Main partner:

Jobs

Email marketing, Adobe sfrutterà l’AI per predire quando è meglio inviare messaggi

Quando è meglio inviare un messaggio di email marketing? Adobe è al lavoro per individuare il momento più efficace, con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale.

La società infatti, sta sviluppando una tecnologia, all’interno della propria offerta Sensei che riunisce tutti i suoi strumenti di machine learning, per predire il momento migliore per inviare una email di marketing. Il suo lancio è previsto a breve.

L’idea alla base è che alle aziende che utilizzano gli strumenti di email marketing di Adobe Campaign basti definire una data di partenza e di fine delle loro campagne di email marketing e Sensei sarà capace di individuare il momento giusto per inviare i messaggi agli utenti destinatari.

Sempre sul fronte email marketing, il team di ricerca di Adobe sta lavorando anche a un modo per segmentare automaticamente i destinatari delle email in base al loro livello di engagement individuale con i messaggi. Una soluzione che, a detta dell’azienda, non solo sarà utile ai marketer a fini di targeting, ma li aiuterà anche a determinare la giusta frequenza di comunicazione con gli utenti.

Se entrambi i progetti sono ancora in fase di sviluppo, altre novità sono invece già sul mercato. Come un nuovo tool di creazione dei messaggi email, con un’interfaccia “drag-and-drop”, nuove capacità dinamiche di reportistica e un supporto multilingua per le notifiche push.

Intelligenza Artificiale, quali sono le applicazioni più frequenti nel marketing digitale?

Come viene utilizzata l’Intelligenza Artificiale nel campo della pubblicità digitale? Con quali scopi viene applicata? A queste domande ha provato a rispondere Xaxis in una sua recente ricerca condotta insieme a IAB Europe su oltre 1000 decision maker del mercato adv nel Vecchio Continente, provenienti da aziende, agenzie, editori e società di intermediazione.

Secondo i professionisti coinvolti nello studio, l’AI si rivela particolarmente di successo soprattutto nel migliorare la comprensione del pubblico e nel rendere più efficaci le strategie di targeting pubblicitario. Questa è un’idea condivisa, sebbene in misure differenti, da tutte le tipologie di operatori della filiera.

Nel caso delle agenzie, in particolare, l’AI viene considerata utile anche per consentire una migliore ottimizzazione dell’acquisto media (43%). Mentre tra gli intermediari un’altra motivazione citata frequentemente è il miglioramento dei risultati di business, menzionato da oltre un terzo dei rispondenti.

Sorprendentemente, tra gli editori il 44% ammette di non utilizzare l’Intelligenza Artificiale per nessun motivo legato al marketing digitale. Una percentuale che sale addirittura all’80% nel caso dei publisher italiani.

iab-xaxis-ai

 

Intelligenza Artificiale e pubblicità online: ecco cosa ne pensano i professionisti

L’80% di chi opera nel mondo della pubblicità online in Europa è convinto che l’Intelligenza Artificiale sia il motore della prossima rivoluzione industriale. E’ quanto emerge da uno studio effettuato da IAB Europe e Xaxis su oltre 1000 decision maker del mercato adv, provenienti da aziende, agenzie, editori e società di intermediazione.

Lo studio, che si è proposto di approfondire l’impatto presente e futuro dell’Intelligenza Artificiale sul mondo dell’adv digitale, ha rivelato che i professionisti sono concordi nel riconoscere il ruolo e il valore della tecnologia nel garantire migliori performance in ambito pubblicitario.

Quasi l’80% degli intervistati ha dichiarato di avere una buona conoscenza delle tecnologie di Intelligenza Artificiale, con un picco del 91% tra chi appartiene al mondo degli intemediari e dell’80% tra chi lavora in agenzia.

