci ha poi detto Marco Trentin, sono previsti il lancio di una offerta per il mobile ed il native. «L’ingresso di Alberto Zilli nella nostra società – commenta il presidente di 4Strokemedia – rappresenta un passo importantissimo: la sua esperienza imprenditoriale e la sua forte spinta verso l’innovazione rappresenteranno dei driver di crescita fondamentali per la nostra società. Avevo già lavorato con lui nel 2010 (in Triboo, ndr), oltre che un socio è un amico».

Triboo Media: +12,7% il fatturato nel semestre, l’utile raddoppia. Trainanti gli investimenti in RTB

Ricavi netti consolidati pari a 15,9 milioni di euro (con una crescita organica del 12,7% rispetto ai 14,1 milioni di euro del primo semestre 2014) e un risultato netto consolidato pari a 1,8 milioni di euro (in crescita del 102% rispetto agli 0,9 milioni di euro del primo semestre 2014).

Sono queste le performance registrate nel primo semestre 2015 da Triboo Media S.p.A., tra le principali aziende italiane indipendenti specializzate nella pubblicità e nell’editoria online di ultima generazione.

Nel corso del semestre, i ricavi hanno seguito una dinamica particolarmente favorevole, migliore rispetto al mercato di riferimento, grazie agli investimenti effettuati nel segmento del Real Time Bidding, in sinergia con lo sviluppo dei formati performance, e al rafforzamento delle competenze tecnologiche sulle varie piattaforme utilizzate dal Gruppo, che ha continuato a puntare sull’innovazione tecnologica e di prodotto.

«All’interno del contesto dinamico in cui si trova, il Gruppo si è sempre distinto per l’innovazione e per la capacità di anticipare i cambiamenti di mercato, attraverso uno sviluppo costante del proprio business sia per linee interne che esterne – commenta Alberto Zilli, a.d. di Triboo Media -. Il continuo investimento in formati pubblicitari, nuovi prodotti editoriali e nuove tecnologie disponibili, garantisce al Gruppo Triboo Media stabilità nella crescita e un posizionamento di mercato distintivo. L’offerta pubblicitaria del Gruppo oggi è in grado di offrire un mix di prodotti sia a livello brand sia a livello performance. Questo grazie anche a una continua evoluzione dei prodotti esistenti e alla creazione di nuovi formati pubblicitari: campagne pubblicitarie che includono attività editoriali e progetti speciali creati appositamente, con la capacità di raggiungere i lettori digitali tramite formati desktop e mobile. L’inclusione delle competenze editoriali, rafforzate dalle recenti acquisizioni, rappresentano un’ulteriore opportunità di crescita e differenziazione dell’offerta del Gruppo all’interno del contesto competitivo digitale».

«Continua il percorso di successo di Triboo Media anche nella prima parte del 2015 – ha dichiarato Giulio Corno, presidente di Triboo Media -. Gli esiti positivi della nostra strategia, che prevede il rafforzamento dell’operatività tra concessionarie ed editori, sono stati particolarmente evidenti nel corso del primo semestre dell’esercizio 2015, grazie principalmente all’attività di cross-selling iniziata sui vari network editoriali e all’implementazione dei progetti speciali focalizzata nei settori dove il Gruppo si è rafforzato in seguito alle acquisizioni. L’esito di tale processo ha contribuito positivamente sia sui risultati delle properties di Triboo Media, sia su quelli dei publisher in concessione, che stanno beneficiando di maggiori investimenti da parte dei clienti. I nostri obiettivi futuri prevedono di continuare il nostro percorso di crescita sia a livello organico, grazie alla continua integrazione con le realtà già acquisite e ai continui processi di sviluppo dei prodotti e delle tecnologie messi in atto, sia tramite linee esterne. Siamo alla continua ricerca di realtà promettenti da acquisire e integrare all’interno del nostro Gruppo. Le sinergie sino ad oggi create in seguito al percorso intrapreso con HTML.it e Mediaprime stanno dimostrando la valenza della nostra organizzazione e l’efficienza in quello che, crediamo, sia un progetto condiviso e con grandi prospettive sul futuro. Il nostro processo di scouting è rivolto verso le realtà editoriali, tecnologiche e pubblicitarie più innovative e promettenti e ci permetterà di rafforzare ulteriormente il nostro posizionamento sul mercato dei media e dell’editoria digitali».

Leggi l’articolo completo su Engage.

Alberto Zilli, Triboo Media: «Il programmatic? Un nuovo approccio che “costringe” a migliorare»

Pioniere nel Programmatic, il Gruppo Triboo Media ha iniziato a muovere i primi passi nell’RTB quando era ancora in stato embrionale in Italia. Una scelta che l’ha portato oggi ad essere più che strutturato in questo segmento, con un’offerta completa che passa per targetizzazione dell’utenza e valorizzazione ottimale delle proprie properties, come spiega Alberto Zilli, co-fondatore e amministratore delegato del Gruppo Triboo Media.

