Main partner:

Impression fraudolente: quanto è diffuso il fenomeno tra le applicazioni mobile?

Sizmek ha dedicato un white paper al tema delle frodi pubblicitarie in ambiente mobile app, analizzando 20 miliardi di annunci pubblicitari su device iOS e Android. Ecco i risultati

di Alessandra La Rosa
14 dicembre 2016
in-app-frode

Sizmek ha analizzato in un nuovo whitepaper il tema delle frodi pubblicitarie in ambiente mobile app. Il risultato? Oltre la metà (il 52%) delle applicazioni non certificate e circa un decimo di quelle certificate (8%) generano traffico fraudolento, ossia pubblicità non visibile o non richiesta.

Evidenze che fanno riflettere su quanto anche all’interno delle inventory in-app il volume delle impression non valide sia cospicuo, con conseguenze dirette sugli inserzionisti pubblicitari (che pagano “a vuoto” per campagne mai viste) e sugli utenti (che vedono il consumo di dati e batteria del loro smartphone aumentare senza alcun apparente motivo).

Secondo il report della società, che ha analizzato 20 miliardi di impression da app su device iOS e Android, circa 24 mila applicazioni non certificate dai marketplace ufficiali risultano generare traffico non valido. Inoltre, sebbene gli app store ufficiali forniscano una sorta di controllo sull’ammissione di app considerate fraudolente, tuttavia queste ultime riescono ad arrivare ugualmente all’interno dei dispositivi di alcuni utenti, generalmente chi scarica programmi da store di terze parti o da siti web, dove gli sviluppatori riescono a posizionare app all’aspetto “legittime”. In tutto sono state 4000 le app certificate generatrici di traffico fake.

Il programmatic nella tua e-mail. Ricevi gratuitamente la nostra newsletter