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Programmatic, nuove frontiere: dall’audio all’AI fino alla creatività

Se la crescita del programmatic advertising sta attraversando un fisiologico rallentamento del ritmo su Internet, sono alte le aspettative che il mercato nutre verso l’ingresso dell’ad tech nei mezzi “tradizionali”: in particolare out of home, tv e audio.

Su quest’ultimo aspetto in particolare si è concentrato l’intervento al Programmatic Day 2019 di Cristina Pianura, Direttore area Media and Advertising di Triboo, società che sta investendo in questo settore con il brand VoiceMax.

Secondo la manager, il mercato dell’audio è di fronte a «uno tsunami chiamato audio on demand, dove l’ascoltatore è l’assoluto protagonista di quello che decide di scaricare e ascoltare». Dal palco del Programmatic Day, Cristina Pianura ha parlato della crescita di questo mercato non solo negli Stati Uniti, dove già da anni l’ascolto di podcast è un fenomeno di massa che genera oltre 600 milioni di dollari di raccolta pubblicitaria, ma anche in Europa e di fatto in Italia.

Nel nostro Paese i fruitori abituali sono solo il 14% della popolazione maggiorenne, ma allo stesso tempo negli ultimi 3 anni questo numero è più che triplicato, nonostante un’offerta tutt’altro che matura da parte di editori e brand.

Cristina Pianura
Cristina Pianura

Proprio per accogliere e stimolare l’editoria italiana a produrre podcast, e aiutarli a monetizzarli al meglio, Triboo ha lanciato sul mercato VoiceMax: un brand che nasce su tecnologia spreaker e che vanta già un bacino di download di podcast al mese organizzati in categorie di contenuto capaci di accogliere pre-roll e mid-roll audio, acquistabili sia in programmatic grazie al partner tecnologico Adswizz sia in reservation. «I podcast si ascoltano soprattutto in casa, il che vuol dire che sottraggono tempo alla tv, alla radio ma anche a internet, rappresentando così un nuovo ambiente dove poter incontrare gli utenti», ha detto ancora Pianura.

Anche per Michele Salani, Enterprise Sales Director di Adform, l’esigenza di uscire da una logica a silo per diventare un approccio capace di applicarsi a nuovi ambiti media è una delle nuove frontiere del mercato programmatico, insieme ad altri importanti temi come l’Intelligenza Artificiale e il rapporto tra dati e creatività. Secondo il manager, «la pubblicità guidata dai dati sta vivendo un importante punto di svolta: il suo ruolo è ormai riconosciuto non solo da inserzionisti ed editori ma anche dalle istituzioni» (vedi le nuove regolamentazioni sul settore come il GDPR), ed essa si trova ormai chiamata ad affrontare importanti responsabilità, come quella di trovare il giusto equilibrio tra i bisogni degli inserzionisti, degli editori e degli utenti, garantendo affidabilità, trasparenza e fiducia.

Michele Salani
Michele Salani

La tavola rotonda con HyperTV, Viralize, Ogury, Italiaonline e IAS

Sempre in tema di nuove frontiere dell’ad tech, un tema molto caldo è quello della “programmatic creativity”, in cui dati e automazione entrano in gioco per personalizzare il messaggio pubblicitario in tempo reale, sulla base delle caratteristiche dell’utente e del contesto. Un possibilità raccolta da HyperTV, società nata a Roma nel 2011 con base anche a New York. «La nostra soluzione», ha spiegato il Founder & Ceo Claudio Vaccarella, «brevettata a livello europeo, è costituita da una sovrapposizione di layer fatta in maniera dinamica, una sequenza di frame con elementi di interattività, elementi indispensabili oggi per coinvolgere e catturare l’attenzione dell’utente. Grazie alla raccolta di informazioni di profilo e di contesto, la soluzione di HyperTv è in grado di generare contenuti in tempo reale alla chiamata dell’ad server, dimostrandosi così la sua efficace per la realizzazione di creatività sempre più targettizzate».

