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AdBlock Plus vs Facebook: gli ad blocking torneranno a bloccare gli annunci sul social

AdBlock Plus risponde alla mossa di Facebook di qualche giorno fa in cui Menlo Park aveva annunciato l’arrivo di nuove funzionalità in fatto di adv e, allo stesso tempo, che cercherà di aggirare gli ad blocking (leggi l’articolo dedicato).

Adblock Plus, a pochi giorni dalle novità lanciate da Facebook, promette agli utenti che torneranno a non vedere da pc le pubblicità sulla bacheca o sulla colonna di destra.

Secondo la società guidata da Zuckerberg, l’ultima versione di AdBlock rimuoverebbe anche i normali post di amici e pagine nel tentativo di bloccare gli annunci.

Il team di Adblock Plus, dal canto suo, fa sapere che: “Questo tipo di battaglia tra la comunità open source dell’ad-blocking e gli aggiratori va avanti da quando gli ad blocking sono stati inventati; quindi è molto probabile che Facebook adatterà il codice per rendere i filtri inutili. Ogni volta che questo accadrà la comunità troverà un altro stratagemma e così via”.

(Leggi l’articolo su Engage.it)

In arrivo Brave, un nuovo browser che blocca la pubblicità

Uno degli argomenti più sentiti e importanti in questo momento per il settore della pubblicità digital è quello della diffusione degli ad blcking da parte degli utenti, che mal sopportano le forme di pubblicità più invasive.

Una soluzione rivoluzionaria potrebbe arrivare da Brave, la start up fondata da Brendan Eich, padre del JavaScript e uno dei fondatori di Mozilla.

Come spiega Business Insider, la nuova realtà ha ideato il browser omonimo Brave che blocca di default ogni tipologia di annuncio per poi sostituirli con altri, meno fastidiosi, sfruttando le tecnologie del programmatic.

La nuova interfaccia di navigazione va incontro alle esigenze degli utenti, che preserveranno la propria privacy, visto che non saranno erogati ad che utilizzano sistemi di tracciamento, e potranno navigare senza essere rallentati dai banner più invadenti, con una velocità 40% superiore su desktop e fino a quattro volte più veloce su mobile.

Agli editori andà direttamente il 55% degli introiti pubblicitari, il 15% andrà a Brave e il 15% al partner che ha fornito l’annuncio. Infine, un 10-15% potrebbe arrivare agli utenti sotto forma di credito da utilizzare per pagare i siti preferiti, su cui vedrebbero scomparire gli annunci.
(Leggi l’articolo completo su Engage.it)