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Tutto pronto per IAB Seminar, al MiCo riflettori sul programmatic

Agenda ricca, ospiti nazionali e stranieri, tanti partecipanti attesi: l’interesse acceso dall’evento di IAB Italia conferma il programmatic advertising come uno dei temi più caldi del momento. Il direttore generale Daniele Sesini: «Grande opportunità per tutti i mercati»

Simone Freddi
12 ottobre 2015
IAB_Sesini
Daniele Sesini

Negli ultimissimi anni, l’accelerazione impressa dallo sviluppo tecnologico ha portato all’affermarsi di una serie di nuovi fenomeni che stanno rivoluzionando il mondo della comunicazione digitale a una velocità mai conosciuta prima. Tra questi spicca il programmatic advertising, arrivato nel nostro mercato non più di due anni fa e già protagonista assoluto: questo insieme di tecnologie, hardware e software, è entrato nei processi di gestione della pubblicità principalmente online sia per la display che per il video ed infine anche per i formati native.

A questi argomenti è dedicato il secondo Seminar IAB del 2015, in programma domani (martedì) al MiCo di Milano e che promette di riscuotere una partecipazione se possibile ancora maggiore rispetto agli standard abituali del fortunato format di approfondimento “verticale” di IAB Italia.

«Il programmatic è uno dei temi più caldi del mercato – conferma Daniele Sesini, direttore generale di IAB Italia -. Ce lo ha concretamente dimostrato anche la domanda, sopra alle nostre aspettative, che questo Seminar ha ricevuto sia a livello di sponsorship sia in termini di partecipanti attesi per domani. E’ evidente che il programmatic ha aperto una grande opportunità per tutti i mercati, legata alla possibilità di usare le piattaforme tecnologiche e i dati sociodemografici e di comportamento degli utenti per migliorare i più importanti Kpi della comunicazione digitale».

Nell’ambito di un’agenda ricca di testimonianze e case history relative al nostro mercato (qui l’agenda completa), IAB Seminar può contare su alcuni ospiti stranieri i cui interventi saranno utili ad “allargare lo sguadro” verso il piano internazionale, mai come in questo caso0 significativo per delineare l’evoluzione possibile del settore. «Melissa Gallo, di IAB US, offrirà uno spaccato del programmatic americano, illustrandoci i trend attuali di un mercato che è molto più sviluppato del nostro. Poi Daniel Knapp, di IHS, riassumerà i numeri e lo scenario in Europa, raccontando l’evoluzione data-centrica di tutto il mercato continentale. L’intervento di Ionel Naftanaila di IAB Europe, invece, avrà un taglio maggiormente operativo con l’obiettivo di fornire elementi pratici e concreti sugli strumenti messi a disposizione dal programmatic alle aziende», anticipa Sesini.

Sebbene non ancora forte come l’esperienza degli Stati Uniti, dove il programmatic è nato nel 2010 ed ha raggiunto oggi una quota di oltre il 50% del mercato del display e video, il mercato italiano sta vivendo un periodo di forte crescita. I numeri ufficiali li avremo a IAB Forum, quando IAB Italia rilascerà, in collaborazione con gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, la prima release della nuova ricerca qualitativa e quantitativa sul mercato del digital advertising in Italia, inclusa una rappresentazione dettagliata anche del programmatic. Lo scorso anno, in un primo calcolo, sempre IAB Italia e Politecnico avevano fissato in 110 milioni di euro il perimetro del mercato dell’automated advertising in Italia, spingendosi poi più avanti nell’anno a proiettare una crescita al limite delle tre cifre percentuali per il settore, che sarebbe così arrivato quest’anno alla soglia dei 200 milioni di euro, pari a circa il 20% degli investimenti in pubblicità display e video su internet.

«Il mercato è certamente in rapida evoluzione e ricco di opportunità, come dicevamo, ma è giusto dare spazio ai temi ancora aperti, che si legano in generale a una operazione culturale – afferma Sesini -. Il mercato del digital adv è certamente complesso, e crediamo che uno dei compiti di IAB Italia sia quello fornire le giuste chiavi di lettura per lo sviluppo complessivo e organico del settore».

Un impegno verso cui IAB Italia sta investendo, oltre che con appuntamenti formativi quali il Seminar e IAB Academy, anche attraverso la creazione di una serie di Tavoli di Lavoro dedicati alle più importanti discipline verticali (ne è stato costituito anche uno per il Programmatic), in cui esperti e operatori si confrontano elaborando pareri condivisi e linee guida.

«Il programmatic porta efficienza ed efficiacia lavorando sostanzialmente in funzione della possibilità di automatizzare la vendita, l’acquisto e l’ottimizzazione degli spazi pubblicitari basandosi su un uso proficuo dei dati. Ma di questi strumenti è importante capire come fare un uso “buono”: programmatic non vuol dire semplice aggregazione di invenduto, né inventory low-cost. Il programmatic porta qualità e un prodotto qualitativo vale di più, non di meno», conclude Sesini.

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