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Selligent Marketing Cloud, messaggi più personalizzati grazie alle nuove Smart Audiences

Novità in casa Selligent Marketing Cloud. La piattaforma di marketing automation B2C, ha annunciato il lancio di Smart Audiences, la nuova capacità di Selligent Cortex, il motore guidato da IA appositamente costruito per offrire ai professionisti del marketing trasparenza nelle capacità predittive.

Progettato per il marketing relazionale, Smart Audiences è in grado di individuare il pubblico più rilevante per un contenuto particolare o un’offerta specifica, permettendo ai marketer di fornire comunicazioni personalizzate ai clienti su larga scala. Individuando le persone giuste a cui inviare messaggi, i marketer possono sviluppare campagne più mirate, ottenendo performance migliori e una maggiore soddisfazione del cliente.

«Mai come ora, i brand hanno il problema di doversi distinguere dal diluvio di comunicazioni che i consumatori ricevono ogni giorno -, ha affermato John Hernandez, CEO di Selligent Marketing Cloud -. Data la natura dinamica del marketing, non si tratta solo di accelerare i consigli, ma anche di identificare i giusti obiettivi per offerte specifiche. Questo è particolarmente utile per promuovere prodotti che si avvicinano alla fine del ciclo di vita oppure offerte stagionali. Con Smart Audiences sei sicuro di non esasperare i tuoi clienti bombardandoli con troppi messaggi non interessanti per loro, e ti assicuri che tutte le offerte siano personalizzate e significative. Le aziende che non forniscono rilevanza, rischiano di perdere per sempre i loro clienti».

Infatti, rilevanza e personalizzazione sono gli argomenti necessari per mantenere l’attenzione degli “avveduti” consumatori odierni. Stando a un recente studio di Selligent Marketing Cloud, oltre il 70% dei 7.000 consumatori interpellati a livello globale, ritiene importante che i brand capiscano la propria situazione individuale a ogni touchpoint di marketing e non sfruttino tutte le comunicazioni esclusivamente come opportunità di vendita. “Combinando Smart Audiences – spiega la società – con le capacità di Smart Block (creazione di consigli sui prodotti basati sull’IA) e di Send-Time Optimization (STO, ottimizzazione dei momenti di invio), Selligent Marketing Cloud offre un robusto motore di IA, che consente ai brand di sfruttare tutti i dati sui consumatori raccolti, al fine di sviluppare strategie di marketing davvero personalizzate e ottimizzate”.

La sfida del marketing data-driven: bilanciare personalizzazione e privacy dell’utente

Cresce l’utilizzo dei dati da parte dei marketer, soprattutto tra le media company. Lo confermano i risultati dello studio annuale di Salesforce “State of Marketing”, secondo cui nel 2019 l’uso di dati a fini di marketing in queste società crescerà addirittura del 50% anno su anno, il doppio della crescita che si registrerà mediamente tra le aziende dei vari settori.

La ricerca, basata su un campione di 4100 professionisti del marketing a livello globale appartenenti ai settori “retail and consumer goods”, “financial services”, “manufacturing”, “healthcare and life sciences”, “communications and media” e “travel, transportation and hospitality”, ha registrato anche un utilizzo crescente dell’intelligenza artificiale a fini di comunicazione, che dal 2017 ha visto un incremento medio del 44%.

Per i marketer, inoltre, il tema della personalizzazione della comunicazione rimane prioritario. E proprio l’AI viene utilizzata per attivare gli insight raccolti sugli utenti per una personalizzazione scalabile. Ma come qualsiasi rivoluzione tecnologica, anche l’avanzata dell’intelligenza artificiale porta problemi e responsabilità. I marketer, oggi – complici pratiche poco trasparenti di raccolta dei dati e il conseguente abbassamento della fiducia da parte degli utenti -, sono molto più di prima attenti al modo in cui implementano ed ampliano l’utilizzo di tali tecnologie. Oltre la metà degli intervistati, il 51%, è più consapevole del necessario bilanciamento tra personalizzazione e privacy dei consumatori rispetto a due anni fa. Ma tale equilibrio è difficile da trovare: solo il 30%, infatti, si ritiene completamente soddisfatto delle proprie capacità in merito.

