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Editoriale Il Fatto sceglie Weborama per accelerare lo sviluppo data-driven

Editoriale Il Fatto ha annunciato di aver avviato una collaborazione con Weborama, la società europea specializzata in data science e profilazione semantica guidata in Italia da Roberto Carnazza.

L’editore de Il Fatto Quotidiano si avvarrà del supporto di Weborama per adottare un approccio sempre più “data-driven” , tra i principali obiettivi del piano di sviluppo della società, che si prepara alla quotazione in Borsa.

Alla base della collaborazione c’è l’utilizzo della DMP Weborama Audience Manager per raccogliere, analizzare e segmentare tutti i dati di prima parte del sito Ilfattoquotidiano.it e delle altre testate della stessa società editoriale (tra cui il mensile Millennium e la piattaforma di contenuti tv Loft). Incrociando questi dati con il database di Weborama (oltre 70 milioni di profili comportamentali e socio-demografici in Italia), Editoriale Il Fatto potrà avere una conoscenza più approfondita della propria audience per operare in modo più efficace sia sul mercato pubblicitario, sia nello sviluppo del prodotto e dell’attività in settori in cui è stata finora meno presente.

“Per una società editoriale è fondamentale analizzare la propria audience individuando specifici cluster, insight di impatto e correlazioni significative tra profili comportamentali e contenuti. In questo processo, Weborama agirà come un vero e proprio partner di Editoriale Il Fatto per quanto riguarda la Data Science, aggiungendo ulteriore valore e profondità a queste analisi”, si legge nel comunicato.

Cinzia Monteverdi, Presidente e Amministratore Delegato di Editoriale Il Fatto, nel piano industriale che descrive lo sviluppo dei prossimi tre anni ha confermato che l’approccio data-driven ha un forte impatto su tutte le fonti di ricavo: la trasformazione dell’azienda in senso data-driven modifica positivamente la proposizione commerciale di ogni prodotto dell’editoriale.

«Diventare una data-driven company è uno dei nostri grandi obiettivi – dichiara Luca D’Aprile, consigliere delegato all’innovazione di Editoriale Il Fatto -. Alcune implicazioni sono già molto chiare e hanno portato a primi risultati positivi. Questo è l’inizio di un percorso che sicuramente porterà Editoriale Il Fatto ad esplorare ed utilizzare in modo sempre più proficuo le infinite possibilità che una data-driven strategy può fornire al mondo dell’informazione».

«L’approccio de Il Fatto è totalmente in sintonia con la nostra filosofia e la nostra visione del mondo dei dati», aggiunge Roberto Carnazza, Managing Director di Weborama Italia. «Editoriale Il Fatto è una delle prime realtà in Italia ad aver compreso il valore del dato non solo in termini pubblicitari ma come asset fondamentale per sviluppare e migliorare il proprio prodotto editoriale, per dialogare con i propri utenti e per fidelizzare i nuovi lettori. Il cosiddetto data journalism non è solo una bella etichetta modaiola ma un modo totalmente innovativo di costruire e ottimizzare una realtà editoriale all’avanguardia».

Roberto_Carnazza_Weborama
Roberto Carnazza

Editoriale Il Fatto ha chiuso il 2017 con ricavi per oltre 26 milioni di euro, mentre l’utile netto è stato di 618 mila euro. Per quanto riguarda la pubblicità online l’editore (che lavora con Sport Network sul cartaceo) da gennaio ha affidato la raccolta a Moving Up e nei primi 5 mesi dell’anno dichiara una crescita dei ricavi del 15%.

Talks Media lancia una data management platform dedicata all’intrattenimento

Talks Media, concessionaria esclusiva di Everyeye.it, portale italiano per gli appassionati di videogiochi, e Gamestop.it, sito del primo rivenditore italiano in ambito videoludico, presenta al mercato una data management platform focalizzata sull’intrattenimento, aprendo nuove possibilità di targeting, segmentazione dell’audience e modalità di acquisto agli inserzionisti del settore videogiochi, cinema/serie tv e tecnologia.