Occhi puntati sul video, innanzitutto, sempre più al centro dell’interesse del mercato, come ha dimostrato la recente acquisizione da parte di Vetrya del 100% del capitale di Viralize, start up italiana specializzata nella distribuzione online di video pubblicitari. «L’ottimo andamento del video ha permesso a Viralize di crescere fino al 100% di anno su anno», ha detto la Sales Director Greta Gilardi. «Oggi stiamo sviluppando la nostra offerta per intercettare la crescita di domanda di soluzioni “data driven” con la nostra DMP, sul mercato da un paio di anni, e presto con nuove soluzioni che l’ingresso in Vetrya, una realtà con grandi competenze in tema di dati, ci permetterà di lanciare sul mercato». In merito alla DMP, «la novità del 2019 è la possibilità di utilizzare le keyword per colpire in modo verticale i singoli cluster, migliorando ancora di più l’efficienza della nostra offerta».

Accanto al video, un altro tema al centro dell’interesse è quello del mobile. Usando lo smartphone, infatti, tendiamo a mostrare il nostro comportamento digitale reale. Ecco perché i behavioural data possono essere la vera strada per arrivare all’audience. «Oggi siamo in grado di conoscere tutto quello che la GDPR ci permette di sapere dei nostri utenti che hanno accettato la politica del dato», dice Gino Ruli, programmatic Sales Director di Ogury. «In particolare, il mondo potenzialmente più promettente per il mercato è quello dell’in-app, un ambiente dentro il mobile, adatto per la fruizione dei video, il formato più in forma del mercato, e dove è possibile acquistare spazi in modalità programmatica».

Quello dei dati comportamentali è, dunque, un tema emergente nell’ambito delle data-driven strategies, nel contesto di un mercato in cui le aziende sono sempre più sensibili alla leve che è possibile attivare per rendere più efficace la comunicazione, evitando di “sprecare” budget per inventory scarsamente qualitativa o, addirittura, potenzialmente dannosa. Non per nulla, temi come Viewability e Brand Safety sono all’ordine del giorno. «Il tema della qualità dei dati e della brand safety saranno ancora al centro delle attenzioni del mercato per tutto il 2019», conferma Domenico Pascuzzi, Direttore National Marketing BU Large Account di Italiaonline. «Lavoriamo quotidianamente su tutti i livelli per garantire alle aziende e ai marchi interessate a gestire un posizionamento premium contesti sicuri e di qualità, dai contenuti alla user experience e all’advertising experience. Sul fronte dei dati, un ambito che quest’anno sarà in forte crescita sarà quello legato alla geoproximity, per il quale stiamo potenziando la nostra suite di prodotti dedicati».

Brand safety e contesti editoriali di qualità sono temi, quindi, molto cari alle aziende. Lo ha confermato Elisa Lupo, Director Italy di IAS – Integral Ad Science, nome di punta nel settore della certificazione “indipendente” della qualità della comunicazione. «Il mercato chiede sempre di più agli operatori del digital di combattere le frodi, di evitare ai propri brand e prodotti di finire all’interno di contesti editoriali poco consoni. E di avere quindi informazioni sempre più precise e puntuali sui livelli di Roi delle proprie pianificazioni marketing». Sul fronte delle misurazioni, quello che sta avvenendo «è il passaggio da una metrica basata sulle impression ad una fondata sul tempo di visualizzazione».

Programmatic Day, manca poco all’appuntamento. Scopri l’agenda dell’evento (parte 1)

Ci siamo: mancano pochi giorni all’edizione 2019 del Programmatic Day, l’evento di riferimento in Italia per chi vuole conoscere e scoprire tendenze e novità nell’ambito del Programmatic Advertising e delle novità tecnologiche legate al mondo della pubblicità.

L’appuntamento è all’Auditorium IULM di Milano, in via Carlo Bo, mercoledì 11 aprile. Mentre invitiamo a iscriversi chi non l’avesse già fatto (abbiamo già raggiunto quota 1500 registrazioni per questa edizione, che promette di essere come sempre molto seguita) iniziamo a scaldare i motori entrando nel dettaglio del programma, partendo dall’agenda della prima parte della giornata.

Per partire, vedremo “che aria tira” nelle percezioni degli operatori del mercato pubblicitario attorno ai temi del digital advertising e dell’ad tech. Stiamo raccogliendo gli ultimi dati per l’edizione 2019/1 di YourSight, la ricerca congiunta di Engage e Human Highway che due volte all’anno costruisce una visione d’insieme su cosa sta succedendo e cosa si prevede che accadrà nel campo della comunicazione online.

Se lo desideri, puoi dare il tuo contributo compilando questo questionario.

I risultati dello studio saranno presentati in apertura di evento (ore 9:00) da Giacomo Fusina, Ceo di Human Highway, e saranno discussi nel primo panel della giornata che coinvolgerà Davide Fiorentini (Manager, Demand Sales di FreeWheel Italia) e Massimo Pattano (Marketing Manager di 4w MarketPlace).