Tra i professionisti del marketing in ambito media, l’utilizzo dell’AI è particolarmente forte rispetto alle altre industry: lo usa a fini di marketing circa un terzo degli intervistati, il 10% in più del livello d’uso medio tra i vari settori. E anche il tema della personalizzazione è particolarmente sentito: lo considera un elemento importante per il miglioramento delle strategie di marketing ben l’87% degli intervistati.

Email marketing, Adobe sfrutterà l’AI per predire quando è meglio inviare messaggi

Quando è meglio inviare un messaggio di email marketing? Adobe è al lavoro per individuare il momento più efficace, con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale.

La società infatti, sta sviluppando una tecnologia, all’interno della propria offerta Sensei che riunisce tutti i suoi strumenti di machine learning, per predire il momento migliore per inviare una email di marketing. Il suo lancio è previsto a breve.

L’idea alla base è che alle aziende che utilizzano gli strumenti di email marketing di Adobe Campaign basti definire una data di partenza e di fine delle loro campagne di email marketing e Sensei sarà capace di individuare il momento giusto per inviare i messaggi agli utenti destinatari.

Sempre sul fronte email marketing, il team di ricerca di Adobe sta lavorando anche a un modo per segmentare automaticamente i destinatari delle email in base al loro livello di engagement individuale con i messaggi. Una soluzione che, a detta dell’azienda, non solo sarà utile ai marketer a fini di targeting, ma li aiuterà anche a determinare la giusta frequenza di comunicazione con gli utenti.

Se entrambi i progetti sono ancora in fase di sviluppo, altre novità sono invece già sul mercato. Come un nuovo tool di creazione dei messaggi email, con un’interfaccia “drag-and-drop”, nuove capacità dinamiche di reportistica e un supporto multilingua per le notifiche push.

Intelligenza Artificiale, quali sono le applicazioni più frequenti nel marketing digitale?

Come viene utilizzata l’Intelligenza Artificiale nel campo della pubblicità digitale? Con quali scopi viene applicata? A queste domande ha provato a rispondere Xaxis in una sua recente ricerca condotta insieme a IAB Europe su oltre 1000 decision maker del mercato adv nel Vecchio Continente, provenienti da aziende, agenzie, editori e società di intermediazione.

Secondo i professionisti coinvolti nello studio, l’AI si rivela particolarmente di successo soprattutto nel migliorare la comprensione del pubblico e nel rendere più efficaci le strategie di targeting pubblicitario. Questa è un’idea condivisa, sebbene in misure differenti, da tutte le tipologie di operatori della filiera.

Nel caso delle agenzie, in particolare, l’AI viene considerata utile anche per consentire una migliore ottimizzazione dell’acquisto media (43%). Mentre tra gli intermediari un’altra motivazione citata frequentemente è il miglioramento dei risultati di business, menzionato da oltre un terzo dei rispondenti.

Sorprendentemente, tra gli editori il 44% ammette di non utilizzare l’Intelligenza Artificiale per nessun motivo legato al marketing digitale. Una percentuale che sale addirittura all’80% nel caso dei publisher italiani.

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Intelligenza Artificiale e pubblicità online: ecco cosa ne pensano i professionisti

L’80% di chi opera nel mondo della pubblicità online in Europa è convinto che l’Intelligenza Artificiale sia il motore della prossima rivoluzione industriale. E’ quanto emerge da uno studio effettuato da IAB Europe e Xaxis su oltre 1000 decision maker del mercato adv, provenienti da aziende, agenzie, editori e società di intermediazione.