Il prodotto, che si aggiunge alle attività di vendita di spazi pubblicitari da parte della concessionaria, è stato progettato da Talks Media con il supporto tecnologico di Weborama. La DMP, già operativa, consente di disporre di tutti i dati di navigazione degli utenti di Everyeye.it e Gamestop.it e permette il presidio di un pubblico esigente, alto spendente e sempre più ampio.

Questi sono alcuni dei KPI rilevati sui profili dei videogiocatori e disponibili agli investitori:

  • Hardware e piattaforme di gioco
  • Software con marchi, PEGI, piattaforma di riferimento, genere e classificazione
  • Prezzo software/hardware
  • Azioni compiute durante la navigazione (condivisioni, sondaggi, visione di trailer, ecc.)
  • Acquisti online di prodotti videoludici fisici e/o digitali, adesioni a promozioni o scambio in usato

La prossima fase nell’implementazione della soluzione sarà un’ulteriore qualifica del database attraverso l’incrocio dei dati basati sui cookie con i profili dei clienti contenuti nei CRM dei due editori. Tutti i dati saranno raccolti in maniera anonima ed in ottemperanza alle vigenti normative sulla privacy.

“Grazie alla collaborazione dei nostri editori e del partner tecnologico credo che stiamo per dare in mano agli inserzionisti uno strumento unico sul mercato, che permette di utilizzare dati su tutto il percorso di acquisto del videogiocatore italiano, dall’informazione sul prodotto al reale acquisto finale. Ci aspettiamo oltre 5.000.000 di cookie unici con una profondità e ricchezza di informazioni eccezionale grazie alla quantità e qualità dei dati dei due siti coinvolti. Credo che ragionare data-driven oggi sia necessario, soprattutto avendo a disposizione un patrimonio di dati di prima parte di questo valore, che credo rendano unica la nostra offerta nel panorama italiano”, commenta Emiliano Messeni, direttore commerciale di Talks Media.

“GameStop spinge ancora una volta l’acceleratore sulla tecnologia. Grazie alla DMP di Weborama, potrà fornire un servizio sartoriale ai propri clienti migliorando la qualità della relazione e la velocità di reazione. Siamo molto soddisfatti del lavoro fatto finora e siamo certi che il futuro sarà ancora più roseo”, dichiara Alessandro Barchetti, Head of Digital di Gamestop.it.

“Siamo estremamente soddisfatti della collaborazione instaurata con dei partner così importanti nel panorama videoludico italiano. Il servizio di DMP sarà un’importante aggiunta per la nostra offerta commerciale, che poggia su un progetto editoriale, quello di Everyeye.it, in continua espansione: costruito con l’obiettivo di fornire un prodotto di infotainment incisivo e trascinante, ma soprattutto corretto, ai nostri utenti”, aggiunge Domenico Panebianco, Fondatore & CTO di Everyeye.it.

“Questo progetto ci rende particolarmente orgogliosi, sia perché è il frutto di un lavoro armonioso che unisce diversi operatori della filiera (un rivenditore, un editore, una concessionaria e ovviamente una data company come Weborama), sia perché mette in pratica quello che è sempre stato il nostro mantra, ovvero un approccio al marketing fortemente data-driven, che va a creare un enorme valore aggiunto per tutto il mercato. Valore che è immediatamente traducibile in termini di monetizzazione del dato ma anche e soprattutto di analisi, insight e ottimizzazione delle azioni di comunicazione in ottica sia di prospecting che di fidelizzazione”, conclude Roberto Carnazza, Country Manager di Weborama.

Vivian Ceresero nuova Head of Programmatic di Moving Up

Vivian Ceresero è stata nominata nuova Head of Programmatic di Moving Up.

