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Cosa cercano le aziende in una DSP

Quali sono le caratteristiche che i marketer trovano più importanti nella selezione di una piattaforma demand-side? La risposta in uno studio

di Alessandra La Rosa
19 luglio 2018
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Il Programmatic è un mercato in crescita, ma recentemente, vuoi per esigenze di maggiore trasparenza o di ottimizzazione dei costi, brand ed editori hanno iniziato a concentrare il numero di partner utilizzati.

Una recente ricerca di Pathmatics ha evidenziato come in due anni i publisher abbiano ridotto del 26% il numero di SSP utilizzate. E la stessa cosa vale anche per le DSP, il cui numero medio per inserzionista è calato nello stesso arco di tempo del 40%.

Per questo, per una piattaforma ad tech, è fondamentale capire quali suoi plus possono fare la differenza nella scelta da parte di un cliente. Ad esempio, cosa cerca un’azienda in una DSP?

A questa specifica domanda risponde uno studio di Advertiser Perceptions, che ha indagato i criteri di scelta delle piattaforme demand-side da parte di aziende e agenzie intervistando i professionisti di quasi 400 società americane.

Al primo posto, tra le capacità considerate indispensabili, ci sono reach e scalabilità dell’audience, reputate più importanti sia delle funzioni di targeting che di quelle di reportistica.

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La “portata” del servizio è una caratteristica che del resto è considerata fondamentale anche nella ricerca di altro tipo di piattaforme. Qualche mese fa, sempre Advertiser Perceptions aveva individuato la “scoperta di inventory pubblicitarie” (ad inventory discovery) come principale criterio di selezione delle piattaforme di gestione dei dati (DMP).

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