Lo studio, che si è proposto di approfondire l’impatto presente e futuro dell’Intelligenza Artificiale sul mondo dell’adv digitale, ha rivelato che i professionisti sono concordi nel riconoscere il ruolo e il valore della tecnologia nel garantire migliori performance in ambito pubblicitario.

Quasi l’80% degli intervistati ha dichiarato di avere una buona conoscenza delle tecnologie di Intelligenza Artificiale, con un picco del 91% tra chi appartiene al mondo degli intemediari e dell’80% tra chi lavora in agenzia.

E’ ben diffusa la consapevolezza che l’AI abbia un impatto positivo sul raggiungimento degli obiettivi di business. Circa il 50% degli intervistati hanno affermato che essa migliora la produttività e aumenta il vantaggio competitivo. Inoltre, entrando nello specifico degli obiettivi dell’advertising digitale, secondo il 61% delle agenzie, il 43% degli editori e il 53% degli intermediari l’AI facilita l’efficacia del targeting, mentre per il 30% delle aziende, il 55% delle agenzie, il 40% degli editori e il 42% degli intermediari, consentirebbe una migliore identificazione di utenti e audience qualificati.

Quanto al futuro, secondo i risultati della ricerca le principali sfide che attendono il settore sono il fare meno affidamento al controllo umano (47%) e l’abilità di ottenere informazioni affidabili (55%). Il futuro dell’automazione pubblicitaria si giocherebbe tutto su un equilibrio positivo e produttivo tra l’AI, la forza lavoro umana e l’utente finale.

Cresce la Marketing Automation nel mondo: nel 2023 toccherà i 25,1 miliardi di dollari

Nel suo primo forecast globale dedicato alle tecnologie della Marketing Automation, Forrester Research stima che la spesa in questo settore non accennerà a diminuire nei prossimi anni, anzi, dagli 11,4 miliardi di dollari del 2017 arriverà a 25,1 miliardi nel 2023.

Il report ha suddiviso l’ampio mercato dell’automazione del marketing in sei differenti tecnologie: software per la gestione delle campagne cross-canale, piattaforme per il content marketing, piattaforme per l’automazione della gestione lead-to-revenue, programmi per la gestione delle risorse di mareting, soluzioni per il management delle interazioni in tempo reale e piattaforme per l’automazione del marketing all’interno di un canale.

Secondo la società, in tutte queste sei categorie la crescita nei prossimi anni sarà a doppia cifra. Più della metà dei professionisti coinvolti nel report (il 55%), infatti, ha dichiarato di avere intenzione di aumentare gli investimenti su questo mercato nel corso dei prossimi 12 mesi, con un quinto che prevede un aumento del 10% o superiore. Secondo Forrester il tasso medio di crescita annuale è stimabile in un +14% nei prossimi 5 anni.

Tra i principali traini a una sempre maggiore adozione della marketing automation, ci sono l’applicazione dell’intelligenza artificiale alle soluzioni – considerata indispensabile per migliorare personalizzazione, generazione e raccomandazione di contenuti, ed efficienza – la scalabilità degli strumenti e la loro possibilità di misurare il ritorno degli investimenti.

Quanto al tema dell’utilizzo dei dati, proprio delle piattaforme di questo settore, il report di Forrester mostra un’interessante evidenza, ossia che molti fornitori di questo tipo di soluzioni vedono nell’imminente GDPR europeo una normativa positiva, che potrebbe portare degli iniziali disagi, ma che a lungo termine non avrà conseguenze più stringenti di quelle poste da altri regolamenti già in essere.

Adobe punta sul search marketing con una nuova piattaforma

Adobe ricostruisce la sua offerta dedicata al Search marketing, dedicandole una piattaforma dedicata: Adobe Advertising Cloud Search, parte di Adobe Experience Cloud.

Si tratta di una piattaforma automatizzata, creata per consentire alle aziende che pianificano campagne search di prendere decisioni più informate sulla base dei miliardi di data point che di solito vengono considerati per annunci di questo tipo, dalle migliaia di keyword a parametri come localizzazione, dispositivo e parte del giornata. E, in ultima istanza, di far risparmiare tempo alle aziende ed aumentare il loro ROI.