E’ ben diffusa la consapevolezza che l’AI abbia un impatto positivo sul raggiungimento degli obiettivi di business. Circa il 50% degli intervistati hanno affermato che essa migliora la produttività e aumenta il vantaggio competitivo. Inoltre, entrando nello specifico degli obiettivi dell’advertising digitale, secondo il 61% delle agenzie, il 43% degli editori e il 53% degli intermediari l’AI facilita l’efficacia del targeting, mentre per il 30% delle aziende, il 55% delle agenzie, il 40% degli editori e il 42% degli intermediari, consentirebbe una migliore identificazione di utenti e audience qualificati.

Quanto al futuro, secondo i risultati della ricerca le principali sfide che attendono il settore sono il fare meno affidamento al controllo umano (47%) e l’abilità di ottenere informazioni affidabili (55%). Il futuro dell’automazione pubblicitaria si giocherebbe tutto su un equilibrio positivo e produttivo tra l’AI, la forza lavoro umana e l’utente finale.

Cresce la Marketing Automation nel mondo: nel 2023 toccherà i 25,1 miliardi di dollari

Nel suo primo forecast globale dedicato alle tecnologie della Marketing Automation, Forrester Research stima che la spesa in questo settore non accennerà a diminuire nei prossimi anni, anzi, dagli 11,4 miliardi di dollari del 2017 arriverà a 25,1 miliardi nel 2023.

Il report ha suddiviso l’ampio mercato dell’automazione del marketing in sei differenti tecnologie: software per la gestione delle campagne cross-canale, piattaforme per il content marketing, piattaforme per l’automazione della gestione lead-to-revenue, programmi per la gestione delle risorse di mareting, soluzioni per il management delle interazioni in tempo reale e piattaforme per l’automazione del marketing all’interno di un canale.

Secondo la società, in tutte queste sei categorie la crescita nei prossimi anni sarà a doppia cifra. Più della metà dei professionisti coinvolti nel report (il 55%), infatti, ha dichiarato di avere intenzione di aumentare gli investimenti su questo mercato nel corso dei prossimi 12 mesi, con un quinto che prevede un aumento del 10% o superiore. Secondo Forrester il tasso medio di crescita annuale è stimabile in un +14% nei prossimi 5 anni.

Tra i principali traini a una sempre maggiore adozione della marketing automation, ci sono l’applicazione dell’intelligenza artificiale alle soluzioni – considerata indispensabile per migliorare personalizzazione, generazione e raccomandazione di contenuti, ed efficienza – la scalabilità degli strumenti e la loro possibilità di misurare il ritorno degli investimenti.

Quanto al tema dell’utilizzo dei dati, proprio delle piattaforme di questo settore, il report di Forrester mostra un’interessante evidenza, ossia che molti fornitori di questo tipo di soluzioni vedono nell’imminente GDPR europeo una normativa positiva, che potrebbe portare degli iniziali disagi, ma che a lungo termine non avrà conseguenze più stringenti di quelle poste da altri regolamenti già in essere.

Adobe punta sul search marketing con una nuova piattaforma

Adobe ricostruisce la sua offerta dedicata al Search marketing, dedicandole una piattaforma dedicata: Adobe Advertising Cloud Search, parte di Adobe Experience Cloud.

Si tratta di una piattaforma automatizzata, creata per consentire alle aziende che pianificano campagne search di prendere decisioni più informate sulla base dei miliardi di data point che di solito vengono considerati per annunci di questo tipo, dalle migliaia di keyword a parametri come localizzazione, dispositivo e parte del giornata. E, in ultima istanza, di far risparmiare tempo alle aziende ed aumentare il loro ROI.

Di fatto, Adobe Advertising Cloud Search semplifica il processo di applicazione dell’audience targeting al search marketing, anche grazie all’utilizzo di Sensei, il framework di intelligenza artificiale e machine learning di Adobe. Utilizzando le metriche di engagement granulari di Adobe Analytics e i segmenti di pubblico di Adobe Audience Manager e Adobe Campaign, Adobe Advertising Cloud Search sfrutta l'”intelligenza” di Sensei per offrire utili informazioni per l’ottimizzazione, la simulazione e il forecasting delle aste.