Quando avete iniziato a muovere i primi passi nel mondo del programmatic?
Siamo stati pioneristici in tal senso nel rispetto della nostra natura digitale e di media company innovativa che si vuole porre sempre all’avanguardia rispetto alle nuove tecnologie e modalità di acquisizione degli spazi pubblicitari con l’obiettivo di offrire un servizio sempre migliorativo e tangibile in termini di risultati verso i propri stakeholder. Diciamo, quindi, che quando ancora era in una fase embrionale in Italia, qualche anno fa, abbiamo immediatamente iniziato a studiare l’ecosistema dell’RTB e, successivamente, del programmatic implementandolo con algoritmi proprietari, comportamentali e semantici, sviluppati in casa e stringendo accordi con partner tecnologici leader nel settore. Questo ha permesso fin da subito, da un lato, di accantonare dati preziosi in termini di profilazione della nostra audience e, dall’altro, di ottenere una significativa riduzione nella dispersione di acquisto attraverso l’utilizzo strategico e analitico dei dati e un aumento delle conversioni delle campagne.

Ad oggi, quali sono le principali opportunità che offrite al mercato in ambito programmatic?
In primis dati puliti e targettizzazione ottimale per l’erogazione delle nostre campagne. Mi spiego meglio: attraverso una DMP per la raccolta dei dati, siamo in grado di ottenere una segmentazione e delivery mirata delle campagne. Il ciclo è molto semplice e in tal modo raggiugiamo diversi obiettivi di comunicazione. In più tale procedimento permette due modelli di targeting differenti che rispondono a esigenze di comunicazioni diversi. Il primo è il retargeting: seguiamo gli utenti che hanno mostrato interesse per uno specifico brand e attraverso un’analisi dei big data ed un successivo raffinamento degli obiettivi e di fine tuning, riproponiamo loro creatività ad hoc durante la navigazione sul nostro network. Il secondo modello di targeting ci consente di individuare i prospecting: individuiamo i potenziali acquirenti grazie alla verticalità del nostro data cloud e ad una scelta mirata dei cluster, con il duplice effetto di ottimizzare il raggiungimento di audience in target per le campagne branding e di abbassare la CPA per le campagne performance.

Qual è in generale la vostra visione sull’evoluzione tecnologica dei processi di compravendita di spazi adv online?
Come avrete potuto comprendere tale evoluzione permette anche a noi una crescita; in un certo senso ci “costringe” a essere migliori e sicuramente più competitivi su un mercato che va a una velocità doppia in termini di rinnovamento. Abbiamo puntato molto sul programmatic anche attraverso figure professionali specializzate che hanno contribuito a una crescita significativa, in termini qualitativi e di revenue.

Alcuni editori “temono” il programmatic adv perché pensano di perdere potere contrattuale sulla propria inventory. Qual è il vostro punto di vista su questo tema?
Per quanto ci riguarda il programmatic adv e l’RTB in generale è rappresentato per la maggioranza da accordi privati premium che valorizzano le inventory dei publisher, automatizzando i processi operativi e incrementando i livelli di profilazione grazie ai dati. Questo ha permesso pertanto di liberare risorse operative e investire su altri temi per valorizzare ancora meglio i nostri publisher, in particolare facendo emergere prodotti quali il native advertising e tutta la parte di produzione progettuale che sta a monte dell’offerta. Anche in questo, complice l’acquisizione di Gruppo HTML e del suo background commerciale ed editoriale, abbiamo rafforzato la nostra posizione di leadership sul mercato. Riusciamo a coprire tutto il ciclo produttivo, dall’ideazione alla messa online fino alla reportistica e allo studio degli obiettivi prefissati, fornendo al cliente un progetto chiavi in mani dalla resa sicuramente efficace. Per ritornare, quindi, alla domanda iniziale, la risposta è no, non crediamo che il programmatic ci abbia fatto perdere potere contrattuale sulla nostra inventory, ma anzi lo abbia rafforzato in termini qualitativi.

Triboo Media, 2014 in crescita (+34%) anche grazie al programmatic

Il CdA di Triboo Media, l’azienda italiana indipendente specializzata nella pubblicità e nell’editoria online guidata da Alberto Zilli e Giulio Corno, ha chiuso il 2014, ovvero l’anno dello sbarco in borsa sul listino Aim, con numeri davvero solidi.

Secondo il bilancio approvato martedì, la società ha registrato nell’esercizio 2014 ricavi netti consolidati pari a 28,26 milioni di euro, in crescita del 34% rispetto ai 21,12 milioni di euro dell’esercizio precedente. “Nel corso dell’anno, i ricavi hanno seguito una dinamica favorevole grazie alla crescita dei risultati ottenuta sia a livello organico sia tramite le acquisizioni – si legge nella nota inviata alla stampa -. La crescita organica è stata di circa 8 punti percentuali, in un mercato dell’advertising digitale che in Italia ha registrato un incremento di valore più contenuto (+2,1%, fonte FCP-assointernet)”. Il risultato netto consolidato si attesta a 2,02 milioni di euro.

