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Videology contro i bot: bloccate oltre 28 miliardi di richieste su campagne video

Quello delle impression fraudolente è un tema molto sentito dalla industry digitale. La DSP ha deciso di affrontarlo “a monte”, salvando in un anno 8,5 milioni di dollari di investimenti adv grazie all’integrazione con la piattaforma White Ops

di Alessandra La Rosa
17 maggio 2016
ad-fraud

Oltre 28 miliardi di richieste di bot su campagne video. Tante ne ha bloccate Videology in un anno, da quando cioè è avvenuta l’integrazione con la piattaforma White Ops, specializzata nell’individuazione di traffico fraudolento e nella sua prevenzione.

Nell’ultimo anno, l’integrazione con White Ops è stata sfruttata dai clienti di Videology in 25 Paesi. Videology ha “salvato” a monte 8,5 milioni di dollari a livello globale, bloccando i bot prima dell’erogazione della campagna.

La tecnologia deterministica di White Ops identifica il traffico non valido la prima volta che esso appare, individuando con precisione le impression fraudolente su tutti i media, e riuscendo anche a distinguere il traffico umano da quello non umano all’interno dello stesso sistema compromesso.

Quello delle impression fraudolente è un tema molto sentito dalla industry digitale. Secondo uno studio di White Ops e dell’Association of National Advertisers (ANA), gli inserzionisti perderanno globalmente a causa dei bot 7,2 miliardi di dollari nel 2016.

I player dell’advertising tecnologico hanno cercato in vario modo di ovviare a questo problema, che certamente non contribuisce a instaurare un clima di fiducia nei confronti delle pianificazioni automatizzate. Alcuni, come AppNexus e Integral Ad Science, hanno deciso di risarcire economicamente le aziende che hanno acquistato inventory fraudolente.

Ma secondo Scott Ferber, ceo e founder di Videology, quella del rimborso non è la via migliore. «Gli inserzionisti investono massicciamente in pubblicità perchè sanno che essa porta dei risultati – ha spiegato il manager -. Quando le campagne vengono erogate a dei bot, invece che a persone reali, questi risultati non si materializzano. E’ per questo che ci impegniamo nel bloccare i bot prima che la campagna venga erogata. Risarcire le aziende per annunci che non sono mai stati visti da utenti veri di fatto non consente ai brand di raggiungere i loro obiettivi di marketing».

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