La piattaforma ha anche una nuova interfaccia utente, costruita da zero per assicurare facilità di utilizzo e rendere i flussi di lavoro più efficienti ed efficaci.

Adobe Advertising Cloud Search è già disponibile con le nuove funzioni a livello globale.

SpotX cresce nell’header bidding video; 3 modi di usare l’AI nell’email marketing

Un nuovo accordo di SpotX nel campo dell’header bidding video, il potenziale dell’Intelligenza Artificiale per l’email marketing, e il trend – in crescita – della gestione in-house del marketing business. Ne parliamo nella nostra rassegna internazionale del giorno.

Header Bidding Video? Sì, grazie.

Penske Media, editore di importanti testate come WWD e Variety, ha deciso di puntare su una maggiore monetizzazione dell’inventory del suo player video JW Player, ed ha scelto SpotX come partner esclusivo per il lancio di Video Player Bidding, una nuova soluzione di header bidding video. Integrata direttamente all’interno del player video, l’assegnazione dell’asta viene effettuata lato server prima che l’utente avvii il contenuto video, con una conseguente riduzione della latenza e un aumento dei fill rate. Leggi di più su AdExchanger.

Tre modi in cui l’AI può rivoluzionare l’email marketing

L’Intelligenza Artificiale è uno dei temi più al centro dell’attenzione oggi, e le sue applicazioni coinvolgono innumerevoli campi. Uno di questi è sicuramente l’email marketing, in cui il potenziale dell’AI spazia dall’automazione della gestione dei processi all’iper-personalizzazione dei messaggi. Tuttavia, non tutti i professionisti sanno come sfruttare in maniera pratica innovazioni come il Machine Learning per far crescere il proprio business in questo campo. Ecco tre modi in cui l’Intelligenza Artificiale può rivoluzionare il settore e alcuni consigli sulla sua applicazione. Leggi di più su Martech Today.

Marketing in-house, un trend in crescita

Il 56% dei brand conta di portare in-house più attività di marketing quest’anno, e quasi 6 su 10 gestiscono internamente già la metà del loro marketing business. Una ricerca internazionale conferma che quello del marketing in-house è un trend che sta prendendo sempre più piede tra le aziende, complici l’esigenza di un maggiore controllo e di più trasparenza nella conduzione degli acquisti media e nella gestione dei budget. Leggi di più su Digiday.

Sizmek si impegna ad offrire “piena trasparenza” sui costi del Programmatic

Massimi livelli di trasparenza, controllo e performance per le attività di media planning e media buying. E’ quanto Sizmek punta ad offrire attraverso la propria piattaforma basata sull’intelligenza artificiale.

Per aiutare agenzie e marketer a migliorare la propria comprensione della performance e del costo delle campagne basate sull’AI, infatti, la società garantisce prezzi trasparenti relativamente a media, creatività, dati, tecnologia e servizi associati, “una decisione  – spiega Sizmek in una nota – che l’azienda spera possa determinare un nuovo standard in un settore spesso criticato per via dei prezzi nascosti e dell’accesso selettivo agli insight delle campagne”.

In passato, infatti, agenzie e inserzionisti erano obbligati ad accettare dei compromessi tra trasparenza, controllo e performance, trovandosi in mezzo tra le preoccupazioni sulla limitata visibilità sui prezzi delle campagne e sulla facilità di accesso ai dati e le migliori performance consentite dalle soluzioni automatizzate. “Le agenzie dovevano scegliere tra lavorare con provider non trasparenti che offrivano risultati eccezionali e lavorare con provider più trasparenti dai risultati inferiori”, specifica la società nella nota.

Una tendenza a cui l’azienda ha voluto rispondere, come spiega Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek: «Sizmek si impegna costantemente a rispondere alle esigenze del settore in continua evoluzione. Agenzie e marketer chiedono maggiore visibilità e controllo. Desiderano che i propri partner abbandonino le pratiche black box, che nascondono i veri costi delle campagne e indeboliscono la fiducia nei risultati degli investimenti media. Non ci sono dubbi che agenzie e inserzionisti apprezzino gli insight basati sull’AI ma desiderano una visibilità totale sul processo. Ecco perché abbiamo deciso di guidare il settore verso una nuova era offrendo consulenza e ottimizzazione basate sull’intelligenza artificiale attraverso tutto il piano media in piena trasparenza».

