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Xaxis, Light Reaction compie un anno. L’head italiana Iommi: «Siamo già partner consolidato delle aziende top»

La soluzione Performance di Xaxis, la piattaforma programmatic di WPP guidata in Italia da Giovanna Loi (in foto), gestisce oggi nel mondo più di 300 clienti con 120 dipendenti. Ecco come è stata utilizzata da Linear Assicurazioni (Gruppo Unipol)

di Alessandra La Rosa
13 giugno 2016
Giovanna-Loi-Managing-Director-Xaxis-Italia

Light Reaction compie un anno e traccia un primo, positivo, bilancio delle proprie attività.

Nata lo scorso giugno (qui l’articolo dedicato) all’interno della famiglia WPP, la soluzione di performance advertising si basa sul raggiungimento di obiettivi direct response, che spaziano dal traffico al sito alle vendite ecommerce, dai download delle applicazioni alla lead generation.

Light Reaction è parte di Xaxis, costituendo anzi l’anima “performance” della piattaforma di programmatic di WPP, tradizionalmente più votata invece alle campagne di branding, come spiega Giovanna Loi, Director di Xaxis Italia: «Abbiamo lanciato Light Reaction per offrire un approccio full funnel ai nostri clienti. Xaxis genera awareness ed engagement con prodotti di branding, mentre Light Reaction offre soluzioni innovative di lower funnel per acquisire e fidelizzare i clienti. Le due anime del nostro business lavorano in modo sinergico: utilizziamo i risultati delle campagne branding per ottimizzare quelle a performance di Light Reaction».

Ad un anno dal lancio, oggi Light Reaction è disponibile in 26 mercati in tutto il Nord America, Europa, Asia e Medio Oriente, gestendo più di 300 clienti con 120 dipendenti.

In Italia la piattaforma offre un ampio portfolio di prodotti performance, in ottica cross-device, che spazia dalla display all’emailing marketing, dal social al native a soluzioni drive to store, con una particolare attenzione al mobile, come canale per generare lead click to call, traffico al sito e download di applicazioni. E, forte dei suoi successi, continua a crescere, anche in termini di organico: attualmente infatti è alla ricerca di un nuovo Senior Performance Account Manager per la sede milanese.

Alla guida degli uffici italiani, in qualità di head of Light Reaction in Italia, c’è Silvia Iommi, che così commenta questo primo compleanno: «A quasi un anno dal lancio, Light Reaction è già partner consolidato dei top player del mondo automotive, banking, food, pharma, retail, telco e travel».

L’esperienza di Linear Assicurazioni

Tra i clienti che hanno scelto Light Reaction c’è Linear Assicurazioni, la compagnia di assicurazioni online del Gruppo Unipol.

Linear nel 2015 ha testato Light Reaction come soluzione programmatic performance con ottimi risultati. Dopo qualche settimana dall’attivazione, Light Reaction è riuscita ad attestarsi ad un costo per lead inferiore ad altri player attivi a piano da tempo. Light Reaction è ora un partner consolidato di Linear scelto in modo continuativo per le campagne di performance advertising, sia su device desktop che mobili.

Giovanni Carparelli, del team Digital di Linear, spiega: «In un contesto competitivo come il mondo assicurativo, prestiamo molta attenzione non solo al cost per sale, ma anche alla qualità delle lead generate dalle campagne pubblicitarie e al loro modello di attribuzione. Tramite il numero di preventivo, siamo in grado di risalire a tutta la storia della pratica: quale player l’ha generata, da che canale è arrivata e in che canale si è conclusa, sia esso Digital o Offline. Siamo così oggi in grado di confrontare i vari player pubblicitari in veri e propri termini di ROI. Light Reaction si conferma un’ottima soluzione anche sotto questo punto di vista: ci permette di creare, infatti, una “cookie pool” utile alle attività di remarketing, unendo quindi volumi e profittabilità».

Federico Anastasia, responsabile Digital e Marketing operativo di Linear, dichiara: «Grazie al programmatic adv riusciamo ad automatizzare processi, analisi e ottimizzazioni che, fino a qualche mese fa, richiedevano più effort sia dal punto di vista delle risorse sia dal punto di vista del tempo. Le automazioni, insieme ai modelli di attribuzione, ci permettono di concentrare gli sforzi sui dettagli e di ragionare su nuovi test e sperimentazioni».

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