All’interno della media company fondata e guidata da Marco Valenti, Ceresero avrà la responsabilità di dirigere l’intero comparto Programmatic, gestendo le diverse piattaforme, implementando la formula proprietaria di header bidding ed occupandosi dell’efficientamento delle transazioni in private deal e open marketplace.

«Abbiamo deciso di investire su Vivian in virtù della sua comprovata esperienza maturata all’interno dell’industria digitale; il suo ingresso fa parte di un più ampio piano di crescita della struttura. Con le sue competenze, intendiamo specialmente valorizzare la nostra soluzione di header bidding dedicata agli editori», ha commentato Valenti.

«Credo davvero che Moving Up abbia un potenziale elevatissimo, perciò ho deciso di accettare l’incarico. La società è giovane ma, finora, ha registrato tassi di crescita notevoli, dimostrando di avere tutti i numeri giusti per imporsi sul nostro mercato. L’idea di affrontare questa nuova sfida professionale mi entusiasma. In più, il fatto che si tratti di una realtà tutta italiana, con tecnologie, capitali e professionalità reperiti sul territorio nazionale, è per me un ulteriore motivo di orgoglio», ha aggiunto Ceresero, che in precedenza ha lavorato come Chief Operations Officer in Talks Media e in qualità di Head of Client Services in Weborama.

La nuova Head of Programmatic si unisce così al team di cui fanno già parte Tommaso Genova, Ad Operations Specialist, e Antonino Scannaliato, Publishers Manager, e sarà operativa, insieme con Yari Crapanzano, da febbraio Head of Digital Sales & Marketing, nella sede milanese di Moving Up.

Il pilastro di Moving Up: una soluzione proprietaria di header bidding

Marco Valenti, Ceo e fondatore di Moving Up, ha precisato che lo strumento di header bidding della società, sviluppato in toto all’interno della struttura, si distingue dai prodotti concorrenti sia per l’algoritmo alla sua base, sia per la metodologia di utilizzo.

Si tratta di una tecnologia dinamica e applicabile ad ogni genere di transazione che ottimizza in tempo reale i posizionamenti pubblicitari sulle pagine degli editori, valorizzandone appieno l’inventory. Secondo i dati rilasciati dalla media company, grazie a questa soluzione le testate clienti hanno registrato un incremento medio della monetizzazione pari al 30%.

Weborama e Integral Ad Science insieme. Tutti i dettagli della partnership

Weborama e Integral Ad Science insieme.

L’azienda europea leader nella Data Science e nell’ad-tech, ha scelto il leader globale nella valutazione della media quality per creare un’esclusiva integrazione fornendo una maggiore capillarità nella misurazione qualitativa dell’inventory per le campagne video.

La tecnologia di Integral Ad Science consentirà di monitorare a tutti i livelli il rischio di brand safety, le frodi derivanti da attività bot e le percentuali di viewability. Weborama utilizzerà dunque la data intelligence di Integral Ad Science per facilitare ulteriormente il processo di set up delle attività video.

«L’ascesa del Programmatic Advertising ha dato la possibilità di accedere a enormi bacini di inventory, richiedendo l’utilizzo di Tool in grado di verificare la qualità di ogni ad-impression prima dell’effettivo acquisto. Sui video preroll c’è poi spesso la necessità di passare attraverso ulteriori step con le ad-ops per poter misurare la qualità e la viewability delle impression», spiega Roberto Carnazza, Weborama Italy Country Manager. «Con questa partnership abbiamo eliminato la necessità di questi ulteriori step di trafficamento così che tutti i clienti Weborama che vorranno utilizzare il nostro formato video VPaid Html5 potranno accedere alla suite di servizi IAS già implementata».

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Elisa Lupo, Country Manager Italia per Integral Ad Science, aggiunge: «Integral Ad Science è felice di aver stretto questa collaborazione con Weborama garantendo una misurazione per i formati video il più dettagliata possibile ed assicurando ai clienti un processo di implementazione semplice e veloce. Weborama da questo momento può fornire a tutti i propri clienti le metriche IAS integrate nativamente all’interno del formato video preroll VPaid Html5. Questa è la prima integrazione nativa sul formato preroll che viene effettuata sul mercato italiano».

