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Programmatic Tv, quali i principali benefici per i marketer?

Secondo un sondaggio condotto da WideOrbit nel mese di marzo, la maggior parte dei marketer americani individua nel targeting il principale motore degli investimenti su questo mezzo. Entro il 2018 la televisione programmatica arriverà a valere 4,43 miliardi di dollari

di Cosimo Vestito
08 luglio 2016
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Si prevede un futuro decisamente favorevole per la televisione programmatica, soprattutto nei prossimi due anni. eMarketer stima, infatti, che la spesa in questo mezzo raggiungerà i 710 milioni di dollari nel 2016, per poi schizzare a 4,43 miliardi entro il 2018, rappresentando così, negli Stati Uniti, circa il 6% del mercato pubblicitario televisivo complessivo.

Ma quali sono le principali motivazioni che stanno inducendo gli operatori americani ad investire sempre di più? Secondo un sondaggio condotto a marzo da WideOrbit, azienda fornitrice di sistemi di gestione dell’inventory per la radiotelevisione, il targeting costituisce la spinta principale all’acquisto di tv programmatica, circa il 58% dei rispondenti l’ha infatti indicato come beneficio più importante, posizionandosi prima dell’efficienza dei costi o dell’automazione.

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Tutta questa attenzione da parte dell’industria non dovrebbe sorprendere, rendere la pubblicità televisiva più efficace tramite una più intelligente collocazione degli annunci è uno degli obiettivi dei professionisti del settore catodico.

Il ruolo del targeting come motore nella televisione programmatica è ulteriormente evidenziato dall’utilizzo, da parte di inserzionisti e agenzie media, di fonti dati alternative negli acquisti automatizzati. La combinazione di informazioni di terza parte sui consumatori con i dati sulla visione tv crea un mezzo più potente per segmentare e acquistare pubblico, procedendo oltre le descrizioni tradizionali di età e sesso.

Fa notare eMarketer che l’automazione propria della televisione programmatica semplificherà ai compratori l’elaborazione di obiettivi di audience più complessi, che saranno generati quando i dati tv si arricchiranno delle informazioni sui comportamenti del consumatore. La speranza per i marketer è che il targeting potenziato in tale ambente migliori l’efficacia della pubblicità.

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