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Il 91% dei brand acquista video in programmatic, secondo AOL

Negli USA la penetrazione del programmatic nel mercato pubblicitario digitale è ormai praticamente totale: lo dimostra l’ultimo report di AOL, secondo cui il 91% dei brand e delle agenzie acquista spazi pubblicitari video in programmatico e l’88% dei publisher fa altrettanto per la vendita della propria video inventory.

La spesa annuale in pubblicità video online negli Stati Uniti è cresciuta del 42% arrivando a 7,46 miliardi di dollari, secondo il report “The State of the Video Industry“. Lo studio cita un sondaggio a circa 300 brand, agenzie ed editori, da cui è emerso che nel 2015 il 32% di tutta la spesa in video adv sarà effettuata in programmatic, percentuale che si prevede crescerò al 38% nel 2016.

In più, il 67% delle agenzie e il 49% delle aziende prevede di aumentare la propria spesa in acquisti di spazi video in programmatico l’anno prossimo.

Un isight interessante della ricerca: un numero crescente di brand è interessato gestire il programmatic in autonomia. La tendenza riguarda il 68% dei brand interpellati da AOL, sommando quelli che hanno già acquistato spazi pubblicitario video in programmatic e quelli che hanno in programma di farlo nei prossimi 12 mesi.

AOL: A IAB Forum i piani per l’Italia

Graham Moysey, Head of International AOL, è tra gli ospiti più attesi a IAB Forum 2015, manifestazione nell’ambito della quale la società americana presenterà i propri piani di sviluppo in Italia, dopo l’accordo con Microsoft.

A fine giugno, infatti, Microsoft ha “ceduto” a AOL la raccolta della pubblicità su tutte le sue properties online. In Italia, secondo quanto già emerso, l’intero l’intero team di Microsoft Advertising è stato trasferito in AOL, diventando di fatto interno al gruppo, dove lavora insieme alla squadra di Be On (che è già parte della famiglia AOL) nella vendita combinata di soluzioni pubblicitarie in Italia. I due team commerciali saranno dunque raccolti all’interno di uno stesso ufficio e saranno guidati da Christina Lundari. Nel sapremo di più martedì a IAB Forum.

Il video programmatic in Italia varrà 245 milioni di euro nel 2020

Il mercato del video adv programmatico, già molto forte negli USA, è pronto a esplodere anche in Europa. Dai 375 milioni di euro del 2015, il valore della pubblicità online acquistata in programmatic nel Vecchio Continente registrerà un tasso di crescita del 38,7% da qui al 2020, quando diventerà un settore da 2 miliardi di euro e genererà più della metà dei ricavi totali del video advertising online.

A calcolarlo è una nuova ricerca realizzata per SpotX, piattaforma di gestione dell’inventario video per gli editori, dalla società di ricerche IHS, già partner di IAB Europe.

Secondo lo studio, attualmente l’Italia è il quarto mercato per il video advertising programmatico in Europa. Per IHS quest’anno il 12% del video advertising online nel nostro Paese è negoziato con il programmatico, rispetto al 23% nel Regno Unito, all’11% in Spagna e al 9% in Germania. Questo dato è appena inferiore alla media dei cinque maggiori mercati europei, pari al 15%, ma si prevede raggiungerà il 46,6% entro il 2020. Il mercato italiano dell’advertising video programmatico ora vale 38 milioni di euro, ma si prevede crescerà fino a raggiungere i 245 milioni di euro entro il 2020, con un tasso di crescita annuale medio del 45%.

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«Il mercato italiano – commenta Leon Siotis, MD UK ed Europa Sud di SpotX – punta molto sul rapporto con il cliente, e apprezza il ruolo dei private marketplace nel settore video. Un forte mercato televisivo e l’aumento delle attività e dell’esperienza nel trading programmatico faranno esplodere la crescita nel 2016 e 2017, fino a che il programmatic rappresenterà quasi la metà di tutti i ricavi dal video advertising online in Italia».

In totale, nel 2015 i cinque maggiori mercati europei hanno generato 286 milioni di euro di ricavi da video advertising online programmatico, un valore che salirà a 1.558 milioni entro il 2020, mentre i paesi nordici hanno generato ricavi per appena 21 milioni di euro, ma esploderanno raggiungendo i 138 milioni di euro nel 2020.