I clienti di Weborama beneficeranno di un processo di set up semplificato: nel momento in cui i file video vengono inviati al team operativo di Weborama, il formato preroll potrà essere erogato da ogni DSP o adserver della concessionaria. In questa fase e in modo automatico, IAS verificherà tutti i dati in termini di brand safety, percentuali di viewability e tipologie di frode.

Weborama è la prima azienda in Italia a integrare le capacità tecnologiche video di IAS per il formato VPaid Html5.

Questa partnership esclusiva, evidenzia la determinazione di Weborama di innovarsi continuamente nel settore del digital video advertising, aiutando a offrire formati con maggiore interazioni per l’utente combinando la brand safety, viewability e minimizzando l’impatto delle eventuali frodi.

In Europa DMP in ascesa: entro il 2018 il 92% delle società ne utilizzerà una

Entro il 2018 il 92% delle società (publisher, agenzie media e inserzionisti) in Europa implementerà una DMP. A rivelarlo è il report “State of the European Data Management Platform market: media usage already mature, but the evolution is not complete”, realizzato da ExchangeWire Research in collaborazione con Weborama che Engage e Programmatic Italia pubblicano in esclusiva per il mercato italiano.

L’analisi, nello specifico, rivela che oggi sono più del 68% le società (publisher, agenzie media e inserzionisti) che dichiarano di averne implementata una. Un numero, come già anticipato, destinato a salire in pochi anni.

DMP-Mercato DMP-Europa-Weborama-ExchangeWire

 

Opinione condivisa tra il campione di professionisti del marketing digitale coinvolto nella ricerca (360 tra Regno Unito, Italia, Spagna, Francia) è che una DMP sia da considerare uno dei motori alla base del miglioramento nell’efficienza del media buying in termini sia di tempo sia di costi.

Cosa spinge all’adozione di una DMP

Le revenue e l’efficienza sono i fattori chiave che spingono all’adozione di una Data Management Platform.

Le DMP si sono imposte velocemente come tecnologia imprescindibile, soprattutto per le organizzazioni basate sulla pubblicità, come gli editori (il 76% le utilizza) e i trading desk (il 75% le utilizza) che usano le DMP per creare nuovi flussi di introiti a partire dai dati, e per adempiere alla promessa del “messaggio giusto, al momento giusto, al pubblico giusto”.

Questi sono stati i motori alla base della diffusione tra i publisher di questa tecnologia relativamente nuova negli ultimi due anni.

Per quanto riguarda i brand/advertiser, c’è stata un’impennata nell’utilizzo tra il 2011 e il 2013 (il 43% dei brand con una DMP riporta di essere stato attivo per più di 24 mesi), seguita da un periodo di calma durante il 2014 e il 2015 e una recente tendenza all’adozione (43%) negli ultimi 12 mesi.

È probabile che i brand compresi nella categoria di coloro che hanno iniziato presto a utilizzare una DMP (più di due anni) siano i maggiori investitori in termini di budget pubblicitario, ossia FMCG, assicurazioni e banche e i comparatori di prezzi di viaggi. Queste aziende sono sedute su grosse quantità di dati e ciò significa che c’è un beneficio proporzionalmente ampio nell’utilizzo di una DMP.

L’integrazione con l’offerta tecnologica esistente è la priorità più spesso indicata come numero uno o due (17%) tra i criteri di scelta della piattaforma, seguita dal costo (18%) e dalle funzionalità (17%). Le priorità più basse per la selezione sono state il servizio (8%), le referenze/raccomandazioni (10%) e il rapporto precedente (11%).

Integrazione dei dati

I dati più spesso acquisiti dalle DMP sono i dati di navigazione web (87% degli intervistati), seguiti dai dati di CRM (64%). Solo il 43% degli intervistati dichiara di integrare nella propria DMP dati dai social media.