James Prudhomme, Executive Vice President International di Index Exchange, sarà invece il protagonista del primo speech della giornata (9:25). Ogni anno, il Programmatic Day è vetrina di una novità per il nostro mercato, e stavolta tocca a questo importante marketplace canadese, che ha appena aperto un ufficio a Milano e parteciperà per la prima volta a un evento pubblico nel nostro Paese, condividendo la sua visione circa le nuove frontiere della monetizzazione pubblicitaria.

Il palinsesto del Programmatic Day 2019 darà ampio spazio ai temi del mobile, ambito da cui passano gran parte delle aspettative del mercato pubblicitario per l’uso intensivo che gli utenti fanno dello smartphone e per i margini di crescita in ambito ecommerce e proximity. Diversi e ricchi di spunti gli interventi dedicati: limitandoci alla prima parte della giornata Nicolò Palestino, Country Manager Italy di Widespace, spiegherà come districarsi tra le possibili strategie data-driven (9:45); mentre Stefania Giovinazzo, Account Director Italy e Stefano Guidi, Business Development Manager di Sublime illustreranno come realizzare campagne mobile che uniscono creatività ed efficacia (11:50).

Dopo i primi anni di crescita rapida e per certi versi “incontrollata”, il Programmatic sta acquisendo una certa maturità, e questo porta a dover approcciare il settore in modo più strutturato ed evoluto sfruttando tutte le opportunità fornite dalla tecnologia, dai formati e dalla multimedialità. Di questo parleranno sotto prospettive diverse Sara Buluggiu, MD Italy, Spain and MENA di Rubicon Project, che descriverà le caratteristiche salienti di un mercato del programmatic diventato “maggiorenne” (10:05); Luca Aiello, Head of Business Development di Teads Italia, che nello speech “Programmatic Match: strategie di qualità in 4 step” (10:25) sarà accompagnato da un brand tanto importante quanto universalmente conosciuto; Gaetano Polignano, Country Manager di Tradelab Italia, che spiegherà come le aziende possano progressivamente prendere un maggior controllo sulle strategie dell’ad tech; e Francesco Apicella, Co-Founder di Evolution ADV, che ci aiuterà a tracciare i contorni di una nuova prospettiva di “qualità” nel Programmatic a beneficio degli editori (12:10).

Dati, KPI e Performance sono senz’altro tre parole chiave dell’edizione 2019 del Programmatic Day: approfondiremo ulteriormente questi punti in un panel apposito (11:25) con Greta Gilardi, Sales Director di Viralize; Elisa Lupo, Director Italy di IAS; Enrico Quaroni, VP of Global Sales di Fanplayr; Gino Ruli, Programmatic Sales Director di Ogury Italia e Domenico Pascuzzi, Direttore National Marketing BU Large Account di Italiaonline.

Non mancheranno poi interventi dedicati a due ambiti emergenti: l’audio, un settore di cui si stanno letteralmente riscrivendo le regole sotto la spinta del digitale e delle tecnologie, come spiegherà Cristina Pianura, Direttore area Media and Advertising di Triboo (10:45); e l’intelligenza artificiale, che entra anche nel programmatic aprendo nuovi scenari non solo in fatto di targeting ma anche di personalizzazione del contenuto. A illustrare questo trend (12:30) sarà Julien Gardès, VP Southern Europe & Middle-East Africa di Adform, cui spetta il compito di chiudere la prima parte della giornata, prima del lunch break by Edimaker e della seconda parte dei lavori, di cui parleremo nei prossimi giorni… annunciando anche qualche sorpresa!

Esprimi la tua opinione sui trend del digitale: partecipa a Yoursight!

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Viralize: «Quest’anno si vedranno in maniera chiara gli effetti del GDPR»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Nel 2018 il settore ha sfiorato nel nostro Paese il mezzo miliardo di euro di valore, come ha rivelato una recente ricerca di IAB Italia confermando le stime del Politecnico di Milano di qualche mese fa. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Greta Gilardi, Sales Director di Viralize. Ecco cosa ci ha risposto.

Greta, quali sviluppi vedi per il mercato del Programmatic nel 2019?

