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Teads al Programmatic Day: «Unire qualità e quantità nel Programmatic non è più un miraggio»

Lo ha dichiarato Lucio Mormile, Head of Programmatic di Teads, nella sua videointervista. Ma bisogna ancora lavorare sulle creatività adottando un approccio multi-dispositivo, con messaggi ad hoc a seconda dei diversi schermi

Cosimo Vestito
20 aprile 2017
lucio mormile-teads-programmatic day

Il connubio tra qualità e quantità nel Programmatic non è impossibile ma già una realtà tangibile Lo ha confermato Lucio Mormile, Head of Programmatic di Teads, in un’intervista rilasciata in seguito al suo discorso sul palco della Sala Rossa del Multisala Orfeo, dove si è svolta la terza edizione del Programmatic Day.

Gli editori premium hanno già aperto il loro inventario all’automatizzazione pubblicitaria con buoni risultati ma, secondo Mormile, bisogna ancora lavorare in ambito creatività. È importante, in questo senso, abbandonare modelli di pianificazione tv-centrici, nei quali si distribuisce sui canali digitali gli spot ideati e prodotti per la televisione, per adottare un approccio multi-dispositivo, con creatività ad hoc a seconda dei diversi schermi.

L’incontro con l’Head of Programmatic della società di video outstream è stata anche un’occasione per parlare dei nuovi formati display che Teads sta sviluppando.

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