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Ecco cosa vuol dire prepararsi al GDPR nel settore della digital adv

Cosa significa per le agenzie, per i brand e per i pubblicitari adeguarsi al nuovo regolamento europeo? Cosa si deve fare? Ce lo spiega il Managing Director di Sizmek

Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek
10 aprile 2018
Enrico Quaroni-sizmek
Enrico Quaroni

Il settore del programmatic adv usa varie fonti di dati e il suo successo si fonda proprio sulla capacità di utilizzare questi dati in maniera intelligente, per realizzare campagne particolarmente rilevanti per il target di riferimento dei clienti. I budget pubblicitari che i diversi brand investono vanno a creare annunci che si integrano in maniera diretta con i contenuti e i servizi che gli utenti utilizzano per informarsi, divertirsi e connettersi con gli altri. A poche settimane dall’entrata in vigore del GDPR, le aziende ancora non hanno nessuna certezza su come questa nuova regolamentazione influirà sul loro business e, di conseguenza, quali saranno le azioni che dovranno intraprendere.

C’è ancora molta incertezza relativamente al modo in cui il GDPR verrà interpretato dalle autorità di controllo e ci sono diverse aree della legge che non sono ancora molto chiare. In ogni caso, le agenzie media devono iniziare a prepararsi fin da ora. Secondo Sizmek, la tendenza rilevata è quella che molte aziende non si stiano preparando in maniera adeguata all’integrazione della legge. Cosa significa per le agenzie, per i brand e per i pubblicitari? Cosa si deve fare?

Le opportunità del GDPR

C’è stato molto allarmismo riguardo al GDPR, con molte aziende che stanno diffondendo voci sul fatto che le targeted ads verranno rimosse e che allo stesso tempo verrà ostacolata la funzione del programmatic. Nonostante queste voci, i brand e i pubblicitari non devono vedere il GDPR come una minaccia al settore, ma come un’opportunità. Il GDPR porterà a consumatori, publisher e aziende trasparenza e controllo, su siti e app solitamente supportati da adv, in cui le persone hanno libero accesso a informazioni e servizi gratuiti.

Nel nostro settore, abbiamo sempre più richieste per fornire maggiore trasparenza e chiarezza su dove le adv vengono posizionate e perché. In uno speech allo IAB Annual Leadership Meeting, il CMO di Unilever, Keith Weed, ha dichiarato che per policy non vogliono che “le loro campagne siano su piattaforme che non diano un contributo positivo alla società”. Quello che porterà il GDPR è un effettivo modo di comprendere come i dati personali siano utilizzati per deliverare le campagne adv che supportano contenuti gratuiti. Con questa maggiore comprensione e con la transparency ci sarà maggiore controllo su come e quando i dati personali verranno scambiati in cambio di contenuti free.

Il GDPR presenta inoltre significative implicazioni finanziarie per tutti quelli che non si adegueranno a questa nuova legge. In ogni caso, i brand che dimostrano conformità con il GDPR possono migliorare la loro reputazione, guadagnando la fiducia dei consumatori e dimostrando grande responsabilità.

In preparazione per il 25 maggio

Entro il 25 maggio, molte aziende probabilmente non avranno fatto tutto ciò che è necessario o non avranno preso le giuste precauzioni per assicurarsi di essere pronti per il GDPR. Questo richiederà un lavoro molto impegnativo e la deadline si avvicina velocemente. In ogni caso, ci sono alcuni semplici punti che i brand e i pubblicitari dovrebbero seguire per assicurarsi che stiano facendo il giusto percorso per essere in linea con la regolamentazione. Questa è la check list necessaria per il GDPR:

  1. Documentarsi su quali siano le basi legittime per processare i dati personali
  2. Determinare se si è un “responsabile del trattamento dei dati” o un “incaricato del trattamento dei dati”
  3. Avere un processo per rispondere alle richieste in merito ai diritti dei diversi soggetti
  4. Nominare un responsabile per la protezione dei dati
  5. Assicurarsi che i propri sistemi integrino by design la privacy e che ciò sia documentato

Il futuro dell’advertising con il GDPR

Per concludere, il GDPR porterà maggiore controllo e affidabilità per tutti, garantendo un mondo adv più trasparente. In questa nuova era, i marketer devono essere attenti a lavorare con partner che abbiano a loro volta trattato i dati usati per le loro campagne adv in maniera conforme alla normativa. Se questo non viene fatto, i brand non solo possono ricevere multe molto salate, ma potrebbero avere implicazioni anche sulla loro reputazione. La compliance al GDPR porterà invece benefici alle aziende.

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