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“Verification stripping”: SpotX e DoubleVerify scoprono un nuovo tipo di frode. Ecco come funziona

Le due società, che hanno identificato le inventory “corrotte” e le hanno rimosse dalla SSP, forniscono alcuni consigli su come capire se il fenomeno coinvolge anche altre piattaforme

di Alessandra La Rosa
03 novembre 2017
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Quello delle inventory fraudolente è un trend in crescita nel mercato dell’advertising digitale. Secondo recenti stime di WhiteOps, nei prossimi mesi (quelli del Black Friday e del periodo prenatalizio, quando aumenta l’impegno pubblicitario delle aziende), il fenomeno dell’ad fraud costerà al mercato ben 3,5 miliardi di dollari. Nel tempo, tra le possibili soluzioni al problema, quella della verifica e validazione delle impression da parte di società specializzate è parsa essere quella più diffusa ed efficace. In alcuni casi, però, potrebbe risultare inutile.

SpotX e DoubleVerify hanno infatti identificato, dopo una serie di studi, un nuovo tipo di bot specializzato nel cosiddetto “verification stripping” (che potremmo tradurre come “annullamento della verifica”), il quale agisce proprio sul processo di verifica dell’impression, attraverso la manipolazione o lo smantellamento del codice che viene trasmesso ai partner preposti al controllo. Così facendo, il bot riesce a nascondere il domain spoofing o altro tipo di frodi, e in alcuni casi ad evitare persino che le impression vengano sottoposte al processo di verifica.

Una volta scoperto questo bot, le due società si sono messe al lavoro per identificare le inventory soggette a questo tipo di frode e rimuoverle dalla piattaforma di SpotX.

«DoubleVerify ha scoperto che fino al 10% dei picchi di frodi pubblicitarie avviene per il verification stripping. Stiamo lavorando a stretto contatto con SpotX, con la nostra tecnologia contro le frodi avanzate, per rimuovere queste impression fraudolente dalla supply chain e per assicurare sempre la qualità degli spazi sulla piattaforma», ha dichiarato Matt McLaughlin, COO di DoubleVerify.

«Siamo orgogliosi di stare lavorando con DoubleVerify per frenare l’impatto del verification stripping sulle inventory transate sulla nostra piattaforma – ha aggiunto Josh Cariveau, SVP, Global Operations di SpotX -. Mentre noi agiamo per risolvere questo problema, gli inserzionisti dovrebbero essere consapevoli del fatto che questo tipo di frode può essere presente anche sulle loro piattaforme».

Per questo motivo, le due società fanno queste raccomandazioni alle aziende:

  • Monitorare picchi anormali nel traffico invalido sofisticato (SIVT);
  • Cercare ogni discrepanza tra il numero delle impression acquistate in programmatic e la cifra di quelle sottoposte a verifica, estrapolabile dai report delle società di misurazioni;
  • Immediatamente fare delle indagini su ogni discrepanza significativa, perché potrebbe indicare un caso di verification stripping volto a manipolare verifiche e misurazioni.

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