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«Solo valorizzando il mobile è possibile sfruttare appieno le potenzialità dei dati»

Secondo Andrea Campana, Ceo di Beintoo, è necessario elaborare formati ad hoc per convertire i consumatori. Ma solo una precisa misurazione può fornire agli inserzionisti gli strumenti giusti per erogare campagne ad alto impatto

Cosimo Vestito
10 febbraio 2017
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Andrea Campana

Il mobile ha bisogno di investimenti pubblicitari dedicati? È possibile pianificare allo stesso modo su tutti i tipi schermo? Le campagne sui dispositivi mobili hanno bisogno di specifici Key Performance Indicator (Kpi)? Sono queste le domande che Andrea Campana, Ceo di Beintoo, ha posto ai partecipanti del convegno “Mobile: think out of the box”, organizzato dall’Osservatorio Mobile B2c Strategy del Politecnico di Milano.

La Mobile Data Company, che è stata partner della ricerca presentata ieri, fonda le proprie attività su un approccio data-driven ed è in grado analizzare ogni mese i dati provenienti da 7 milioni di possessori di smartphone italiani – 1 utente su 4 che passa in media da oltre 50 punti di interesse al giorno (negozi, mezzi pubblici, cinema, ristoranti, palestre, ecc).

«Sul piano dell strategico della comunicazione, è fondamentale essere multicanalealla luce del fatto che la customer journey che gli operatori marketing devono prendere in analisi si presenta ormai irregolare. Il consumatore non segue quasi mai un percorso lineare e univoco verso l’acquisto, ma utilizza dispositivi differenti con discontinuità», ha dichiarato Campana, «Sul piano dell’esecuzione, occorre allocare risorse specifiche per il mobile, è imperdonabile confondere desktop e mobile in questa fase. Servono, quindi, formati e creatività diverse. Il mobile è un medium a sé stante, costituisce un ponte tra il mondo reale e il mondo connesso, tra l’offline e l’online. E poi bisogna riconoscere che fare pubblicità su mobile è molto più invasivo».

Ne consegue che anche i Kpi da considerare sono diversi. Il vantaggio del mobile risiede nella sua misurabilità e, grazie ai suoi dati di prima parte, Beintoo è in grado di valutare il ruolo di questi dispositivi nella parte bassa del funnel di conversione del cliente.

«Grazie a una Data Management Platform mobile proprietaria e all’integrazione di un proprio componente tecnologico ospitato in App di terze parti, l’azienda è in grado di raccogliere dati di geo-localizzazione degli utenti, per analizzare anonimamente i comportamenti e interessi offline, attraverso l’analisi dei luoghi che frequentano (dal cinema, al supermercato, alla palestra, ecc), del tempo speso in quei luoghi, della frequenza di ritorno e molto altro. Queste informazioni, indispensabili per identificare gli interessi reali del consumatore, sono aggregate a dati di terza parte (raccolti da telco, content provider, e-commerce) per generare specifiche audience di riferimento su cui distribuire innovative campagne mobile ad alto impatto», ha concluso Campana.

Beintoo ha chiuso il 2016 con un fatturato in crescita di oltre il 25% rispetto all’anno precedente, a 6,5 milioni di euro, e prevede un 2017 a +46%.

 

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