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Xandr lancia la nuova DSP Invest, costruita sulla tecnologia AppNexus

Dalla tecnologia di AppNexus, nasce una nuova piattaforma lato acquisto (DSP) in seno all’offerta di Xandr, la divisione ad tech di AT&T.

Si chiama Xandr Invest e consente ai brand di acquistare inventory non solo dall’attuale exchange di AppNexus, ma anche dal marketplace video di Xandr, Community, che include spazi di property premium come CNN, Warner Bros., Vice e Hearst Magazine. Il tutto potendo sfruttare i dati deterministici di proprietà di AT&T, provenienti da rapporti diretti con 170 milioni di clienti.

Una novità che arriva dopo una serie di investimenti sull’offerta demand-side, come spiega Michael Rubenstein, Presidente di AppNexus: «Xandr Invest offre una combinazione dei nostri insight esclusivi sui consumatori e di contenuti, sorretti da una tecnologia incredibilmente potente. Abbiamo portato sul mercato una piattaforma che non solo incontra i bisogni attuali degli inserzionisti, ma consente loro di prepararsi al meglio al futuro della pubblicità, che vedrà una sempre maggiore convergenza tra digital e tv».

Attualmente, l’offerta di Xandr Invest include tv tradizionale, OTT, mobile, video digitale, audio, native e display a livello globale. Un’offerta omnichannel, in cui avrà grande importanza il video, attualmente un canale in grande crescita nell’offerta Xandr: secondo dati rilasciati dalla stessa società, gli acquisti di pubblicità video, OTT inclusi, effettuati attraverso la DSP della società vedranno nel 2019 una crescita a doppia cifra anno su anno. E proprio per capitalizzare sulle buone performance di questo mezzo, nel futuro l’offerta di Xandr Invest incorporerà sempre più strumenti e servizi volti alla convergenza tra strategie digitali e televisive, anche con specifici prodotti dedicati agli acquisti su TV tradizionale.

La nuova DSP, costruita sulla tecnologia AppNexus, avrà un’interfaccia rinnovata, ed inoltre consentirà alle aziende di prenotare in maniera automatizzata l’accesso alle inventory attraverso un’apposita offerta in programmatic guaranteed.

Secondo quanto riporta la testata The Drum, citando il vice-president of product management di Xandr Suzanne O’Kelley, Invest e la precedente DSP di AppNexus lavoreranno fianco a fianco fino a che tutti i clienti non migreranno sulla nuova piattaforma.

Adobe lancia la suite Commerce Cloud, che connette i dati ecommerce con l’adv

Oggi nella nostra rassegna le ultime news da Adobe, Xandr e Tealium.

Adobe lancia la nuova suite Commerce Cloud, che connette i dati ecommerce con l’adv

Adobe ha lanciato una nuova suite di prodotti cloud. Si chiama Adobe Commerce Cloud, ed è la quarta suite cloud della società, dopo Experience, Advertising ed Analytics. Al centro della sua offerta c’è la piattaforma ecommerce Magento, acquisita lo scorso anno da Adobe e ora integrata con gli altri prodotti cloud della società. Tra le capacità della nuova suite, quella di connettere i dati ecommerce con i prodotti pubblicitari, grazie a cui sarà possibile, ad esempio, ottimizzare il targeting e l’attribuzione sulla base delle transazioni ecommerce. La piattaforma conterrà anche una tecnologia per la gestione delle vendite e della pubblicità su Amazon e Google Shopping. Leggi di più su AdExchanger.

Xandr (AT&T) lancia un marketplace di editori video premium

Xandr, la divisione ad tech di AT&T, ha annunciato la creazione di Community, un marketplace di editori video premium cross-piattaforma, che comprende inventory da ambienti OTT, Connected Tv, digital e mobile e che potrà sfruttare i segmenti di audience della società, costruiti sui dati di prima parte di AT&T. Tra i primi partecipanti al network ci sono WarnerMedia, Vice, Hearst Magazine, e altre property owned-and-operated di AT&T, come Directv Now e AT&T WatchTV. Leggi di più su Digiday.

Tealium raccoglie 55 milioni di dollari di nuovi investimenti

Tealium, società californiana specializzata nella gestione dei dati e nella digital identity, ha ottenuto un nuovo corposo round di finanziamenti: 55 milioni di dollari, provenienti da un pool di investitori guidati dalla Silver Lake Waterman. Tealium ha raccolto fino ad ora più di 160 milioni di investimenti. Il nuovo capitale verrà utilizzato per accelerare lo sviluppo dei prodotti, soprattutto nell’ambito delle customer data platform, rendere più scalabili le attività di go-to-market dell’azienda, ed espandere il suo sistema di data integration. Leggi di più su VentureBeat.

AppNexus rafforza l’organico in Europa: 60 posizioni aperte

AppNexus vuole rafforzarsi in Europa: la società specializzata in programmatic ha annunciato di aver aperto una ricerca finalizzata al reclutamento di 60 nuovi professionisti in tutto il continente. Le posizioni aperto riguardano le sedi di Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Italia.

