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Programmatic Native, accordo tra Zebestof e Adyoulike

La piattaforma di marketing programmatico Zebestof, società francese di pubblicità digitale data-driven, ha siglato un accordo internazionale con Adyoulike, di cui Good Move è rivenditore esclusivo per il mercato italiano.

Tramite la connessione della propria DSP in Open RTB 2.4 con la SSP Adyoulike, primo SSP native europeo, Zebestof arricchisce quindi la sua offerta di Native Advertising con un vasto network di editori premium.

I clienti inserzionisti e trading desk di Zebestof possono così posizionare i loro contenuti su un largo network di siti italiani e in tutto il mondo, utilizzando dei formati Native Advertising (formati in-feed con immagine, testo e descrizione) associati a una profilazione esclusiva (profili socio demografici), tipo di navigazione e dati CRM, per proporre un contenuto mirato ed evitare la sovraesposizione di pubblicità su ciascun utente che naviga in Internet.

«Di fronte alla crescita degli Adblockers, noi proponiamo ai brand l’esperienza arricchita del Native Advertising: migliore esperienza di messaggio, pressione pubblicitaria controllata, personalizzazione della creazione in funzione dell’engagement dell’utente con il brand» ha spiegato Giacomo Zampieron, Country Manager Italy di Zebestof.

Integrati al DSP di Zebestof, le strategie native display e native video sono impiegate per migliorare l’esperienza dell’utente e le performance globali delle campagne.

«Siamo molto felici di essere integrati alla tecnologia DSP di Zebestof, e di potere cosi proporre la nostra offerta native ad altri advertiser. Questa integrazione, facilitata dal protocollo Open RTB 2.4 disposto sulle nostre rispettive tecnologie, permette un accesso istantaneo alle nostre inventory in Native Advertising» ha sottolineato Charles Deffontaine, Managing Director di Adyoulike.

Zebestof, accordo con Ligatus per il Programmatic native

Zebestof, azienda francese di pubblicità online in RTB, ha siglato un accordo internazionale con Ligatus per integrare il network della società di Gruner e Jahr tra i partner di native advertising della DSP Zebestof. Tutti i clienti di quest’ultima possono ora accedere al network Ligatus, che raccoglie oltre 1.200 siti premium.

Questo accordo ci consente di rafforzare il numero di partner Premium collegati alla nostra DSP e di accrescere la nostra leadership tecnologica per campagne pubblicitarie mirate, e di guidarne l’ottimizzazione attraverso la conoscenza del comportamento online che viene registrato nella nostro DMP. Questa partnership porta ai nostri clienti campagne pubblicitarie native internazionali più efficienti”, spiega Emmanuel Poncet, VP Sales & Marketing di Zebestof.

Ligatus offre un inventario di oltre 31 miliardi di impressioni al mese in tutto il mondo, andando a completare il network di siti e di pubblico premium della piattaforma programmatica Zebestof.

ligatus

“Apprezziamo l’approccio qualitativo di Zebestof con cui condividiamo l’interesse di essere rassicuranti quando operiamo in modalità programmatica. La trasparenza del nostro network selezionato e la qualità delle nostre integrazioni sono utilizzati qui per i loro clienti; il che rafforza ulteriormente la nostra capacità di valorizzare le impression di native advertising dei nostri partner editori”, afferma Julien Mosse, COO di Ligatus.

Ad blocking, native e programmatic: le sfide per il mercato

Sono 3,8 milioni gli italiani che hanno istallato un ad block sul proprio PC pari al 13% della popolazione on line su desktop. Lo rivela Fabrizio Angelini ceo di SenseMaker-Comscore Italia durante il Programmatic Day nella tavola rotonda Ad blocking, i numeri e le sfide per il mercato.

“Per quanto riguarda il mese di gennaio 2016, il 13 % della popolazione online su desktop ha installato un filtro della pubblicità sul proprio pc. Sono prevalentemente uomini (54%) e si distribuiscono in maniera omogenea su tutte le fasce d’età. Si tratta di utenti con un livello di conoscenza della rete superiore alla media. Il nostro Paese è allineato con altri Paesi europei come la Spagna e l’Olanda non arrivando a toccare i livelli di Germania e Francia, che hanno percentuali più alte di utilizzo di ad blocker (24% e 27% rispettivamente). Alcune categorie, come games e news-information hanno un’incidenza maggiore di altre, come retail e travel, arrivando a una riduzione dell’inventory di un quinto. Alcuni publisher hanno un’incidenza doppia rispetto agli altri: sono quelli che hanno una viewability più bassa e un alto affollamento pubblicitario in pagina. Per ora non molti utenti fanno un uso dinamico dell’ad-blcker: una volta installato viene usato su tutto e non è attivato o disattivato a seconda dei siti visitati”.