La ricerca arriva dopo il rebranding di SpotX dello scorso settembre (qui il nostro articolo dedicato).La piattaforma SpotX, sviluppata appositamente per il lato editori, oggi comprende un ad server, una SSP e una infrastruttura programmatica capace di servire marketplace open e privati per aiutare gli editori a gestire tutti gli aspetti dell’inventario di video advertising su desktop, mobile e dispositivi connessi.

Video adv online, in Italia un ottavo dei ricavi è programmatic

In Italia, circa un ottavo dei ricavi da video advertising online attualmente è realizzato attraverso delle piattaforme di Programmatic, secondo una nuova ricerca condotta da IHS per conto della SSP SpotX. In valori assoluti, i ricavi da programmatic video sarebbero pari a 38 milioni di euro nel 2015.

In base a questi dati, l’Italia è il quarto mercato europeo per il programmatic video, dietro a Uk (135 milioni di euro di ricavi programmatici nel video adv), Francia (67 milioni) e Paesi Bassi (58 milioni), precedendo Germania (31 milioni) e Spagna (15 milioni).

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A livello di market share del programmatic, nel video adv l’Italia si colloca oggi a metà strada tra i principali mercati europei. L’incidenza delle piattaforme di compravendita automatizzata è infatti lontana dal 34% dell’Olanda e dal 22% della Gran Bretagna, ma è superiore a quella registrata in nazioni pur sviluppate come Germania (9,3%) e Austria (6,5%).

Secondo i calcoli di IHS, il ruolo del programmatic in questo campo è comunque destinato a crescere a ritmi sostenuti nei prossimi anni, arrivando a coprire quasi la metà del mercato, il 46,6%, nel 2020.

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L’alto tasso di crescita previsto da IHS per il nostro Paese spinge l’istituto a inserire l’Italia tra i mercati europei “ad alto potenziale” per il programmatic video adv, insieme a Spagna e agli stati dell’area baltica.

Complessivamente, il volume del programmatic video in Europa secondo i calcoli dell IHS è cresciuto dai 22 milioni di euro ai 375 milioni del 2015. Nei prossimi 5 anni, gli scambi programmatici nell’area del video online dovrebbero continuare ad aumentare a un ritmo del 38,7% annuo, arrivando a valere 2 miliardi di euro entro il 2020.

La ricerca completa si trova qui.

StickyAds.tv apre a TF1, M6 e France Télévisions le porte del programmatic tv advertising

Grazie a un accordo con StickyAds.tv, una delle principali SSP per il video programmatic guidata a livello Emea da Massimo de Magistris, i principali tv broadcaster francesi – come TF1, M6 e France Télévisions – sono in grado di vendere in tempo reale i loro spazi pubblicitari sui canali on demand (IPTV). “Queste partnership sono la prima vera opportunità per i canali televisivi di monetizzare l’inventory generata dai loro canali on-demand con modalità Real-Time Bidding (RTB) e Programmatic Tv Direct, segnando così nuovi confini nel mondo del programmatic tv advertising“, recita il comunicato stampa diffuso da StickyAds.

StickyADS.tv-Massimo-de-MagistrisLa piattaforma StickyAds.tv consente agli editori premium di ottenere il massimo ritorno in termini di monetizzazione dei loro asset video tramite la creazione di private exchanges video costruiti intorno alle loro necessità e garantendo il controllo assoluto delle attività di programmatic trading.

La tecnologia di StickyAds.tv mette i publisher in diretta relazione diretta con i buyer, eliminando le intermediazioni a vantaggio della marginalità. “La nostra visione è quella di costruire un asset tecnologico che unisce il mondo della supply con quello della demand nell’ecosistema della TV advertising.” commenta Hervé Brunet, Ceo e co-fondatore di StickyADS.tv. “E’ di vitale importanza strategica per i tv broadcaster mantenere il controllo e gestire il proprio exchange privato mantenendo la relazione diretta con gli inserzionisti. In questo modo si eliminano intermediari e si ottimizzano le marginalità. Riportare il controllo totale della monetizzazione delle attività programmatiche all’interno dell’azienda è una priorità per il mondo dei broadcaster, per questo motivo la nostra piattaforma risulta molto interessante a adatta alle loro necessità”.

“La tv ha sempre fatto parte del Dna di StickyADS.tv e questa novità è la prova della nostra capacità di innovare l’offerta programmatica in questo canale, in Francia, come nel resto d’Europa e oltreoceano”, ha concluso Brunet.