AppNexus, acquisita da AT&T nel 2018 e ora parte della sua divisione dedicata all’ad tech, Xandr, si sta espandendo attraverso servizi, attività commerciali e una serie di altri team funzionali. Questo ulteriore investimento mira a promuovere la crescita della sua attività nell’area EMEA, nonché a potenziare il supporto e la copertura dei clienti e a diversificare le offerte, tra cui spiccano il media trading in programmatic e gli strumenti avanzati di analisi e intelligenza artificiale.

Addressable TV, nasce un nuovo consorzio per l’erogazione della pubblicità

Nasce un nuovo consorzio tra broadcaster televisivi e operatori ad tech, con l’obiettivo di stabilire degli standard comuni per la pubblicità su dispositivi addressable.

Si chiama “Project OAR“, acronimo che sta per “Open Addressable Ready”, e punta a sviluppare un nuovo standard aperto per l’erogazione di annunci a singoli nuclei familiari tramite smart TV.

Attualmente, il gruppo comprende vari operatori di punta, tra cui NBC Universal, CBS, Disney Media Networks, Discovery, AMC Networks, Turner, Xandr (AT&T), FreeWheel (Comcast) e Hearst TV, a cui si aggiunge Inscape, divisione del produttore di televisori Vizio, che svilupperà la tecnologia.

Se ormai da tempo si parla di targeting pubblicitario tv, pure ancora il processo di erogazione di annunci personalizzati presenta delle difficoltà per le media company, a causa della moltitudine di tecnologie, data set e approcci di misurazione diversi che queste società si trovano a dover utilizzare in base ai partner tecnologici con cui lavorano. In tal senso, l’obiettivo di Project OAR è quello di fornire una soluzione comune, in modo da evitare che inserzionisti e rispettive agenzie media si trovino a dover replicare i processi per ogni tecnologia che utilizzano.

Lo standard su cui si sta lavorando sarà aperto, in maniera tale che ogni produttore di tv connesse potrà adottarlo, e sarà abbastanza flessibile da poter essere utilizzato con varie tecnologie pubblicitarie, come quella di FreeWheel o di Google. Un primo prototipo dovrebbe essere disponibile più avanti nel corso dell’anno, mentre il lancio definitivo della soluzione dovrebbe avvenire all’inizio del 2020.

Il ruolo di AppNexus all’interno di Xandr, la divisione ad tech di AT&T

Il futuro di AppNexus all’interno di Xandr, la unit ad tech di AT&T? Non sarà quello di una piattaforma video, anzi.

In occasione di un recente incontro con gli investitori, il CEO di Xandr Brian Lesser ha fatto luce su quello che sarà il ruolo della società ad tech acquisita a giugno dalla telco americana: un ruolo preciso e importante, che andrà ad ampliare le aree di operatività della divisione.

Il manager ha infatti sottolineato che, oltre al business televisivo in aumento – la piattaforma tv gestita da Xandr è cresciuta del 22% anno su anno nel Q3, trainata da addressable e prodotti data-driven – la società nel 2019 sarà molto coinvolta anche nell’implementazione di pubblicità digital, per cui sarà fondamentale l’apporto di AppNexus.

Le due linee di business, tv e web, sono ora ufficialmente connesse: «Abbiamo unito una società molto forte nelle vendite media con la più robusta piattaforma pubblicitaria – ha spiegato Lesser -. Il nostro business di media sales completa quello della piattaforma tecnologica, nel senso che tutti gli editori che con cui già lavoriamo possono ora avere accesso ad ancora più domanda, associando la loro inventory di alta qualità ad ottimi contenuti per ottenere risultati eccellenti».

Ma non è solo questione di ampliamento dell’offerta media. Lesser ha aggiunto che la piattaforma digitale di AppNexus contribuirà anche a rendere l’operatività di Xandr più efficiente nell’individuazione delle audience, nell’erogazione delle campagne e nell’innovazione di formati e sistemi di misurazione.

La top manager di Xandr: «E’ importante per i brand regolare le strategie di bidding»

Oggi nella nostra rassegna parliamo di strategie di bidding, del nuovo Creative Partners Program di Snap e di un recente trend relativo alla pubblicità su Amazon.

Catherine Williams, Xandr: «E’ importante per i brand regolare le strategie di bidding»

Le aziende devono regolare le loro strategie di bidding programmatico, perché molti ad exchange hanno cambiato il modo in cui stabiliscono il prezzo delle inventory. Ne è convinta Catherine Williams, chief data scientist di Xandr (la nuova divisione ad tech di AT&T, di cui fa parte anche AppNexus), secondo cui per i brand si tratta di una mossa necessaria per non pagare più del normale gli spazi pubblicitari da acquistare: «Con sempre più spazi venduti in header bidding, si sono create varie incomprensioni, e i buyer si sono confusi sulla tipologia di aste condotte», in particolare tra first- e second-price. Leggi di più su eMarketer.