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Il ROI di una DMP

Calcolare il ritorno sugli investimenti (ROI) è complicato, ma la maggioranza degli intervistati (55%) dice di aver calcolato un ROI positivo dalla propria DMP.

Inoltre, il giudizio sull’esperienza è positivo (il 90% degli intervistati è “molto” o “alquanto” soddisfatto delle proprie DMP). Un dato incoraggiante è che quasi un quarto (23%) degli intervistati ha detto che la propria DMP non ha alcun limite. Ciò si lega al fatto che il 24% degli intervistati ha detto di essere “molto soddisfatto” dell’attuale DMP.

Cosa impedisce l’implementazione di una DMP

Mancanza di tempo, competenze e supporto impediscono alle organizzazioni di implementare una DMP.

Gli AdNetwork sono i più inclini a riportare la mancanza di tempo come barriera (2.3 volte la media europea e il 43% di tutti gli intervistati).

I publisher li seguono (1.9 volte la media europea). Tuttavia, per gli editori, la mancanza di competenze/conoscenza era la barriera principale (1.6 volte la media europea, il 45% di tutti gli intervistati).

I brand erano più propensi a riportare la mancanza di competenze/conoscenza come barriera (il 36% degli intervistati), seguita da una mancanza di appoggio all’interno dell’organizzazione. I brand erano il gruppo che maggiormente ha indicato la mancanza di un appoggio all’interno dell’organizzazione come barriera.

È chiaro che un approccio unico non funziona e non funzionerà per le DMP.

Ogni organizzazione ha diverse esigenze per quanto riguarda i dati in base al tipo di attività e alla fase di maturità nell’era digitale. Inoltre, anche l’organizzazione “data-driven” più all’avanguardia non ha completato il percorso e ci aspettiamo che negli anni a venire ci sarà un continuo sviluppo in quest’area.

La situazione in Italia

Dal report apprendiamo alcuni dati chiave sul nostro Paese. Primo nell’ordine è che la maggior parte (55%) degli intervistati in Italia ha rivelato che la propria DMP è operativa da meno di un anno. È la cifra più elevata in questo range temporale rispetto ai paesi analizzati e ciò dimostra che le DMP non sono ancora diffuse in questo paese quanto nel resto d’Europa.

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Tra le principali sfide nella realizzazione di una DMP, gli intervistati italiani sono quelli che meno di frequente hanno riportato “mancanza di competenze interne” (1.4 volte in meno rispetto alla media europea, 30%). I “set di dati eterogenei” (1.2 volte in meno rispetto alla media europea, 40%) sono stati la sfida indicata più spesso, insieme a “sostituzione di /integrazione con la tecnologia esistente”; “scarsa cooperazione tra i reparti” (4.6 volte in meno rispetto alla media europea, 10%); “bisogno di consulenza esterna/mancanza di project management” (1.9 volte in meno della media europea, 10%) e “requisiti di legge” (1.2 volte in meno rispetto alla media europea, 25%).

Tuttavia, gli intervistati italiani hanno riportato più spesso della media una “mancanza di comprensione da parte della dirigenza” (1.2 volte la media europea, 35%).

Davanti a queste evidenze, il report spiega “È possibile che la relativa immaturità del mercato italiano renda le sfide meno apparenti”.

Inoltre, il report sottolinea che per le società italiane privacy e sicurezza sono le principali priorità, con il 40% degli intervistati che le ha poste tra i primi due criteri fondamentali su cui basare la selezione di una DMP. Mentre, sempre rispetto alla selezione della soluzione migliore, le “funzionalità della piattaforma” sono state indicate dal 35% degli intervistati. Inoltre, l’Italia è stato il solo Paese in cui “l’integrazione con l’offerta tecnologica esistente” non ha raggiunto i primi tre criteri di selezione.