Il video programmatico in Europa: ecco le tendenze del 2015

Una delle principali tendenze del mercato del media digitale di quest’anno è la crescita del video programmatico. Se per molti operatori questa non è una sorpresa, è sicuramente interessante analizzare quelli che sono i driver di questa crescita, in quanto l’aumento organico dell’inventory disponibile da solo non basta a spiegare questo fenomeno.

Il passaggio dei budget dalla TV al video online

Nel 2015 si continua a registrare un aumento dei budget per il video online a scapito della crescita di quelli destinati alla televisione tradizionale. Questo, pur non essendo un fenomeno nuovo, sta assumendo caratteristiche strutturali, con un ribilanciamento che nasce già in fase di definizione delle strategie media e non legato a fenomeni di novità o a opportunità commerciali. Sembra di assistere a un superamento dell’elemento unico di analisi, il costo GRP, e all’affermarsi di una visione più attenta all’interazione dinamica con il consumatore, cercando di seguirlo nelle sue attività quotidiane attraverso molteplici device digitali.

D’altra parte non dobbiamo dimenticare che oltre l’84% dell’utenza globale di Internet dichiara di guardare video online e le cosiddette campagne second screen, ovvero le campagne televisive sincronizzate con quelle di video digitale, hanno fatto registrare ottimi risultati nelle ricerche di brand recall, con aumenti medi di riconoscibilità della brand di oltre il 30%.

Ma sta cambiando anche la modalità con la quale viene comprato e venduto il video digitale. Le aspettative per il 2015 sono di una crescita del comparto video programmatico in Europa di oltre il 90% rispetto allo scorso anno e i dati che noi vediamo sembrano confermare questa previsione. Da un’analisi più approfondita dei dati del video programmatico emerge una forte propensione all’acquisto con modalità DealID o Private Deal, invece la componente Open market è decisamente meno accentuata rispetto al mondo display.

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La crescita dei Private Exchange

L’aumento del numero degli editori e dei broadcaster che si affacciano al mondo programmatico è strettamente connesso con la crescita dei Private Exchange, ovvero dei market place privati. Questa modalità di gestione delle attività di video programmatico consente ai publisher di mantenere il controllo su tutto il processo di vendita della propria inventory, di applicare al proprio private exchange delle regole personalizzate invece che seguire quelle stabilite da altri – a partire dalla selezione dei buyer – ma soprattutto garantisce un’assoluta trasparenza a tutto vantaggio degli editori premium e i buyer.

I contenuti televisivi migrano verso il digitale

Oggi sempre più consumatori di televisione utilizzano strumenti digitali per parlare di contenuti televisivi. Possiamo dire che il contenuto televisivo migri dalla televisione ad altri schermi. Diventa così naturale per i marketer seguire i propri consumatori in questo percorso. Ma la migrazione coinvolge anche la televisione stessa che vede crescere Video on Demand, On Demand TV e Connected TV. Basti pensare che nel 2015 si stima che il numero di televisori connessi crescerà di oltre 150.000.000 di unità. Per questo motivo tra gli editori e i broadcaster cresce in modo esponenziale l’interesse per la monetizzazione pubblicitaria del traffico generato da queste piattaforme, specialmente in modalità programmatica. Lo scorso aprile in Francia, StickyADS.tv ha lanciato con TF1 la prima piattaforma programmatica di vendita di pubblicità video su canali on demand. Una vera prima mondiale destinata a essere seguita presto da altri broadcaster.

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Il numero degli schermi aumenta, aumentano le dimensioni dello schermo

Il cambiamento delle abitudini di consumo del prodotto video è sottolineato da due tendenze che, combinate tra loro, stanno portando importanti cambiamenti nelle abitudini dei pianificatori media: la televisione da tempo non si guarda più solo in televisione e gli schermi “alternativi” diventano più grandi per assecondare queste nuove esigenze. Tutti i grandi publisher si stanno attrezzando per non perdere l’opportunità generata dal video mobile – le stime indicano in 38% la crescita annuale della pubblicità video mobile fino al 2017 – e anche in questo caso la componente programmatica diventa un driver importante nelle strategie di monetizzazione degli editori.

L’importanza di viewability e brand safety

Gli editori premium vogliono creare ambienti sicuri e controllati, gli inserzionisti vogliono garanzie di qualità e di efficienza. Per entrambi viewability e brand safety sono argomenti prioritari nell’agenda media. Con ogni probabilità saranno le keyword del 2015 nel mondo del video digitale, programmatico e non.

