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YouTube aiuta le aziende a scovare i video virali: ecco Breakout Videos

È la versione più recente di Google Preferred e permette alle aziende inserzioniste di intercettare in anticipo i video virali. L’adv sarà acquistabile in programmatic tramite DoubleClick Bid Manager

di Cosimo Vestito
06 maggio 2016
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In occasione del suo evento al Digital Content NewFronts, la conferenza annuale sul digitale organizzata da IAB USA, YouTube si è prefissa di risolvere una delle più grandi sfide che i marketer abbiano affrontato sulla piattaforma: identificare i video virali prima che decollino. Per aiutare i brand a scoprire le future celebrità e i video emergenti, l’azienda ha annunciato l’ultima versione del suo prodotto Google Preferred: Breakout Videos.

Mentre Google Preferred dà accesso agli inserzionisti al 5% dei suoi contenuti più popolari dai canali maggiormente affermati, Breakout Videos confeziona i video più caldi e dalla crescita più veloce su YouTube. “Ciò permetterà gli operatori di presentare i loro marchi insieme con i grandi fenomeni di domani”, ha detto il CEO di YouTube, Susan Wojcicki.

I pacchetti pubblicitari su Breakout Video potranno essere acquistati in programmatic, tramite DoubleClick Bid Manager. Sul blog ufficiale di YouTube è stato inoltre specificato tutti gli acquisti in programmatic delle campagne video, siano esse TrueView, Google Preferred o cross-exchange, saranno a brevissimo effettuabili in un unico posto attraverso DoubleClick Bid Manager. Per la prima volta, i marchi avranno la possibilità di usare i propri dati per raggiungere il loro pubblico.

YouTube ha approfittato di NewFronts per dare spazio a dirigenti d’agenzia e d’azienda affinché rivelassero ai marketer presenti come la piattaforma video sta aiutando il loro business. Il Vice Presidente Marketing di Toyota, Jack Hollis, ha dichiarato che la casa automobilistica ha aumentato il suo investimento in Google Preferred del 400% solo nell’ultimo anno. Il CEO di Dentsu Aegis Nigel Morris ha citato, invece, una ricerca che ha dimostrato che “a parità d’investimento, il ROI è più alto del 50% sui video online che sulla tv lineare”.

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