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Programmatic in Italia: per il 2017 stimato un giro d’affari di 400 milioni di euro

In occasione del Programmatic Day 2017, Andrea Lamperti, direttore dell’Osservatorio New Media & New Internet del PoliMi, ha illustrato le nuove previsioni di andamento per il mercato: «Quest’anno un incremento di oltre il +25% rispetto al 2016»

di Andrea Di Domenico
12 aprile 2017
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«Nel 2016 il programmatic advertising ha raggiunto un giro d’affari di circa 315 milioni di euro, in aumento del 25% rispetto al 2015»: a dirlo è stato Andrea Lamperti, direttore dell’Osservatorio Internet Media del PoliMi, nell’intervento di apertura della terza edizione del Programmatic Day, l’evento organizzato da Engage e Programmatic Italia al Cinema Orfeo di Milano. «Il risultato è stato migliore di quanto avevamo previsto a inizio anno, grazie ad un’accelerazione degli investimenti registrata negli ultimi mesi del 2016», ha aggiunto Lamperti, sul palcoscenico insieme a Simone Freddi, Direttore di Engage e Programmatic Italia.

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Nel 2017 il mercato nazionale del programmatic continuerà ad aumentare il suo peso, come sta già avvenendo in questa prima parte dell’anno. «Prevediamo per il 2017 un giro d’affari di 400 milioni di euro, con un incremento dunque di oltre il +25% rispetto al 2016», ha detto ancora Lamperti. Nel 2016 il digital advertising ha chiuso l’anno con un fatturato di 2,36 miliardi, ovvero il 30% del mercato pubblicitario nazionale. Di questi 2,36 miliardi il 57%, pari a 1,35 miliardi, spettano al display, di cui il programmatic è arrivato a rappresentare il 23% contro il 19% del 2015. «Questa quota dovrebbe salire ancora nel 2017 e raggiungere così il 28% dei ricavi display», ha aggiunto Lamperti.

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Yoursight, ecco i dati della prima edizione della ricerca di Engage e Human Highway

Le forme più evolute della comunicazione pubblicitaria prendono dunque sempre di più il sopravvento, in un mercato però dove l’alfabetizzazione digitale è ancora carente.

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E’ questo quanto emerge dalla prima edizione di Yoursight, l’indagine congiunta di Engage e Human Highway dedicata ai trend e alle aspettative di sviluppo della comunicazione online in Italia. Per il 33% del campione interpellato, un panel di professionisti del settore tra intermediari, editori e concessionarie, l’attuale stato di sviluppo della rete è dinamico, per il 31% complicato, per il 24% promettente, per il 22% confuso. Grandi aspettative dunque, la consapevolezza che il digital rappresenta il presente e soprattutto il futuro, ma che il percorso da percorrere però non è sempre agevole. «I significati diversi ma le parole utilizzate rimandano a una situazione in forte evoluzione», ha commentato sul palco del Programmatic Day Giacomo Fusina, ceo di Human Highway, presentando i dati della ricerca.

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«Anche se sono soprattutto le persone meno abituate a lavorare sul digitale a giudicare il momento presente “complicato” e “confuso”, per nulla “avvincente”. Chi lavora nell’ambiente digitale ritiene, invece, che il momento sia “dinamico” e “promettente”». Inoltre, la carenza di cultura e conoscenza della rete nel management delle aziende risulta il principale inibitore allo sviluppo del marketing digitale (63% del campione), posizionandosi davanti all’elevata confusione nelle metriche e nelle misurazioni delle attività di marketing digitale (44%).

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Secondo i professionisti del mercato della pubblicità, il Programmatic sconta la poca informazione delle sue potenzialità che ne ha il mercato (51% del campione). L’altro tema che emerge dai risultati di Yoursight è legato al tema della brand safety: il 41% degli interpellati reputa che la poca trasparenza nei processi d esecuzione delle campagne sia un fattore inibitorio allo sviluppo del Programmatic, il 28% indica invece il controllo ancora limitato esercitato sulle inventory acquistate da parte dell’investitore. Temi di stretta attualità, con i quali ormai è chiaro il mercato e i suoi operatori devono fare i conti.

L’appuntamento col Programmatic Day non ha visto soltanto la presentazione dei dati sulla industry del Programmatic e sulle tendenze del mercato, ma anche numerosi approfondimenti con i maggiori operatori del settore (qui la cronaca di alcuni dei principali interventi).

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