Infine, rispetto al grado di soddisfazione in Europa rispetto alla DMP adottata, gli italiani sono stati i meno inclini a dichiararsi “molto soddisfatti” (11%, circa 2.2 volte meno della media).

Videology, partnership con Weborama per l’audience targeting

Videology, piattaforma globale di video advertising, ha annunciato una partnership con Weborama, società specializzata nella gestione dei dati online. L’intesa permetterà ai clienti Videology in Spagna, Italia e Portogallo di accedere a informazioni più dettagliate sul pubblico dell’intero ecosistema digitale.

«I dati […] rappresentano il tessuto connettivo che sta dietro a tutto il mondo programmatic» commenta in una nota José Rodriguez Rizzo, Managing Director di Videology per il Sud Europa, secondo cui la collaborazione con Weborama e i suoi strumenti di data management «consentiranno a Videology di raggiungere audience specifiche migliorando così i risultati complessivi delle campagne».

Videology avrà accesso alla piattaforma di data management di Weborama – Weborama Audience Manager – per creare audience rilevanti per i propri advertiser e sviluppare un targeting più mirato, accurato e su ampia scala, anche sfruttando funzionalità peculiari del sistema di Weborama come la raccolta e generazione di audience a partire da dati di prima parte e la capacità creare CClones (look-alike).

Si tratta quindi di un importante sviluppo per Videology, che punta molto sul nostro Paese dove ha recentemente costituito una squadra locale che vede Arianna Misirocchi ricoprire la carica di commercial manager per l’Italia (qui sotto, l’intervista ad Arianna realizzata a IAB Forum 2015).

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Soddisfazione per l’accordo è espressa anche da Abelardo Ibanez, vice president international di Weborama: «Per Weborama è importante collaborare con una delle principali piattaforme mondiali di video advertising, permettendo così alle agenzie pubblicitarie di accedere ai dati più accurati disponibili in Europa e non solo».

La ricetta di Weborama per il Programmatic: dati, algoritmi e targeting

Utilizzo ancora limitato dei dati e una persistente prevalenza dei private deal troppo uguali alle transazioni “vecchio stile”. Sono questi i limiti, da un punto di vista qualitativo, alla vera affermazione del programmatic nel nostro mercato secondo Roberto Carnazza, Country Manager per l’Italia di Weborama. «E’ altresì vero – precisa poi il manager – che il settore sta crescendo a doppia cifra, motivo per il quale ci aspettiamo che la maturazione arrivi abbastanza in fretta. Tra i driver di questa forte crescita del comparto, accanto all’inserimento della possibilità di pianificazione anche su mobile e video, è significativa anche l’ascesa dei marketplace privati».

Weborama come si posiziona in questo mercato?

Weborama offre un valore aggiunto che quasi nessun altro può dare nell’ambito del data driven advertising: coniugare una base dati esclusiva con la tecnologia in grado di renderla rilevante. Questo avviene fondendo una rilevazione dinamica dei profili degli utenti e delle loro caratteristiche con logiche di acquisto automatizzate, guidate dalla scelta dei profili idonei al targeting, massimizzando così i risultati. Tutto ciò sempre nel massimo rispetto della privacy dell’utente e dei valori del brand. Un approccio integrato al Programmatic, che unisce efficacemente dati, algoritmi e targeting.

Dati e pubblicità: siamo di fronte, dunque, a un binomio importante…

Il binomio dati-pubblicità in ambito digitale avrebbe dovuto rivestire da sempre quell’importanza che forse solo ora comincia a conquistarsi grazie all’avvento del programmatic. Il vero discrimine, infatti, al di là dell’automatizzazione di processi, risiede nell’utilizzo del dato come criterio di scelta e acquisto delle impression. Inoltre, con una tecnologia di behavioural targeting avanzato come quella di Weborama, è possibile rendere i messaggi pubblicitari più rilevanti per gli utenti, riducendo contestualmente le dispersioni e rendendo più efficaci le soluzioni di branding e performance integrate con il contenuto.

