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Tre motivi per cui i Private Marketplace sono così popolari tra inserzionisti ed editori

Controllo, automatizzazione del flusso di lavoro e relazioni. Su queste caratteristiche si è costruito il successo dei bid “invitation only”, secondo John Stoneman, v.p. EMEA di PubMatic

Alessandra La Rosa
14 luglio 2015
Private-Marketplace

I private marketplace stanno vivendo un’epoca d’oro. Sempre più spesso, infatti, vengono scelte da inserzionisti ed editori come principale metodo di compravendita automatizzata degli spazi pubblicitari online. Negli Stati Uniti entro il 2016 arriveranno a pesare il 42% della spesa pubblicitaria in display programmatic, dal 2% del 2013.

John-Stoneman-PubMatic
John Stoneman

Ma cosa c’è dietro il loro successo? Quali sono le caratteristiche che rendono i bid “invitation only” così popolari? Prova a rispondere John Stoneman, v.p. EMEA di PubMatic, in un post sul blog ufficiale della società.

Secondo il manager, sono tre i principali vantaggi offerti dai private marketplace.

Innanzitutto, il controllo. I private marketplace consentono infatti agli editori di determinare loro stessi quali inserzionisti ammettere al bid. Una possibilità, tipica tra l’altro delle vendite di tipo tradizionale, che rassicura in qualche modo i publisher, i quali si sentono più “garantiti” nella vendita della loro inventory premium. E lo stesso vale per il “lato domanda”: aziende e centri media possono acquistare spazi su publisher su cui sanno di voler pianificare, senza dimenticare il fatto che i bid “invitation only” possono dare accesso a inventory premium che in open auction non sarebbe stata disponibile.

In secondo luogo, l’automatizzazione del flusso di lavoro. Se come abbiamo visto poco fa i private marketplace hanno molto in comune con le vendite tradizionali, rispetto a queste ultime offrono un quid che è l’essenza del Programmatic: sono processi automatizzati, e dunque molto più veloci.

Infine, le relazioni. I private marketplace, infatti, estendono in campo programmatico i già esistenti contatti diretti tra compratore e venditore, offrendo in aggiunta l’efficacia e l’efficienza del Programmatic.

Il Programmatic sta esplodendo a livello globale – conclude Stoneman -: si stima che quest’anno raggiungerà a livello di spending il 48% di tutto il digital display. E con ogni probabilità i private marketplace saranno uno dei suoi driver principali di crescita.

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