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Criteo apre alla pubblicità video e presenta una nuova ricerca sul retail

Attraverso un aggiornamento, la soluzione Kinetic Design creerà annunci video personalizzati in tempo reale su web e mobile. Lo studio, realizzato con Forbes Insights, rivela che i marketer più esperti comprendono il potere dei dati aggregati

di Cosimo Vestito
10 ottobre 2017
criteo

Dopo aver lanciato lo scorso venerdì le soluzioni Customer Acquisition e Audience Match (leggi l’articolo dedicato), Criteo arricchisce la sua suite con un nuovo prodotto.

Si tratta di Kinetic Design, che ottimizza in maniera automatizzata e in tempo reale ogni aspetto visivo di un annuncio. Lo strumento, che offriva già più di 17 trilioni di variazioni a partire da un design base nei formati display, è ora stato ampliato per includere anche il video.

Le creatività personalizzate, visualizzate su web e mobile, sono consegnate in modalità non intrusiva per fornire un’esperienza di navigazione continua – in app, nel feed o su un sito web. Il prodotto è disponibile su tutti i mercati, eccetto Giappone, Russia, Turchia e Brasile.

Sempre più importanti i dati nel retail, la ricerca di Criteo

A supportare l’innovazione su cui poggiano queste nuove soluzioni, è uno studio recente condotto da Criteo in collaborazione con Forbes Insights. La ricerca, intitolata “The Commerce Data Opportunity: How Collaboration Levels Retail Playing Field“, ha coinvolto globalmente più di 500 senior executive di aziende da oltre 50 milioni di dollari attive in diversi settori, rivelando che i cambiamenti dell’industria retail stanno rimodellando il commercio e che i marchi e i commercianti temono che i giganti fisico-digitali renderanno più difficile la competizione.

Inoltre, il documento evidenzia che questi attori vedono gli asset di dati aggregati come mezzo per ottenere un vantaggio competitivo, con il 71% degli intervistati disposti a contribuire a un pool di dati.

I punti chiave dello studio includono:

  •  La disruption dell’industria retail sta rimodellando il commercio: i brand sono preoccupati che i giganti fisico-digitali limitino l’accesso ai propri prodotti, mentre i retailer temono che questa tendenza allontanerà i consumatori dai piccoli retailer;
  • Brand e retailer comprendono il potenziale dei dati ma non hanno le competenze per attivarlo: quasi quattro aziende e retailer su cinque includono i dati dei clienti come parte fondamentale della loro strategia di business. Ma mentre i retailer hanno accesso a più dati rispetto alle aziende, specialmente online, sono meno sicuri delle aziende della loro capacità di trasformare i dati in insight spendibili. In breve: più dati da soli non necessariamente si traducono in una maggiore capacità di azione;
  • Gli asset di dati aggregati sono un modo efficace per progredire: le aziende e i retailer comprendono il valore della collaborazione e della condivisione di asset di dati per soddisfare le esigenze dei clienti e generare valore per il loro business. Infatti, il 71% dei retailer è disposto a fornire i dati relativi alla ricerca online in un pool. E tre quinti degli intervistati fanno già parte di una cooperativa di dati, con sette aziende su dieci già soddisfatte delle loro collaborazioni e dei dati ricevuti. Inoltre, il 72% dei retailer segnala “aumento delle vendite” come un vantaggio fondamentale che essi sperimentano dai dati aggregati;
  • Il valore è il motore di tutto: i brand e i retailer più innovativi sanno che i dati sono la chiave per fornire valore e il 68% crede che i loro clienti siano soddisfatti del loro utilizzo dei dati per offrire un marketing più mirato. Nove aziende su dieci assegnano un’importanza ancora maggiore al fornire reale valore come driver di business negli ultimi due anni.
  • Qualità e riservatezza le principali preoccupazioni: quando si tratta di dati, il 66% dei marketer riferisce che la sfida più grande che hanno con i dati dei clienti è “garantire dati di qualità” e il 65% segnala “la riservatezza dei dati” come sfida principale in contesti di asset di dati dei clienti aggregati.

“I marketing executive sono pienamente consapevoli della disruption che l’industria sta vivendo e i CMO leader stanno prendendo decisioni coraggiose per capitalizzare l’opportunità creata da questa disruption”, ha dichiarato Eric Eichmann, CEO di Criteo. “Comprendere il valore della collaborazione e dell’aggregazione dei dati è un passo avanti enorme. Facendo questo all’interno del Criteo Commerce Marketing Ecosystem, che contiene un’ampia gamma di dati granulari sui consumatori e offre accesso a uno dei miglior media inventory del settore, permetterà ai retailer e alle aziende di mettere in collegamento più acquirenti con le cose di cui hanno bisogno e amano, massimizzando quindi le loro vendite e profitti”.

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