Dati, dati, dati

Non si poteva non chiudere con la terza parola chiave del 2015: i dati. O meglio i Big Bata. Ne verranno utilizzati tanti, di prima come di terza parte, ma probabilmente si cercherà di analizzarne sempre di più, e le analisi saranno sempre più sofisticate. E si sa, da dati nascono dati, quindi per ipotizzare che nel 2016 questa sarà sempre una tendenza di rilievo non serve saper leggere nella sfera di cristallo.

 

 

Pre-roll in programmatic: crescita del 500% in un anno

Tra il quarto trimestre del 2014 e il primo trimestre del 2015, l’inventory di video pre-roll accessibile in programmatic è quasi raddoppiata, secondo gli ultimi dati pubblicati da TubeMogul, una piattaforma di video programmatic attiva a livello internazionale.

TubeMogul ha avuto accesso a una media di 83 miliardi di pre-roll a settimana nel periodo tra gennaio e marzo 2015, contro una media di 46,8 miliardi nel trimestre precedente, come si vede dal grafico sotto.

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“Tale crescita – precisa TubeMogul – è determinata più da nuove fonti di inventory che dall’aumento dei video visti”. L’ammontare della quantità di inventory accessibile in programmatic secondo i report della piattaforma è cresciuta del 500% su base annua.

Allo stesso tempo migliora – ma molto più lentamente – la qualità di questi spazi adv. Negli Stati Uniti la viewability dei video ads comprati in programmatic è passata dal 32% al 34% nell’ultimo trimestre. In altri Paesi va un po’ meglio: in UK, fa sapere TubeMogul, la viewability nell’ultimo quadrimestre è stato del 50%.

Seppure timidi, i miglioramenti della viewability sono da interpretarsi, secondo Taylor Schreiner, VP of research at TubeMogul, come il segnale che il mercato si sta muovendo nella giusta direzione.

Danone acquista oltre metà degli spazi pubblicitari online in Programmatic

Se lo scorso anno, secondo i calcoli di IAB Italia e Politecnico di Milano, l’acquisto programmatico di spazi pubblicitari online valeva in Italia il 10% circa del totale display, c’è chi fa molto, molto di più.

E spesso – contrariamente alla convinzione che le grandi aziende siano più resistenti alle innovazioni – sono i big a trainare il cambiamento. E’ il caso di Danone: «Il Programmatic? Abbiamo cominciato ad approcciare questa modalità di acquisto spazi dalla metà dell’anno scorso e adesso una quota molto consistente dei nostri investimenti digital, oltre il 50%, è spesa in questa maniera», ci ha spiegato Valeria Surico, connection marketing manager di Danone, che ha aggiunto: «Pensiamo che il Programmatic sia fondamentale per ottimizzare gli sforzi, dare alle nostre campagne una buona viewability e raggiungere ottimi risultati di performance».

Danone, che a livello media lavora con Mindshare, si conferma quindi una realtà molto attenta all’innovazione, anche in comunicazione, con il digital che assorbe circa il 15% della spesa adv, percentuale consistente per il settore alimentare, e l’attenzione crescente per canali come il mobile e l’online video.

Su quest’ultimo fronte, in particolare, si concentra fortemente il progetto “Io Yogurt”, un’operazione pubblicitaria che si propone di cambiare la percezione che gli italiani hanno dello yogurt, svelando tutte le potenzialità che si nascondono in un solo vasetto di questo prodotto.

Primo step di questa iniziativa è un temporary store a Milano, realizzato con il supporto di Adverteam e presentato mercoledì alla stampa, che resterà aperto fino al 26 febbraio. Nello spazio situato nel cuore di Brera, sarà possibile partecipare a degustazioni, appuntamenti con esperti, laboratori creativi per i bambini, ma anche conoscere i prodotti del brand. Appositi incontri, nel corso del mese, verranno organizzati inoltre con i retailer Danone, a cui verranno presentate le innovazioni di prodotto attese per quest’anno.

Il temporary store sarà comunicato al pubblico tramite un video online, realizzato grazie a una partnership tra Danone e Google. Il brand ha infatti deciso di implementare tra i primi in Italia una strategia di contenuto video che segue l’innovativo approccio HHH, acronimo di HERO (contenuti pensati per incrementare rapidamente la crescita dell’audience, con video ad alto impatto), HUB (sviluppati con cadenza regolare per mostrare punti di vista sempre nuovi sul tema che si vuole comunicare) e HELP (strutturati sugli insight di ricerche effettuate per conoscere e proporre ai consumatori ciò che stanno effettivamente cercando quando si collegano a YouTube).

