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A sorpresa, cresce l’inventory di video programmatico nel T1 2016

Ooyala ha registrato un aumento del 22% nelle impressioni e un incremento del 13% nei CPM dei private marketplace rispetto all’ultimo trimestre del 2015. Un dato notevole considerata la tradizionale debolezza del mercato in questo periodo

di Cosimo Vestito
17 giugno 2016
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Nel primo trimestre del 2016, è stato reso disponibile un maggior volume di inventory per il video digitale in Programmatic, con costi per migliaia (CPM) in modesta ascesa, nonostante quello in questione sia tradizionalmente un periodo fiacco per il mercato pubblicitario.

Grazie ad un recente studio, Ooyala ha registrato un aumento del 22% nelle impressioni e un incremento del 13% nei CPM dei private marketplace nel primo trimestre dell’anno dall’ultimo trimestre del 2015. Questo ha portato ad una crescita complessiva del 74% nelle impressioni pagate. Un dato notevole, perché nel primi tre mesi dell’anno, tipicamente, gli editori osservano un calo nei CPM.

A causa dell’avanzata delle tecnologie di blocco pubblicitario adottate dai consumatori, Ooyala afferma che il reinserimento degli annunci, la cosiddetta ad-insertion, è aumentato del 23% durante il T1 2016. Questo strumento è in grado di aiutare editori ed emittenti ad incontrare gli obiettivi di ricavo.

Stando ai calcoli effettuati dall’azienda ad tech, un editore con 43 milioni di impressioni pubblicitarie settimanali, il 23% delle quali proveniente dalla procedura di reinserimento, può aumentare i ricavi per somme tra i 150.000 e i 250.000 dollari a settimana quando utilizza CPM tra i 15 e 25 dollari. Annualmente, si potrebbero raggiungere tra gli 8 e i 13 milioni di dollari. Un editore più piccolo che totalizza 7 milioni di impressioni settimanali, con il 17% dei suoi annunci erogato attraverso ad-reinsertion, può vedere un miglioramento nelle entrate pubblicitarie tra 1 e 1,5 milioni di dollari in un anno.

Altro dato emerso dalla ricerca di Ooyala riguarda la scoperta di nuovi video: le raccomandazioni personalizzate rappresentano ancora uno dei migliori strumenti. Se ad un utente sono mostrati video raccomandati per 10 volte e lui li riproduce quattro volte, si ottiene il 40% di “discovery start ratio”.

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