Main partner:

The Trade Desk e White Ops insieme per combattere le frodi pubblicitarie

Bot e altre tipologie di traffico non umano saranno identificati dalla società di verifica ed eliminati dalla demand-side platform, che bloccherà l’erogazione di quelle impression. L’accordo cerca di rispondere alle pressanti esigenze di trasparenza del mercato

di Cosimo Vestito
01 settembre 2017
goodway-group-ad-fraud

The Trade Desk e White Ops hanno siglato un accordo finalizzato a verificare e garantire le visualizzazioni della pubblicità online.

Nell’ambito di questa iniziativa, la piattaforma tecnologica e la società anti-frode collocheranno server e centrali dati in Nord America, Europa e Asia per analizzare in tempo reale ogni impression in asta a livello globale.

A partire dal primo ottobre, dunque, nel momento in cui saranno ordinati acquisti di spazi in programmatic attraverso The Trade Desk, bot e altre tipologie di traffico non umano saranno identificati da White Ops e eliminati dalla demand-side platform, che bloccherà l’erogazione di quelle impression.

“Per troppo tempo, il traffico non valido è stato parte del nostro settore”, ha dichiarato Jeff Green, Chief Executive e Co-fondotore di The Trade Desk, “Ma non c’è livello di frode che sia accettabile. La nostra collaborazione con White Ops indica che siamo la prima piattaforma pubblicitaria a bloccare le impression non umane alla porta di ingresso”.

Pubblicità digitale, il mercato chiede maggiore trasparenza. E The Trade Desk risponde

Questo asse anti-frode sembrerebbe essere una risposta decisa alla sfiducia molti marketer dell’industria nutrono nei confronti degli operatori dell’ad-tech; molti marketer sospettano che una parte consistente dei loro investimenti in pubblicità digitale sia vanificato dal traffico non autentico.

E, probabilmente, non è un caso che l’iniziativa sia stata promossa proprio da The Trade Desk, DSP scelta da Procter & Gamble dopo che la multinazionale del largo consumo aveva riveduto radicalmente la propria strategia programmatica con l’obiettivo di ottenere maggiori trasparenza. La stessa P&G, per bocca del suo Chief Brand Officer, Mark Pritchard, è stata la prima grande azienda investitrice ad esprimere pubblicamente dubbi e perplessità, che da tempo serpeggiavano nel mercato, riguardanti la filiera del marketing su web.

La stipulazione dell’accordo segue di soli tre giorni la notizia dei rimborsi emessi da Google a favore degli inserzionisti penalizzati dal traffico pubblicitario non umano su DoubleClick Bid Manager.

Il programmatic nella tua e-mail. Ricevi gratuitamente la nostra newsletter

Ti chiediamo il consenso per il trattamento dei dati personali diretto all’invio di newsletter editoriali, o altre informazioni di carattere informativo e promozionale riguardanti Programmatic Italia e Società Partner, in conformità con la nostra Privacy Policy.

Acconsento
Non acconsento

Ricevi anche la newsletter di Engage.it

Cliccando su Iscriviti, riceverai da Programmatic Italia una nostra newsletter bisettimanale e qualche mail promozionale ogni tanto. Potrai cambiare le tue impostazioni quando vuoi e non cederemo mai a terzi i tuoi dati.