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Cresce il Programmatic: +40/50% nel Q1 2016 secondo FCP-Assointernet

Stando a quanto rilevato dall’associazione, che ha iniziato la misurazione delle vendite automatizzate lo scorso gennaio, il data-driven incide per circa il 20% sul totale fatturato complessivo

di Alessandra La Rosa
29 luglio 2016
Programmatic-spesa

Le vendite in programmatic, open auction e private deal, incidono sul totale fatturato complessivo per circa il 20%. Il dato, relativo al primo trimestre dell’anno, è di FCP-Assointernet ed è di fatto il primo ufficializzato dall’organismo dall’inizio delle misurazioni del mercato lo scorso gennaio.

L’associazione ha inoltre stimato che le vendite in programmatic siano cresciute in maniera molto consistente rispetto al pari periodo dello scorso anno, nell’ordine del +40/50%.

Trend non indifferenti, che hanno una loro incidenza nell’andamento complessivo della pubblicità online. Secondo i dati dell’Osservatorio FCP-Assointernet relativi al primo semestre 2016, nel mese di giugno il perimetro monitorato dell’area digital ha evidenziato nel mese di Giugno un decremento pari al -2,1% e nel periodo Gennaio-Giugno un decremento del -1,9% (qui l’articolo completo sui dati).

Un modesto segno negativo che però, secondo il Presidente di FCP-Assointernet Giorgio Galantis,non rispecchia quanto “effettivamente” i clienti investono sulle Concessionarie associate, «in considerazione del fatto che abbiamo evidenze che i budget da loro dedicati al Digital siano in crescita, non solo con gli OTT – spiega Galantis -. Il motivo è legato a due aspetti assolutamente correlati tra loro: crescita del programmatic buying e costi tecnologici ad esso associati».

«Se mettiamo quindi in correlazione i due aspetti – prosegue il presidente dell’associazione -, e consideriamo i costi tecnologici come direttamente detratti “alla fonte” dalle piattaforme alle Concessionarie, possiamo affermare che gli investimenti “effettivamente” effettuati dai clienti siano in crescita, seppur contenuta, anche sul perimetro FCP-Assointernet. Questo discorso si associa ad un andamento del mercato pubblicitario tutt’altro che stabilizzato, all’interno del quale l’evento “Europei di calcio” ha sicuramente  privilegiato gli investimenti sul mezzo televisivo».

Lavori in corso su Viewability e Adblocking

Nel frattempo,  FCP-Assointernet continua il suo impegno su alcuni dei temi più attuali dell’advertising digitale, in particolare Viewability e Adblocking. «Sulla Viewability – spiega Galantis – stiamo conducendo insieme a UPA test per comprendere e riscontrare con le evidenze dei fatti gli output di misurazione tra diversi istituti e quantificare le eventuali discrepanze rilevate. I test sono tuttora in fase di svolgimento, dopo l’estate contiamo di avere i risultati e di trarre le conclusioni anche con le altre Associazioni come step successivo al White Paper del gennaio 2016». «Anche sull’Adblocking – prosegue – stiamo lavorando con le altre Associazioni, partecipando ad una ricerca continuativa quali-quantitativa con AssoCom, Fedoweb, GroupM, IAB, UPA. I risultati della prima wave saranno disponibili a settembre. L’obiettivo di FCP è quello di condividere linee guida e best practice con tutte le altre Associazioni che favoriscano gli interessi e la crescita della industry nel suo complesso».

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