alberto_zilli_Triboo_LeonardoDecisivi nella forte crescita del gruppo, e centrali anche per i futuri sviluppi, sono stati gli investimenti nel settore dell’ad-tech. «Grazie alle nuove competenze acquisite e sviluppate nel corso dell’esercizio, abbiamo dato seguito alla nostra strategia volta all’innovazione tecnologica sia nel campo editoriale sia pubblicitario», ha commentato Alberto Zilli, ceo e co-fondatore di Triboo Media . «Abbiamo raggiunto un posizionamento sempre più distintivo nel settore dei formati video e nel mobile, continuando a lavorare allo sviluppo di soluzioni di ultima generazione di programmatic buying e real time bidding. Gli importanti risultati conseguiti quest’anno avvalorano la bontà delle nostre linee guida strategiche e dimostrano la scalabilità e le caratteristiche innovative del nostro modello di business. Alla luce dei nuovi progetti che stiamo portando avanti, sia in termini di acquisizioni che di sviluppo dei nostri asset proprietari, guardiamo al 2015 con grande ottimismo».

L’articolo completo con tutti gli investimenti e le acquisizioni portate a termine nel 2014 è su Engage.it.

Viewability al centro del nuovo Leonardo.it

Viewability in primo piano nel nuovo Leonardo.it, la cui nuova versione è stata ufficialmente lanciata lunedì. Tra le diverse novità in campo editoriale e pubblicitario studiate da Triboo Media per il proprio “Magazine delle Passioni”, aggiornato in chiave fully responsive e fortemente multimediale, spicca anche lo sforzo per garantire agli inserzionisti la massima visibilità delle campagne su ogni device.

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«Abbiamo potenziato le caratteristiche tecnologiche del magazine, grazie a miglioramenti della viewability in termini di performance dei banner, delle campagne desktop e del sito stesso», ci ha spiegato Alberto Zilli, amministratore delegato di Triboo Media. «Leonardo.it offre una versione fully responsive per conferire un’esperienza di visione e navigazione ottimale su ogni dispositivo, in ottica sia di usabilità utente sia di ottimizzazione delle pianificazioni mobile, con un duplice obiettivo, sia editoriale che commerciale. Ricordo che Leonardo.it è stato il primo magazine verticale italiano ad aver adottato la tecnologia responsive, e, ad oggi, l’audience che naviga il magazine da mobile ha già raggiunto il 50% degli accessi».

Punto chiave per il miglioramento dei dati di viewability, ha specificato Zilli, è stato lo sviluppo di formati pubblicitari in grado di auto adattarsi al dispositivo di fruizione, come la “skin mobile”, formato proprietario che permette di risolvere una criticità tipica della viewability, ossia che le tradizionali skin non sono generalmente visibili nella navigazione da smartphone.

«“Skin mobile” – spiega Zilli – si presenta come un formato di domination posizionato nella parte alta dei siti del network, in grado di seguire l’utente anche quando prosegue nella lettura dei contenuti della pagina, scrollando verticalmente su di essa. Lo stesso accade da PC con le Skin, la cui visualizzazione è “staccata” dallo scrolling della pagina. Come la “Skin mobile”, che è un nostro formato proprietario che eroghiamo in sostituzione alla skin solo sugli utenti mobile, anche gli altri placement pubblicitari di Leonardo, come il masthead, il box 300×250 e i formati video sono studiati per adattarsi al meglio al device di fruizione».

Negli ultimi tempi, il tema della viewability è sempre più sentito da chi pianifica online. «Il nostro impegno è quello di fornire il miglior servizio possibile al mercato – assicura Alberto Zilli -. Per far questo ci siamo muniti di tool tecnologici in grado di monitorare la viewability dei nostri formati e abbiamo lavorato intensamente per modificare e adeguare i placement, al fine di ottenere i risultati che il mercato richiede, e dove possibile anche migliorare i benchmark. Attualmente siamo in grado di garantire tassi di viewability superiori alle medie di mercato (i valori mediani sono intorno al 50%, ndr), ma ci dev’essere anche ragionevolezza da parte dei clienti su questo tema, in quanto la viewability 100% non esiste. In primis, perché non tutti i fattori che incidono su questo paramentro sono del tutto determinabili da noi, per esempio il comportamento dell’utente e la creatività più o meno in grado di attirare l’attenzione, e in secondo luogo perché alcune visualizzazioni sfuggono alla tecnologia attuale».

Per quanto più in generale riguarda il Programmatic, per Triboo Media si tratta di una fonte di ricavi in rapida crescita, afferma Zilli. «La verticalità del network e la nostra capacità di coprire profili interessanti rendono il Programmatic uno dei nostri principali driver di crescita, assieme al Performance e ai progetti speciali», spiega il manager. «Su un sito molto verticale come Motori.it, per esempio, il 70/80% dell’audience visita il listino, e questo è un dato di sicuro interesse per pianificazioni mirate in audience targeting non solo sul nostro vertical automotive, ma anche sulle altre properties che abbiamo in gestione. Programmatic significa meno dispersione, e questo rappresenta una grande opportunità per noi, per gli editori nostri partner e per i clienti», conclude Zilli.

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