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Tre fattori da considerare prima di portare in-house la gestione del Programmatic

Sempre più aziende tendono a internalizzare la gestione dell’ad tech. Ecco alcuni elementi da valutare prima di effettuare una scelta di questo tipo

di Alessandra La Rosa
07 luglio 2018
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Programmatic in-house, misurazioni e pubblicità app-install sono gli argomenti della nostra rassegna di oggi.

Tre fattori da considerare prima di portare in-house la gestione del Programmatic

Desiderose di avere maggior controllo sui processi di acquisto e gestione delle campagne in programmatic, sempre più aziende scelgono di internalizzare le attività relative al programmatic. Tuttavia, se da un lato questa può sembrare la soluzione migliore per aumentare scalabilità, efficienza e trasparenza delle campagne, d’altro canto non è una cosa semplice da mettere in pratica. Prima di decidere di portare in-house questo business, le aziende dovrebbero considerare tre fattori: innanzitutto, che trovare talenti specializzati sul programmatic non è semplice, poi, che la tecnologia non si mette in piedi e gestisce da sola; infine, che spesso il contributo di un’agenzia va oltre la mera esecuzione di una campagna. Leggi di più su AdWeek.

Misurazioni, Hearst lancia la metrica Engaged View Rate per il Branded Content

Una delle principali esigenze del mercato pubblicitario, oggi, è trovare delle metriche che riescano a misurare efficacemente le reali performance di una campagna. E non manca chi, con questo obiettivo, ne inventa di nuove. Come Hearst UK, che ha introdotto una nuova metrica dedicata al Branded Content, chiamata Engaged View Rate. Tale metodo si ottiene combinando il tempo di permanenza sull’annuncio con il livello di profondità dello scorrimento di una pagina, e consiste in un punteggio calcolato una volta che l’utente ha impiegato un minimo di 30 secondi su una pagina e ha raggiunto una profondità dello scorrimento di almeno il 75%. Leggi di più su Digiday.

Pubblicità app-install, il Video continua ad essere un driver

La pubblicità video continua a giocare un ruolo importante nel motivare gli utenti a installare le app. Secondo uno studio della società di misurazioni AppsFlyer, in UK addirittura le installazioni di app innescate da spot pubblicitari in UK sono aumentate del 71% tra il 2017 e il 2018. Le stesse campagne che hanno come obiettivo l’installazione di app sono in aumento: la società stima che tra il 2017 e il 2020 le aziende investiranno in tali annunci 2,3 volte di più. E come conseguenza, anche i costi (CPI) aumenteranno, fino al 10% in più anno su anno. Leggi di più su Mobile Marketing Magazine.

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