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Unilever punta sulla blockchain per acquisti media più trasparenti

Grazie a una collaborazione con IBM, la multinazionale utilizzerà la tecnologia per verificare discrepanze tra contratti e realtà delle inventory comprate

di Alessandra La Rosa
13 febbraio 2018
unilever

Nei giorni scorsi, Unilever ha dimostrato di avere molto a cuore il tema della trasparenza nell’ambito della pubblicità digitale, con il suo marketing chief che ha minacciato di togliere la pubblicità da quelle piattaforme che non sono sicure per i brand e che non rispettano gli utenti.

Ma in un panorama media che non riesce più a raccogliere la fiducia delle persone, la multinazionale di beni di consumo, che tra i suoi brand annovera Algida, Dove, Knorr e Lipton e che spende annualmente in adv circa 8 miliardi di euro, sta già cercando autonomamente la strada verso acquisti pubblicitari più sicuri ed efficienti.

La società, infatti, ha qualche tempo fa avviato una partnership con IBM al fine di migliorare il rapporto con i propri partner pubblicitari all’insegna di una maggiore trasparenza. Alla base di questa collaborazione c’è l’utilizzo della blockchain per registrare quali inventory vengono acquistate e come le campagne vengono effettivamente erogate.

Le due società hanno testato la tecnologia per sette mesi, e solo qualche giorno fa il progetto è stato ufficialmente lanciato. La sua seconda fase prevederà una riconciliazione giornaliera delle audience sulla base del contratto e di una serie di linee guida condivisi e approvati dalle varie società coinvolte. Ogni discrepanza nel contratto sarà risolta lo stesso giorno.

Più avanti ci sarà anche una terza fase del progetto, in cui verranno aggiunti un insertion order e, successivamente, un sistema di pagamento.

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