Di fatto, Adobe Advertising Cloud Search semplifica il processo di applicazione dell’audience targeting al search marketing, anche grazie all’utilizzo di Sensei, il framework di intelligenza artificiale e machine learning di Adobe. Utilizzando le metriche di engagement granulari di Adobe Analytics e i segmenti di pubblico di Adobe Audience Manager e Adobe Campaign, Adobe Advertising Cloud Search sfrutta l'”intelligenza” di Sensei per offrire utili informazioni per l’ottimizzazione, la simulazione e il forecasting delle aste.

La piattaforma ha anche una nuova interfaccia utente, costruita da zero per assicurare facilità di utilizzo e rendere i flussi di lavoro più efficienti ed efficaci.

Adobe Advertising Cloud Search è già disponibile con le nuove funzioni a livello globale.

SpotX cresce nell’header bidding video; 3 modi di usare l’AI nell’email marketing

Un nuovo accordo di SpotX nel campo dell’header bidding video, il potenziale dell’Intelligenza Artificiale per l’email marketing, e il trend – in crescita – della gestione in-house del marketing business. Ne parliamo nella nostra rassegna internazionale del giorno.

Header Bidding Video? Sì, grazie.

Il player video JW Player ha scelto SpotX come partner esclusivo per il lancio di Video Player Bidding, una nuova soluzione di header bidding video. Integrata direttamente all’interno del player video, l’assegnazione dell’asta viene effettuata lato server prima che l’utente avvii il contenuto video, con una conseguente riduzione della latenza e un aumento dei fill rate. Leggi di più su AdExchanger.

Tre modi in cui l’AI può rivoluzionare l’email marketing

L’Intelligenza Artificiale è uno dei temi più al centro dell’attenzione oggi, e le sue applicazioni coinvolgono innumerevoli campi. Uno di questi è sicuramente l’email marketing, in cui il potenziale dell’AI spazia dall’automazione della gestione dei processi all’iper-personalizzazione dei messaggi. Tuttavia, non tutti i professionisti sanno come sfruttare in maniera pratica innovazioni come il Machine Learning per far crescere il proprio business in questo campo. Ecco tre modi in cui l’Intelligenza Artificiale può rivoluzionare il settore e alcuni consigli sulla sua applicazione. Leggi di più su Martech Today.

Marketing in-house, un trend in crescita

Il 56% dei brand conta di portare in-house più attività di marketing quest’anno, e quasi 6 su 10 gestiscono internamente già la metà del loro marketing business. Una ricerca internazionale conferma che quello del marketing in-house è un trend che sta prendendo sempre più piede tra le aziende, complici l’esigenza di un maggiore controllo e di più trasparenza nella conduzione degli acquisti media e nella gestione dei budget. Leggi di più su Digiday.

Sizmek si impegna ad offrire “piena trasparenza” sui costi del Programmatic

Massimi livelli di trasparenza, controllo e performance per le attività di media planning e media buying. E’ quanto Sizmek punta ad offrire attraverso la propria piattaforma basata sull’intelligenza artificiale.

Per aiutare agenzie e marketer a migliorare la propria comprensione della performance e del costo delle campagne basate sull’AI, infatti, la società garantisce prezzi trasparenti relativamente a media, creatività, dati, tecnologia e servizi associati, “una decisione  – spiega Sizmek in una nota – che l’azienda spera possa determinare un nuovo standard in un settore spesso criticato per via dei prezzi nascosti e dell’accesso selettivo agli insight delle campagne”.

In passato, infatti, agenzie e inserzionisti erano obbligati ad accettare dei compromessi tra trasparenza, controllo e performance, trovandosi in mezzo tra le preoccupazioni sulla limitata visibilità sui prezzi delle campagne e sulla facilità di accesso ai dati e le migliori performance consentite dalle soluzioni automatizzate. “Le agenzie dovevano scegliere tra lavorare con provider non trasparenti che offrivano risultati eccezionali e lavorare con provider più trasparenti dai risultati inferiori”, specifica la società nella nota.