«Nel 2019 il Programmatic continuerà a crescere (le stime lo vedono in crescita fino al 2020), e, accanto all’ascesa nel digital marketing, crescerà anche il segmento di programmatic relativo ai canali tradizionali: tv, radio e OOH. Inoltre il 2019 sarà l’anno in cui si vedranno in maniera chiara gli effetti del GDPR. Per quanto concerne la crescita stimata anno su anno dal 2017 al 2018 di circa il 20%, Viralize ha registrato un incremento molto più consistente, sostenuto dal forte approccio tecnologico e dalla rispettiva crescita del mercato del video advertising».

Nel 2018 il Programmatic è stato messo sotto i riflettori, oltre che per i numeri in crescita, anche per le criticità in tema di brand safety e privacy dei dati. Secondo te di cosa si parlerà quest’anno?

«Senza dubbio anche quest’anno si continuerà a parlare di brand safety e di privacy, soprattutto perché se l’anno scorso il GDPR ha generato un po’ di confusione, quest’anno potremo avere una visione più chiara sui relativi effetti sul programmatic. Viralize si è attrezzata, assumendo figure dedicate. Detto questo, nel 2019 sicuramente si parlerà molto anche di altre tematiche legate più o meno direttamente al Programmatic. Tra queste: il 5G, che contribuirà senz’altro ad aumentare la crescita della video adv (su mobile), l’incremento del mercato in-app, l’omnichannel, ecc. Anche su questi ambiti Viralize sta rafforzando sempre di più la sua offerta, stringendo partnership sempre più forti con certificatori e data provider e aumentando l’offerta sul mercato mobile».


Viralize sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

Viralize arricchisce la DMP ​Audience​ Network con nuovi segmenti

Viralize ha lanciato la sua DMP proprietaria Viralize Audience Network lo scorso ottobre. Adesso, la società che supporta editori, creatori di contenuti e inserzionisti nell’esecuzione di strategie di distribuzione e advertising video online, ha annunciato un arricchimento della piattaforma.

Sulla DMP sono infatti stati aggiunti nuovi segmenti che hanno arricchito considerevolmente la varietà delle audience raggiungibili. Ad oggi, Viralize Audience Network comprende segmenti per gran parte delle categorie di interesse IAB, sia di primo livello che di secondo livello, oltre a dati socio-demo più precisi ed affidabili in post-valutazione.

Grazie alla piattaforma, è possibile definire audience personalizzate per la creazione di target estremamente precisi. Algoritmi di analisi semantica, capacità di elaborazione del linguaggio naturale e dati su siti visitati e video visualizzati consentono alla tecnologia di Viralize di profilare gli utenti sulla base dei loro interessi e di criteri socio-demografici.

Inoltre, attraverso l’Audience Builder di Viralize è possibile creare in prima persona audience personalizzate da utilizzare poi come target per le campagne pubblicitarie.

L’ampliamento dei segmenti di Viralize Audience Network non è la sola novità della società in questa prima parte del 2018. Viralize ha anche annunciato il lancio di nuove soluzioni pubblicitarie all’interno della sua offerta: gli Interactive Videos e i formati video abbinati a Skin (leggi l’articolo su Engage).

Viralize vola: +300% nel 2016. Marco Paolieri: «In cantiere una nuova DMP»

Viralize, la piattaforma tecnologica per la distribuzione e monetizzazione di contenuti video capace di connettere content owner, advertiser e publisher, ha appena concluso un anno molto importante della sua storia, segnato dall’avvio di una forte espansione internazionale e coronato da un incremento sulle revenue superiore al 300%. Ciononostante, la società non accenna a fermare il suo sviluppo: i suoi progetti in cantiere infatti sono tanti, dalla creazione di una Content Side Platform, che permetterà di rendere disponibili contenuti video su base d’asta, alla realizzazione di una DMP volta a fornire anche ad editori medio-piccoli degli strumenti per collezionare e monetizzare i dati della propria audience. Ce ne parla Marco Paolieri, Ceo di Viralize.

Come si posiziona Viralize nell’ecosistema del Programmatic Advertising?

«Viralize è una piattaforma altamente tecnologica per la distribuzione e monetizzazione di contenuti video, che connette content owner, advertiser e publisher. L’ecosistema del Programmatic Video mette oggi in comunicazione advertiser e publisher attraverso piattaforme come le DSP e gli SSP/Exchange. Noi ci immaginiamo un modello di Programmatic esteso che coinvolge anche un terzo attore, il content owner. A questo proposito, stiamo lavorando allo sviluppo di quella che noi chiamiamo CSP (Content Side Platform), che permetterà di rendere disponibili contenuti video su base d’asta come avviene per campagne e posizionamenti, ottenendo i benefici di monetizzazione e scalabilità già dimostrati per editori e inserzionisti».

