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Video adv, cresce la visualizzazione di annunci targettizzati. I dati di FreeWheel

La società di ad tech analizza in uno studio i principali trend della pubblicità video, sottolineando l’importanza di accordi e interoperabilità all’interno del mercato

di Rosa Guerrieri
26 settembre 2019
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In Europa, il livello di completamento della visione di video premium resta alto, tra l’80% e il 96% nei vari formati sia pre-roll e mid-roll. È quanto rivelano i dati del Q2 Video Marketplace Report (VMR), lo studio trimestrale di FreeWheel sulla pubblicità video a livello globale.

La visualizzazione di annunci video è aumentata del 24% anno su anno, spinta in gran parte dai set-top-box VOD (in aumento del 51%). Anche la visualizzazione di spot su contenuti live è aumentata, a +32%. Le buone performance della pubblicità video sono abbastanza “spalmate” sui vari dispositivi, che registrano tutti andamenti in crescita: +28% le visualizzazioni su mobile, +23% quelle su desktop e +32% quelle su tv connesse.

Lo studio di FreeWheel ha indagato anche la porzione “targettizzata” di pubblicità video, cioè quella indirizzata a specifici segmenti di utenti in modalità data-driven. A livello extra-USA, le visualizzazioni di annunci targettizzati sono aumentate del 31%, un trend destinato a continuare anche nei mesi a venire. La maggior parte degli annunci video targettizzati sono indirizzati in base a segmenti comportamentali di pubblico (ad esempio appassionati di auto o di sport) – si tratta di una quota del 60% – il che testimonia la voglia degli inserzionisti di andare oltre il semplice targeting demografico.

Quanto alle modalità di acquisto, sono ancora gli accordi diretti (direct deal) ad avere la meglio, con l’83% delle visualizzazioni pubblicitarie registrate, sebbene le transazioni in programmatic stiano aumentando, arrivando al 35% contro il precedente dato del 28%. Molte di esse, comunque, sono accordi diretti in programmatic. Le compravendite tramite exchange sono ancora una piccola porzione delle transazioni in programmatic (solo il 2%), il che suggerisce che inserzionisti e venditori non sono ancora pronti ad abbandonare rapporti diretti anche quando l’esecuzione delle campagne avviene in modalità automatizzata.

L’importanza di accordi e interoperabilità

La ricerca, infine, ha sottolineato il ruolo importante che gli accordi all’interno della industry e la crescente interoperabilità stanno giocando nel favorire semplicità, scalabilità e sofisticatezza nel mercato, e porre le basi per un’ulteriore futura crescita del premium video sia tra lato inserzionisti che lato editori.

«Il valore del video di qualità è ormai consolidato e il mercato si sta focalizzando ora sul trovare modi per favorire scalabilità, sofisticatezza e semplicità connettendo insieme le molteplici piattaforme esistenti. Con questo focus ci aspettiamo che le campagne targettizzate, che hanno visto un aumento dell’82% questo trimestre (in USA, ndr), quasi quattro volte più rapido del mercato, possano continuare a crescere a un buon passo», commenta David Dworin, a capo dell’Advisory Services Team di FreeWheel e tra i principali autori dello studio.

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