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UpStory cresce. Claudio Vaccaro: «Quest’anno l’integrazione di una DMP per valorizzare i dati»

La piattaforma di native advertising ha lanciato UpImage, un formato che consente l’inserimento di un rich media in overlay all’interno delle immagini presenti negli articoli. Sarà pianificabile anche in programmatic

di Simone Freddi
09 marzo 2017
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Claudio Vaccaro

Dopo avere chiuso il 2016 con un raddoppio del fatturato grazie anche a partnership di successo con editori premium, UpStory, la piattaforma di native advertising ideata e creata da BizUp, punta a un ulteriore raddoppio nel 2017, «grazie all’introduzione di sempre nuovi formati», ci spiega Claudio Vaccaro, Ceo di UpStory, che per l’anno in corso anticipa anche un’altra novità: «L’integrazione di una DMP per valorizzare i dati».

Sempre a proposito di novità e di formati, la piattaforma native ha appena lanciato il sesto formato della sua famiglia di soluzioni in-article ed in-feed.

Si chiama UpImage (in basso un’immagine del formato, ndr) e utilizza le immagini presenti negli articoli (un bacino potenziale enorme e attualmente non sfruttato a livello pubblicitario) consentendo all’advertiser l’inserimento al loro interno di un rich media in overlay e offrendo la possibilità di sperimentare molteplici declinazioni creative, da animazioni a video e tanto altro.

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UpImage, precisa UpStory, segue la logica di valorizzazione del contenuto e di pianificazione contestuale, da sempre punti-chiave dell’offerta nativa del network UpStory, che oggi conta oltre 200 milioni di impression erogabili mensili grazie a brand premium come The Post Internazionale, Il Giornale, Ansa, Tiscali, Gambero Rosso e tanti altri.

Proprio The Post Internazionale è stato il primo editore a sperimentare il formato nei suoi articoli. Questo il commento di Giulio Gambino, Editor in Chief della testata: «Siamo molto soddisfatti di contribuire al crescere dell’onda nativa. UpImage ci permetterà di valorizzare un contenuto editoriale, le foto, creando delle revenues incrementali fino a ieri non possibili».

Le modalità di acquisto del nuovo formato saranno invece trasversali. Come ci spiega Claudio Vaccaro, Ceo di UpStory, «UpImage nasce grazie al nostro team di sviluppo interno ed è il sesto di una famiglia di formati in-article ed in-feed. Sarà pianificabile in modalità di reservation classica e in programmatic, grazie alla nostra SSP».

Con il lancio di UpImage, Upstory continua quindi a proporre innovazione confermando la crescita commerciale e di prodotto ottenuta negli ultimi mesi. L’offerta, partita nel 2015 e quindi arricchita con formati come UpVideo, UpSlide UpContent e UpFeed, compone un paniere completo di prodotti pubblicitari fondati sul contenuto e rispettosi dell’utente, che consentono agli inserzionisti il raggiungimento di obiettivi diversi, dal branding alla performance.

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