Quello della trasparenza, infatti, è un tema particolarmente attuale nel mercato della pubblicità digitale, e col tempo sta diventando una condizione imprescindibile per chi acquista pubblicità in programmatic. Secondo una recente indagine della World Federation of Advertisers (WFA), il 90% degli inserzionisti rivede i propri contratti di programmatic adv cercando provider che offrano una maggiore trasparenza. La stessa ricerca ha inoltre rilevato che, con una maggiore visibilità sui costi del media plan, le agenzie sentono di poter valutare e comunicare meglio il ROI ai propri clienti.

Intelligenza artificiale applicata ai dati: dataxu annuncia una nuova soluzione

Dataxu amplia la propria offerta con Open AI for Ads, un nuovo strumento che consente agli utenti della DSP TouchPoint della società di migliorare le performance delle campagne sfruttando l’intelligenza artificiale insieme a dati proprietari e di alta qualità.

Si tratta di una soluzione flessibile che può sfruttare, attraverso algoritmi customizzati, sia dati di prima che di terza parte, migliorando le performance delle campagne e allo stesso tempo riducendo il tempo speso nella gestione delle campagne stesse.

«Man mano che il business tradizionale dell’acquisto media si standardizza, le aziende da un lato richiedono capacità di analytics sofisticate alle loro agenzie, dall’altro vogliono abbassare il costo di gestione dell’investimento pubblicitario – spiega Michael K. Baker, CEO and co-founder di dataxu -. Open AI for Ads offre ai nostri clienti agenzie uno strumento potente che sfrutta l’intelligenza artificiale e la software automation per rispondere ai bisogni dei marketer. I team pubblicitari possono facilmente codificare gli insight provenienti dai loro dati per creare una soluzione potente e proprietaria per il programmatic buying».

Alla base dello sviluppo Open AI for Ads, una collaborazione tra dataxu e Oracle Data Cloud. L’algoritmo fornito da Oracle associa automaticamente i dati di prima parte del brand al data set di Oracle Data Cloud, per identificare i modelli dei comportamenti e dei consumatori più propensi ad essere attirati dal brand. L’algoritmo, inoltre, aggiusta il targeting della DSP e le strategie di bidding per produrre più conversioni a un costo più basso.

Una soluzione fatta apposta per quei brand e agenzie che non sono forniti di un team di data science interno, e che puntano a una gestione dei processi efficente e allo stesso tempo poco onerosa.

Open AI for Ads fa parte di “Algorithm Marketplace”, il sistema, lanciato nel 2013, che consente agli utilizzatori della DSP TouchPoint di selezionare tra dozzine di algoritmi per decidere l’approccio di bidding da adottare per una campagna.

Attualmente, si diceva, partner della soluzione è Oracle Data Cloud, ma dataxu conta di aggiungere altri proprietari di dati a Open AI for Ads nei prossimi mesi. La società starebbe già conducendo dei colloqui con società interessate a fornire e monetizzare i propri insight, in un ambiente sicuro e privacy-friendly.

Sizmek, accordo con Tapad per migliorare la reach cross-dispositivo

Sizmek ha annunciato un nuovo accordo globale con Tapad, società di marketing cross-dispositivo. Integrando la tecnologia Tapad Device Graph, la piattaforma d’acquisto migliorerà le proprie capacità predittive fondate sull’intelligenza artificiale per consegnare messaggi corretti e cross-dispositivo su scala globale, in un ambiente sicuro dal punto di vista della privacy.