Parliamo di dati. Quali sono secondo lei i vantaggi di un loro corretto utilizzo?

«I dati rappresentano di fatto una dimensione di targeting aggiuntiva ed altamente mirata, oltre che un modo efficace di diminuire la dispersione di una campagna. Come per l’inventory, però, tutto dipende dalla qualità e ci troviamo ancora in una fase iniziale in cui è ancora difficile comparare soluzioni diverse. Editori grandi e piccoli sono senz’altro consapevoli del valore dei dati e i più strutturati sono senz’altro già attrezzati per trarne beneficio. Quello che forse manca, tuttavia, è la presenza sul mercato di attori affidabili ed altamente tecnologici che si rivolgano ai piccoli-medi editori e che possano accompagnarli nel percorso di raccolta e monetizzazione dei dati della propria audience a 360 gradi».

Viralize come risponde a questa situazione?

«Stiamo lavorando ad una tecnologia DMP che sarà alla base del nostro Audience Network, una novità che rilasceremo nel corso di quest’anno. Viralize sarà in grado di segmentare gli utenti su base semantica e socio-demografica, oltre che a raggrupparli per intenzione di acquisto o propensione al completamento di determinate azioni. Inoltre forniremo ad editori medio-piccoli strumenti per collezionare e monetizzare i dati della propria audience».

Come avete chiuso il 2016 in termini di performance? Avete già fissato degli obiettivi per il 2017?

«Il 2016 è stato un anno molto importante per Viralize: abbiamo avviato l’espansione internazionale con l’apertura di uffici commerciali a Londra, New York e Madrid. In termini di risultati abbiamo registrato una forte crescita rispetto al 2015, con un incremento sulle revenue superiore al 300%. Per il 2017 puntiamo a mantenere questo trend e a consolidare i mercati esteri».

Ad blocking, native e programmatic: le sfide per il mercato

Sono 3,8 milioni gli italiani che hanno istallato un ad block sul proprio PC pari al 13% della popolazione on line su desktop. Lo rivela Fabrizio Angelini ceo di SenseMaker-Comscore Italia durante il Programmatic Day nella tavola rotonda Ad blocking, i numeri e le sfide per il mercato.

“Per quanto riguarda il mese di gennaio 2016, il 13 % della popolazione online su desktop ha installato un filtro della pubblicità sul proprio pc. Sono prevalentemente uomini (54%) e si distribuiscono in maniera omogenea su tutte le fasce d’età. Si tratta di utenti con un livello di conoscenza della rete superiore alla media. Il nostro Paese è allineato con altri Paesi europei come la Spagna e l’Olanda non arrivando a toccare i livelli di Germania e Francia, che hanno percentuali più alte di utilizzo di ad blocker (24% e 27% rispettivamente). Alcune categorie, come games e news-information hanno un’incidenza maggiore di altre, come retail e travel, arrivando a una riduzione dell’inventory di un quinto. Alcuni publisher hanno un’incidenza doppia rispetto agli altri: sono quelli che hanno una viewability più bassa e un alto affollamento pubblicitario in pagina. Per ora non molti utenti fanno un uso dinamico dell’ad-blcker: una volta installato viene usato su tutto e non è attivato o disattivato a seconda dei siti visitati”.

Gli editori stanno affrontando questo fenomeno cercando di analizzare i dati relativi all’utenza in maniera sempre più puntuale. “E’ di oggi la notizia di come comScore sia la prima società a offrire misurazioni accreditate da MRC sui GRP di campagne Video e Digital Display” (seguirà un articolo dedicato all’argomento).

Ma perché gli italiani usano gli ad blocker? A spiegarlo una ricerca di Teads, introdotta da Hugues Templier Programmatic Business Development Director della società. Hugues ha dapprima fornito qualche dato che riguarda l’adozione dei filtri a livello globale. Secondo i dati di PageFair dell’anno scorso, si è vista una crescita del 41% dell’uso di blocchi di annunci nel q2 2015 rispetto al q2 2014 a livello globale. A giugno 2015 sono 198 milioni gli utenti con ad blocker installati in tutto il mondo. Il costo globale per i publisher è stata per il 2015 pari a 22 miliardi di dollari mentre la spesa di adv digital è stata di 170 milardi, segnando un -13%.