A livello di prodotto, quali sono le novità della vostra offerta?

Da oltre 17 anni, Weborama sviluppa tecnologie e servizi all’avanguardia nel campo della data science. In Italia l’azienda combina questa intelligenza con una base dati di circa 60 milioni di cookie unici, classificati in base a variabili comportamentali, di interesse e socio-demografiche. Questa solidissima base di partenza quest’anno si sta rafforzando con una serie di partnership strategiche che allargheranno ancora di più il nostro bacino d’azione. Inoltre negli Stati Uniti diversi clienti stanno già testando la nuova versione della nostra Audience Driven Advertising Platform, potenziata con l’integrazione dei canali social e di tool in grado di velocizzare l’elaborazione dei dati, portandoci più vicini al real time in termini di definizione del profilo degli utenti. Per il futuro, puntiamo sempre più ad accrescere l’offerta di dati e di strumenti tecnologici per utilizzarli al meglio, come la nostra Data Management Platform, per offrire ai nostri clienti un servizio completo e consulenziale.

Come va il mercato italiano per Weborama, anche in rapporto all’andamento estero?

Weborama continua a crescere in Italia e nel mondo. Il 2015 sta vedendo un’ulteriore crescita nel nostro Paese – dove prevediamo di chiudere il quinto anno di attività con un incremento di fatturato vicino al 40% rispetto all’anno precedente –  oltre che un’espansione a livello globale: al di là del consolidamento della nostra presenza in Europa, Weborama si sta aprendo ai mercati extra-europei come gli Stati Uniti e l’America Latina, estendendo quindi la propria attività a 17 mercati.

Programmatic-day, mancano 30 giorni. Anche GroupM, Nugg.ad e Social Reality tra i partner

Grazie, grazie, grazie per il sostegno che ci state manifestando in vista del Programmatic-Day, il primo evento italiano tutto dedicato al Programmatic Advertising, di cui siamo organizzatori con i nostri brand editoriali Engage e Programmatic-Italia, in programma il 22 di aprile a Milano presso l’Auditorium Gio Ponti.

Il tema (semplificando: la possibilità di vendere e acquistare spazi pubblicitari online in maniera totalmente automatizzata grazie alla tecnologia e ai dati) è evidentemente caldissimo, e lo sapevamo. Ma non avevamo previsto che, già a un mese dalla data fissata, saremmo stati in overbooking sia per quanto riguarda gli utenti iscritti, oltre quota 550 (è comunque ancora possibile registrarsi sul sito www.programmatic-day.com) sia in termini di partnership.

Proprio in questi ultimi giorni, GroupMNugg.ad e Social Reality si sono aggiunti alla lista dei partner che porteranno la loro esperienza e le proprie best practice al Programmatic-Day, e altre richieste ci stanno arrivando in questi giorni.

Proprio per cercare di rendere possibile la massima partecipazione, stiamo lavorando per ampliare l’evento oltre la sola mattina inizialmente prevista, estendendolo al primo pomeriggio.

Ricordiamo che oltre ai main partner Rubicon Project, Turbo, Zodiak Advertising e Rocket Fuel, saranno presenti al primo Programmatic-Day realtà di primo piano dell’ad-tech come Beintoo, Criteo, DotAndMedia, Prime Real Time, Teads, The Outplay, Weborama, Sìadv e TradeLab, insieme a una serie di altri ospiti dell’editoria e dell’impresa.

L’evento godrà di ampia visibilità mediatica e sarà seguito da vicino, oltre che dai nostri canali Engage e Programmatic-Italia, anche da un media partner prestigioso come Tgcom24, in collaborazione con il quale realizzeremo un’ampia copertura, anche video, di tutti i contenuti. A tutti i partecipanti sarà inoltre distribuito un pamphlet dedicato al Programmatic in Italia, in fase di lavorazione.

A presto con nuovi dettagli e l’agenda completa!

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