Gli editori stanno affrontando questo fenomeno cercando di analizzare i dati relativi all’utenza in maniera sempre più puntuale. “E’ di oggi la notizia di come comScore sia la prima società a offrire misurazioni accreditate da MRC sui GRP di campagne Video e Digital Display” (seguirà un articolo dedicato all’argomento).

Ma perché gli italiani usano gli ad blocker? A spiegarlo una ricerca di Teads, introdotta da Hugues Templier Programmatic Business Development Director della società. Hugues ha dapprima fornito qualche dato che riguarda l’adozione dei filtri a livello globale. Secondo i dati di PageFair dell’anno scorso, si è vista una crescita del 41% dell’uso di blocchi di annunci nel q2 2015 rispetto al q2 2014 a livello globale. A giugno 2015 sono 198 milioni gli utenti con ad blocker installati in tutto il mondo. Il costo globale per i publisher è stata per il 2015 pari a 22 miliardi di dollari mentre la spesa di adv digital è stata di 170 milardi, segnando un -13%.

“Per quanto riguarda le motivazioni di utilizzo degli ad blocker, vengono scelti principalmente perché l’adv interrompe l’esperienza sulla rete (73%), rallenta la velocità del browser (55%), perché è irrilevante (50%). L’avversione verso i formati invasivi è globale ed è sentita maggiormente su mobile. Per quanto riguarda l’Italia, il 76% degli utenti accetta i mobile ads mentre il native risulta maggiormente tollerato rispetto al pre-roll. Tra le soluzioni indicate per frenare l’adozione dei blocchi delle pubblicità è il dare la possibilità di saltare l’annuncio se ritenuto non interessante (57%), la possibilità di poterlo interrompere quando si desidera (49%) e l’impiego di formati non invasivi“.

Ecco che il native, caratterizzato dall’essere non fastidioso, e il programmatic, che colpisce target precisi, possono essere indicati come una soluzione all’adozione degli ad blocker. Se ne parla nella prossima tavola rotonda Native adv, i contenuti viaggiano in programmatic, in cui l’argomento è stato affrontato, oltre che da Templier, da Claudio Vaccaro, ceo e co-founder di BizUp, Giorgio Mennella, director di Ciaopeople Advertising, Sebastiano Cappa, country manager Italy di Ligatus, Marco Paolieri, chief executive officer di Viralize, Giacomo Zampieron, country manager Italy di Zebestof.

Conclusione sostanziale della tavola rotonda è che questa modalità di veicolazione dei contenuti di brand in programmatic può rappresentare un’opportunità sia per gli editori in termini di maggiore definizione del target e di monetizzazione dell’inventory sia per gli spender che attraverso questo tipo di comunicazione possono puntare a una maggiore reach per i propri messaggi.

Programmatic Day, ecco l’agenda della seconda edizione. Posti in esaurimento

Qualità oltre alla quantità”: questo il titolo della seconda edizione del Programmatic Day, l’unico evento italiano interamente dedicato al Programmatic Advertising in programma giovedì 21 aprile a Milano, presso l’Auditorium IULM di Via Carlo Bo.

L’appuntamento, organizzato da Engage e Programmatic Italia, vedrà intervenire aziende, centri media, operatori ed editori in un dibattito aperto su acquisto e vendita di spazi pubblicitari in modo automatizzato.

Il settore vede aumentare rapidamente la sua importanza nell’ambito del mercato pubblicitario (+115% nel 2015 secondo il Politecnico di Milano) e al contempo sta attraversando una chiara fase evolutiva, in cui alla crescita quantitativa si affianca un sempre maggiore focus sulla qualità: il Programmatic, infatti, sta rapidamente superando la connotazione prevalente di efficientamento dell’acquisto di impression invendute, per affermarsi come leva per raggiungere – agendo su dati, creatività e tecnologia – gli utenti giusti con messaggi rilevanti, ovunque essi siano, su qualsiasi canale, al prezzo ideale.