“Per quanto riguarda le motivazioni di utilizzo degli ad blocker, vengono scelti principalmente perché l’adv interrompe l’esperienza sulla rete (73%), rallenta la velocità del browser (55%), perché è irrilevante (50%). L’avversione verso i formati invasivi è globale ed è sentita maggiormente su mobile. Per quanto riguarda l’Italia, il 76% degli utenti accetta i mobile ads mentre il native risulta maggiormente tollerato rispetto al pre-roll. Tra le soluzioni indicate per frenare l’adozione dei blocchi delle pubblicità è il dare la possibilità di saltare l’annuncio se ritenuto non interessante (57%), la possibilità di poterlo interrompere quando si desidera (49%) e l’impiego di formati non invasivi“.

Ecco che il native, caratterizzato dall’essere non fastidioso, e il programmatic, che colpisce target precisi, possono essere indicati come una soluzione all’adozione degli ad blocker. Se ne parla nella prossima tavola rotonda Native adv, i contenuti viaggiano in programmatic, in cui l’argomento è stato affrontato, oltre che da Templier, da Claudio Vaccaro, ceo e co-founder di BizUp, Giorgio Mennella, director di Ciaopeople Advertising, Sebastiano Cappa, country manager Italy di Ligatus, Marco Paolieri, chief executive officer di Viralize, Giacomo Zampieron, country manager Italy di Zebestof.

Conclusione sostanziale della tavola rotonda è che questa modalità di veicolazione dei contenuti di brand in programmatic può rappresentare un’opportunità sia per gli editori in termini di maggiore definizione del target e di monetizzazione dell’inventory sia per gli spender che attraverso questo tipo di comunicazione possono puntare a una maggiore reach per i propri messaggi.

Viralize apre all’erogazione della pubblicità video mobile in autoplay

La visualizzazione di un video su mobile attualmente non è una cosa semplice. Per vedere un filmato, infatti, è necessario ricorrere ai player nativi delle varie piattaforme mobile, e la riproduzione dei video avviene necessariamente in fullscreen interrompendo di fatto la fruizione dei contenuti annessi e l’esperienza degli utenti. Un limite, senza dubbio, anche per le aziende che pianificano campagne adv video.

Per rispondere a questa esigenza, Viralize ha lanciato una nuova tecnologia player, compatibile con i browser mobile delle piattaforme iOS e Android, che permette di erogare contenuti video in autoplay, senza restrizioni.

Grazie ad essa, i nuovi formati di Viralize InText, OutStream e Display consentono l’erogazione video pubblicitaria in autoplay all’interno delle pagine mobile web su tutti i browser tablet e mobile diffusi oggi sul mercato. Il nuovo player mobile è inoltre compatibile con lo standard VAST IAB, garantendo così la piena compatibilità e l’integrazione dell’inventory con le principali piattaforme di RTB e Programmatic Buying, e supporta il tracciamento della Viewability.

Viralize è una piattaforma tecnologica italiana specializzata nel video advertising e partner di YouTube, e annovera tra i suoi clienti aziende del calibro di TIM, Samsung, Aruba, Fineco, Sky e Mini.

Forte degli ottimi risultati in termini di giro d’affari, con un incremento del 100% del fatturato nel Q1 2015 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, la società ha tanti programmi per il 2015, come ha spiegato a Programmatic Italia Ugo Vespier, cpo di Viralize: «Gli obiettivi, dopo il lancio della nuova piattaforma avvenuto lo scorso aprile, sono quelli di ampliare l’offerta commerciale nei confronti di inserzionisti, editori e creatori di contenuti. Viralize vuole essere una piattaforma unificante, che permetta ad Advertisers, Publishers e Creators di collaborare nella realizzazione di modelli di business sostenibili nell’ambito del video online. In particolare, punteremo nei prossimi mesi al lancio di un modello collaborativo in cui i creatori di contenuti collaborano con i publisher per fornire inventory video di qualità agli inserzionisti».

«Con il lancio del nuovo player mobile inoltre – ha aggiunto -, vogliamo affermarci come operatori nel campo del video adv su piattaforme mobile, mercato in forte crescita. La nuova tecnologia player rappresenta un’importante milestone in questa direzione e uno dei nostri obiettivi è proprio quello di ampliare la nostra inventory su piattaforme mobile».