Grazie alle funzionalità di attivazione dati, ottimizzazione creativa ed esecuzione media di Sizmek, la soluzione potenzierà l’efficienza e la precisione delle campagne di pubblicità digitale riuscendo a riconoscere le persone su tutti i dispositivi. In questo modo, gli inserzionisti potranno ottenere una visione chiara del customer journey degli utenti, realizzare economie di scala senza compromettere l’efficienza e scoprire nuove opportunità di conversione.

I clienti di Sizmek avranno accesso ai dataset di Tapad, conformi alle normative di tutto il mondo e con elevati livelli di protezione della privacy, nelle Americhe e nelle regioni EMEA e APAC. Ottenendo una conoscenza più approfondita delle preferenze dei consumatori, delle loro intenzioni d’acquisto e delle abitudini di conversione, Sizmek e i propri clienti saranno in grado di potenziare le strategie di comunicazione, migliorando il riconoscimento cross-dispositivo dell’audience.

“Tapad è nota per le sue avanzate funzionalità cross-device e l’integrazione della sua offerta rientra nel nostro programma volto a coinvolgere i migliori provider di soluzioni per la gestione del dato e la misurazione”, ha commentato Enrico Quaroni, Managing Director per l’Italia di Sizmek. “Grazie a questa partnership, potremo offrire ai nostri clienti una maggiore precisione e una reach più ampia delle campagne marketing sulla base delle informazioni sugli utenti, che andranno ad aggiungersi alla nostra offerta completa di ottimizzazione creativa, abilitazione del dato ed esecuzione media”.

“L’offerta di Sizmek basata sulle migliori tecnologie di intelligenza artificiale e machine learning del mercato costituisce un’ottima integrazione al nostro Device Graph”, ha dichiarato Chris Feo, SVP, strategy & global partnerships di Tapad. “La nostra capacità di creare segmenti più piccoli e personalizzati insieme al modeling basato sull’AI di Sizmek garantiranno efficienza, efficacia e un maggiore ROI ai marketer di tutto il mondo”.

Publicis Groupe: continuano i lavori sulla piattaforma Marcel, con il lancio di un incubatore

Continuano i lavori di Publicis Groupe sul progetto Marcel, la nuova piattaforma di intelligenza artificiale che dovrebbe vedere la luce l’estate prossima.

Secondo quanto riporta il sito Campaign, la holding francese avrebbe lanciato un incubatore per testare la tipologia di servizi che Marcel potrebbe offrire ai clienti del gruppo. L’incubatore, che si chiama M Labs, è stato lanciato internamente a settembre, e sarebbe già al lavoro un primo cliente partner sulla selezione di modalità “intelligenti” di raccolta di un team per la realizzazione di un grosso progetto aziendale.

Marcel è stato presentato per la prima volta da Publicis Groupe lo scorso giugno, quando, con un annuncio che aveva destato molto scalpore, il CEO del gruppo Arthur Sadoun aveva dichiarato che avrebbe sospeso ogni partecipazione ad eventi promozionali (Cannes Lions compresi) per dedicare adeguate risorse a questo progetto in partenza. La piattaforma sarà una sorta di assistente professionale tecnologicamente avanzato, il cui obiettivo sarà quello di connettere gli 80 mila dipendenti del gruppo, impegnati in 200 discipline in 130 Paesi, identificando per essi opportunità di progetti cross-mercato e anticipando i bisogni dei loro clienti attraverso analisi predittive.

Inizialmente la finalità di Marcel era quella di fungere da piattaforma di condivisione di conoscenze, basata sull’intelligenza artificiale, ma sarebbero allo studio ulteriori servizi aggiuntivi, che tramite M Labs verrebbero testati sia in termini di funzionamento sia di gradimento da parte dei dipendenti.

Il lancio definitivo della piattaforma è atteso per la conferenza VivaTech il prossimo giugno, ma secondo quanto ha dichiarato alla testata britannica Carla Serrano, chief strategy officer di Publicis Groupe e chief executive di Publicis New York, la società spera di poter condividere prima di allora «alcuni beta test» effettuati tramite M Labs, magari già entro la fine dell’anno o all’inizio del 2018.