Programmatic-Day: l’agenda del mattino

L’agenda dell’evento, di cui sono in lavorazione gli ultimi dettagli, si aprirà con una disamina su numeri e trend del programmatic e sul livello di conoscenza del settore da parte delle aziende italiane, con il supporto di una ricerca inedita.

In apertura, il Programmatic Day entrerà subito nel vivo di un caso reale di strategia programmatica, con l’esperienza di Hello Bank e Xaxis, che sarà raccontata da Giovanna Loi (Managing Director del braccio programmatico di GroupM) e Luigi Maccallini (Retail Communication Manager in Bnl gruppo Bnp Paribas).

La mattinata proseguirà con una serie di speech a cura dei più importanti player dell’ad-tech: Sara Buluggiu di Rubicon Project aprirà il tema del mobile con un intervento dal titolo “MMM – Monetising Mobile Media”, mentre Mattia Stuani di RadiumOne illustrerà le strategie per passare dall’acquisizione all’attivazione del cliente attraverso il Programmatic ed Enrico Quaroni, di Rocket Fuel, parlerà delle strategie Cross Device realizzabili con l’uso avanzato dei dati.

Spazio quindi a una grande concessionaria italiana: Mediamond, la cui evoluzione sarà illustrata dall’Head of Technology e Business Development Paola Colombo.

Toccherà poi a un ospite internazionale: Phil Duffield, Head of Advertising di AOL International. Duffield, numero uno della struttura commerciale di AOL al di fuori degli Stati Uniti ed ex managing director di Adap.tv, delineerà le opportunità del programmatic nel mondo del video, nello scenario sempre più convergente tra tv e online.

Il tema delle best practice italiane tornerà quindi protagonista con Cristina Ughes (VOS – Publicis Media) accompagnata da un cliente di primo piano. Seguiranno gli interventi di Gaetano Polignano (TradeLab) che illustrerà i vantaggi di una strategia 100% programmatic capace di dipanarsi lungo tutto il funnel del consumatore, di Ilaria Zampori di Quantcast (“Mobile + me” il titolo dello speech) e di Carlo De Matteo, Ceo MyIntelligence, che presenterà i vantaggi di una DMP “Cookieless”.

La fitta agenda del mattino sarà seguita da un lunch break, offerto da Engage e Programmatic Italia a tutti i partecipanti.

Programmatic-Day: l’agenda del pomeriggio

Dopo la pausa pranzo, la seconda parte del Programmatic Day si aprirà con un approfondimento su uno dei temi più sfidanti per la industry della pubblicità online, quello degli ad blocker, che verrà inquadrato con l’aiuto di Fabrizio Angelini (comScore) – che presenterà dati inediti sull’adozione dei filtri anti-pubblicità – e, sotto l’aspetto più squisitamente qualitativo, con l’aiuto di una ricerca di Teads sul perché gli utenti installano gli ad blocker.

A partire dagli ad blocker si parlerà quindi di Native Advertising, una modalità di comunicare che punta al coinvolgimento e che offre sempre maggiori possibilità anche in chiave programmatica, in una tavola rotonda che vedrà intervenire, oltre a Hugues Templier di Teads, Giorgio Mennella di CiaoPeople, Giacomo Zampieron di Zebestof, Claudio Vaccaro di BizUp, Marco Paolieri di Viralize e Sebastiano Cappa di Ligatus.

Finita la tavola rotonda, l’evento allargherà lo sguardo ad altre due esperienze internazionali con AppNexus e Integral Ad Science, per poi tornare in Italia con Luca Mecca di VE Interactive (“Audience Share: collaborare per dare un valore aggiunto ai tuoi dati”) e Nereo Sciutto di Webranking (“Programmatic is the new SEO).

Al termine, prima dell’”happy hour” di chiusura, ci sarà spazio per un ultimo dibattito di attualità: lo sviluppo di forme di programmatic “non Rtb” come il programmatic guaranteed può portare vantaggi significativi ai publisher in termini di valorizzazione della loro inventory? A parlarne, tra gli altri, ci saranno Massimo Pattano di 4W MarketPlace e Marcus Ruhe, esperto olandese di architetture programmatiche e coach di Lens Academy.

Una conclusione di lavori di sicuro interesse per un evento che si propone di illustrare lo scenario del programmatic in tutte le sue sfaccettature, a cui solo per pochi giorni sarà ancora possibile iscriversi sul sito dedicato www.programmatic-day.com. Gli oltre mille posti garantiti dall’Auditorium IULM sono infatti in esaurimento.