Il primo video presentato (un contenuto di tipo HERO) ha lo scopo di lanciare la cosiddetta “campagna di adozione dello yogurt”. Il filmato, firmato da ComboCut e supportato da una pianificazione in esclusiva su Youtube, racconta la storia di uno yogurt che si innamora di una giovane ragazza che un giorno lo “sceglie” sullo scaffale frigo e lo porta a casa. Il suo amore però non sarà corrisposto e il povero vasetto di yogurt passerà le giornate in attesa di essere scelto dalla sua amata, finché lei non deciderà di adottarlo, gustandoselo in tranquillità.

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Il messaggio di “adozione dello yogurt” verrà poi amplificato, nelle prossime settimane, da una serie di contenuti (HUB) che raccoglieranno le varie adesioni alla campagna “Io, Yogurt” tra la gente comune, con qualche incursione di volti noti. Infine, per quanto riguarda il terzo livello della strategia video (HELP), allo scopo di intercettare quelle che sono risultate essere le ricerche più frequenti in rete legate allo yogurt, ovvero ricette e consigli utili, la campagna “Io, Yogurt” prevedrà anche tutta una serie di video – realizzati stavolta da DeAbyDay – dedicati a ricette, consigli di bellezza e altre risposte alle più comuni domande che gli utenti si fanno sullo yogurt.

«L’utilizzo del web nella nostra strategia dipende dai vari prodotti che andiamo a comunicare, e dagli obiettivi che ci prefiggiamo – ci ha spiegato Valeria Surico -: per questo, nei vari casi, possiamo prediligere l’utilizzo dei video, piuttosto che i social network o altri canali come il mobile, un mezzo che siamo convinti oggi sia importantissimo per raggiungere il pubblico dovunque. Quel che è certo, tuttavia, è che internet è sempre presente come mezzo nella veicolazione delle nostre campagne».

E a proposito di campagne adv, Surico ci conferma che Danone è attualmente in comunicazione con diverse sue referenze, da Danacol ad Actimel e Activia, recentemente tornata sugli schermi con un nuovo concept dopo il format globale dell’anno scorso con Shakira. «Questo mese ripartiremo anche con Danio, mentre dopo Pasqua, in linea con la sua tipica stagionalità, torneremo on air con Vitasnella. Per tutti il mix comprenderà tv, digital e radio». Danone lavora a livello creativo con Young&Rubicam.

StickyADS.tv e Videology: partnership per offrire video programmatic di qualità in Europa

La piattaforma di video advertising Videology ha annunciato una partnership con StickyADS.tv, tra le principali piattaforme Supply-Side (SSP) di video programmatic a livello mondiale. L’accordo consentirà ai clienti demand-side di Videology di accedere alla piattaforma di StickyADS.tv per l’acquisto di inventory video di elevata qualità.

Questa nuova collaborazione offrirà agli utenti della tecnologia Videology l’accesso a una inventory di video premium su oltre 55 Private Market Place disponibili sulla piattaforma StickyADS.tv in Europa, consentendo loro di acquistare un’ampia gamma di contenuti di elevata qualità dai migliori publisher.

La flessibilità della piattaforma di StickyADS.tv consente un’integrazione fluida tra server con una inventory premium e includerà inoltre integrazione completa dei Deal ID, permettendo a Videology di targetizzare con precisione ogni mercato, audience o contesto a seconda delle esigenze pubblicitarie del cliente.

«Advertiser e agenzie ora più che mai cercano dai principali publisher, comprese le emittenti televisive, una inventory esclusiva, di elevata qualità e sicura per il brand», spiega Anne de Kerckhove, managing director EMEA di Videology. «Il numero di publisher e di Private Market Place premium disponibili sulla piattaforma di StickyADS.tv è davvero importante, e questo consente ai nostri partner demand-side di accedere alla migliore inventory in Europa per offrire ai propri clienti campagne in stile televisivo su tutti i device».

«Siamo lieti di questo accordo che abbiamo ufficializzato con Videology», commenta Hervé Brunet, ceo e co-fondatore di StickyADS.tv’s. «Collaboriamo ormai da oltre due anni, e questa partnership ci consentirà di estendere le sinergie tra le due aziende a tutta l’Europa».