Snap lancia un Creative Partners Program per Lenti brandizzate

Snap, la società cui fa capo Snapchat, ha lanciato un partner program per lo sviluppo di nuove Lenti di Realtà Aumentata per i brand. Il programma è aperto ad agenzie e singoli individui esperti nella produzione di filtri e lenti brandizzate per il social del fantasmino. Una mossa che punta ad aiutare gli inserzionisti a connettersi alla communità del social, attraverso la creazione di esperienze pubblicitarie immersive e ingaggianti. Attualmente oltre 150 partner creativi di Snap sono certificati: tra questi ci sono Adobe, TBWA, DDB Worldwide, Marcel, Resolution Media, BETC Digital e Wunderman. Leggi di più su MediaPost.

I brand cercano specialisti per la comunicazione su Amazon

Le aziende vogliono portare in-house la gestione delle loro campagne pubblicitarie su Amazon, e puntano ad assumere persone capaci di “navigare” l’offerta pubblicitaria del colosso ecommerce. Generalmente, queste aziende intendono gestire autonomamente la strategia pubblicitaria su Amazon, lasciando invece alle agenzie la parte di esecuzione delle campagne, come già succede con Google e Facebook. E’ il caso, ad esempio, di Reckitt Benckiser – che sta attualmente cercando persone capaci di gestire le sue campagne search sul sito ecommerce – e il brand di moda G-Star, che sta assumento ecommerce manager specificamente per la vendita dei suoi prodotti su Amazon e per il coordinamento del lavoro delle agenzie sulla piattaforma. Leggi di più su Digiday.

AppNexus traina la crescita di Xandr, la unit ad tech di AT&T

Parte col piede giusto Xandr, la neonata unit ad tech di AT&T.

Il fatturato pubblicitario della divisione – che al suo interno comprende anche AppNexus dopo l’acquisizione di quest’ultima da parte di AT&T – è cresciuta del 34% anno su anno. Escluso il business di AppNexus, il dato è comunque in aumento del 22%.

Che AppNexus abbia contribuito e continuerà a contribuire in maniera sensibile al business di Xandr è convinto anche il CFO di AT&T John Stephens, il quale ha dichiarato che la piattaforma, combinata con l’inventory video di AT&T e con altri «significativi spazi pubblicitari», aiuterà a far crescere il business pubblicitario della compagnia. «A lungo termine, se utilizzeremo queste capacità, potremo fornire una enorme flessibilità alla nostra base clienti su tv lineare, DirecTV Now, OTT e trasferirla anche sul mondo wireless e su altre aree», ha aggiunto il manager.

E in effetti, il colosso telco americano ha grandi piani per Xandr. La società punta infatti a combinare i dati dei suoi 170 milioni di abbonati con i contenuti di WarnerMedia (anch’essi un asset di AT&T), generando così più pubblicità targettizzata e in ultima istanza maggiori ricavi adv. In questo disegno, il prossimo passo per Xandr sarà quello di mettere in piedi la propria base di partner, siglando accordi con varie società televisive.

AT&T lancia Xandr, nuova divisione ad tech. Comprenderà anche AppNexus

Si ispira al nome di Alexander Graham Bell, fondatore dell’allora American Telephone and Telegraph Company, Xandr, la nuova offerta ad tech di AT&T, che la telco ha presentato oggi nel corso di un evento in California.

Una nuova unit che punta a rivoluzionare il business pubblicitario rendendo gli annunci rilevanti per i consumatori, profittevoli per le media company e efficienti per gli inserzionisti, secondo quanto ha dichiarato il Ceo di AT&T Brian Lesser.

Xandr unisce tutte le soluzioni relative a dati, analytics e advanced TV di AT&T, compresi gli strumenti di AppNexus, recentemente acquisita dalla telco e che – spiega la società in una nota – “continuerà a supportare i suoi clienti in USA e nel mondo sotto l’ombrello Xandr”.

La unit si propone di combinare i dati provenienti dai 170 milioni di abbonati AT&T con l’ampia libreria di contenuti di WarnerMedia (anch’essa parte di AT&T), per erogare annunci targettizzati al pubblico. Ma in realtà la unit punta a superare presto i confini delle property AT&T: la sua visione è infatti ben più ampia, ed è quella di un marketplace per tutti i proprietari di spazi media, in cui i brand possono sfruttare i loro dati proprietari, unirli a quelli di AT&T e misurare performance e attribuzione delle campagne sulla base dei propri standard. E in questa direzione AT&T ha già compiuto qualche passo, avviando accordi con società esterne, come Altice USA e Frontier Communications, per aggregare e vendere le loro inventory di addressable TV.

Naturalmente, in tutto questo AppNexus avrà un ruolo fondamentale. Pur continuando a mettere a punto il suo marketplace programmatico – ha spiegato Lesser – la società costruirà una piattaforma volta a rendere l’acquisto di pubblicità sulla TV lineare più automatizzato e data-driven, allo stesso tempo rendendo pienamente programmatica l’offerta addressable della telco.

E Xandr ha anche un altro obiettivo ambizioso: quello di riprogettare lo spazio pubblicitario televisivo, rendendolo meno fastidioso per l’utente e più misurabile per l’inserzionista. Invece del break per spot da 30 secondi, ha spiegato Lesser, potrà ad esempio esserci un’icona brandizzata che lo spettatore potrà cliccare per ricevere maggiori informazioni sul proprio smartphone.