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TripleLift, targeting migliore grazie all’ID unificato di The Trade Desk

Intanto Taptica ufficializza l’acquisizione di RhythmOne per 176 milioni di dollari, e Netflix continua (da inserzionista) a investire in pubblicità. La nostra rassegna

di Alessandra La Rosa
04 febbraio 2019
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Oggi nella nostra rassegna parliamo di Native, di un’importante nuova acquisizione nel mercato programmatico, e di un’azienda che di anno in anno sta diventando un sempre più grosso spender pubblicitario.

TripleLift, targeting migliore grazie all’ID unificato di The Trade Desk

La SSP Native TripleLift ha integrato nella propria offerta l’ID unificato di The Trade Desk, una soluzione che consente a tutti i membri della supply chain (SSP, DSP, DMP e fornitori di dati) di utilizzare un identificativo unico capace di riconoscere un utente tra i vari cookie utilizzati, migliorando così i propri match rate. Un’integrazione, spiega TripleLift, che punta a soddisfare il desiderio dei brand di raggiungere le capacità di targeting dei walled garden, consentendo così di estendere al native i loro investimenti adv social. Leggi di più su PPC Land.

Ufficiale: Taptica acquisisce RhythmOne per 176 milioni di dollari

E’ ufficiale: Taptica acquisirà RhythmOne per 176 milioni di dollari. Grazie a questa operazione (di cui avevamo dato un’anticipazione in questo articolo), la società specializzata in ad tech mobile farà suoi svariati asset attualmente parte dell’azienda, tra cui le tecnologie di YuMe, Burst Media e RadiumOne. All’interno di Taptica, YuMe, la DSP Tremor Video (comprata dalla società nel 2017) e RhythmOne opereranno come divisioni separate, insieme al business principale della società che è il mobile a performance. Una volta che l’accordo verrà completato ad aprile, RhythmOne verrà ritirato dal London Stock Exchange dove è attualmente quotato. Leggi di più su AdExchanger.

Netflix punta sull’adv (da inserzionista): spesi nel 2018 1,8 miliardi di dollari

Netflix non ha pubblicità all’interno della sua offerta di video in streaming, ma ciò non vuol dire che non creda nell’adv. Anzi. Secondo documenti recentemente consegnati dalla società alla SEC americana, l’azienda ha speso nel 2018 in pubblicità circa 1,8 miliardi di dollari. La cifra, oltre il doppio degli 842 milioni investiti nel 2016, è anche in forte aumento rispetto al 2017, quando si attestava sugli 1,09 miliardi di dollari. Leggi di più su MediaPost.

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