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Secondo OpenX, il 300 x 250 è tra i formati video più fraudolenti. Ecco perchè

Attualmente è di questo tipo circa un terzo di tutte le inventory video disponibili in programmatic. Ma la piattaforma ha deciso di non venderlo più

di Rosa Guerrieri
09 marzo 2018
display

Il formato 300×250 è forse uno dei più diffusi sul mercato in ambiente display, nonché tra le più comuni soluzioni pubblicitarie video sugli exchange programmatici.

Secondo una ricerca di OpenX e Pixalate, questo formato copre circa un terzo di tutte le inventory video vendute oggi in programmatic. Un record che però, purtroppo, è legato a un altro trend: la presenza in questo formato di una percentuale di traffico non valido un terzo più alta della media di tutte le altre soluzioni pubblicitarie video vendute attualmente.

Il problema, tuttavia, non sarebbe solo quello del traffico “fake”, ma anche la vendita di spazi diversi da quelli comunicati agli inserzionisti. Alla base di questo alto tasso di frodi, infatti, secondo OpenX ci sarebbe la presenza sul mercato di diversi operatori che acquistano questi formati come banner statici dagli editori e poi li rivendono agli inserzionisti come formati video (a CPM molto più elevati), inserendo all’interno di queste unità dei player. “L’inserzionista che non sospetta nulla paga il suo alto CPM video e uno spot, disegnato per un formato differente, viene “infilato” all’interno dello spazio di un banner statico – spiega la società in una nota -. Questi annunci creano una cattiva user experience per il pubblico e, in ultima istanza, un impatto negativo sul ROI delle aziende“.

In seguito a queste evidenze, OpenX ha deciso che non venderà più il formato 300×250 sulla sua piattaforma. «Il Video è un settore in rapida crescita all’interno dell’ecosistema programmatico, e con una sempre maggiore maturità del mezzo, il mercato ha bisogno di essere costantemente attento alle variazioni dei formati, per assicurare che aziende, editori e utenti abbiano le migliori esperienze con i video – ha spiegato John Murphy, head of marketplace quality di OpenX -. La qualità è sempre stata una priorità per OpenX, e questo passo conferma la nostra conclusione che il formato non può trovare posto in nessun ad exchange che valorizzi la qualità».

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