Una tendenza a cui l’azienda ha voluto rispondere, come spiega Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek: «Sizmek si impegna costantemente a rispondere alle esigenze del settore in continua evoluzione. Agenzie e marketer chiedono maggiore visibilità e controllo. Desiderano che i propri partner abbandonino le pratiche black box, che nascondono i veri costi delle campagne e indeboliscono la fiducia nei risultati degli investimenti media. Non ci sono dubbi che agenzie e inserzionisti apprezzino gli insight basati sull’AI ma desiderano una visibilità totale sul processo. Ecco perché abbiamo deciso di guidare il settore verso una nuova era offrendo consulenza e ottimizzazione basate sull’intelligenza artificiale attraverso tutto il piano media in piena trasparenza».

Quello della trasparenza, infatti, è un tema particolarmente attuale nel mercato della pubblicità digitale, e col tempo sta diventando una condizione imprescindibile per chi acquista pubblicità in programmatic. Secondo una recente indagine della World Federation of Advertisers (WFA), il 90% degli inserzionisti rivede i propri contratti di programmatic adv cercando provider che offrano una maggiore trasparenza. La stessa ricerca ha inoltre rilevato che, con una maggiore visibilità sui costi del media plan, le agenzie sentono di poter valutare e comunicare meglio il ROI ai propri clienti.

Intelligenza artificiale applicata ai dati: dataxu annuncia una nuova soluzione

Dataxu amplia la propria offerta con Open AI for Ads, un nuovo strumento che consente agli utenti della DSP TouchPoint della società di migliorare le performance delle campagne sfruttando l’intelligenza artificiale insieme a dati proprietari e di alta qualità.

Si tratta di una soluzione flessibile che può sfruttare, attraverso algoritmi customizzati, sia dati di prima che di terza parte, migliorando le performance delle campagne e allo stesso tempo riducendo il tempo speso nella gestione delle campagne stesse.

«Man mano che il business tradizionale dell’acquisto media si standardizza, le aziende da un lato richiedono capacità di analytics sofisticate alle loro agenzie, dall’altro vogliono abbassare il costo di gestione dell’investimento pubblicitario – spiega Michael K. Baker, CEO and co-founder di dataxu -. Open AI for Ads offre ai nostri clienti agenzie uno strumento potente che sfrutta l’intelligenza artificiale e la software automation per rispondere ai bisogni dei marketer. I team pubblicitari possono facilmente codificare gli insight provenienti dai loro dati per creare una soluzione potente e proprietaria per il programmatic buying».

Alla base dello sviluppo Open AI for Ads, una collaborazione tra dataxu e Oracle Data Cloud. L’algoritmo fornito da Oracle associa automaticamente i dati di prima parte del brand al data set di Oracle Data Cloud, per identificare i modelli dei comportamenti e dei consumatori più propensi ad essere attirati dal brand. L’algoritmo, inoltre, aggiusta il targeting della DSP e le strategie di bidding per produrre più conversioni a un costo più basso.

Una soluzione fatta apposta per quei brand e agenzie che non sono forniti di un team di data science interno, e che puntano a una gestione dei processi efficente e allo stesso tempo poco onerosa.

Open AI for Ads fa parte di “Algorithm Marketplace”, il sistema, lanciato nel 2013, che consente agli utilizzatori della DSP TouchPoint di selezionare tra dozzine di algoritmi per decidere l’approccio di bidding da adottare per una campagna.

Attualmente, si diceva, partner della soluzione è Oracle Data Cloud, ma dataxu conta di aggiungere altri proprietari di dati a Open AI for Ads nei prossimi mesi. La società starebbe già conducendo dei colloqui con società interessate a fornire e monetizzare i propri insight, in un ambiente sicuro e privacy-friendly.